{"id":456,"date":"2009-11-04T17:06:22","date_gmt":"2009-11-04T17:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=456"},"modified":"2009-11-04T17:06:22","modified_gmt":"2009-11-04T17:06:22","slug":"ma-la-telematica-serve-ai-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=456","title":{"rendered":"Ma la telematica serve ai disabili?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso due interviste,<br \/>\n              una ad Andrea Canevaro, direttore del Dipartimento<br \/>\n              di Scienze della Formazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, l&#8217;altra<br \/>\n              a John Fischetti, dell&#8217;ENIL Italia (Movimento<br \/>\n              per la vita indipendente)<!--break-->            <\/p>\n<h4 align=\"center\"><strong><a name=\"canevaro\"><\/a>L&#8217;ausilio complesso<\/strong><\/h4>\n<p align=\"left\">Intervista ad Andrea Canevaro<\/p>\n<p><i>D. La telematica offre ai disabili e alle persone che vivono               in situazione di svantaggio, nuove possibilita&#8217; di comunicare e               di conoscere: telematica e disabili dunque, cosa ti suggerisce questo               binomio? <\/i><\/p>\n<p>R. Mi suggerisce due aspetti: il primo riguarda la possibilit\u00e0               di estendere le reti di partecipazione ai disabili ma anche agli               operatori, ai tecnici, penso anche ai medici; recentemente sulla               rivista dell&#8217;associazione emofilici e talassemici di Ravenna ho               letto un articolo che si riferiva ai medici e ai giornalisti; stranamente               ma giustamente associati, in quanto, se disinformati diventano,               nemici pericolosi. Se un giornalista che deve trattare un caso di               cronaca avesse l&#8217;attenzione a consultare una banca dati, ammesso               che ci siano delle banche dati, ma ci sono gi\u00e0, e avesse modo di               fare un piccolo excursus in internet o avesse modo, insomma, di               informarsi mediante sistemi che sono alla portata, eviterebbe di               fare del sensazionalismo a sproposito, di usare linguaggi imprecisi               che aprono speranze e poi delle volte, se le speranze sono infondate,               \u00e8 la premessa per arrivare ai drammi. Questo \u00e8 un aspetto importante.               L&#8217;altro aspetto, forse anche banale, \u00e8 quello di ampliare le reti               di partecipazione alla produzione culturale e alla produzione lavorativa,               al telelavoro. Per quanto riguarda la produzione culturale, un buon               esempio \u00e8 rappresentato dalla rete dei centri di documentazione               per l&#8217;integrazione dell&#8217;Emilia Romagna dotati delle strutture tecnologiche               adeguate e quindi in grado di avere banche dati e risorse on line               non pi\u00f9 legate ai singoli casi ma che vadano un po&#8217; oltre. &nbsp;             <\/p>\n<p><i>D. Si stanno diffondendo in rete i siti dedicati al tema della               disabilita&#8217; e dell&#8217;emarginazione e le nuove tecnologie vengono sempre               piu&#8217; usate: dal tuo osservatorio, da un Dipartimento di scienze               della formazione, ti sei accorto di alcuni cambiamenti? Tesi presentate,               progetti che implicano questi mezzi&#8230; <\/i><\/p>\n<p>R. All&#8217;interno del Dipartimento di Scienze della Formazione impieghiamo               sempre pi\u00f9 le opportunit\u00e0 offerte da internet nell&#8217;accrescimento               delle competenze; recentemente abbiamo fatto delle prove con insegnanti               che hanno avuto la specializzazione per l&#8217;handicap e una parte delle               prove consisteva nel rintracciare notizie in internet a proposito               anche di alcune disabilit\u00e0 comuni ed altre pi\u00f9 rare. Si corre anche               il rischio di prestare meno attenzione ai contesti materiali rischiando               che la conoscenza telematica abbia il sopravvento su una conoscenza               basata su un coinvolgimento diretto; d&#8217;altra parte non mi va di               contrapporre queste due conoscenze, in quanto le considero complementari.               &nbsp; D. Anche da un punto di vista del processo di apprendimento               le nuove tecnologie, attraverso la multimedialita&#8217;, la formazione               a distanza, comportano dei cambiamenti: riferendosi soprattutto               a chi opera nel sociale e a chi vive in situazioni di svantaggio,               cosa significa questo? Questo implica anche nuove competenze (tecnologiche)?               R. Si, certo, ma vorrei leggermente allargare la risposta facendo               riferimento al caso del lavoro multiculturale. Non bisogna rendere               antagonisti il collegamento multiculturale e le attenzioni alle               identit\u00e0. Ti faccio un esempio diretto; se dobbiamo attivare una               cooperazione, come abbiamo attivato, con paesi che escono da conflitti               come la Bosnia o il Ruanda, la possibilit\u00e0 \u00e8 quella di entrare in               un contatto che preveda la possibilit\u00e0 di collegamenti telematici               e quant&#8217;altro. Una operazione del genere \u00e8 sicuramente pi\u00f9 adeguata               alle necessit\u00e0, per\u00f2 \u00e8 anche vero che un&#8217;operazione del genere pu\u00f2               costruire delle false realt\u00e0, cancellando o meglio distruggendo;               la cancellazione non lascia tracce, la distruzione lascia macerie,               non so cosa \u00e8 peggio, ma distruggendo tanti elementi culturali presenti               in quelle realt\u00e0 che solo la nostra ignoranza fa considerare deserte               e prive di spessore, allora bisogna stare molto attenti a fare un&#8217;operazione               che sia avanzata con le tecnologie e avanzata con il rispetto; le               due cose non si escludono affatto, come in altri settori vale la               regola della cooperazione, quello che ci metto deve essere corrispondente               a quello che ci metti tu, se io nella dotazione informatica ci metto               cinquanta bisogna fare in modo che anche tu ci metta cinquanta.               &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Torniamo ai disabili, la natura del cyberspazio tende a rendere               invisibili certe differenze, uno spastico in rete non si avverte               come tale, cosi&#8217; e&#8217; possibile addirittura costruirsi nuove identita&#8217;:               queste novita&#8217; cosa possono portare a chi vive in situazioni di               svantaggio? A vari livelli, lavorativo, sociale e relazionale&#8230;               <\/i> <\/p>\n<p>R. Possono portare a una perdita di contatto con la realt\u00e0; la               realt\u00e0 \u00e8 sempre multipla, un elemento &quot;artificiale&quot;, virtuale               pu\u00f2 essere governato a piacere con una logica di autoreferenzialit\u00e0.               Mi ricostruisco questa realt\u00e0 e mi dimentico la parola virtuale,               me la ricostruisco a mio piacere. La funzione dell&#8217;ausilio che dovrebbe               essere quella di mediatore con la realt\u00e0 pu\u00f2 essere stravolta per               diventare l&#8217;ausilio creatore di un realt\u00e0 virtuale. Questo \u00e8 un               rischio che mi \u00e8 capitato di notare in alcune situazioni. Comunque               piuttosto che cadere nella disperazione pu\u00f2 anche valere la pena               in certi casi di correre questo rischio. I vantaggi grossi stanno               nella possibilit\u00e0 di avere dei mediatori nel rapporto con la realt\u00e0               molto efficaci, capace di permettere quello che la fisiologia non               pu\u00f2 permettere. Questa tecnologia oramai \u00e8 diffusa anche nella quotidianit\u00e0               e non \u00e8 impossibile pensare che ci sia una conversione della produzione               di serie di numerosi oggetti che tenga pi\u00f9 conto della diversit\u00e0;               certamente questa produzione non sar\u00e0 mai capace di raggiungere               davvero le necessit\u00e0 del singolo, per cui sar\u00e0 sempre necessario               fare del bricolage, dell&#8217;artigianato tecnologico per raggiungere               questo scopo. Per\u00f2 ci saranno prodotti gi\u00e0 pi\u00f9 vicini a soddisfare               le esigenze degli anziani, dei disabili. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Diversita&#8217; e differenza da un lato, omologazione dall&#8217;altro:               internet ha in se&#8217; questo duplice aspetto, di permettere ad ognuno,               nella sua diversita&#8217;, di esprimersi e rendere nello stesso tempo               tutti piu&#8217; simili, perche&#8217; il mezzo tende a uniformare, a semplificare               nel virtuale una realta&#8217; ben piu&#8217; complessa sfaccettata: cosa succedera&#8217;               secondo te, la diversita&#8217;, nella sua accezione positiva, si sviluppera&#8217;               o rischiera&#8217; di disperdersi? Come cambiera&#8217;? <\/i><\/p>\n<p>R. \u00c8 un po&#8217; difficile rispondere ad una domanda cos\u00ec ampia, io               credo che la diversit\u00e0 si potr\u00e0 anche accentuare, sar\u00e0 la diversit\u00e0               di chi ha la &quot;dotazione&quot; tecnologica e chi non la ha.               La questione dei numeri gioca molto pesantemente a sfavore di una               parte del mondo che \u00e8 molto lontana dal poter accedere a queste               risorse. E il numero degli handicappati in questa parte del mondo               sono di una quantit\u00e0 enorme soprattutto l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 la guerra, incrementata               anche dal fenomeno delle mine antiuomo. L&#8217;uniformizzazione data               dal mezzo telematico pu\u00f2 accentuare anche i conflitti in quanto               le diversit\u00e0 sono necessarie e non cancellabili. Un esempio tipico               \u00e8 rappresentato dal mondo islamico. I paesi poveri del mondo &#8211; che               hanno anche, ripeto, il pi\u00f9 alto numero dei disabili &#8211; sono quelli               che hanno pi\u00f9 interessi ad avere tecnologie. Subiranno un bombardamento               di nuove tecnologie e questo sar\u00e0 un elemento sconquassante; in               un recente viaggio in Cambogia ho visitato una citt\u00e0 come Phnom               Pen, una citt\u00e0 che non esiste pi\u00f9 che \u00e8 fatta di polvere e traffico;               nelle sue vie ho visto delle scatoline tecnologiche, veri e proprie               isole ritagliate nella polvere e nel traffico, dei negozietti di               pochi metri quadrati; in una di questi mi sono fatto fare gli occhiali               nuovi tramite una tecnologia molto sofisticata. La gente che lavora               in questi posti quando torna a casa, torna di nuovo nella polvere               e nel traffico, in tuguri senza acqua. Questi elementi cos\u00ec scombinati               non possono stare insieme, questi scombinamenti portano ad altri               scombinamenti, le cose non si aggiustano facilmente; la tecnologia               pu\u00f2 causare in questo senso disuguaglianze nuove e delle diversit\u00e0               feroci; disuguaglianze anche all&#8217;interno della stessa persona che               vive una percentuale di vita immerso nell&#8217;alta tecnologia e una               percentuale di vita di infimo livello, con dei salti difficili da               sostenere. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Internet pone al centro anche un&#8217;altra questione: la memoria               e l&#8217;oblio. Tutto quello che non e&#8217; sulla rete, digitalizzato, rischia               di non essere conosciuto, ricordato, rischia percio&#8217; di non esistere               per chi usa solamente la rete per i suoi bisogni di conoscenza (e               questo accadra&#8217; sempre piu&#8217; in futuro). Questo pone parecchi problemi:               cosa deve essere messo in rete, chi decide questo&#8230; Riferendoci               ai temi della disabilita&#8217;, non dico cosa metteresti on line, ma               con quali criteri bisognerebbe utilizzare questa scelta (visto che               tutto non sara&#8217; &quot;ricordato&quot;, cosa che e&#8217; gia&#8217; successa               comunque)? <\/i><\/p>\n<p>R. Quando una persona anziana o una persona che all&#8217;improvviso               ha perso l&#8217;udito viene protesizzata, se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;educazione alla               protesi, una spiegazione anche semplice di come bisogna abituarsi               ad averla, la protesi fa un effetto negativo, perch\u00e9 una persona               che non sente, risente di nuovo ma senza &quot;filtri&quot;, gli               arrivano tutti i rumori senza riuscire a trascurare i rumori di               fondo; \u00e8 quello che accade ai protesizzati che sentono &quot;tutto&quot;               e non riescono a filtrare fra i rumori che a loro servono e quelli               che creano solo disturbo; occorre rieducarli all&#8217;uso di questi filtri.               Con la &quot;protesi&quot; di internet quello che ascoltiamo non               \u00e8 tutto, ma \u00e8 quello a cui vogliamo fare attenzione e poi c&#8217;\u00e8 il               resto; se noi ci volessimo illudere che la realt\u00e0 \u00e8 solo in internet               qualcosa ci richiamer\u00e0 alla ragione, magari solo attraverso uno               scalino in cui s&#8217;inciampa.<\/p>\n<h4 align=\"center\"><strong><a name=\"Fischetti\"><\/a>Un&#8217;occasione di               liberta&#8217; <\/strong>&nbsp; <\/h4>\n<p>Intervista a John Fischetti<\/p>\n<p><i>D. Che cosa puo&#8217; rappresentare la telematica per le persone               che vivono in condizioni di svantaggio? L&#8217;enfasi eccessiva, in termini               positivi, con cui se ne parla non rischia di trasformarsi in un               motivo di delusione? <\/i><\/p>\n<p>R. Su questo tema sarebbe facile scrivere qualche migliaio di pagine.               Un po&#8217; pi\u00f9 in sintesi, ritengo che l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante sia               l&#8217;annullamento della necessit\u00e0 di deleghe. Un numero sempre maggiore               di operazioni e attivit\u00e0 potr\u00e0 essere svolto con mezzi e strumenti               telematici, liberando cos\u00ec le persone con disabilit\u00e0 dalla dipendenza               e restituendo loro privacy e autosufficienza. Non esiste forma di               disabilit\u00e0, per quanto grave, che possa impedire del tutto l&#8217;uso               dello strumento informatico e telematico. Occorre naturalmente analizzare               ogni aspetto, per evitare di cadere nei facili trionfalismi alla               Nicholas Negroponte o nei rischi di ulteriore emarginazione insiti               ad esempio nel telelavoro, per\u00f2 le possibilit\u00e0 sono talmente numerose               e importanti da rendere l&#8217;armamentario telematico probabilmente               il pi\u00f9 rivoluzionario strumento in termini di affermazione ed esercizio               di libert\u00e0. Tali affermazioni possono apparire esagerate, soprattutto               agli occhi di chi non ha gravi disabilit\u00e0. Queste persone possono               per\u00f2 facilmente comprendere l&#8217;importanza di quanto affermo se riflettono               sulla semplicit\u00e0 con cui compiono gesti quotidiani che sono invece               impossibili per chi ha gravi disabilit\u00e0. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Mi fa qualche esempio pratico di utilizzo telematico da parte               di un disabile? <\/i><\/p>\n<p>R. Un esempio fra tanti: scegliere e sfogliare un libro o un giornale.               Per molte persone con disabilit\u00e0 questo \u00e8 diventato possibile soltanto               grazie agli archivi, alle notizie e ai fornitori di informazioni               raggiungibili per mezzo della rete. A questo proposito \u00e8 necessario               affrontare con determinazione i problemi causati alle persone con               disabilit\u00e0 dal copyright e dalla protezione dei diritti d&#8217;autore.               Il non poter rendere accessibili i testi in formato digitale a causa               del rischio di duplicazione incontrollata causa grosse limitazioni               all&#8217;accesso alla cultura da parte delle persone con gravi disabilit\u00e0,               e questo \u00e8 certamente ingiusto. Ritengo che una soluzione tecnica               adeguata possa essere sviluppata e, se questo non fosse possibile,               ritengo comunque prevalenti i diritti di accesso ai testi da parte               delle persone con disabilit\u00e0 rispetto alla protezione dei diritti               d&#8217;autore. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Quali sono le notizie essenziali che devono poter essere               reperite in rete? <\/i><\/p>\n<p>R. Oltre alla cultura e alla letteratura scientifica \u00e8 senza dubbio               fondamentale l&#8217;accesso ad informazioni che di solito sono di difficile               reperibilit\u00e0 e consultabilit\u00e0 anche per i cittadini &quot;normodotati&quot;,               cio\u00e8 le leggi e pi\u00f9 in generale informazioni sull&#8217;attivit\u00e0 dello               Stato e delle altre istituzioni. Non bisogna dimenticare che la               conoscenza \u00e8 potere, e che spesso la condizione di dipendenza delle               persone con disabilit\u00e0 deriva anche dal fatto che queste persone               sono costrette a seguire le indicazioni dei cosiddetti &quot;esperti&quot;.               Una prima fondamentale libert\u00e0 offerta dalla telematica \u00e8 quindi               la libert\u00e0 dall&#8217;ignoranza. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Oltre alla liberta&#8217; dall&#8217;ignoranza, la telematica permette               anche alle persone che vivono in condizione di svantaggio di uscire               dall&#8217;isolamento in cui spesso cadono. <\/i><\/p>\n<p>R. Si, un&#8217;altra libert\u00e0 molto importante \u00e8 quella che consente               di unire la riconquista della privacy con la fine dell&#8217;isolamento.               Mediante la rete oggi si pu\u00f2 comunicare quasi con chiunque. \u00c8 possibile               anche inviare messaggi a chi non \u00e8 collegato alla rete, mediante               i sistemi automatici di invio di fax o il postel. Inoltre \u00e8 possibile               scrivere una lettera e inviarla al destinatario senza coinvolgere               altre persone. Fino a pochi anni fa era difficile scrivere in libert\u00e0               a un amico una lettera sui rapporti con i propri genitori, quando               a scrivere e spedire materialmente questa lettera avrebbe dovuto               essere il padre o la madre. La libert\u00e0 dall&#8217;isolamento si manifesta               anche nella possibilit\u00e0 di partecipare a gruppi di discussione sui               pi\u00f9 svariati temi. Le conferenze telematiche, le mailing-list, i               newsgroup sono formidabili veicoli di diffusione di idee ed esperienze.               Da un lato possono contribuire alla conoscenza reciproca, alla messa               in comune di idee e soluzioni, dall&#8217;altro consentono di sentirsi               parte di una comunit\u00e0, con la forza di esempio e di stimolo che               questo pu\u00f2 dare alle singole persone. Infine la comunit\u00e0 ha insite               potenzialit\u00e0 di azione enormemente superiori: la comunicazione veloce               e a basso costo consente di organizzare e organizzarsi, ed \u00e8 uno               strumento di lavoro di cui probabilmente non si \u00e8 ancora compreso               pienamente il valore. \u00c8 ovvio che ignoranza e solitudine non si               possono debellare solo con lo strumento telematico. I rapporti fisici,               l&#8217;essere insieme e il crescere insieme sicuramente continuano ad               essere basilari per ciascuna persona. In questo senso la telematica               non deve assolutamente costituire un alibi per costringere le persone               a rinunciare alla mobilit\u00e0; la telematica non deve mai essere descritta               come un sostitutivo degli incontri fisici, dei viaggi, dell&#8217;esplorazione               del mondo. Pu\u00f2 per\u00f2 costituire una ottima integrazione, e per chi               oggi si vede preclusi gli incontri fisici, i viaggi e l&#8217;esplorazione               del mondo, la telematica pu\u00f2 costituire comunque un enorme passo               avanti. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. E nella vita pratica di tutti i giorni cosa puo&#8217; significare               l&#8217;uso di internet per un disabile? <\/i><\/p>\n<p>R. II passaggio dai massimi sistemi, dal senso stesso dell&#8217;esistere,               alla soluzione dei piccoli problemi della quotidianit\u00e0 non \u00e8 troppo               repentino o improprio. Spesso risolvere un problema solo apparentemente               piccolo, e risparmiarsi qualche fatica in pi\u00f9 costituiscono un ottimo               incentivo a meglio considerare il senso stesso della propria vita.               Quindi argomenti come gli acquisti effettuati per mezzo della rete               e di una carta di credito, l&#8217;autogestione del proprio conto corrente               o la prenotazione di servizi sono forse aspetti banali ma non certamente               disprezzabili o accantonabili. Ecco uno dei motivi per cui \u00e8 necessario               insistere sulle caratteristiche di accessibilit\u00e0 e fruibilit\u00e0 dei               siti. Sarebbe davvero una beffa consentire finalmente a una persona               con disabilit\u00e0 di accedere per via telematica al proprio conto corrente,               e poi renderle impossibile operare a causa della conformazione del               sito, ricco magari di immagini animate e di &quot;frame&quot;, ma               mancante di una semplice paginetta solo testuale, indispensabile               per chi usa i sistemi a sintesi vocale. &nbsp; <\/p>\n<p><i>D. Il lavoro infine: si e&#8217; tanto parlato delle possibilita&#8217;               offerte dal telelavoro per chi abbia difficolta&#8217;, ad esempio a muoversi;               cosa ne pensi? &nbsp; <\/i><\/p>\n<p>R. Secondo me l&#8217;aspetto su cui puntare, telematica o no, non \u00e8               tanto la possibilit\u00e0 di avere un lavoro, qualunque esso sia, bens\u00ec               l&#8217;opportunit\u00e0 di offrire dei servizi realmente interessanti e competitivi.               Entrare nel mercato del lavoro dalla porta principale, insomma,               e non da quella di servizio. Le quote riservate diventano, in questo               contesto, un male necessario, una soluzione (ma forse non lo \u00e8 neppure)               per chi ha poco da offrire e che non per questo deve essere ulteriormente               emarginato e respinto. Per chi invece ha voglia di &quot;mettersi               in gioco&quot;, la telematica offre opportunit\u00e0 numerose ed interessanti.               Spesso, per una azienda che affida parte del proprio lavoro burocratico               a personale esterno, connesso con postazioni di telelavoro, avere               all&#8217;altro capo del filo una persona con disabilit\u00e0 costituisce un               vantaggio e non un rischio. Altrettanto spesso, vista l&#8217;inesperienza               nel settore, l&#8217;azienda questa cosa non la sa, non l&#8217;immagina neppure.               Compito delle organizzazioni di persone con disabilit\u00e0&#8217; quindi,               diventa anche la promozione e la valorizzazione del lavoro che queste               persone possono svolgere, se dotate di strumenti adatti. Per chi               vuole impegnarsi pi\u00f9 a fondo vi sono molte possibilit\u00e0, di attivit\u00e0               di tipo professionale, come la ricerca di informazioni, l&#8217; editoria               in rete, la grafica, il settore pubblicitario, la gestione e manutenzione               dei siti, le traduzioni, la programmazione, e molte altre. Quel               che serve \u00e8 un po&#8217; di fiducia in se stessi, e aver chiaro in mente               di non essere alla ricerca di un lavoro in termini di assistenza,               bens\u00ec di aver qualcosa di importante da offrire, qualcosa di valore.                          <\/td>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda attraverso due interviste,<br \/>\n              una ad Andrea Canevaro, direttore del Dipartimento<br \/>\n              di Scienze della Formazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, l&#8217;altra<br \/>\n              a John Fischetti, dell&#8217;ENIL Italia (Movimento<br \/>\n              per la vita indipendente)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3597,3604],"edizioni":[],"autori":[2681],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3676],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/456"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=456"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/456\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=456"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=456"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=456"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=456"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=456"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=456"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}