{"id":4482,"date":"2025-09-16T11:20:41","date_gmt":"2025-09-16T09:20:41","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4482"},"modified":"2025-09-29T12:50:59","modified_gmt":"2025-09-29T10:50:59","slug":"la-diversita-e-uno-sbatter-dusci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4482","title":{"rendered":"La diversit\u00e0  \u00e8 uno sbatter d\u2019usci"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">A cura di Valeria Alpi<\/p>\n<p class=\"p2\">Una sera, tardi, il cane si mise ad abbaiare dietro l\u2019uscio del cortile, e lo stesso Alessi, che and\u00f2 ad aprire, non riconobbe \u2019Ntoni il quale tornava colla sporta sotto il braccio, tanto era mutato, coperto di polvere, e colla barba lunga. Come fu entrato e si fu messo a sedere in un cantuccio, non osavano quasi fargli festa. Ei non sembrava pi\u00f9 quello, e andava guardando un giro le pareti, come non le avesse mai viste; fino il cane gli abbaiava, ch\u00e9 non l\u2019aveva conosciuto mai. Gli misero fra le gambe la scodella, perch\u00e9 aveva fame e sete, ed egli mangi\u00f2 in silenzio la minestra che gli diedero, come non avesse visto grazia di Dio da otto giorni, col naso nel piatto; ma gli altri non avevano fame, tanto avevano il cuore serrato. Poi \u2019Ntoni, quando si fu sfamato e riposato alquanto, prese la sua sporta e si alz\u00f2 per andarsene. Alessi non osava dirgli nulla, tanto suo fratello era mutato. Ma al vedergli riprendere la sporta, si sent\u00ec balzare il cuore dal petto, e Mena gli disse tutta smarrita: \u201cTe ne vai?\u201d.<br \/>\n[\u2026]<br \/>\nPrima d\u2019andarsene voleva fare un giro per la casa, onde vedere se ogni cosa fosse al suo posto come prima; ma adesso, a lui che gli era bastato l\u2019animo di lasciarla, e di dare una coltellata a don Michele, e di starsene nei guai, non gli bastava l\u2019animo di passare da una camera all\u2019altra se non glielo dicevano. Alessi che gli vide negli occhi il desiderio, lo fece entrare nella stalla, col pretesto del vitello che aveva comperato la Nunziata, ed era grasso e lucente; e in un canto c\u2019era pure la chioccia coi pulcini; poi lo condusse in cucina, dove avevano fatto il forno nuovo, e nella camera accanto, che vi dormiva la Mena coi bambini della Nunziata, e pareva che li avesse fatti lei. \u2019Ntoni guardava ogni cosa, e approvava col capo, e diceva: \u201cQui pure il nonno avrebbe voluto metterci il vitello, qui c\u2019erano le chiocce, e qui dormivano le ragazze, quando c\u2019era anche quell\u2019altra\u2026\u201d. Ma allora non aggiunse altro, e stette zitto a guardare intorno, cogli occhi lustri. In quel momento passava la Mangiacarrubbe, che andava sgridando Brasi Cipolla per la strada, e \u2019Ntoni disse: \u201cQuesta qui l\u2019ha trovato il marito; ed ora, quando avranno finito di quistionare, andranno a dormire nella loro casa\u201d.<br \/>\nGli altri stettero zitti, e per tutto il paese era un gran silenzio, soltanto si udiva sbattere ancora qualche porta che si chiudeva; e Alessi a quelle parole si fece coraggio per dirgli: \u201cSe volessi anche tu ci hai la tua casa. Di l\u00e0 c\u2019\u00e8 apposta il letto per te\u201d.<br \/>\n\u201cNo!\u201d rispose \u2019Ntoni. \u201cIo devo andarmene. L\u00e0 c\u2019era il letto della mamma, che lei inzuppava tutto di lagrime quando volevo andarmene. Ti rammenti le belle chiacchierate che si facevano la sera, mentre si salavano le acciughe? e la Nunziata che spiegava gli indovinelli? e la mamma, e la Lia, tutti l\u00ec, al chiaro di luna, che si sentiva chiacchierare per tutto il paese, come fossimo tutti una famiglia? Anch\u2019io allora non sapevo nulla, e qui non volevo starci, ma ora che so ogni cosa devo andarmene\u201d.<br \/>\nIn quel momento parlava cogli occhi fissi a terra, e il capo rannicchiato nelle spalle. Allora Alessi gli butt\u00f2 le braccia al collo.<br \/>\n\u201cAddio\u201d, ripet\u00e9 \u2019Ntoni. \u201cVedi che avevo ragione d\u2019andarmene! qui non posso starci. Addio, perdonatemi tutti\u201d.<br \/>\nE se ne and\u00f2 colla sua sporta sotto il braccio; poi, quando fu lontano, in mezzo alla piazza scura e deserta, che tutti gli usci erano chiusi, si ferm\u00f2 ad ascoltare se chiudessero la porta della casa del nespolo, mentre il cane gli abbaiava dietro, e gli diceva col suo abbaiare che era solo in mezzo al paese.<br \/>\n(G. Verga, I Malavoglia)<\/p>\n<p class=\"p2\">Mi ricordo di non avere amato I Malavoglia a scuola.<br \/>\nForse per questo modo ossessivo per cui bisognava per forza parafrasare ogni riga: \u201ccosa avr\u00e0 voluto dire Verga qui\u201d, \u201ccosa avr\u00e0 voluto dire Verga l\u00e0\u201d, con quella determinata parola, o aggettivo, o costruzione linguistica. Per curiosit\u00e0 ripresi il libro ai tempi universitari, e lo lessi come un romanzo qualunque, come se avesse una lingua scritta ai nostri giorni. E lo amai. Da allora il concetto di \u201cverismo\u201d per me \u00e8 sempre stato il cane che abbaia quando vede avvicinarsi \u2019Ntoni,\u201cch\u00e9 non l\u2019aveva conosciuto mai\u201d.<br \/>\nQui siamo al finale de I Malavoglia, rimasto nel mio cervello emotivo come se l\u2019avessi vissuto io. Forse perch\u00e9 anche io ho una \u201ccasa del nespolo\u201d, anche se al posto del nespolo c\u2019\u00e8 un giuggiolo; forse per- ch\u00e9 anch\u2019io ho avuto una vita che ha ruotato e ruota ancora intorno a quella casa, che gi\u00e0 penso con nostalgia prefigurandomi il giorno in cui le cose cambieranno: il giorno in cui il capofamiglia, un nonno che ora ha quasi 102 anni, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 e la \u201ccasa del giuggiolo\u201d avr\u00e0 una nuova vita con altre persone.<br \/>\nMa al di l\u00e0 della bellezza di questo brano, rileggendolo oggi con alle spalle l\u2019esperienza del Centro Documentazione Handicap, ripenso al concetto di diversit\u00e0. \u2019Ntoni \u00e8 un diverso, \u00e8 colui che rispetto alla sua famiglia e alle tradizioni culturali del paese ha rifiutato il sacrificio, il sudore del lavoro, per il desiderio della ricchezza e la vaga bramosia dell\u2019ignoto. La scelta individualistica del giovane \u2019Ntoni, che contesta la mentalit\u00e0 patriarcale e l\u2019ordine immutabile dei valori cui \u00e8 fedele il nonno, lo separa dal proprio nucleo familiare e lo condanna all\u2019esclusione e al fallimento.\u2019Ntoni \u00e8 andato nel mondo pesce vorace e non pu\u00f2 sperare pi\u00f9 nell\u2019inclusione. Quanti diversi conosciamo che non sono inclusi? Per i quali non si mettono in atto strumenti e strategie di inclusione? Che cos\u2019\u00e8 la diversit\u00e0? Chi nasce disabile, chi lo diventa, chi ha infamiglia una persona disabile, chi lavora con la disabilit\u00e0 sa o si sente sempre dire che il disabile \u00e8 un diverso. Perch\u00e9 il suo corpo non risponde ai canoni standard, perch\u00e9 delle cose non sa farle o non riesce a farle nel modo tradizionale, perch\u00e9 a volte il suo ragionamento \u00e8 strambo e fuori luogo, perch\u00e9 deve avere anche una diversa automobile attrezzata o un diverso bagno. E c\u2019\u00e8 chi non accetta di essere vissuto come diverso. Eppure siamo circondati dalla diversit\u00e0 e non esistono \u201csolo\u201d le categorie diverse: non ci sono, ad esempio, solo i disabili, o gli stranieri che raggiungono le coste di Lampedusa, o gli omosessuali. Pu\u00f2 essere diverso un compagno di classe che decide di indossare sempre un cappello, quando tutti gli altri della sua et\u00e0 non lo fanno e quando il contesto non lo richiede; pu\u00f2 essere diverso chi si veste sempre di nero tutto l\u2019anno; pu\u00f2 essere diverso chi si ribella alla cultura (spesso con pesantissime conseguenze) del proprio paese; pu\u00f2 essere diverso chi fa scelte sbagliate e rovina se stesso e la sua famiglia, con la delinquenza, o col gioco d\u2019azzardo; pu\u00f2 essere diverso chi a scuola proprio l\u2019area del triangolo non riesce a calcolarla, neppure se va a ripetizione e gliel\u2019hanno spiegata centinaia di volte. Chi\u2026 chi\u2026 chi\u2026<br \/>\nChi vive una diversit\u00e0, anche se piccola, \u00e8 escluso dai \u201cnormali\u201d: ha deviato dalla norma, e allora \u00e8 fuori. Non importa se l\u2019ha fatto come scelta consapevole o se \u00e8 capitato. \u2019Ntoni l\u2019ha fatto consapevolmente, \u201cse l\u2019\u00e8 cercata\u201d. Ma \u2019Ntoni non \u00e8 un diverso solo quando ritorna e il paese non sarebbe culturalmente in grado di integrarlo di nuovo, ma \u00e8 sempre stato un diverso fin dalle prime righe del romanzo. Uno predestinato all\u2019esclusione a causa del suo carattere. Non voglio dire che l\u2019essere disabile abbia lo stesso peso di un adolescente escluso dai suoi coetanei perch\u00e9 veste in maniera strana, per\u00f2 mi chiedo: quanti sono i normali? Forse, se ci pensiamo attentamente, sono la minoranza.<br \/>\n\u201cSe volessi anche tu ci hai la tua casa. Di l\u00e0 c\u2019\u00e8 apposta il letto per te\u201d , dice il saggio Alessi, che nel mondo di oggi sarebbe il nostro strumento di inclusione. Ma Aci Trezza non \u00e8 pronta ad accogliere la diversit\u00e0, lo sa \u2019Ntoni, lo sa Alessi, lo dice tutto il silenzio dietro le porte delle case. Ma se oggi provassimo a far tornare \u2019Ntoni dentro le mura domestiche? L\u2019educatore-Alessi avrebbe un gran da fare, ma il processo culturale di accettazione della diversit\u00e0 inizierebbe il suo percorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Valeria Alpi Una sera, tardi, il cane si mise ad abbaiare dietro l\u2019uscio del cortile, e lo stesso Alessi, che and\u00f2 ad aprire, non riconobbe \u2019Ntoni il quale tornava colla sporta sotto il braccio, tanto era mutato, coperto di polvere, e colla barba lunga. 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