{"id":4488,"date":"2025-09-16T11:56:38","date_gmt":"2025-09-16T09:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4488"},"modified":"2025-09-29T12:47:40","modified_gmt":"2025-09-29T10:47:40","slug":"prossima-stazione-topolo-la-creativita-in-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4488","title":{"rendered":"Prossima stazione, Topol\u00f2: la creativit\u00e0  in viaggio"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">di Moreno Miorelli, direttore artistico di Stazione di Topol\u00f2\/Postaia Topolove<\/p>\n<p class=\"p3\">Topol\u00f2 \u00e8 un paesino particolare abbarbicato sulle pendici della Val Coderiana, tra le montagne delle valli del Natisone, nel comune di Grimacco, a pochi passi dal confine italo-sloveno. Il nome deriva dall\u2019albero del pioppo. Ha molte rappresentanze diplomatiche quali consolati e ambasciate, una Pinacoteca Universale, la stazione dei treni, l\u2019aeroporto, l\u2019Officina Globale della Salute e moltissime altre istituzioni che lo rendono un posto unico. Non ci sono bar n\u00e9 negozi a Topol\u00f2, non ci sono collegamenti con il fondovalle e vi risiedono solo 30 abitanti.<br \/>\nOgni anno a luglio \u00e8 anche sede della Stazione di Topol\u00f2\/Postaia Topolove, una manifestazione impossibile da descrivere, perch\u00e9 va vissuta percependola con le emozioni. Al Festival partecipano gratuitamente artisti visivi, musicisti e danzatori, registi, fotografi, scrittori provenienti da tutto il mondo.\u201cStazione di Topol\u00f2\u201d non \u00e8 solo un festival n\u00e9 una semplice mostra, ma piuttosto un\u2019operazione che raccoglie lingue, culture e modalit\u00e0 espressive diverse.<br \/>\nL\u2019idea iniziale \u00e8 di Moreno Miorelli che \u00e8 tuttora il direttore artistico: lo abbiamo contattato per farci raccontare la sua storia e il suo punto di vista.<\/p>\n<p><strong>Stazione di Topol\u00f2\/Postaja Topolove<br \/>\n<\/strong>Stazione di Topol\u00f2\/Postaja Topolove nasce, come idea, nel 1993 e vede il suo primo svolgimento nel luglio del \u201994. La prima edizione aveva il suo nucleo nelle installazioni artistiche nate da sopralluoghi e dall\u2019incontro con il luogo, i suoi abitanti, le sue peculiarit\u00e0 storiche, culturali e architettoniche. Ovviamente era il confine il tema che pi\u00f9 di ogni altro attirava i primi artisti invitati. Bisogna ricordare che Topol\u00f2\/Topolove condensa in s\u00e9 l\u2019intera storia del Novecento, dalla battaglia di Caporetto\/Kobarid, il comune sloveno confinante, alle tragedie della Seconda Guerra Mondiale con i problemi derivati dallo scontro tra i due blocchi e la Guerra Fredda, qui particolarmente dura, pesante, con una militarizzazione massiccia, una campagna nazionalistica ossessionante e una serie di divieti che impedivano di fatto quella vita normale che era invece diventata patrimonio del resto d\u2019Italia. Nel 1994, malgrado il \u201cpericolo\u201d jugoslavo avesse cessato di esistere, la situazione era ancora complessa e l\u2019area di confine delle Valli del Natisone era ancora una zona sconosciuta, spesso non indicata nelle mappe, un luogo che non c\u2019\u00e8\u2026<br \/>\nTopol\u00f2\/Topolove, posto alla fine della strada (e dell\u2019Italia, e dell\u2019Occidente) a pochi metri dalla frontiera con l\u2019Europa dell\u2019Est, era proprio un concentrato di temi attualissimi: storici, sociali, politici, etnici, oltre a essere un luogo con caratteristiche urbanistiche davvero affascinanti.<br \/>\nCon gli anni, l\u2019aspetto artistico \u00e8 mutato; abbiamo rinunciato alle installazioni e, di conseguenza, a ogni aspetto espositivo per privilegiare, invece, altre discipline (tutto ci\u00f2 che riguarda il suono, la narrazione, il video e la fotografia) e in particolare i momenti laboratoriali, in quelli che noi indichiamo come Cantieri. A essere coinvolti sono soprattutto i ragazzi della zona che possono partecipare gratuitamente a cantieri musicali o di altro genere, coordinati da professionisti, e che diventano protagonisti della Stazione. Negli anni sono nati diversi gruppi; i pi\u00f9 longevi sono Les Tambours de Topol\u00f2, gruppo di percussioni da strada che si \u00e8 esibito, oltre che in Italia, in Slovenia, Austria, Croazia, Ungheria e Gran Bretagna e la Topolovska Minimalna Orkestra, un ensemble aperto specializzato nell\u2019esecuzione di brani di musica minimale<br \/>\n(Terry Riley, in particolare).<br \/>\n\u00c8 nato un Archivio dello Spazio, sempre creato dai ragazzi, che ha documentato edifici, interni ed esterni, e gli stessi suoni raccolti negli edifici e che quest\u2019anno si dedicher\u00e0 alla catalogazione dei moltissimi muri e muretti a secco, ormai in stato di abbandono, che circondano il paese. E molto, moltissimo altro&#8230; La parola d\u2019ordine \u00e8 sempre la stessa, dalla prima edizione: ci\u00f2 che avviene deve avere un senso per il luogo in cui avviene e per le persone che lo abitano. I partecipanti, i \u201ctopolonauti&#8221;, non sono sempre artisti, diciamo che sono persone accomunate da un\u2019inguaribile curiosit\u00e0 e da spirito di ricerca. Alcuni di loro sono uomini di scienza, stimolati dalle caratteristiche del luogo e della Stazione. Tutto avviene in modo informale, utilizzando ci\u00f2 che c\u2019\u00e8. I fienili sono teatro, un grande muro imbiancato \u00e8 lo schermo cinematografico, i prati e le piazzette sono le sale da concerto. Tutti i partecipanti vengono ospitati nelle case del paese e non casualmente: questo era un luogo dove l\u2019ospitalit\u00e0 non \u00e8 stata possibile per moltissimi anni a causa del confine. Una Stazione\/Postaja, luogo di passaggio, arrivo, partenza, snodo, incontro e possibile mutamento di rotta \u00e8 quanto \u00e8 mancato per troppi anni. La Stazione opera con piccole operazioni anche durante l\u2019anno, il clou \u00e8 nel mese di luglio, quest\u2019anno dall\u201911 al 20.<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>ToBe Continued<br \/>\n<\/strong>Un\u2019altra iniziativa organizzata dall\u2019Officina Globale della Salute di Topol\u00f2 e da Stazione di Topol\u00f2 \u00e8 la maratona sonora sul web \u201cToBe Continued\u201d, giunta quest\u2019anno alla sua quinta edizione.<br \/>\nSi tratta di un concerto dalle dimensioni davvero notevoli: 48 concerti di 30 minuti l\u2019uno, senza interruzione, n\u00e9 presentazioni, n\u00e9 pubblicit\u00e0, come una staffetta, lungo l\u2019arco di 24 ore: dalle 00.00 alle 24.00 del 24 marzo, Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi. La particolarit\u00e0 di \u201cToBe Continued\u201dsta anche nel fatto che i concerti, tutti dal vivo, provengono da luoghi diversi, precisamente, nel 2014, da oltre 40 Paesi del mondo: India, Cina, Iran, Per\u00f9, Nuova Zelanda, Sud Corea, Giappone, Sud Africa, Australia, USA, Libano, Venezuela, Cile, Brasile, Messico, Canada, Turchia, Georgia e molti Paesi europei dell\u2019Est e dell\u2019Ovest, inclusi Russia, Ucraina, Bielorussia, Islanda.<br \/>\nAnche nell\u2019ultima edizione, dello scorso marzo, i musicisti sono tutti nuovi rispetto alle passate edizioni e anche questa volta non sono mancati i \u201cmonumenti\u201d della musica internazionale non commerciale, a iniziare dall\u2019ottantenne Hans Joachim Roedelius, icona del \u201ckrautrock&#8221;, prima e poi, sotto la sigla Cluster, compagno di viaggio di Brian Eno e Moebius; per l\u2019Italia la tromba di Paolo Fresu; la vocalist americana Dafna Naphtali in compagnia del percussionista Hans Tammen e Al Margolis. Negli anni trascorsi, si sono susseguiti Phill Niblock, Alvin Curran, Teho Teardo, Rhys Chatham, Pauline Oliveros, Eyvind Kang, Amelia Cuni, Gianni Gebbia, Julia Kent e molti altri. La curiosit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 per quei musicisti che, anche per la loro collocazione geografica, non hanno una notoriet\u00e0 internazionale, come nel caso dei musicisti di Per\u00f9, Cile, Iran, Libano. Tante storie dietro ognuno di questi interventi, anche problemi di censura internet da superare come si evince dai nomi di alcuni dei Paesi coinvolti. A coordinare \u201cToBe Continued\u201d ci sono il musicista udinese Antonio Della Marina e lo scrivente, Moreno Miorelli (direttore artistico di Stazione di Topol\u00f2), supportati dal grafico Cosimo Miorelli (autore anche delle locandine) e Maria Silvano che tiene i contatti skype con i vari musicisti durante le dirette.<br \/>\nLa trasmissione avviene nei locali del Centro Culturale Universitario di Klagenfurt, gentilmente messi a disposizione per eliminare ogni problema di connessione. Lodevole il sostegno di Lilly-MDR TB Partnership e di Otsuka, che permettono lo svolgimento del progetto. La 24 ore viene rimbalzata anche da web radio e dal coinvolgimento di molti punti d\u2019ascolto tra i quali il MART di Rovereto, maggior polo italiano per l\u2019arte contemporanea, la Fondazione Pistoletto di Biella, la Vodnikova Domacija di Lubiana, oltre a musei, centri culturali, locali, in diversi luoghi del mondo.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 nata dalla volont\u00e0 di fare qualcosa che unisse creativit\u00e0 e scienza\/salute, com\u2019\u00e8 nello spirito dell\u2019Officina Globale della Salute,\u201cente simbolico\u201d nato a Topol\u00f2 nel 2009 per volont\u00e0 di Mario Raviglione, massima autorit\u00e0 mondiale nel campo della lotta alla TBC e direttore del dipartimento StopTB presso l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 di Ginevra. Il coinvolgimento all\u2019interno della Stazione (laboratorio per le arti e il pensiero che si svolge nel mese di luglio nel paese di Topol\u00f2, al confine italo-sloveno) di molti musicisti ha fatto scattare l\u2019idea di coinvolgerli in un progetto possibile solo via web. Il passaparola e la ricerca sul web hanno poi fatto il resto, allargando a macchia d\u2019olio il parterre.<br \/>\nI contatti nell\u2019arco delle 24 ore sono intorno ai 25.000, moltissimi se si pensa che si tratta di musica non commerciale, anzi decisamente sperimentale nell\u201980% dei casi. Ma ci sono anche i punti d\u2019ascolto e le web radio che rilanciano l\u2019ascolto, realt\u00e0 dalle quali ci \u00e8 difficile reperire dati attendibili. I musicisti coinvolti in questi cinque anni sono stati numerosi, pi\u00f9 di 500 se pensiamo che spesso il concerto \u00e8 eseguito da un ensemble.<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>La diversit\u00e0 \u00e8 una maschera<br \/>\n<\/strong>Sull\u2019idea di diversit\u00e0\u2026 che dire? Si spendono fiumi di retorica, la televisione, soprattutto quella di fascia mattutina e pomeridiana, ultimamente ne ha fatto una bandiera per un buonismo lacrimevole davvero imbarazzante. Personalmente, ma \u00e8 appunto un mio esclusivo sentire, \u00e8 una parola che inizia a dare fastidio, come \u201cidentit\u00e0\u201d (vivo su di un confine). Parole che non costa nulla spendere e che creano una maschera presentabile a chiunque se ne impossessi. Sono cresciuto con un padre cieco, poi diventato non-vedente (quanto si arrabbi\u00f2 quando ci fu il passaggio da una definizione all\u2019altra! Fu forse il momento in cui ebbe la netta sensazione di non essere mai stato considerato una persona normale, visto che \u201ccieco\u201d era diventata una \u201cparolaccia\u201d) e forse gli \u00e8 stato risparmiato un ulteriore passaggio (diversamente vedente?). Ecco, proprio in questa affannosa ricerca della parola giusta, in questi cambi di definizione nella disperata ricerca di un politically correct, vedo come la diversit\u00e0 sia vissuta come una patata bollente. A me, avendola vissuta quotidianamente in famiglia, vengono subito alla mente una serie di strategie pratiche per dribblare certi ostacoli pratici; grandi o piccole strategie secondo la gravit\u00e0 del problema fisico ma nulla che invada altre sfere del vivere, l\u2019emotivit\u00e0 e quant\u2019altro. Per\u00f2, lo ripeto, forse sono stato privilegiato dalla mia esperienza personale.<\/p>\n<p class=\"p3\">Per contatti:<br \/>\nMoreno Miorelli<br \/>\nmorenomior@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Moreno Miorelli, direttore artistico di Stazione di Topol\u00f2\/Postaia Topolove Topol\u00f2 \u00e8 un paesino particolare abbarbicato sulle pendici della Val Coderiana, tra le montagne delle valli del Natisone, nel comune di Grimacco, a pochi passi dal confine italo-sloveno. Il nome deriva dall\u2019albero del pioppo. 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