{"id":450,"date":"2009-11-04T17:06:21","date_gmt":"2009-11-04T17:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=450"},"modified":"2026-03-25T12:19:13","modified_gmt":"2026-03-25T11:19:13","slug":"il-buio-oltre-la-siepe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=450","title":{"rendered":"1. Il buio oltre la siepe"},"content":{"rendered":"<p>di Gianni Selleri<\/p>\n<p>Come i genitori di disabili gravi vivono e immaginano il futuro dei figli. Una serie di testimonianze tratte da una ricerca del Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna.<br \/>\n<!--break-->Cinque famiglie composte da genitori relativamente anziani e da un figlio handicappato grave. Madri e padri che con le loro testimonianze mettono a nudo, talvolta con estrema crudezza, l&#8217;inquietudine per il domani, per quando non potranno pi\u00f9 prendersi cura del figlio. E la mancanza di prospettive porta anche ad elaborare soluzioni estreme.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro fratello<\/strong><br \/>\nMadre. Siamo una famiglia serena e normale. Ho il problema di dove la lascer\u00f2&#8230; Spero che il Signore ci pensi.<br \/>\nDomanda. Avete qualcuno a cui affidarlo in un futuro?<br \/>\nMadre. Nessuno. Noi ogni tanto ci pensiamo per\u00f2 non ci vogliamo pensare, cerchiamo di mandarlo via questo problema.<br \/>\nPadre. Abbiamo un altro figlio e lui dice sempre: &#8220;Non vi preoccupate&#8221;.<br \/>\nMadre. Non vorrei lasciarlo a lui questo problema, \u00e8 mio, \u00e8 mio. Lui (il fratello) ha una sua vita, perch\u00e9 sacrificarli tutti e due? Voglio tanto bene a mio figlio, ma voglio tanto bene anche a quell&#8217;altro e non voglio lasciargli questa disgrazia&#8230;<br \/>\nNon lo so, non lo so, prego solo Dio che lo faccia morire prima di me.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 nessuno a cui affidare il figlio; &#8220;lasciarlo&#8221; al fratello significherebbe far soffrire anche lui perch\u00e9 si tratta di una disgrazia, che d&#8217;altra parte appartiene esclusivamente alla madre e quindi non pu\u00f2 e non deve essere trasferita ad altri. C&#8217;\u00e8 un richiamo alla Provvidenza, ma la vera e unica soluzione consisterebbe nella morte anticipata del figlio. Intanto \u00e8 meglio non pensarci.<\/p>\n<p><strong>In mezzo ai vecchi<br \/>\n<\/strong>Madre. Dove andr\u00e0 questo ragazzo quando noi non ci saremo pi\u00f9? Adesso pi\u00f9 si va avanti con gli anni pi\u00f9 ci pensi: come sar\u00e0 la sua vita? Non si riesce a non pensarci. Tante volte dico che sono stata brava, con tutto quello che ho sopportato, perch\u00e9 ci sono delle donne nella mia situazione che li hanno ammazzati. Io non le ho mai condannate perch\u00e9 so che cosa mi frullava per la testa. Bisogna viverle certe cose.<br \/>\nPadre. Il &#8220;dopo famiglia&#8221; \u00e8 un grosso problema. Mancano le istituzioni, anche di pronto soccorso. Se il padre o la madre devono andare all&#8217;ospedale, \u00e8 capitato anche a noi, \u00e8 terribile. Ma ci dobbiamo pensare noi a fare qualcosa adesso che siamo al mondo. Conosco una ragazza, alla quale sono morti i genitori, adesso vive in mezzo ai vecchi che si tirano addosso i piatti, si sputano. Noi dobbiamo pensare ai nostri figli, perch\u00e9 nessuno ci pensa.<br \/>\nMadre. Io non voglio pensare a quel famoso giorno che verr\u00e0, perch\u00e9 se no continuo a impazzire. Dopo che siamo morti diventano come reclusi o finiscono in manicomio.<br \/>\nLa tensione e l&#8217;ansia si intensificano con l&#8217;invecchiamento dei genitori.L&#8217;idea della propria morte si collega con fantasie di soppressione del figlio.Non c&#8217;\u00e8 nessuna possibilit\u00e0 di liberazione anche dopo la separazione, un&#8217;ideache &#8220;continua a farci impazzire&#8221;. Gli esempi di altri handicappati sopravvissuti ai genitori rappresentano un&#8217;anticipazione del terribile futuro del proprio figlio.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 stata una vita<br \/>\n<\/strong>Madre. Quello del dopo \u00e8 il problema pi\u00f9 grave, non \u00e8 una cosa che sirisolve dall&#8217;oggi al domani. I genitori cominciano ad essere tutti anzianotti, questi ragazzi una volta non vivevano tanto: adesso vivono di pi\u00f9, questo \u00e8 ilproblema.<br \/>\nPadre. \u00c8 come con i vecchi: si fa vivere un malato in coma per mesi e mesi. Cisono stati dei momenti in cui sembrava (figlio) veramente alla fine invece lui si \u00e8 sempre ripreso.<br \/>\nMadre. Non ha mai avuto problemi per la scuola, per il lavoro, ma soltanto quello della sopravvivenza. E adesso c&#8217;\u00e8 quello grosso del futuro. Bisognerebbedire la solita frase: &#8220;Speriamo che il Signore se lo prenda prima dime&#8221;. Non sapere a chi lasciarlo, non poter lasciarlo sulle spalle di mia figlia&#8230;<br \/>\nMolti genitori, almeno a livello di fantasia, pensano di uccidersi insieme al figlio; qualche volta l&#8217;ho pensato anch&#8217;io, soprattutto quando le sue condizioni peggiorano: la tosse, il catarro che non riesce a espellere, le crisi epilettiche e poi la tachicardia e poi qui e poi l\u00e0. \u00c8 possibile? In queimomenti l\u00ec uno dice: &#8220;Se avessi il coraggio la farei finita&#8221;. Poiquel coraggio non lo si ha.<br \/>\nDopo molti anni un po&#8217; di conforto l&#8217;ho trovato nella religione, sono arrivatainsomma a pensare che l&#8217;unica speranza \u00e8 quella. Se io sapessi che per lui conquesta vita \u00e8 finito tutto, non mi resterebbe che aprire la finestra e buttarmigi\u00f9. Perch\u00e9 non \u00e8; non \u00e8 stata una vita. La speranza del domani \u00e8 datasoltanto dalla fede; per un po&#8217; ho creduto nelle questioni sociali, negli aiutimateriali, ma ci deve essere qualcosa di pi\u00f9, altrimenti\u2026<br \/>\nIl desiderio che il figlio muoia prima, le fantasie di omicidio e di suicidio, l&#8217;improbabilit\u00e0 di un tempo futuro, oltre la vita, costringono la madre ad un&#8217;analisi sulla gravit\u00e0 delle condizioni del figlio, sui sacrifici e le fatiche che comportano. La conclusione \u00e8: &#8220;non \u00e8 una vita possibile&#8221; La situazione oltrepassa i limiti della ragionevolezza e della sopportabilit\u00e0 e poich\u00e9 non si verifica nessuna separazione o decisione aggressiva, tutto sembra ricomporsi nella prospettiva della fede, un&#8217;altra vita che dovrebbe compensare quella gi\u00e0 vissuta.<br \/>\n<strong><br \/>\nUn &#8220;tombino&#8221; per mio figlio<br \/>\n<\/strong>Padre. Io conosco una ragazza che \u00e8 stata messa in un ricovero dove ci sono i vecchi. L&#8217;altro giorno sono andato a trovarla, mi ha detto: &#8220;Non ho dormito perch\u00e9 ho la pip\u00ec e la pop\u00f2 addosso, ancora addosso, non hanno avuto il tempo di venirmi a cambiare&#8221;. Lei non ha pi\u00f9 n\u00e9 babbo, n\u00e9 mamma, non ha nessuno. Non vorrei vedere mio figlio cos\u00ec, piuttosto muore con me. \u00c8 sicuro che se io mi accorgo di morire, mio figlio muore un minuto prima, a meno che non riusciamo a organizzare qualche struttura per il dopo-famiglia.<br \/>\nDomanda. Voi non l&#8217;affidereste al fratello?<br \/>\nMadre. Non so. Il fratello lo prenderebbe &#8230; ma la moglie&#8230; lui me lo prenderebbe per\u00f2 andrebbe contro sua moglie. Allora io non glielo chiedo neanche. Quando lui (il fratello sano) era giovane mi ha dato dei problemi perch\u00e9 non si voleva sposare e diceva: &#8220;Mamma, io sto con mio fratello&#8221;. Almeno fosse stata una femmina\u2026 Poi si \u00e8 sposato con quella l\u00ec, \u00e8 buona per\u00f2 \u00e8 molto nervosa perch\u00e9 ha avuto un padre che le dava tante botte. Comunque lui (il fratello) dice: &#8220;Mamma, tieni duro ancora 13-14 anni, se posso andare in pensione dopo ci penso io&#8221;.<br \/>\nPadre. Vogliamo vedere cosa fanno per questi handicappati gravi, vogliamo che venga fuori il &#8220;dopo di noi&#8221;, perch\u00e9 un genitore non sa dove va a finire suo figlio quando non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Se invece ho la tranquillit\u00e0 di dire che ci sar\u00e0 qualcosa, la chiamino come vogliono &#8220;casa protetta&#8221;,&#8221;ricovero&#8221;, &#8220;istituto&#8221;, basta che sia funzionale e umana. Siamo in 80 famiglie e abbiamo costituito una cooperativa per creare una casa dove andranno i nostri figli dopo la nostra morte e abbiamo messo fuori dei soldi&#8230; adesso siamo pi\u00f9 tranquilli perch\u00e9 come uno dice: &#8220;Vado a comprare un tombino al cimitero, cos\u00ec io ho cercato un tombino per mio figlio quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9, cio\u00e8 una casa protetta&#8221;.<br \/>\nL&#8217;esempio di handicappati gravi ricoverati in ospizio, gli incidenti successi al figlio, la difficolt\u00e0 di trovare una certezza nella disponibilit\u00e0 del fratello sono tutti elementi di una realt\u00e0 persecutoria che prefigurano e costituiscono quasi una verifica e una trasformazione di dati immaginari infatti concreti<br \/>\nTutto ci\u00f2 provoca stati d&#8217;ansiet\u00e0 e fantasie di morte nel senso di morire insieme e di togliere la vita al figlio poco prima di morire. Anche la struttura &#8220;casa protetta&#8221; per la quale si opera al fine di garantire il futuro assistenziale del figlio \u00e8 immaginata in termini di fine e di lutto: come uno si preoccupa di comprarsi una tomba dove &#8220;riposare&#8221; dopo la morte,cos\u00ec un genitore di un handicappato grave deve pensare a un &#8220;posto&#8221;dove mettere suo figlio. Di qui scaturisce il lapsus: &#8220;io cerco un tombino per mio figlio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Gli scogli a 200 metri da terra<\/strong><br \/>\nPadre. Mi ricordo che era in periodo estivo e io ero molto stressato, la mia mente cominci\u00f2 a fare dei calcoli, eravamo al mare, c&#8217;erano degli scogli a 200 metri da terra e dopo gli scogli l&#8217;acqua \u00e8 profonda&#8230; Insomma cominciarono agirarmi delle idee per la testa: vado al di l\u00e0 degli scogli, butto gi\u00f9 lui (il figlio) e mia moglie&#8230; Poi torno a riva e dico: &#8220;Aiuto, aiuto&#8221; come se fosse stata una disgrazia. Per\u00f2 c&#8217;era anche mia figlia e pensavo che dopo questa ragazzina sarebbe rimasta da sola. Allora bisognava buttarli gi\u00f9 tutti etre! E dopo mi dicevo: &#8220;Ammettiamo che la gente ci creda, che mi vadaliscia nel senso che \u00e8 stata una disgrazia e dopo io sar\u00f2 un fallito, un verme. Allora cominciai a pensare, concentrandomi a massimo e, sempre aiutato dai medicinali, riuscii a capire che quello che avevo calcolato era una pazzia,una follia e ancora una volta, come era successo in passato, sono riuscito a uscirne fuori.<br \/>\nMadre. I momenti di crisi li ho avuti anch&#8217;io per\u00f2 non&#8230; non per vantarmi, non mi \u00e8 mai venuto in mente di sopprimere mio figlio, semmai mi sarei soppressa io stessa, per\u00f2 anche questa era una cosa in partenza da scartare perch\u00e9 mio figlio era l\u00ec, dove rimaneva? \u00c8 naturale che questi momenti di crisi li ho avuti, avrei preferito la morte per me e per mio figlio per\u00f2 li ho superati.<br \/>\nDomanda. E rispetto al futuro che cosa pensate?<br \/>\nPadre. Se sto male e crepo non ci sono problemi nel senso che lei \u00e8 una donna molto valida e se la saprebbe cavare. Io da solo cosa faccio, messo come sono, parenti non ne ho, non ho nessuno a cui potermi appoggiare, invece da parte sua ci sarebbe grande disponibilit\u00e0 (di parenti). Comunque, per noi genitori di questi ragazzi, \u00e8 un problema grande. Se capita qualcosa, lui dove va? Dove lo mettono?<br \/>\nHo gi\u00e0 fatto un&#8217;esperienza, anni fa, abbiamo fatto una prova per 15 giorni, l&#8217;abbiamo portato in un istituto, quando l&#8217;abbiamo riportato a casa era pieno di lividi, aveva la cacca secca anche su per la schiena, non gli trovavano pi\u00f9 le scarpe; quando aveva delle crisi, gli facevano la puntura, poi lo mettevano a letto e lo legavano, come una bestia&#8230;<br \/>\nIn questo caso le fantasie di omicidio sembrano trasformarsi in progetti verie concreti. Il confronto fra i genitori dimostra che la madre vive il figlio come una &#8220;appartenenza&#8221; e quindi, uccidendosi, risolverebbe ogni aggressivit\u00e0, mentre per il padre il figlio rappresenta un oggetto&#8221;cattivo &#8220;ed \u00e8 significativo che l&#8217;omicidio immaginario debba coinvolgere anche la moglie. Il futuro, dopo la morte dei genitori, viene analogicamente collegato con un&#8217;esperienza negativa attraverso la quale \u00e8 passato il figlio e che si ripeterebbe per\u00f2 in modo definitivo e irreversibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come i genitori di disabili gravi vivono e immaginano il futuro dei figli. 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