{"id":4527,"date":"2025-09-19T10:03:13","date_gmt":"2025-09-19T08:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4527"},"modified":"2025-09-29T12:45:28","modified_gmt":"2025-09-29T10:45:28","slug":"7-per-una-cultura-del-durante-e-dopo-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4527","title":{"rendered":"7. Per una cultura del \u201cdurante\u201d  e \u201cdopo di noi\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"p2\">a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p class=\"p3\">Intervista a Rino Montanari presidente della Fondazione Le Chiavi di Casa Onlus.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Come \u00e8 nata la vostra esperienza di residenzialit\u00e0 autonoma per le persone disabili?<br \/>\n<\/strong>L\u2019avvio dei nostri progetti di vita indipendente per persone con disabilit\u00e0 \u00e8 nato dall\u2019idea di quattordici famiglie di creare un soggetto giuridico che potesse progettare e gestire percorsi di autonomia e di uscita anticipata dalla famiglia.<br \/>\nLa prima esperienza \u00e8 nata a Castel Maggiore in provincia di Bologna nel 2004 in un appartamento messo a disposizione dal Comune e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Si trattava di un progetto sperimentale gestito dal Servizio Socio Sanitario di Pianura Est in collaborazione con l\u2019associazione Idee ed Esperienze. Nel frattempo veniva presa in considerazione la costituzione di un soggetto giuridico adatto a gestire progetti di vita indipendente e contemporaneamente essere il soggetto in grado di poter gestire lasciti provenienti dai genitori stessi o da altri. Cos\u00ec \u00e8 nata nel 2005 la Fondazione di Partecipazione Le Chiavi di Casa Onlus.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>A chi si rivolge? Come sono i criteri per accedere alla casa?<br \/>\n<\/strong>Si rivolge in primis ai figli dei fondatori che abbiano intenzione di intraprendere un percorso di vita indipendente prima che la famiglia non sia pi\u00f9 in grado di prendersi cura del proprio figlio.<br \/>\nAl momento gestiamo due progetti, uno nell\u2019appartamento \u201cRaffaella\u201d di Castel Maggiore e uno nell\u2019appartamento \u201cMaria Assunta Fabbri\u201d di Granarolo dell\u2019Emilia; disponiamo inoltre di un terzo appartamento nel quale vorremmo avviare un nuovo progetto rivolto a tre persone con disabilit\u00e0. I progetti sono gestiti in collaborazione con le istituzioni del territorio di Pianura Est e hanno carattere di domiciliarit\u00e0.<br \/>\nAl momento quindi i criteri di accesso vengono condivisi con i Servizi del Distretto Socio Sanitario di Pianura Est e ci\u00f2 implica l\u2019esclusione di persone disabili gravi o disabili mentali, lasciando possibilit\u00e0 di accesso solo a persone con lieve disabilit\u00e0.<br \/>\nLa nostra missiontuttavia \u00e8 quella di poter rendere possibile un progetto di vita indipendente per tutti coloro che ne facciano richiesta, anche in altri comuni della regione Emilia Romagna. I progetti devono essere studiati insieme alle famiglie e alle istituzioni di riferimento.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Qual \u00e8 la struttura organizzativa che permette il funzionamento?<br \/>\n<\/strong>La struttura organizzativa dei due progetti (che hanno carattere di domiciliarit\u00e0 i cui ospiti presentano lievi disabilit\u00e0) consiste in una colf convivente supportata da un\u2019educatrice professionale. \u00c8 presente anche un\u2019impiegata amministrativa che si occupa della contabilit\u00e0 e della gestione del personale.<br \/>\nI finanziamenti avvengono attraverso il versamento mensile di una quota familiare e di un intervento pubblico a copertura delle differenze. I costi di gestione annuale di un appartamento con tre persone disabili variano dai 55 ai 60 mila euro.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Quali sono i punti di forza di questa esperienza<\/strong>?<br \/>\nIl principale punto di forza di questa esperienza \u00e8 il fatto di riuscire a evitare il trauma della collocazione d\u2019emergenza di una persona disabile che si trovi improvvisamente sola a causa del cedimento delle risorse familiari.<br \/>\nI progetti di vita indipendente permettono la realizzazione di esperienze \u201cdurante noi\u201d, per prepararsi con serenit\u00e0 al \u201cdopo di noi\u201d.<br \/>\nI ragazzi iniziano un percorso di autonomia continuando a vedere la famiglia nei week end fino a quando \u00e8 possibile e ci\u00f2 li allena e li prepara gradualmente a un distacco dolce dalla famiglia. Al tempo stesso anche i genitori possono affrontare con meno timori e meno angoscia la risposta alla domanda: \u201cChe ne sar\u00e0 dimio figlio quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9? Con chi vivr\u00e0? Dove andr\u00e0?\u201d.<br \/>\nUn altro aspetto positivo \u00e8 il basso numero di persone all\u2019interno dell\u2019appartamento, che consente di creare e mantenere un clima familiare e un\u2019alta qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nDopo quasi dieci anni di attivit\u00e0 possiamo infine segnalare l\u2019importanza di un altro punto di forza: l\u2019integrazione nel territorio, la collaborazione e il sostegno di singoli cittadini, associazioni, aziende e istituzioni.<br \/>\nLa Fondazione di Partecipazione \u00e8 il soggetto giuridico che pu\u00f2 garantire il \u201cdurante noi\u201d e la corretta gestione dei capitali familiari attraverso la stipula di contratti personalizzati.<\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Quali gli aspetti pi\u00f9 critici, quelli che potrebbero e dovrebbero essere migliorati?<br \/>\n<\/strong>Nonostante la positivit\u00e0 generale delle esperienze in atto, conosciute e valutate molto bene dai Servizi e dalle famiglie coinvolte, non esistono una cultura e una politica del \u201cdurante noi\u201d che stimoli la realizzazione e la diffusione del modello.<br \/>\nQuasi sempre la famiglia non si decide mai a intraprendere percorsi di autonomia del proprio figlio disabile pur essendo questo un diritto. Questo avviene sia per una mancanza di una cultura del durante noi ma anche per motivi pi\u00f9 strettamente emotivi e affettivi connessi allo stretto legame genitori-figli.<br \/>\nPer noi \u00e8 di fondamentale importanza co-costruire i progetti insieme alle istituzioni ma il dialogo non \u00e8 sempre facile e bisogna trovare continui compromessi.<br \/>\nAltre criticit\u00e0 sono legate al reperimento di fondi per far fronte alle spese economiche, a difficolt\u00e0 burocratiche e alla ricerca di nuovi volontari.<\/p>\n<p class=\"p3\">Per informazioni:<br \/>\nLe Chiavi di Casa Onlus<br \/>\nvia S. Donato 74\/5 \u2013 40057 Granarolo dell\u2019Emilia (BO)<br \/>\ntel. 051\/600.43.87<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lechiavidicasa.org\">www.lechiavidicasa.org<\/a><br \/>\ninfo@lechiavidicasa.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi Intervista a Rino Montanari presidente della Fondazione Le Chiavi di Casa Onlus. 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