{"id":4517,"date":"2025-09-17T12:53:19","date_gmt":"2025-09-17T10:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4517"},"modified":"2025-09-29T12:45:50","modified_gmt":"2025-09-29T10:45:50","slug":"3-il-condominio-solidale-da-finire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4517","title":{"rendered":"3. Il Condominio Solidale"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">Marco Frigerio del Condominio solidale di Bruzzano (MI) e Maurizio della comunit\u00e0 psichiatrica \u201cMizar\u201d raccontano la storia di una convivenza possibile:quella fra un gruppo di famiglie che condivide l\u2019esperienza di un condominio solidale e quella di una residenza psichiatrica.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>La casa<br \/>\n<\/strong>Marco: Alla fine degli anni \u201970, nella periferia all\u2019estremo nord di Milano, \u00e8 stato costruito un complesso di tre palazzine da tre piani pi\u00f9 mansarda ciascuna con un grande portico al piano terra che occupa la superficie di tutte e tre le palazzine, uno spazio comune molto grande con mensa e dei balconi che girano tutt\u2019intorno. In quella zona poco raggiungibile, praticamente fuori dalla citt\u00e0, difficilmente qualcuno avrebbe potuto mettere degli uffici e infatti queste palazzine, abbandonate per anni, sono poi state occupate. Nel giro di una ventina d\u2019anni \u00e8 stato portato via tutto (porte, sanitari, rame) e sono rimaste solo le mura mentre gli abitanti venivano definiti dai vicini dei palazzi intorno \u201cgentaccia\u201d, che accendeva il fuoco per scaldarsi e illuminare, che entrava scavalcando tutte le sere\u2026 insomma c\u2019era un giro un po\u2019 strano. La gente aveva paura e faceva pressione sul Comune perch\u00e9 risolvesse la situazione. Si \u00e8 fatta viva una Fondazione che ha provato a realizzare questo progetto: unire un condominio solidale con una comunit\u00e0 psichiatrica.<br \/>\nI percorsi delle famiglie e della comunit\u00e0 Mizar sono stati abbastanza diversi: loro avevano dei finanziamenti per la ristrutturazione e non ci hanno messo tanto, mentre noi ci abbiamo messo undici anni a ristrutturare tutto, lo abbiamo fatto man mano che avevamo i soldi, lavorando noi. Il nostro percorso \u00e8 stato molto pi\u00f9 lento e graduale ma forse \u00e8 stato un bene anche per la comunit\u00e0 Mizar che ha potuto veder crescere pian piano la realt\u00e0 vicino.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Le famiglie<br \/>\n<\/strong>Marco: Il nostro condominio solidale parte dall\u2019esperienza di Villapizzone a Milano ed \u00e8 legato a un circuito di condomini solidali abbastanza strutturato che in Italia ha una trentina di comunit\u00e0.<br \/>\nSiamo sette nuclei familiari, tra single e famiglie vere e proprie, e il nostro scopo \u00e8 quello di fare al meglio le famiglie mettendoci nelle condizioni di aprirsi e aver delle cose da offrire. Se sto bene mi apro agli altri, l\u2019apertura porta sempre una sorta di ricchezza se consideriamo l\u2019altra persona una ricchezza.<br \/>\nNon ci sono grosse regole all\u2019interno del condominio solidale se non tre punti fermi cui facciamo riferimento: l\u2019apertura verso l\u2019esterno, l\u2019accoglienza e la condivisione.<br \/>\nApertura:queste case non sono nostre, ci sono state affidate per questo progetto ma ce le potrebbero richiedere in qualsiasi momento, noi le abbiamo ristrutturate, le abbiamo rese abitabili ma non \u00e8 nostra propriet\u00e0. Sono case grandi, forse troppo per i nuclei familiari che ci vivono ma sono case che ci invitano ad aprirci: avere un tavolo da dieci persone in casa, visto che noi siamo solo in quattro, \u00e8 un invito all\u2019apertura. Anche gli spazi comuni sono stati pensati come posti per tutti, a disposizione di tutto il quartiere, di chi pu\u00f2 averne bisogno per feste, riunioni, preghiere, tutte quelle iniziative che non trovano posto nelle case ma anche semplicemente per giocare: nel condominio di fronte al nostro non \u00e8 possibile nemmeno sostare a parlare nel portico perch\u00e9 quelli che ci abitano si lamentano del rumore. Non \u00e8 stato facile far capire alla gente del quartiere che, in caso di pioggia, si pu\u00f2 venire a giocare sotto il nostro portico perch\u00e9 tanto il cancello \u00e8 aperto. La prima famiglia che si \u00e8 avvicinata e ha osato venire sotto il nostro portico \u00e8 stata una famiglia serba!<br \/>\nPer noi, apertura vuol dire apertura non solo di spazi ma anche di tempi perch\u00e9 bisogna tener in ordine gli spazi per fare in modo che siano accoglienti e questo lo facciamo noi ma anche le persone che arrivano; non si chiede un affitto del portico, del salone, si chiede semplicemente una mano per tenerlo in ordine, deve diventare un posto per tutti; chi non vuole o non pu\u00f2 pulire lascia un\u2019offerta.<br \/>\nQuesto \u00e8 quello che tentiamo di vivere come apertura.<br \/>\nAccoglienza:le nostre case sono abbastanza grandi per poter accogliere altre persone, in casa nostra vivono persone che si sono aggiunte nel tempo per svariati bisogni, che arrivano, che vanno via dopo un anno o dopo qualche mese oppure arrivano e non vanno via pi\u00f9, se non riescono a riprendere l\u2019autonomia restano in casa e diventano parte della famiglia. Ogni famiglia pu\u00f2 decidere chi, se e quando accogliere, visto che uno dei nostri scopi \u00e8 che la famiglia faccia la famiglia: per esempio per noi, che abbiamo avuto due bambini che non hanno mai dormito per i primi tre anni di vita, \u00e8 stato difficile in quel periodo pensare di poter accogliere altre persone in casa. Ci siamo sentiti liberi in un momento che per noi era abbastanza difficile. Appena i bambini hanno cominciato a dormire abbiamo riaperto la nostra casa a persone che avevano bisogno.<br \/>\nCondivisione:fra i nuclei familiari che abitano nel condominio solidale \u00e8 importantissima. Per riuscire a fare questa cosa e riuscire a stare in piedi facendosi carico di altre persone che difficilmente riuscirebbero a trovare un\u2019alternativa, senza grossi aiuti da parte dei servizi sociali, devi fare gruppo, quindi la condivisione fra noi famiglie e anche all\u2019interno di tutto lo stabile e con la comunit\u00e0 Mizar \u00e8 sempre stata importante per riuscire a darci supporto. Mi piace pensare che sono l\u00ec non tanto per realizzare i miei desideri, i miei sogni ma per provare ad aiutare l\u2019altra persona a realizzare i propri. Io so che posso pensare ai bisogni dell\u2019altra persona, perch\u00e9 posso contare sul fatto che ci sono altre sei famiglie che pensano anche ai miei di bisogni. Posso contare su pi\u00f9 teste che possono darmi una mano.<br \/>\nQuesto implica anche una dimensione emotiva perch\u00e9 se la famiglia dei miei vicini sta bene sto molto meglio anch\u2019io, riesco a mettere pi\u00f9 entusiasmo nella vita insieme, se sta male stiamo tutti un po\u2019 male, e questo \u00e8 vero anche in relazione alla comunit\u00e0 Mizar: se stanno bene loro stiamo bene anche noi, siamo contenti, se hanno qualche difficolt\u00e0, stiamo male anche noi, ci sentiamo un po\u2019 pi\u00f9 tirati.<br \/>\nSi sente il clima vivendo gomito a gomito.<br \/>\nMaurizio: Noi abbiamo quindici ospiti, pi\u00f9 una decina negli appartamenti di residenzialit\u00e0 leggera, e per farli vivere in modo dignitoso ruotano intorno a loro una quindicina di persone, dagli assistenti Oss agli educatori, poi il cuoco, la lavandaia. In questo mondo che gira intorno a queste persone noi consideriamo le famiglie come parte integrante non perch\u00e9 abbiano momenti fissi ma perch\u00e9 sono i nostri occhi, sull\u2019ospite che va in giro e non sai dov\u2019\u00e8, sugli operatori qualcuno bravissimo qualcuno meno, \u00e8 una presenza reale, costante; non so se amicizia \u00e8 il termine giusto, c\u2019\u00e8 una solidariet\u00e0 spiccia per quello che ti serve e quello che si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>La convivenza con Mizar<br \/>\n<\/strong>Marco: La convivenza con la comunit\u00e0 psichiatrica non \u00e8 regolata da alcun impegno ufficiale da parte nostra, noi siamo solo i vicini di casa: il tentativo che questo progetto voleva portare avanti era di poter inserire persone con una disabilit\u00e0 psichiatrica abbastanza grave in un contesto normale. Il manicomio di Milano che \u00e8 a un tiro di schioppo dalle nostre case \u00e8 sempre stato una specie di grande e bellissimo parco in cui le persone stavano chiuse, nessuno le vedeva. La sfida \u00e8 stata quella di inserirli in un contesto sociale urbano con la possibilit\u00e0 di avere relazioni normali con persone considerate normali.<br \/>\nI vicini di casa che prima avevano paura della gentaccia che aveva occupato il condominio si sono trovati di fronte persone non proprio comuni. Si \u00e8 detto addirittura che il valore delle case vicine era deprezzato, penalizzato dalla presenza di persone bizzarre. Tuttora ci sono dei rapporti un po\u2019 tesi con alcuni vicini.<br \/>\nMaurizio: Anche dopo l\u2019approvazione della legge Basaglia, queste persone sono rimaste in ambito psichiatrico, fino al 2001 quando abbiamo avuto l\u2019occasione di andare in questo condominio che abbiamo fatto nascere insieme alle famiglie.<br \/>\nL\u2019impatto sul quartiere \u00e8 stato a dir poco devastante e, finito lo scandalo, rimane ancora una grande diffidenza. Noi, oltre a questo, abbiamo anche degli appartamenti di residenzialit\u00e0 leggera, alcuni all\u2019interno del condominio, altri esterni. In uno di questi appartamenti esterni, la prima telefonata del vicino di casa scocciatissimo perch\u00e9 non era riuscito a dormire, \u00e8 avvenuta un mese prima dell\u2019entrata<br \/>\nin casa dei nostri ospiti. Questo per dire quanto l\u2019ambiente in cui viviamo noi e i nostri ospiti \u00e8 fondamentale. I nostri ospiti per la prima volta hanno avuto in mano una chiave, quella di accesso al condominio, e questo per loro \u00e8 di un\u2019importanza incredibile. Piccoli gesti di normalit\u00e0 in un contesto davvero privilegiato.<br \/>\nMarco: Rispetto alla comunit\u00e0 Mizar a noi piace pensare di essere liberi di esserci e non esserci cos\u00ec come per le persone che accogliamo nelle nostre case, e quindi l\u2019iniziativa nello stare insieme, nell\u2019essere buoni vicini viene lasciata al desiderio nostro di esserci. Se il nostro desiderio venisse codificato in impegno fisso, dopo un po\u2019 penso che mi peserebbe. Mi pesa molto di meno se penso di esserci perch\u00e9 mi piace, questo mese riesco a esserci di pi\u00f9 perch\u00e9 ho meno impegni o i bambini non sono malati, il mese prossimo magari ci sar\u00f2 un po\u2019 di meno; ormai sono otto anni che abito l\u00ec e lasciare questa iniziativa alla nostra voglia di esserci \u00e8 una cosa che mi fa mantenere un entusiasmo sempre uguale all\u2019inizio, non mi sento vincolato, lo faccio perch\u00e9 mi fa piacere.<br \/>\nMi capita di perdere il treno e arrivare al lavoro con mezz\u2019ora di ritardo perch\u00e9 mi fermo a parlare con un ospite di Mizar e fermarsi a parlare con loro \u00e8 un\u2019esperienza che pu\u00f2 portarti via dai tre secondi alla mezz\u2019ora quando hanno voglia di raccontarsi e non ti mollano pi\u00f9. Questo mi piace perch\u00e9, soprattutto in un ambiente come quello di Milano, lasciare che un minimo di lentezza nei ritmi venga gestita non da me ma dalle relazioni con le persone che incontro, chiunque esse siano, \u00e8 una cosa che mi d\u00e0 molto di pi\u00f9 di quello che potrei guadagnare lavorando quella mezzora in pi\u00f9.<br \/>\nMi piace vedere che i miei bambini non hanno paura nel relazionarsi con le persone che abitano a Mizar, ci sono cresciuti e, passata la fase normale di paure di tutti i bambini, le vivono solo come persone strane. Quando al parchetto arrivano gli ospiti di Mizar le altre mamme tendono ad allontanarli dai propri figli. Il fatto che i miei non abbiano paura ma vadano loro incontro \u00e8 per me un segno molto importante di come i miei figli considereranno la diversit\u00e0 da grandi e questo fa parte dello stile di accoglienza che noi abbiamo. \u00c8 importante anche come i bambini possono accogliere le persone ospiti di Mizar: ci sono alcuni ospiti che si pongono in maniera abbastanza dura nei confronti degli altri, se saluti Renato quando \u00e8 di cattivo umore ti risponde male, ma di fronte a un bambino che gli parla incredibilmente Renato si trasforma in un nonno. Nemmeno gli educatori di Mizar riescono a spiegarselo, \u00e8 un comportamento abbastanza inusuale: quello che i bambini riescono a trasmettere a queste persone li rende assolutamente invulnerabili.<br \/>\nMaurizio: Di Mizar fanno parte due comunit\u00e0 psichiatriche a media e ad alta protezione, che accolgono gli ultimi ospiti dell\u2019ospedale psichiatrico storico di Milano, parliamo di persone che hanno 20-30 anche 40 anni di ospedale psichiatrico alle spalle, per alcuni di loro parliamo di ospedale psichiatrico degli anni \u201970, quindi posti davvero difficili da pensare oggi. Sono persone con gravi compromissioni di tipo psichiatrico e in questo senso le esperienze anche banali diventano davvero importanti, davvero rare. Quando i bambini del condominio si avvicinano e invece di scappare li abbracciano per molte di queste persone \u00e8 la prima volta: si vedono abbracciati dal bambino e non \u00e8 mai capitato nella loro vita.<br \/>\nMarco: Naturalmente, l\u2019accoglienza non \u00e8 sempre facilissima: quando d\u2019estate le finestre sono tutte aperte e qualche ospite urla e canta dal balcone mentre i bambini dormono non sempre si riesce a pensare \u201cche bello che canta!\u201d. D\u2019altra parte quando poi i bambini dopo la nanna giocano sotto al portico e urlano fino all\u2019ora di cena, sono loro che devono subire.<br \/>\nCi siamo dati un appuntamento fisso tra noi famiglie, il mercoled\u00ec: ognuno porta qualcosa e si mangia insieme sotto il portico, \u00e8 un momento conviviale ma parliamo anche di cose tecniche, pratiche, della gestione del condominio, fino a mezzanotte, mezzanotte e mezza si chiacchiera e si parla. \u00c8 un momento interessante da vivere insieme ed \u00e8 aperto a chiunque, agli amici, agli amichetti dei nostri figli, agli ospiti di Mizar. \u00c8 bello viverlo anche assieme a loro che magari all\u2019inizio si presentavano la sera sbagliata ma adesso quando arrivano, siamo contenti e se non arrivano pensiamo che \u00e8 perch\u00e9 hanno qualcos\u2019altro da fare ma sanno che ci siamo.<br \/>\nMaurizio: Le cene che si fanno il mercoled\u00ec prevedono anche la partecipazione di alcuni dei nostri ospiti, quasi sempre funziona tutto ma sono comunque ospiti psichiatrici; insieme alle famiglie abbiamo parlato dei comportamenti problematici e li abbiamo risolti senza che nessuno rimanesse traumatizzato da comportamenti particolari. Noi abbiamo avuto degli ospiti che per la prima volta nella loro vita sono stati invitati a cena e per una settimana non si \u00e8 parlato d\u2019altro.<br \/>\nMarco: \u00c8 bello che nella nostra testa ma soprattutto nel nostro cuore ci sia la voglia di tener sempre in mente che ci sono anche loro e quando ti viene voglia e c\u2019\u00e8 lo spazio nella tua vita li inviti, li coinvolgi, condividi con loro.<br \/>\nPer esempio, Antonio del nostro condominio ama molto il cinema e spesso invita Stefano di Mizar ad andare con lui ma sono pi\u00f9 le volte che deve seguirlo perch\u00e9 va in bagno e non torna pi\u00f9 oppure esce e va a casa&#8230; Quindi Antonio, quando c\u2019\u00e8 un film di cui non \u00e8 particolarmente ansioso di vedere il finale invita Stefano ma quando c\u2019\u00e8 un film di cui non pu\u00f2 perdere niente ci va da solo. Lasciamo alla nostra iniziativa lo spazio e il tempo da condividere con loro.<br \/>\nMaurizio: All\u2019interno del condominio solidale dire che siamo di casa \u00e8 dire poco, con grandi possibilit\u00e0 di normalit\u00e0 che vanno dal condividere spazi, condividere tempi ma anche condividere cose pi\u00f9 concrete. Per esempio, quando abbiamo dovuto far uscire dalla comunit\u00e0 ad alta protezione una persona con grosse problematiche per la quale non c\u2019era nessuna comunit\u00e0 pronta ad accoglierla, l\u2019hanno accolta le famiglie, cos\u00ec, da un giorno all\u2019altro, con una semplicit\u00e0 e con una vicinanza non pensabile in altri contesti.<br \/>\nQuando muore uno dei nostri ospiti, la chiesa \u00e8 piena: ci siamo noi, gli ospiti ma anche le famiglie del condominio, gli operatori e gli ex operatori e anche il quartiere, adesso i negozi abbassano le serrande quando passa un funerale, in segno di vicinanza. Invece al funerale classico di un ospite dell\u2019ex Paolo Pini ci sono la bara, il prete e nessun parente.<br \/>\nMarco: Mizar ogni anno organizza una settimana di vacanza con tutti gli ospiti, cui partecipiamo anche noi famiglie che invece organizziamo dei week end invernali al mare cui invitiamo anche alcuni ospiti di Mizar. Il primo anno di vacanza pensavamo che avremmo dovuto adattarci ma alla fine l\u2019adattamento \u00e8 stato veramente minimo, i ritmi loro sono esattamente quelli di una famiglia con bambini piccoli, abbiamo gli stessi tempi quindi il condividere una settimana al mare con loro per noi \u00e8 come stare con altre famiglie, con persone che conosciamo, che abbiamo piacere di frequentare e che non ci impongono nessun cambiamento rispetto a quello che noi faremmo come famiglie. Questa esperienza della vacanza ci permette di entrare un po\u2019 pi\u00f9 in contatto, vivendo proprio insieme a loro si scoprono tante cose interessanti. Questa \u00e8 una delle cose che ci piace di pi\u00f9 condividere con Mizar.<\/p>\n<p><strong>Associazione Comunit\u00e0 Famiglia (ACF)<br \/>\n<\/strong>Nella sua forma attuale, l\u2019Associazione \u00e8 stata fondata nel 1988, ma l\u2019idea di un organismo di volontariato che promuovesse esperienze di vita comunitaria tra famiglie o gruppi, aperto a varie forme di solidariet\u00e0 e socializzazione, nasce nel 1978 con la prima comunit\u00e0 di Villapizzone, a Milano.<br \/>\nAttualmente ACF conta dieci comunit\u00e0 familiari residenziali, localizzate soprattutto in Lombardia. Negli ultimi anni sono inoltre nati decine di gruppi di condivisione, con centinaia di famiglie coinvolte alla ricerca di un\u2019occasione di mutuo-aiuto nel percorso verso la propria realizzazione di famiglia.<br \/>\nDal 1995 ACF \u00e8 iscritta all\u2019albo regionale del volontariato quale \u201corganizzazione di volontariato per l\u2019autopromozione della famiglia e della persona\u201d. L\u2019Associazione collabora con altri soggetti \u2013 Fondazione I Care, Diocesi, Caritas, Banca Etica, enti pubblici e privati \u2013 per progetti comuni.<br \/>\nLe comunit\u00e0 familiari sono essenzialmente formate da famiglie che vivono vicine, ciascuna con una sua identit\u00e0 e autonomia abitativa, ma tutte ispirate ai valori della sobriet\u00e0, della condivisione dei beni, della tolleranza, del rispetto delle diversit\u00e0, dell\u2019accoglienza.<br \/>\nQuesto permette di offrire ad altre persone, in cerca di \u201csenso\u201d e\/o in difficolt\u00e0, il calore di un contesto familiare vero, in cui crescere e ritrovare fiducia e dignit\u00e0. Il modello di comunit\u00e0 proposto dall\u2019Associazione \u00e8 incentrato sull\u2019autopromozione della persona, e la comunit\u00e0 di famiglie o condominio solidale ne \u00e8 il principale strumento.<br \/>\nLa principale fonte di sostegno quotidiano delle comunit\u00e0 proviene dalle attivit\u00e0 lavorative dei propri membri, nelle cooperative di lavoro gestite interamente da associati o, all\u2019esterno, come lavoratori dipendenti o autonomi; altre persone si dedicano interamente al lavoro domestico di accoglienza, di servizio alla comunit\u00e0 e all\u2019Associazione.<br \/>\nTutte le risorse confluiscono in una cassa comune, da cui ogni famiglia preleva mensilmente, in totale autogestione e sulla base della reciproca fiducia, un assegno in bianco per i propri bisogni.<\/p>\n<p class=\"p2\"><strong>Condominio solidale di Bruzzano<\/strong><br \/>\nvia Urbino 9 \u2013 20161 Milano<br \/>\ntel. 02\/66.22.65.61<br \/>\nbruzzano.solidale@tiscali.it<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Mizar 1 e 2<br \/>\n<\/strong>Alla fine del 1998, la Regione Lombardia con le ASL e le unit\u00e0 Operative Psichiatriche ha dovuto affrontare il problema della chiusura degli ex ospedali psichiatrici e ha cominciato a pensare alla realizzazione di strutture residenziali che potessero accogliere gli ultimi degenti dell\u2019ex-ospedale psichiatrico \u201cPaolo Pini\u201d. La Caritas Ambrosiana, tramite la cooperativa Farsi Prossimo, si \u00e8 resa disponibile e, nel 1999, sono state aperte Mizar 1 e Mizar 2, due Comunit\u00e0 Protette a Media assistenza collocate all\u2019interno del \u201cCondominio Solidale\u201d che opera con persone che vivono la marginalit\u00e0 sociale in varie realt\u00e0 cittadine e provinciali.<br \/>\nNel condominio di via Urbino sono state attivate su due piani due strutture comunitarie a impronta familiare (Mizar 1 e Mizar 2), una di otto posti e l\u2019altra di sette posti. Le due comunit\u00e0 non vogliono solo rispondere ai bisogni di residenzialit\u00e0 dei pazienti a lungo istituzionalizzati, ma soprattutto cercano di spostare l\u2019attenzione dalla malattia alla cura, intesa come intervento di riabilitazione sociale che si manifesta nel miglioramento delle condizioni di vita e di graduale integrazione nel tessuto sociale nonch\u00e9 nella riappropriazione della propria cittadinanza, favorendo anche l\u2019integrazione con i vari attori coinvolti: utenti, familiari, privato sociale, volontariato, territorio, servizi pubblici.<br \/>\nLa retta \u00e8 a totale carico del Sistema Sanitario Regionale e le prestazioni offerte sono organicamente inserite nel Progetto Terapeutico Riabilitativo, concordato con la persona interessata e i Centri Psicosociali (CPS) dei Dipartimenti di Salute Mentale pubblici. Gli obiettivi sono perseguiti tramite il lavoro di un\u2019\u00e9quipe multidisciplinare composta da medico psichiatra, coordinatore, assistente sociale, educatori professionali, infermieri professionali, \u00a0operatori socio sanitari. E&#8217; contemplato l\u2019inserimento nelle attivit\u00e0 delle Comunit\u00e0 di giovani del servizio civile, tirocinanti e volontari.<\/p>\n<p class=\"p2\"><strong>Comunit\u00e0 Protetta Media assistenza Mizar 1 e 2<br \/>\n<\/strong>via Urbino 9 \u2013 20161 Milano<br \/>\ntel. 02\/646.02.33<br \/>\nfax 02\/646.02.33<br \/>\nmizar@filodiariannacoop.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Frigerio del Condominio solidale di Bruzzano (MI) e Maurizio della comunit\u00e0 psichiatrica \u201cMizar\u201d raccontano la storia di una convivenza possibile:quella fra un gruppo di famiglie che condivide l\u2019esperienza di un condominio solidale e quella di una residenza psichiatrica. 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