{"id":4645,"date":"2025-09-29T09:52:21","date_gmt":"2025-09-29T07:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4645"},"modified":"2025-09-29T09:52:21","modified_gmt":"2025-09-29T07:52:21","slug":"allucinazioni-fecali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4645","title":{"rendered":"Allucinazioni \u201cfecali\u201d"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Un piccolo animale, un topo, fugg\u00ec tra le ombre stratificate ai piedi del letto di Enid. Per un momento Alfred credette che l\u2019intero pavimento fosse formato da corpuscoli in fuga. Poi i topi diventarono un unico topo pi\u00f9 impudente, un topo orribile, palline di escrementi appiccicosi, propensione a rosicchiare, pisciate incontrollate&#8230;<br \/>\n\u2013 Coglione, coglione! \u2013 lo schern\u00ec il visitatore, uscendo dall\u2019oscurit\u00e0 per entrare nella penombra accanto al letto.<br \/>\nAlfred lo riconobbe con sgomento. Dapprima vide la rammollita sagoma escrementizia, poi colse una zaffata di decomposizione batterica. Quello non era un topo. Quello era lo stronzo.<br \/>\n\u2013 E adesso hai problemi urinari, he he! \u2013 disse lo stronzo. Era uno stronzo sociopatico, un pezzo di<br \/>\nmerda a piede libero, un chiacchierone irrefrenabile.<br \/>\nSi era presentato ad Alfred la sera prima, turbandolo a tal punto che soltanto il soccorso di Enid \u2013 lo<br \/>\nsplendore della luce elettrica e un tocco consolatorio sulla spalla \u2013 aveva salvato la notte.<br \/>\n\u2013 Sparisci! \u2013 ordin\u00f2 Alfred con fermezza.<br \/>\nMa lo stronzo si arrampic\u00f2 sul bordo del lindo letto della Nordic e si rilass\u00f2 sulle coperte come un Brie o un Cabrales avvolto in una foglia e odoroso di letame. \u2013 Come vuoi, amico. Stai a vedere. \u2013 E si sciolse, letteralmente, in un ilare scoppiettio di scorregge.<br \/>\nLa paura di incontrare lo stronzo sul cuscino richiam\u00f2 lo stronzo sul cuscino, dove prese a dimenar-<br \/>\nsi assumendo pose di sfavillante benessere.<br \/>\n\u2013 Vattene, vattene, \u2013 disse Alfred, piantando un gomito nella moquette mentre usciva dal letto a testa in gi\u00f9.<br \/>\n\u2013 Col cazzo, \u2013 rispose lo stronzo. \u2013 Prima entrer\u00f2 nei tuoi vestiti.<br \/>\n\u2013 No!<br \/>\n\u2013 E invece s\u00ec, amico. Ti entrer\u00f2 nei vestiti e ti striscer\u00f2 addosso. Ti imbratter\u00f2 tutto e lascer\u00f2 la scia.<br \/>\nPuzzerai da far schifo.<br \/>\n\u2013 Perch\u00e9? Perch\u00e9? Perch\u00e9 vuoi farlo?<br \/>\n\u2013 Perch\u00e9 mi si addice, \u2013 gracid\u00f2 lo stronzo. \u2013 Sono fatto cos\u00ec. Mettere il benessere di qualcun altro da-<br \/>\nvanti al mio? Saltare dentro un cesso per essere gentile? Questo \u00e8 ci\u00f2 che faresti tu, amico. Col culo,<br \/>\nragioni. E guarda dove sei finito.<br \/>\n\u2013 Gli altri dovrebbero avere pi\u00f9 rispetto.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\n\u2013 Che cosa devo fare per mandarti via da questa stanza? \u2013 disse Alfred.<br \/>\n\u2013 Rilassa il vecchio sfintere, amico. Lascialo andare.<br \/>\n\u2013 Mai!<br \/>\n\u2013 In tal caso potrei far visita al tuo set da barba. Procurarmi un piccolo attacco di diarrea sul tuo spazzolino da denti. Mollarne un paio di goccioline nel sapone, cos\u00ec domattina potrai spalmarti sulla faccia una ricca schiuma marrone&#8230;<br \/>\n\u2013 Enid, \u2013 disse Alfred con voce tesa, senza distogliere lo sguardo dall\u2019astuto stronzo, \u2013 sono in difficolt\u00e0.<br \/>\nGradirei il tuo aiuto.<br \/>\nLa sua voce avrebbe dovuto svegliarla, ma il sonno di Enid era profondo come quello di Biancaneve.<br \/>\n\u2013 Enid, cava, \u2013 sfott\u00e9 lo stronzo con un accento alla David Niven, \u2013 gvadirei molto il tuo aiuto non appena ti sav\u00e0 possibile.<br \/>\nRapporti ufficiosi provenienti dai nervi del fondoschiena e del retroginocchia rivelarono ad Alfred l\u2019approssimarsi di unit\u00e0 supplementari di stronzi. Ribelli stronziformi che si aggiravano annusando furtivamente e consumandosi in una scia di fetore.<br \/>\n\u2013 Cibo e fica, amico, \u2013 disse il capo degli stronzi, che ora stava appeso alla parete per uno pseudopodio di mousse fecale, \u2013 tutto si riduce a questo. Ogni altra cosa, e lo dico in tutta modestia, \u00e8 pura merda.<br \/>\nPoi lo pseudopodio si ruppe e il capo degli stronzi, lasciando sulla parete un brandello di marciume, precipit\u00f2 con un grido di gioia sul letto che apparteneva alla Nordic Pleasure-lines e che poche ore dopo sarebbe stato rifatto da una graziosa ragazza finlandese. L\u2019immagine di quella cameriera pulita e gentile che trovava il copriletto imbrattato di escrementi era quasi pi\u00f9 di quanto Alfred potesse sopportare.<br \/>\nOra tutto il suo campo visivo brulicava di stronzi in movimento. Doveva mantenere la calma, mantenere la calma. Ipotizzando che la causa dei suoi problemi fosse una perdita nel water, strisci\u00f2 carponi fino al bagno, entr\u00f2 e chiuse la porta con un calcio. Ruot\u00f2 con relativa facilit\u00e0 sulle piastrelle lisce. Appoggi\u00f2 la schiena alla porta e punt\u00f2 i piedi contro il lavandino di fronte a s\u00e9. Per un momento rise dell\u2019assurdit\u00e0 di quella situazione. Eccolo l\u00ec, un dirigente americano con il pannolino, seduto sul pavimento di un bagno galleggiante, assediato da uno squadrone di feci. Gli venivano proprio delle strane idee, a quell\u2019ora di notte.<br \/>\nIn bagno la luce era migliore. C\u2019era una scienza della pulizia, una scienza della forma, persino una scienza dell\u2019escrezione, come dimostrava il water, un enorme portauovo di porcellana svizzera posato su un regale piedistallo e dotato di leve di comando finemente zigrinate. In quell\u2019ambiente pi\u00f9 congeniale, Alfred pot\u00e9 riacquistare il controllo e rendersi conto che i ribelli stronziformi erano un\u2019allucinazione, che in un certo senso li aveva sognati, e che la sua ansia era causa- ta da un semplice problema di drenaggio.<br \/>\n(Jonathan Franzen, Le correzioni)<\/p>\n<p>Alfred \u00e8 un tranquillo e tormentato ingegnere di una societ\u00e0 ferroviaria statunitense ed \u00e8 anche marito di Enid e padre di tre figli. Il complesso romanzo di Franzen \u00e8 la storia della famiglia di Alfred che, una<br \/>\nvolta andato in pensione, si ritrova a dover convivere con una malattia invalidante. Ogni membro della famiglia \u00e8 un protagonista di primo piano in questo libro e anche la storia della sua malattia \u2013 e del suo epilogo \u2013 \u00e8 solo una parte della storia di Alfred.<br \/>\nIl suo scivolare nell\u2019invalidit\u00e0 fisica e nella demenza viene raccontato in modo spesso drammatico e da<br \/>\npunti di vista diversi, ma qui il tono, complice una scrittura strepitosa, a volte risulta divertente per il<br \/>\nlettore. \u00c8 il racconto di un\u2019allucinazione notturna, di un uomo che parla con la sua cacca, dotata di una<br \/>\npropria autonomia e di un\u2019esistenza decisamente ostile al suo creatore, anzi, direbbe Franzen, al suo<br \/>\npropulsore.<br \/>\nMa cosa capita alla persona che scivola giorno dopo giorno in queste malattie degenerative? Che cosa ri-<br \/>\nmane di lei, della persona che si conosceva?<br \/>\nLa malattia ha s\u00ec un suo decorso ma s\u2019innesta comunque su una persona precisa, dotata di caratteristiche psicologiche proprie e, a questo punto, si pongono delle nuove domande: quanto della persona rimane nella malattia, e questa \u201crimanenza\u201d che influenza ha sul decorso della malattia stessa?Alfred, con la sua meticolosit\u00e0, la sua precisione, la sua mascolinit\u00e0, la sua introversione, i suoi slanci af-<br \/>\nfettivi ingabbiati per\u00f2 dalle sue regole di comportamento, ci appare ancora Alfred nella sua progressiva degenerazione. In un certo senso si pu\u00f2 dire che nessuna malattia invade semplicemente un uomo, la fa da padrona, ma si adatta alla persona che aggredisce. Ci possiamo allora fare questa buffa doman-<br \/>\nda: il mio Alzheimer sar\u00e0 diverso dal tuo?<br \/>\nI figli e la moglie di fronte a questo lento scivolare nel buio di Alfred reagiscono ciascuno secondo la<br \/>\npropria personalit\u00e0 e la propria storia di vita; chi \u00e8 spinto soprattutto dal senso del dovere, chi da un rifiuto radicale dalla famiglia, chi dalla semplice confusione emotiva. Sono questi momenti drammatici la cartina di tornasole del panorama affettivo di un\u2019intera famiglia, anzi, ancora di pi\u00f9, della storia di quella famiglia.<br \/>\nIn questi casi sono i figli a essere messi alla prova pi\u00f9 che il coniuge; persone che hanno condiviso i primi e importanti anni di vita, giocando, litigando, differenziandosi, si ritrovano di nuovo riuniti, a volte in modo forzato, in questo nuovo doloroso gioco: assistere, accompagnare alla fine della sua vita il genitore ammalato. Ognuno lo fa a modo suo. A proposito dei figli di Alfred, dalle vite diversissime, conoscendoli gi\u00e0 da molte pagine di lettura, possiamo intuire come si comporteranno. Di Chip, il figlio minore, intellettuale, confuso e sconfitto, gi\u00e0 ci immaginiamo la sua fuga a gambe levate. Questo poi non succede perch\u00e9 una certa casualit\u00e0 rientra sempre nelle nostre decisioni, nei nostri percorsi. Per fortuna non abbiamo un destino disegnato e in questa casualit\u00e0, negli imprevisti, abbiamo i nostri varchi, la nostra libert\u00e0, che entra in scena proprio nei momenti della scelta, scelta che dipende soprattutto da noi. Nel caso di Chip l\u2019imprevisto sar\u00e0 una neurologa incarnata nel corpo esile di una ragazza ebrea dai riccioli neri.<br \/>\nA un certo punto nel romanzo, Alfred, in uno dei suoi ultimi momenti di lucidit\u00e0, prima di piombare nel buio definitivo, trova la forza di chiedere al figlio in un modo implicito di aiutarlo a morire e Chip, messo di fronte a questo varco, a questa possibilit\u00e0 che per un uomo \u00e8 un abisso che lo scuote dalle fondamenta, risponde a sua volta: \u201cNon posso pap\u00e0, non posso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi Un piccolo animale, un topo, fugg\u00ec tra le ombre stratificate ai piedi del letto di Enid. Per un momento Alfred credette che l\u2019intero pavimento fosse formato da corpuscoli in fuga. 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