{"id":452,"date":"2009-11-04T17:06:22","date_gmt":"2009-11-04T17:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=452"},"modified":"2026-04-01T11:19:54","modified_gmt":"2026-04-01T09:19:54","slug":"solidariet-in-vendita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=452","title":{"rendered":"4. Solidariet\u00e0 in vendita"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Farsi conoscere, sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema particolare, raccogliere fondi per promuovere le proprie attivit\u00e0; sono questi i motivi principali che spingono le associazioni operanti nel sociale ad affidarsi ai messaggi pubblicitari. E i risultati, in termini di popolarit\u00e0 e di soldi, non tardano ad arrivare. <!--break-->\u00c8 sempre pi\u00f9 facile scorgere, accanto alle pubblicit\u00e0 delle macchine e dei detersivi, anche quelle che si riferiscono a temi sociali; le campagne pubblicitarie televisive targate &#8220;Pubblicit\u00e0 Progresso&#8221; hanno raggiunto dimensioni notevoli e sono conosciute dalla maggioranza degli italiani.<br \/>\nI motivi, i contenuti e gli stili dei messaggi pubblicitari sono diversi da associazione ad associazione e l&#8217;unico comune denominatore \u00e8 la consapevolezza che, in una societ\u00e0 come la nostra, \u00e8 molto utile anche per un discorso di tipo sociale e solidaristico ricorrere alla pubblicit\u00e0 e porsi &#8220;quasi&#8221; come un prodotto commerciale pur mantenendo caratteristiche proprie.<\/p>\n<p><strong>Arbore come testimone<\/strong><br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi lo fa per procurarsi fondi, come nel caso della Lega del Filo d&#8217;Oro, l&#8217;associazione che si occupa della riabilitazione dei pluriminorati sensoriali. Hanno trovato un testimonial eccezionale in Renzo Arbore che compare accanto ad una bambina sordo-cieca spiegandone le condizioni. Accanto ad una campagna di sensibilizzazione verso una condizione di emarginazione sconosciuta ai pi\u00f9 (almeno prima della campagna pubblicitaria), l&#8217;intento principale rimane quello della raccolta dei fondi. E i risultati non si sono fatti attendere; dice Rossano Bartoli membro della Lega: &#8220;La nostra associazione era conosciuta da poche persone e nel giro di 6-7 anni di promozione siamo oramai conosciuti in tutta Italia; per quanto riguarda i finanziamenti con la campagna di Renzo Arbore abbiamo raccolto qualche miliardo di lire&#8221;.<br \/>\nLa prima campagna pubblicitaria aveva come protagonista Alberto, un disabile conosciuto dal pubblico per la sua apparizione alla trasmissione &#8220;Buona Domenica&#8221; di Maurizio Costanzo. Ma l&#8217;utilizzo di un personaggio famoso rafforza un messaggio pubblicitario; &#8220;bisogna essere realisti il pi\u00f9 possibile &#8211; afferma Rossano Bartoli &#8211; con un testimonial di questo calibro il riscontro \u00e8 stato senza dubbio maggiore&#8221;.<br \/>\nPer quanto riguarda lo stile &#8220;volevamo fare qualcosa che prendesse a livello emotivo senza pero scadere nel pietistico, n\u00e9 diventare aggressivi: volevamo raccontare una storia vera cercando di essere semplicemente realisti&#8221;. Recentemente l&#8217;A.I.C.E. (Associazione Italiana Contro l&#8217;Epilessia) ha promosso una campagna pubblicitaria per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su questa malattia e anche per far conoscere le attivit\u00e0 della stessa associazione: &#8220;con questa iniziativa non cerchiamo soldi, n\u00e9 volontari &#8211; dice Sandra Malaspina, responsabile dell&#8217;A.I.C.E. &#8211; la nostra vuol essere solo una pubblicit\u00e0 informativa, dato che la conoscenza sull&#8217;epilessia \u00e8 bassa; in secondo luogo vuol essere anche una promozione per la nostra associazione&#8221;.<br \/>\nOltretutto queste campagne non costano nulla; gratuitamente si prestano i testimonial, gratuitamente si offrono le agenzie pubblicitarie che poi realizzano concretamente il messaggio e gratuiti sono infine gli spazi pubblicitari offerti dai mass media. Di solito questi spazi vengono concessi solo nei mesi di gennaio e febbraio, quando il mercato degli inserzionisti registra un forte restringimento dopo l&#8217;abbuffata pubblicitaria natalizia.<\/p>\n<p><strong>Gli sport preventivi<\/strong><br \/>\n&#8220;Una campagna che mira a sensibilizzare il problema delle malformazioni e a prevenirlo&#8221; cos\u00ec Antonella Sacchetti, dell&#8217;ufficio stampa dell&#8217;ASM (Associazione Italiana Studio Malformazioni), definisce le pubblicit\u00e0 che compaiono in questi giorni un po&#8217; dappertutto. Due mani femminili congiunte formano una specie di nido dove sono posate due scarpine da neonato, una di lana rosa l&#8217;altra azzurra e sotto una scritta recita: &#8220;maschio o femmina l&#8217;importante \u00e8 che sia sano&#8221;. Qui l&#8217;informazione pubblicitaria insiste particolarmente sulla prevenzione, mentre in precedenza l&#8217;ASM aveva scelto un messaggio differente: &#8220;La nostra precedente campagna pubblicitaria aveva come protagonista una bambola con il braccio staccato &#8211; spiega Ruben Abbatista responsabile dell&#8217;associazione &#8211; ad un certo punto ci \u00e8 sembrata che desse un&#8217;idea troppo drammatica e negativa del problema, noi volevamo dare invece un messaggio di speranza, che ci ponesse prima del problema, per prevenire il dramma&#8221;.<br \/>\nDi solito all&#8217;agenzia pubblicitaria si d\u00e0 solo un&#8217;indicazione come questa, che dopo \u00e8 libera di interpretare come vuole. Sia nella prima che nella seconda campagna pubblicitaria il riscontro \u00e8 stato enorme e sono arrivate all&#8217;associazione numerose telefonate e richieste d&#8217;informazione.<br \/>\nImprontata alla prevenzione \u00e8 anche la campagna promossa dall&#8217;Associazione Paraplegici. La pubblicit\u00e0 presenta due fotografie, nella prima una persona sta facendo un&#8217;attivit\u00e0 pericolosa, nell&#8217;altra la stessa persona \u00e8 seduta su una carrozzina; sopra campeggia una scritta: &#8220;\u00c8 meglio riflettere prima che dopo&#8221;<br \/>\n&#8220;A noi interessava mandare un messaggio di prevenzione alle persone &#8211; spiega Gabriella Furlani dell&#8217;Associazione Paraplegici &#8211; aprire loro gli occhi in un modo tranquillo&#8221;. Non \u00e8 facile avere un riscontro con pubblicit\u00e0 di questo tipo anche se dopo la campagna l&#8217;associazione \u00e8 stata subissata di telefonate soprattutto di scuole o altre persone che volevano diventare soci. Un elemento caratterizza tutte le pubblicit\u00e0 che abbiamo esaminato: da tutti viene rifiutato un messaggio pubblicitario di tipo pietistico o commovente o che voglia informare con la paura. Ma questa scelta di stile \u00e8 propria solo delle associazioni pi\u00f9 moderne, che utilizzano la macchina pubblicitaria con una certa consapevolezza e in tutte le sue potenzialit\u00e0. La stessa cosa non si pu\u00f2 dire per tutti ed \u00e8 ancora possibile imbattersi in pubblicit\u00e0 che puntano ancora a commuovere, a chiedere carit\u00e0 e aiuto per i &#8220;poveretti&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Farsi conoscere, sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su un tema particolare, raccogliere fondi per promuovere le proprie attivit\u00e0; sono questi i motivi principali che spingono le associazioni operanti nel sociale ad affidarsi ai messaggi pubblicitari. 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