{"id":4508,"date":"2025-09-17T09:35:49","date_gmt":"2025-09-17T07:35:49","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4508"},"modified":"2025-09-29T12:47:03","modified_gmt":"2025-09-29T10:47:03","slug":"4-vedere-il-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4508","title":{"rendered":"4. Vedere il cinema"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultima sezione della ricerca \u00e8 dedicata Cinema senza Barriere, il progetto grazie al quale,\u00a0 per la prima volta in Italia, sull\u2019esempio di altri Paesi europei come Inghilterra, Francia e Svezia, dove gli spazi attrezzati sono numerosi, \u00e8 stata resa possibile a persone con disabilit\u00e0 della vista e dell\u2019udito la fruizione di pellicole cinematografiche in sala, insieme agli spettatori normodotati. L\u2019esperienza \u00e8 nata a Milano e si \u00e8 poi diffusa a Roma e Bari. In Italia, ad oggi, i tentativi di questo tipo sono piuttosto sporadici, anche se le cose si stanno evolvendo con una discreta rapidit\u00e0. Vale la pena ricordare il progetto Oltre la Visione: il museo da toccare, il cinema da ascoltare (Torino), attualmente interrotto; il lavoro che, a Roma, portano avanti Blindsight Project e Consequenze; il progetto per l\u2019audiocommento di opere liriche allo Sferisterio di Macerata curato dalla prof.ssa Elena Di Giovanni, che ha riguardato l\u2019Opera Festival 2009 e 2010; la \u201cproiezione-pilota\u201d tenutasi nel 2010 al Cinema Lumi\u00e8re di Bologna, frutto della collaborazione tra la Cineteca di Bologna e il Centro Documentazione Handicap\/Cooperativa Accaparlante della stessa citt\u00e0; le proiezioni realizzate recentemente al Cinema Odeon di Firenze e quella all\u2019Istituto per non vedenti Paolo Colosimo di Napoli, promossa da Gesco e Univoc.<br \/>\nChe tipo di lavoro, quali tecnologie e quali risorse sono richiesti per la realizzazione di un film accessibile? Quali ricadute sociali, in termini di inclusione, possono avere queste iniziative? Quanto \u00e8 chiara l\u2019importanza della fruizione culturale e artistica anche per persone con deficit (in questo caso della vista e dell\u2019udito)?A queste e ad altre domande abbiamo cercato di dare\u00a0 risposta intervistando Eva Schwarzwald, direttrice artistica di Cinema senza barriere.<\/p>\n<p><strong>4.1 L\u2019accessibilit\u00e0 al cinema: Cinema senza Barriere<br \/>\n<\/strong>Intervista ad Eva Schwarzwald di Luca Giommi<\/p>\n<p><strong>Vorrei intanto chiederle come \u00e8 nata l\u2019idea di \u201cCinema senza Barriere\u201d e da quale dei soggetti, enti, istituzioni coinvolti \u00e8 stata proposta. Le faccio questa domanda quasi augurandomi che sia stata A.I.A.C.E. a farlo\u2026<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea \u00e8 stata di A.I.A.C.E.-Milano, Associazione Italiana Amici Cinema d\u2019Essai, da anni attenta allo sviluppo di progetti che coinvolgono il cinema di qualit\u00e0 e l\u2019audiovisivo d\u2019arte e di ricerca (www.mostrainvideo.com), anche sulla scorta di scambi di esperienze con colleghi di altri Paesi europei. Naturalmente l\u2019idea \u00e8 stata nostra, ma con Romano Fattorossi, Presidente dell\u2019associazione, l\u2019abbiamo definita in seguito ad una sollecitazione giunta dalla Provincia di Milano, che voleva fortemente un\u2019iniziativa di carattere culturale che si ponesse a complemento di una loro azione avviata per l\u2019inserimento dei diversamente abili nel mondo del lavoro. L\u2019allora Assessore alle attivit\u00e0 economiche , innovazione e lavoro della Provincia di Milano Luigi Vimercati voleva sensibilizzare alle problematiche della disabilit\u00e0 sostenute mediante il Piano per l\u2019occupazione dei disabili della Provincia di Milano. Cinema senza barriere \u00e8 nato proprio come proposta per condividere cultura, per promuovere la parit\u00e0 nell\u2019uso di un genere di intrattenimento abitualmente destinato esclusivamente alla parte abile della popolazione, per avviare una nuova cultura del rispetto e dell\u2019integrazione tra due mondi che sicuramente si sfiorano nel quotidiano, ma vicendevolmente si praticano poco. In connessione, quindi, con il progetto EMERGO, piano biennale per l\u2019occupazione dei disabili, in una pi\u00f9 ampia attenzione della Provincia verso l\u2019inserimento dei diversamente abili nel tessuto sociale, al fine di garantire dignit\u00e0 e parit\u00e0 di diritti per tutti.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo \u00e8 intercorso tra la prima stesura del progetto e l\u2019effettivo inizio della programmazione, nel 2005? E\u2019 stato complicato coinvolgere le istituzioni pubbliche e far passare l\u2019idea di un\u2019integrazione intesa in senso \u201calto\u201d, non riduttivo? Quanto ha contato in questo l\u2019appoggio dell\u2019Ente Nazionale Sordi ONLUS (E.N.S.) e dell\u2019Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (U.I.C.) o quello della Pubblica Amministrazione (P.A.)?<br \/>\n<\/strong>Tra la stesura del progetto e l\u2019effettivo avvio sono passati circa sei mesi, necessari allo svolgimento dell\u2019iter amministrativo, al coinvolgimento della Associazioni del territorio: U.I.C. , E.N.S. Onlus di Milano ed A.N.M.I.C., Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili. Come dicevo prima, \u00e8 stato l\u2019Ente Provincia di Milano a coinvolgerci, in collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Successivamente si sono aggiunte le tre associazioni sopracitate, la Cineteca Italiana, che gestisce la sala Spazio Oberdan, di propriet\u00e0 provinciale, con la quale, dunque abbiamo trovato un accordo circa la data mensile della proiezione, le modalit\u00e0 organizzative delle serate dedicate al progetto e la societ\u00e0 Raggio Verde di Roma che cura gli aspetti tecnici dell\u2019iniziativa. Sono stati presi accordi con le associazioni che hanno collaborato coinvolgendo i loro associati e promuovendo, in vari modi, l\u2019iniziativa (ad esempio, sono stati preparati cartoncini-invito in Braille per la serata inaugurale di lancio dell\u2019azione). A.I.A.C.E.-Milano \u00e8 responsabile organizzativo dell\u2019iniziativa e copre ogni aspetto necessario, dalla selezione e preparazione dei film (in collaborazione con Raggio Verde), ai contatti con i distributori, alla promozione, alla ricerca di eventuali sponsor. Il ruolo della P.A. \u00e8 stato nel nostro caso fondamentale, non solo perche ha sostenuto finanziariamente il progetto, ma perch\u00e9 ha voluto dargli ampio risalto attraverso i suoi canali, fino a premiarlo, su presentazione della Provincia, quale progetto pilota, al Forum della P.A. del 2006. In quell\u2019occasione, peraltro, il progetto si \u00e8 aggiudicato il premio del Presidente della Repubblica, \u201cper l\u2019originale iniziativa sul territorio che coniuga l\u2019attenzione alle esigenze di cura del tempo libero e delle attivit\u00e0 culturali\u201d. Il\u00a0 progetto ha ottenuto altres\u00ec dal 2008 il Patrocinio del Ministero per i Beni e le attivit\u00e0 culturali .<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegarmi in modo pi\u00f9 preciso quali e di che tipo sono le tecnologie che permettono la realizzazione di un\u2019iniziativa di questo genere?<br \/>\n<\/strong>La societ\u00e0 americana DTS ha sviluppato un sistema per la fruizione dei film da parte delle persone non vedenti e non udenti. Questo innovativo sistema chiamato CSS (Cinema Subtitling System) \u00e8 di semplice utilizzo e completamente automatico. Per mezzo di un processore proietta sullo schermo (invece di inciderli sulla pellicola) i sottotitoli per non udenti e riproduce in cuffie a raggi infrarossi l\u2019audio descrizione per i non vedenti. Il sistema DTS-CSS pu\u00f2 contenere fino a quaranta lingue per offrire sottotitoli e descrizioni diverse per spettacoli diversi. Quindi si attrezza la sala cinematografica con il sistema completo che prevede vari macchinari, tra i quali un videoproiettore speciale per sottotitoli ed un sistema di trasmissione audio a raggi infrarossi, oltre ad altre apparecchiature e cuffie per i non vedenti. Il sistema consiste nell\u2019accoppiamento di un hardware e di un software che gestiscono i dati supplementari con la pellicola di proiezione dotata di timecode.<br \/>\nI file contenenti i sottotitoli e la descrizione audio supplementare vengono sincronizzati cos\u00ec alla proiezione della pellicola e, grazie ad un videoproiettore per i sottotitoli e ad un sistema di cuffie senza filo per il commento audio, messi a disposizione del pubblico.<br \/>\nLa normale proiezione viene a questo punto solo implementata con dati aggiuntivi e resta comunque fruibile dalle persone senza problemi di vista e di udito senza interferenze.<br \/>\nSullo schermo infatti appariranno dei sottotitoli contenenti i dialoghi e alcune indicazioni aggiuntive sui rumori o sulla musica, o la provenienza della voce, del tutto trascurabili da parte dei normodotati, ma indispensabili per chi abbia disabilit\u00e0 uditive; allo stesso tempo, chi ha disabilit\u00e0 della vista pu\u00f2 ascoltare in cuffia il commento audio che descrive colori, stati d\u2019animo, situazioni, paesaggi e quant\u2019altro sia indispensabile alla fruizione del film, ma sempre senza che questo incida minimamente sulla visione della pellicola da parte dei normodotati.<br \/>\nDa circa quattro anni, comunque, Cinema Senza Barriere non utilizza pi\u00f9 il sistema DTS, ma un sistema di\u00a0 riproduzione e sincronizzazione in sala prodotto dalla EVM Service: si tratta dei software \u201cAD Maker\u201d per i contenuti e STAD Player per la riproduzione in sincrono, che pongono meno vincoli dal punto di vista tecnico.<\/p>\n<p><strong>Siete soliti affiancare alle proiezioni anche una giornata seminariale di approfondimento su temi inerenti la disabilit\u00e0. Potrebbe dirci qualcosa in pi\u00f9? Anche in queste occasioni il cinema ha un rilievo importante?<br \/>\n<\/strong>Penso che alla proiezioni vada affiancato un lavoro di costante formazione del pubblico e dei cosiddetti \u201cnormodotati\u201d per far capire che la disabilit\u00e0 non deve significare emarginazione, e per questo per quattro anni abbiamo anche promosso delle giornate seminariali, con ospiti internazionali ed italiani che ci hanno portato esperienze molto interessanti, in qualche modo sempre connesse all\u2019arte e alle immagini. Abbiamo mostrato lungometraggi e cortometraggi che ci hanno fatto vedere storie di disabilit\u00e0, ma soprattutto di forza nella diversit\u00e0, di innovazione creativa, in vari ambiti dello spettacolo e dell\u2019arte.<br \/>\nOrmai, cos\u00ec come si parla di Studi di Genere, in molte universit\u00e0 estere esistono i \u201cDisability Studies\u201d, gli studi che presso talune facolt\u00e0 universitarie individuano la diversit\u00e0 non come una condizione sanitaria, ma come il prodotto di un\u2019interazione dell\u2019ambiente fisico e culturale, e tratteggiano le diverse capacit\u00e0 di percepire e di sperimentare, con un rispetto nuovo.<br \/>\nStati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna hanno dei Dipartimenti dedicati e poich\u00e9 le tematiche in discussione si presentano con alto valore interdisciplinare (dalla scienza della riabilitazione, alla robotica, alla letteratura, al cinema, alla psicologia) \u00e8 importante creare dei raccordi anche in Italia con le esperienze pi\u00f9 note.<br \/>\nCinema senza Barriere ha voluto quindi, in questi anni, portare all\u2019attenzione di un pubblico attento e consapevole argomenti ed esperienze interessanti a livello internazionale.<br \/>\nSi \u00e8 pensato di affiancare alle proiezioni anche un momento di incontro e riflessione su alcune delle tante tematiche tangenti al mondo delle diverse abilit\u00e0.\u00a0 Attraverso esperienze dirette e discussioni di casi pratici e buone prassi, si pu\u00f2 ampliare il network degli operatori che gi\u00e0 lavorano sul territorio a favore della disabilit\u00e0, in un\u2019ottica di servizio e sostegno alla persona. Abbiamo mostrato che si pu\u00f2 dipingere anche se non si vede, che si pu\u00f2 apprezzare la musica anche se si \u00e8 sordi, mostrato le similitudini tra la lingua dei segni ed il linguaggio cinematografico, raccontato poesie in LIS, ci siamo emozionati con alcuni film incentrati su disabilit\u00e0 corporee e mentali e cercato di abbattere un po\u2019 di pregiudizi , quei tanti pregiudizi nei confronti di chi ha un corpo \u201cdiverso\u201d.<br \/>\nDi fondo c\u2019\u00e8 l\u2019idea che senza cultura, educazione e formazione il mondo non possa progredire.<\/p>\n<p><strong>Ha avuto l\u2019impressione che associazioni, cooperative e istituzioni fatichino a capire l\u2019importanza della fruizione di opere artistiche da parte di persone con disabilit\u00e0 e che l\u2019esperienza dell\u2019arte \u00e8 un aspetto non secondario del processo di integrazione, dell\u2019inclusione sociale?<br \/>\n<\/strong>Punto cruciale questo che sollevi. La mia impressione \u00e8 stata che A.I.A.C.E. \u2013 Milano si sia trovata di fronte una certa disomogeneit\u00e0 di consapevolezza ed interessi nelle varie associazioni, dove alcune persone sono pi\u00f9 attente alla fruizione di opere artistiche ed altre le ritengono un anello quasi \u201csuperfluo\u201d della catena dell\u2019integrazione, a fronte delle altre mille problematiche che le medesime devono affrontare ogni giorno a favore degli associati. E sebbene la volont\u00e0 sottesa al progetto fosse proprio quella di svolgere un\u2019iniziativa concreta di integrazione sociale e di valore formativo per i cosiddetti normodotati, creando o consolidando una nuova cultura del rispetto e dell\u2019integrazione dei due mondi, dei diversamente abili e dei normodotati, attraverso l\u2019offerta di servizi connessi al cinema e momenti di reciproco scambio culturale, questo messaggio, secondo me molto forte, quando afferma che persone abili e disabili potranno andare al cinema assieme, nella stessa sala, per godere dello stesso film, non da tutti \u00e8 stato colto nella sua importanza sociale e paritaria. Rispetto ad altri Paesi, indubbiamente in Italia, non solo nel campo della disabilit\u00e0, prima di poter realizzare qualsiasi iniziativa culturale bisogna formare i governanti e gli opinion leaders che raramente\u00a0 decidono di destinare risorse ad azioni formative e culturali, soprattutto se non portano ad eventi \u201cmediaticamente attraenti\u201d. Voglio comunque ribadire che per la buona riuscita dell\u2019iniziativa \u00e8 fondamentale il coinvolgimento attivo delle organizzazioni di settore.<\/p>\n<p><strong>C\u2019erano dei modelli ai quali avete fatto riferimento per elaborare e progettare l\u2019iniziativa di Cinema Senza Barriere? Esperienze gi\u00e0 esistenti? All\u2019estero si presta pi\u00f9 attenzione a queste pratiche? Siete stati i primi in Italia, almeno in modo cos\u00ec strutturato?<br \/>\n<\/strong>Per elaborare il progetto, che si pone come l\u2019unico esempio italiano continuativo in sale cinematografiche appositamente attrezzate, ci siamo ispirati prevalentemente al modello inglese, anche se l\u00ec sono stati dati molti incentivi a tutte le sale cinematografiche che volevano attrezzarsi, mentre qui si \u00e8 potuto al momento intervenire solo in tre citt\u00e0 (Milano, Bari, Roma). Le differenze sono tante, ogni Paese ha attuato metodologie differenti, il sostegno del Pubblico \u00e8 comunque sempre necessario per iniziative del genere ed infatti in talune localit\u00e0 sono sorti problemi per la prosecuzione dei progetti, per mancanza di sostegno economico. Comunque va detto che, seppure a fronte di interventi economici maggiori, ad esempio, ho potuto verificare che la cura nell\u2019audiodescrizione \u00e8 da noi qualitativamente migliore che altrove, perch\u00e9 potendo preparare il commento solo per un film al mese, abbiamo dedicato maggior attenzione alle modalit\u00e0 e alla qualit\u00e0 di preparazione dei film. Per gli inglesi ovviamente la preparazione \u00e8 molto pi\u00f9 semplice, perch\u00e9 sono gi\u00e0 le Major che forniscono i sottotitoli in inglese ed il commento, mentre da noi il lavoro parte da zero, non essendoci in Italia l\u2019abitudine a guardare i film in lingua originale; bisogna, quindi, elaborare non solo il commento, ma anche i sottotitoli, con quei particolari accorgimenti che richiedono i sottotitoli per persone con disabilit\u00e0 dell\u2019udito. La differenza con altri Paesi europei \u00e8 che solitamente un diritto acquisito, come quello di andare al cinema, non si mette in discussione continuamente: ovvero, non si considera facoltativo finanziare un progetto di tal genere, ma un servizio da offrire con continuit\u00e0. In Italia ci sono state altre sporadiche esperienze, con metodologie differenti (Torino, Messina), interrotte, che io sappia.<\/p>\n<p><strong>Siete giunti alla quinta edizione: la possibilit\u00e0 di dare continuit\u00e0 all\u2019iniziativa ha contribuito a radicarla nel territorio e ad ampliare il bacino d\u2019utenza? Se i risultati sono stati inferiori alle aspettative, quali sono secondo lei le ragioni?<br \/>\n<\/strong>Certo, la continuit\u00e0 \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 ci vuole del tempo prima che le persone acquisiscano la conoscenza di una iniziativa come questa. Come puoi immaginare il momento storico-politico, poi, non \u00e8 propizio ad iniziative di questo genere, visto che i tagli che il Governo sta attuando riguardano servizi essenziali ai disabili, e in questi casi la cultura passa sempre in secondo piano. Noi abbiamo avuto segnali positivi alle ultime proiezioni del 2010: a Milano sono comparsi nuovi utenti non vedenti, quindi si capisce che ci vuole tempo perch\u00e9 iniziative di questo genere, in qualche modo innovative e di rottura, si affermino. Ci sono sempre e comunque problemi di comunicazione nelle reti dei disabili, (non tutti fanno riferimento alle principali associazioni), ed il fatto di avere una sola proiezione al mese e di poter sfruttare solo una sala dotata delle apparecchiature necessarie complica notevolmente le cose. Se si offre questo servizio, si dovrebbe mettere le persone nella condizione di poter scegliere tra tanti film e tra pi\u00f9 appuntamenti mensili. L\u2019unica proiezione avviene solitamente alle ore 20:00, un orario poco comodo per chi ci raggiunge da fuori citt\u00e0. Comunque, io ritengo che, se si \u00e8 nell\u2019ottica di servizio, non bisogna stare a contare le presenze. A Londra quando sono stata ad una proiezione in una sala di un cinema del circuito sopra citato c\u2019erano due persone in sala, normalissimi utenti, senza cuffie, ma non per questo i finanziamenti sono stati tagliati! . Tuttavia considero un segnale positivo che spesso giungano persone da altre citt\u00e0 interessate ad importare l\u2019iniziativa anche nei loro Comuni, per verificare come funziona tecnicamente: noi speriamo proprio di poter ampliare il circuito. Abbiamo gi\u00e0 avuto richieste da Genova, Firenze ed alcune piazze del sud Italia.<\/p>\n<p><strong>Come ha reagito il mondo della distribuzione cinematografica? Avete potuto sollecitare in qualche modo l\u2019attenzione dei Ministeri competenti?<br \/>\n<\/strong>Abbiamo trovato imprese cinematografiche disponibili e altre no, come sempre accade. Abbiamo potuto programmare alcuni film molto interessanti, come Gran Torino o Volv\u00e9r, grazie alla cortese ed attenta apertura di alcuni distributori romani, mentre spesso abbiamo trovato una mancanza di attenzione da parte di distributori pi\u00f9 piccoli. A.I.A.C.E. ha anche lavorato perch\u00e9 nella normativa di sostegno alla produzione del cinema italiano costituisca punteggio aggiuntivo l\u2019inserimento della colonna DTS (o di sistemi affini, come quello che utilizziamo e che ho descritto sopra) nella produzione, perch\u00e9 questo potr\u00e0 garantirci di riuscire a promuovere anche i film italiani, che non hanno quasi mai quel tipo di colonna. Noi cerchiamo infatti di proporre film di vario genere e provenienza e comunque, avendo a cuore il cinema di qualit\u00e0, di proporre preferibilmente film europei ed italiani. Nella selezione dei film sono tante le componenti di cui si deve tener conto e tra queste anche la disponibilit\u00e0 del distributore italiano; a volte \u00e8 stato molto complicato trovare il film adatto e proveniente da un soggetto disponibile. Dal 2009 abbiamo avuto anche il Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali all\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 del dato quantitativo, quale \u00e8 il giudizio del pubblico rispetto alle pellicole proposte? So che da qualche anno adottate uno strumento tecnologicamente avanzato per valutare da un lato la risposta del pubblico, dall\u2019altro l\u2019efficacia dei mezzi tecnici utilizzati. E\u2019 l\u2019unico strumento utilizzato o fate ricorso a strumenti tecnologicamente \u201cpoveri\u201d (questionari, schede di valutazione, etc.) per capire il gradimento del pubblico ed, eventualmente, raccogliere suggerimenti sui film che questo vorrebbe che fossero proiettati?<br \/>\n<\/strong>Come sai quando si parla di cinema \u00e8 molto difficile andare d\u2019accordo e trovare giudizi unanimi. Dopo le proiezioni spesso chiacchieriamo con gli utenti, soprattutto i non vedenti, perch\u00e9 il discorso dell\u2019audiocommento \u00e8 il pi\u00f9 complesso e avvertiamo la necessit\u00e0 di confrontarci con loro sulla sua qualit\u00e0. Spesso discutiamo anche l\u2019adeguatezza dei film alla loro resa accessibile. Direi comunque che il giudizio \u00e8 positivo e abbiamo notato una certa costanza nella frequenza da parte di alcune persone, che spesso colgono l\u2019occasione (ed \u00e8 proprio questo che noi volevamo fin dall\u2019inizio) per uscire di casa, socializzare, scambiare impressioni, mescolarsi ad un pubblico qualsiasi. Abbiamo proposto un film di animazione, Bee Movie, uno per ragazzi, La fabbrica di Cioccolato: insomma, ci piace spaziare tra vari generi, fare in modo che utenti di varie et\u00e0 possano trovare prodotti che li attirino. Restano, comunque, tutti gli ostacoli di cui parlavo prima, il DTS o tecnologie equivalenti, la disponibilit\u00e0 dei distributori, che consentono la lavorazione dei film solo dopo un mese dall\u2019uscita in sala, le difficolt\u00e0 ad avere i materiali in italiano, trovandoci a volte una lista di dialoghi che non corrisponde al parlato finale della versione italiana di un film, o una scena in pi\u00f9 o in meno rispetto all\u2019originale. Problemi di natura strettamente tecnica.<br \/>\nQuanto agli strumenti per valutare la risposta del pubblico, abbiamo distribuito dei questionari in un\u2019occasione, pi\u00f9 che altro per capire come orientare la scelta delle pellicole e gli orari, ma, come dicevo prima, il gusto al cinema \u00e8 cos\u00ec soggettivo che non si riesce a definire una richiesta \u201ccomune a tutti\u201d. Il dato pi\u00f9 evidente e condiviso \u00e8 che interessano i film che sono di recente distribuzione, quelli che tutti stanno vedendo e di cui si parla, proprio per quel motivo di cui si diceva all\u2019inizio, dello \u201cstare nel mondo e comunicare\u201d sulla base delle cose che accadono intorno a noi. Tra gli ultimi film proiettati c\u2019\u00e8 stato anche un film che ha sbancato il box office, Che Bella Giornata, di Gennaro Nunziante e Checco Zalone, sulla cui \u201craccontabilit\u00e0\u201d, essendo un film in cui la mimica \u00e8 molto rilevante, eravamo un po\u2019 perplessi. Invece \u00e8 stato molto apprezzato. Sono state fatte anche delle sperimentazioni da due ricercatori che si occupano di cinetermografia, che misurano, cio\u00e8, le reazioni corporee al cinema, non tanto per ri-definire il nostro progetto, quanto per verificare la reattivit\u00e0 del pubblico a talune scene e la \u201cemozionalit\u00e0\u201d degli spettatori.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo occorre, mediamente, per preparare sottotitolazioni e audiocommenti adeguati? E\u2019 davvero difficile dar conto a parole di un\u2019immagine, di una sequenza cinematografica, in particolare se questo deve avvenire mentre il film scorre: occorre indubbiamente una buona conoscenza, non solo del film, ma anche della grammatica e della semantica cinematografica e delle immagini. Cercate di rendere conto anche dello stile di regia, dal momento che la forma incide in modo radicale sull\u2019efficacia e sul valore di quanto viene raccontato? Quali sono gli accorgimenti indispensabili per un buon audiocommento? Quale spazio si pu\u00f2, si riesce a lasciare all\u2019immaginazione dello spettatore?<br \/>\n<\/strong>Mediamente, dal momento in cui riceviamo il materiale, film in dvd e lista dialoghi, ci vogliono circa quarantacinque giorni per preparare il testo, verificarlo, cosa che a volte si fa proprio con un non vedente, registrarlo, preparare i sottotitoli con la consulenza dell\u2019E.N.S. di Milano ed ottimizzare le lavorazioni. Quanto agli audiocommenti, come ben sottolinei, si possono fare in tanti modi diversi, noi abbiamo quindi individuato alcune linee che guidano il nostro lavoro, e cerchiamo di equilibrare la descrizione dei contenuti e delle azioni del film, con alcune note relative alla regia, inserendo alcune annotazioni pi\u00f9 squisitamente cinematografiche, naturalmente cercando di considerare le varie necessit\u00e0. Ad alcuni non interessano le note sui movimenti della macchina da presa, ad altri s\u00ec, a volte non c\u2019\u00e8 tempo sufficiente tra i dialoghi nemmeno per trasmettere informazioni basilari necessarie alla comprensione della storia, a volte possiamo consentirci di aprire il panorama anche a dettagli di regia. Insomma diciamo che non \u00e8 possibile porre regole rigide ed io rivendico questa \u201celasticit\u00e0\u201d, che secondo me fa parte della ricchezza del progetto. Ho letto una volta un documento di un gruppo di ricercatori spagnoli che si occupano di audiocommento che ritengono che ad ogni volta che, ad esempio, si apre una finestra, debba corrispondere un \u201csi apre la finestra\u201d, ma non \u00e8 detto che in un particolare contesto sia fondamentale. Magari \u00e8 meglio raccontare come in quel momento un attore si rapporta ad un altro, o come \u00e8 vestito, o che espressione ha sul viso, insomma io sono dell\u2019idea che bisogna cogliere un po\u2019 lo spirito di un film, leggere bene le note di regia prima di lavorarlo, vederlo una o due volte prima. E\u2019 un lavoro lungo. E sullo spazio da lasciare all\u2019immaginazione, anche qui non \u00e8 facile trovare una regola: ricordiamoci che ci sono persone che hanno perso la vista, ma un tempo vedevano, ed altri che non hanno mai visto, e dobbiamo fornire informazioni che consentano ad entrambi di apprezzare il film o quantomeno di capire cosa accade sullo schermo. Ma anche qui ci sono orientamenti diversi. Ad esempio, \u00e8 molto discusso da chi prepara il commento il problema dei colori. Perch\u00e9 descrivere dei colori a chi potrebbe non averli mai visti? Il fatto \u00e8 che una gran percentuale di persone con disabilit\u00e0 della vista in passato ha visto i colori o comunque ha una qualche memoria di essi. E anche nel caso in cui una persona non abbia mai visto il colore pu\u00f2 averne comunque una percezione collegata magari ad altri sensi, il tatto, l\u2019olfatto. Anche se un cieco non vede il verde pu\u00f2 collegarlo ad un momento di fioritura nella natura, alle foglie, al prato. Cos\u00ec anche il colore della pelle di una persona pu\u00f2 valere una descrizione, anche il colore dei capelli, cos\u00ec come altre caratteristiche fisiche.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultima sezione della ricerca \u00e8 dedicata Cinema senza Barriere, il progetto grazie al quale,\u00a0 per la prima volta in Italia, sull\u2019esempio di altri Paesi europei come Inghilterra, Francia e Svezia, dove gli spazi attrezzati sono numerosi, \u00e8 stata resa possibile a persone con disabilit\u00e0 della vista e dell\u2019udito la fruizione di pellicole cinematografiche in sala, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3962,3591,3607],"edizioni":[131],"autori":[4025],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4026],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4508"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4509,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4508\/revisions\/4509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4508"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4508"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4508"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4508"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4508"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4508"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}