{"id":4640,"date":"2025-09-24T13:05:56","date_gmt":"2025-09-24T11:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4640"},"modified":"2025-09-24T13:05:56","modified_gmt":"2025-09-24T11:05:56","slug":"la-stretta-via-delle-politiche-ue-per-la-disabilita-il-manifesto-edf-per-il-parlamento-europeo-2014-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4640","title":{"rendered":"La stretta via delle politiche UE per la\u00a0disabilit\u00e0. Il manifesto EDF per il Parlamento\u00a0Europeo 2014-2019"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Quando leggerete queste righe, il Parlamento Europeo in carica per il quinquennio 2014-2019 sar\u00e0 gi\u00e0 stato eletto. E questo vi d\u00e0 un incommensurabile vantaggio predittivo sulle future politiche continentali rispetto a chi scrive, prima di una tornata elettorale in cui, per la prima volta, a essere in gioco non \u00e8 la direzione o il passo del processo di integrazione europea, ma la sua stessa esistenza. Movimenti \u201ceuroscettici\u201d, spesso contraddistinti da una posizione estrema entro l\u2019arco politico, si affacciano in forze a Strasburgo, mentre le piattaforme dei partiti \u201cstorici\u201d non mettono in discussione una politica di rigore di bilancio che non ha saputo fare uscire le economie europee dalle secche della crisi, acuendo anzi le differenze tra Stati e portando alcuni di essi, come Grecia e Portogallo, a condizioni di disagio sociale mai viste dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In sintesi, l\u2019Europa come \u201cproblema\u201d e non pi\u00f9 come \u201csoluzione\u201d: un mutamento particolarmente avvertito in Italia, dove in pochissimi anni la frase \u201cce lo chiede l\u2019Europa\u201d \u00e8 passata da opportunit\u00e0 di superare la lentezza e la corruzione della decisione politica nazionale a inconfessabile grimaldello per gli interessi della Germania e dei Paesi nordeuropei. \u00c8 in questo difficile contesto che l\u2019EDF, l\u2019organismo di rappresentanza delle associazioni di persone con disabilit\u00e0 a livello europeo, ha presentato l\u201911 febbraio scorso a Bruxelles il proprio \u201cManifesto\u201d per la legislazione UE nei prossimi 5 anni, per promuovere alcune priorit\u00e0 chiave nei programmi politici e nell\u2019attivit\u00e0 post-elettorale dei partiti che si candidano al Parlamento Europeo \u2013 e alla guida della Commissione Europea, il cui Presidente, per la prima volta nella storia, dal Parlamento sar\u00e0 eletto.<br \/>\nRilancio in 6 mosse<br \/>\nIl Manifesto EDF individua sei priorit\u00e0-chiave per la legislatura europea 2014-2019. Innanzitutto la promozione di un\u2019Europa \u201cinclusiva, sostenibile e democratica\u201d, ponendo un\u2019esplicita correlazione tra l\u2019allontanamento da questa prospettiva e \u201cl\u2019ascesa di movi menti populisti ed euroscettici in tutta l\u2019Unione\u201d. Subito dopo si sostiene \u201cla riforma delle politiche economiche e sociali dell\u2019Europa per assicurare la protezione e il godimento dei diritti umani degli europei con disabilit\u00e0\u201d \u2013 una richiesta su cui si torner\u00e0.<br \/>\nSull\u2019accessibilit\u00e0 si concentra la terza proposta, e qui si stigmatizza innanzitutto il ritardo con cui la Commissione Europea uscente ha affrontato la redazione dello European Accessibility Act, la cui bozza era attesa per il 2012 ma che, nonostante le dichiarazioni pubbliche e le risposte scritte al Parlamento espresse a pi\u00f9 riprese dai commissari europei, risulta ancora all\u2019interno del programma di lavoro annua le 2014. Una direttiva con \u201cun approccio olistico e ampio per coprire quanti pi\u00f9 beni e servizi possibile\u201d potrebbe favorire la mobilit\u00e0 tra gli Stati delle persone con disabilit\u00e0 e stimolarne i consumi, contribuendo a una crescita economica tuttora fragile; da parte sua, l\u2019EDF dichiara di \u201ccontinuare a lavorare sul tema e sperare che la Commissione Europea pubblicher\u00e0 la proposta legislativa quest\u2019anno\u201d.<br \/>\nSempre in materia di accessibilit\u00e0, tra l\u2019altro, si richiede di \u201crendere i fondi UE senza barriere per le persone con disabilit\u00e0\u201d. Interpellata in merito, l\u2019EDF spiega che \u201cun esempio rilevante di nuove barriere create dai fondi nel precedente periodo di programmazione (2007-2013), che ha attirato forti critiche, \u00e8 stato l\u2019uso di fondi strutturali UE per finanziare pro getti che non sono riusciti a sfruttare le prospettive di vita indipendente e partecipazione attiva nella societ\u00e0 per bambini, persone con disabilit\u00e0 e anziani. In alcuni casi, sono stati utilizzati per mantenere o aprire nuove case di cura, orfanotrofi o ospedali psichiatrici, invece di investire i fondi europei in servizi sociali e di sostegno alla persona, in diretta violazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilit\u00e0, che promuove l\u2019inclusione nella societ\u00e0 e vieta la segregazione. Ci\u00f2 \u00e8 potuto accadere perch\u00e9 i Regola menti di base erano permissivi verso questo tipo di (ab)uso del denaro. Questo non ha consentito alle persone di vivere la propria vita nella comunit\u00e0 su una base di uguaglianza con gli altri. Ecco perch\u00e9 l\u2019EDF, in coalizione con altri gruppi, ha fatto, con esiti positivi, una dura pressione per introdurre migliora menti al riguardo: per la prima volta, i nuovi Regolamenti per l\u2019investimento in politica di coesione, adot tati nel dicembre scorso dal Consiglio Europeo e dal Parlamento Europeo, includono riferimenti specifici per sostenere la \u2018transizione dalla cura nelle istituzioni a quella basata sulla comunit\u00e0\u2019. L\u2019EDF ha dato il benvenuto a questa storica svolta nel panorama legi slativo UE, che dovrebbe migliorare la situazione di bambini e adulti in cura nelle istituzioni o a rischio di istituzionalizzazione e facilitare una vera innovazione efficace nel settore dei servizi sociali\u201d.<br \/>\nQuarta priorit\u00e0 per l\u2019EDF \u00e8 una proposta di Direttiva per \u201cil principio di uguale trattamento tra le persone a prescindere da religione o credo, disabilit\u00e0, et\u00e0 o orientamento sessuale\u201d. L\u2019organismo di rappresen tanza ricorda che al momento la UE garantisce una protezione dalle discriminazioni solo in ambito lavorativo, ma \u201cla discriminazione sulla base della disabi lit\u00e0 esiste in tutte le aree della vita politica, sociale e culturale\u201d, dall\u2019educazione dei bambini all\u2019accesso dei cani guida in ristoranti oppure ospedali.<br \/>\nIl quinto punto del Manifesto \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 complesso, e propugna \u201cla rapida ratifica da parte della UE e di tutti gli Stati membri del Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU per i diritti delle perso ne con disabilit\u00e0\u201d. Perch\u00e9 sarebbe cos\u00ec importante questo protocollo, soprattutto sapendo che esso \u00e8 stato recepito finora da 20 dei 28 Stati membri (Italia inclusa)? Spiega l\u2019EDF: \u201cIl Protocollo Opzionale al la Convenzione \u00e8 uno strumento legale che introduce due procedure per rafforzare l\u2019applicazione della Convenzione, attraverso una procedura di comunicazione individuale e una procedura di inchiesta. La procedura di comunicazione individuale permette a individui e gruppi di individui in uno Stato aderente al Protocollo di sporgere reclamo presso il Comitato della Convenzione se lo Stato ha violato uno dei suoi obblighi legati alla Convenzione. La procedura di in chiesta: se il Comitato riceve informazioni affidabili che indicano violazioni gravi o sistematiche delle disposizioni della Convenzione da parte di uno Stato partecipante, il Comitato inviter\u00e0 quello Stato a cooperare nell\u2019esame delle informazioni ricevute e potr\u00e0 pubblicare un rapporto con le sue osservazioni sulle violazioni sistemiche che ha incontrato in quello Sta to. Dal momento che anche l\u2019UE ha ratificato la Convenzione, deve proteggere i diritti nella Convenzione per tutti gli europei con disabilit\u00e0. La ratifica UE del Protocollo Opzionale darebbe ai cittadini europei una protezione pi\u00f9 forte e meccanismi di reclamo in caso di violazioni individuali o sistemiche della Convenzione\u201d. Rimane il dubbio che a impedire \u201cil pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e le libert\u00e0 fondamentali da parte di tutte le persone con disabilit\u00e0\u201d che si propone la Convenzione sia pi\u00f9 la sua impostazione assai generale, concentrata sui rapporti nazionali di applicazione, che non l\u2019assenza di un meccanismo di reclamo a livello europeo: \u00e8 significa tivo che la giurisprudenza citata sul sito web della\u00a0Giunta della Convenzione riporti solo 4 casi, ma tutti legati a reclami individuali contro Stati membri UE e aderenti al Protocollo Opzionale (Svezia, Regno Unito e in due casi Ungheria).<br \/>\nLa sesta e ultima priorit\u00e0 che l\u2019EDF propone al Parla mento Europeo che verr\u00e0 \u00e8 di allineare le politiche UE e degli Stati membri alla Convenzione ONU, \u201cil primo trattato sui diritti umani che [la UE] abbia mai ratificato\u201d, assicurando il coinvolgimento delle perso ne con disabilit\u00e0 nelle decisioni che le riguardano, secondo il principio espressamente citato del \u201cniente per noi senza di noi\u201d e con la proposta, tra le altre, di individuare un Vicepresidente della Commissione con competenze speciali in materia di disabilit\u00e0 e relativo coordinamento delle politiche.<br \/>\nOltre o dentro l\u2019austerit\u00e0? Per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilit\u00e0 nell\u2019UE, in ogni caso, la questione pi\u00f9 rilevante e al contempo pi\u00f9 critica \u00e8 probabilmente quella toccata dal secondo punto del Manifesto EDF, che come detto propone \u201cla riforma delle politiche economiche e sociali dell\u2019Europa\u201d e sottolinea come \u201cle persone con disabilit\u00e0 e le loro fami glie, che non sono responsabili della crisi, hanno dovuto fare i conti con drastici tagli nei servizi e nelle provvidenze sociali, il che ha portato a una disoccupazione pi\u00f9 alta, [e] a un ritorno a istituzioni di segregazione\u201d.<br \/>\nIn occasione della presentazione del Manifesto a Bruxelles, il Presidente EDF Yannis Vardakastanis ha invocato \u201cun cambiamento drastico di politica per cui il consolidamento delle finanze pubbliche non sia a spese dei diritti fondamentali e della coesione sociale nella UE\u201d. Sotto accusa finisce quindi l\u2019\u201causterit\u00e0\u201d che ha contraddistinto la politica economica dell\u2019area Euro soprattutto (ma non solo) dall\u2019inizio della crisi.<br \/>\nSfortunatamente, dei due partiti transnazionali maggiormente accreditati per la maggioranza (relativa) nel nuovo Parlamento Europeo, l\u2019uno \u2013 il Partito Popolare Europeo \u2013 sostiene esplicitamente la validit\u00e0 delle politiche di rigore finanziario anche per il futuro, mentre l\u2019altro \u2013 il Partito Socialista Europeo \u2013 propugna la necessit\u00e0 di combinare rigore e crescita, in proporzioni difficili a definirsi. In ogni caso, non si pu\u00f2 dimenticare l\u2019intervista concessa nel febbraio 2012 al \u201cWall Street Journal\u201d da Mario Draghi (Governatore BCE e dunque, nell\u2019attuale assetto istituzionale europeo, probabilmente la figura di massimo grado nella definizione della politica economica), in cui l\u2019attuale modello sociale europeo veniva definito \u201cgi\u00e0 superato\u201d e l\u2019austerit\u00e0, insieme alle riforme strutturali, \u201cl\u2019unica opzione per la ripresa economica\u201d. Anche ammettendo che questa prospettiva sia fondata, come pu\u00f2 essa conciliarsi con una coesione sociale che ha come inevitabile pietra di paragone le protezioni sociali del passato?<br \/>\nL\u2019EDF, di fronte a questa contraddizione tra tutela dei diritti e rigore di finanza pubblica, riconosce che \u201cla politica dell\u2019Europa contro la crisi, con la sua en fasi sulle misure di austerit\u00e0 e la sua mancanza di legittimazione democratica, ha contribuito al sorgere dell\u2019euroscetticismo, con molti cittadini europei che voltano le spalle alla UE (come rivelato da tutti i sondaggi di opinione), e i partiti euroscettici che aumentano il proprio pubblico\u201d, e \u201cstigmatizza che le attuali politiche economiche e sociali adottate dagli Stati Membri e dall\u2019Unione Europea portino a un aumento\u00a0nei numeri delle persone che patiscono esclusione sociale in Europa\u201d.<br \/>\nIl rigore non viene tuttavia rigettato, ma piuttosto messo in subordine a un\u2019altra strada per la crescita economica: \u201csebbene siamo d\u2019accordo sul fatto che solide finanze pubbliche siano molto importanti, stigmatizziamo che le misure di consolidamento di bilancio si siano concentrate su tagli alla spesa sociale e su aumenti di tasse che toccano principalmente i redditi bassi e medi. Le misure di ripresa hanno finora trascurato l\u2019importante contributo a crescita e occupazione che potrebbe essere portato dalle stesse persone con disabilit\u00e0 e dallo sviluppo dei servizi che esse ricevono e gestiscono\u201d.<br \/>\nSecondo l\u2019EDF, insomma, si impone un cambio di rotta che, seppur con ogni probabilit\u00e0 sulla base di un \u201ccontratto sociale\u201d diverso da quello del passato, riaffermi l\u2019Europa (nella sua interezza) come \u201cmodello sociale\u201d avanzato, capace di garantire la tutela e promuovere il protagonismo delle persone con disabilit\u00e0. Diversi europarlamentari uscenti di differenti partiti, in occasione della presentazione e in momen ti successivi, si sono impegnati a sostenere le politi che proposte dal Manifesto dell\u2019organismo di rappresentanza, certo non ignorando che gli europei con di sabilit\u00e0 sono 80 milioni e costituiscono il 16% del corpo elettorale. Solo la composizione e, soprattutto, l\u2019azione effettiva del Parlamento Europeo 2014-2019 diranno della seriet\u00e0 degli impegni presi in campagna elettorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi Quando leggerete queste righe, il Parlamento Europeo in carica per il quinquennio 2014-2019 sar\u00e0 gi\u00e0 stato eletto. 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