{"id":4651,"date":"2025-09-29T10:30:13","date_gmt":"2025-09-29T08:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4651"},"modified":"2025-09-29T10:30:13","modified_gmt":"2025-09-29T08:30:13","slug":"cera-una-volta-un-pezzo-di-legno-gli-amici-di-luca-incontrano-babilonia-teatri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4651","title":{"rendered":"C\u2019era una volta un pezzo di legno. Gli Amici di Luca incontrano Babilonia Teatri"},"content":{"rendered":"<p>di Lucia Cominoli<\/p>\n<p>Dopo il debutto nel dicembre 2012 al Teatro Storchi di Modena, la tourn\u00e9e di Pinocchio, lo spettacolo realizzato dalla compagnia veronese Babilonia Teatri con gli attori usciti dal coma dell\u2019Associazione Gli Amici di Luca e della Casa dei Risvegli di Bologna, non si \u00e8 pi\u00f9 fermata. Sar\u00e0 per il riconoscimento ricevuto nel 2013 con il Premio ANCT, rilasciato dall\u2019Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, o forse perch\u00e9, attingendo con immediatezza ai riferimenti pi\u00f9 comuni della favola di Collodi, il gruppo ha saputo cos\u00ec sondare tra le pieghe e le contraddizioni tutte umane del burattino di legno, insieme alla voce di ben tre \u201cpinocchi\u201d (Paolo Facchini, Luigi Ferrarini e Riccardo Sielli) che, reduci da quel lungo risveglio che segue la stasi, desiderano ora vivere, essere e amare al centro di un mondo che sembra non riconoscerli pi\u00f9 ma che al contempo ancora li scruta, desidera e insegue. Ne abbiamo discusso con Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma e fondatore de Gli Amici di Luca e il regista di Babilonia Teatri Enrico Castellari.<\/p>\n<p><strong>\u201cBabilonia Teatri incontra Gli Amici di Luca. Gli Amici di Luca incontrano Babilonia Teatri. Un incontro. Uno scontro. Un crocevia. Un matrimonio di necessit\u00e0\u201d. Cos\u00ec avete definito l\u2019inizio del vostro percorso&#8230; Cosa c\u2019era prima?<br \/>\n<\/strong>Fulvio De Nigris: Un laboratorio teatrale, attivo alla Casa dei Risvegli dal 2003, che nel corso di questi<br \/>\nanni ha dato vita a sei spettacoli, coinvolgendo come attori gli ospiti dell\u2019unit\u00e0 ospedaliera, con la partecipazione di volontari e professionisti che avevano gi\u00e0 prodotto delle innovazioni nell\u2019ambito del teatro legato alla disabilit\u00e0, come Vincenzo Toma e Antonio Vigan\u00f2, e che oggi \u00e8 affidato agli operatori teatrali Stefano Masotti e Alessandra Cortesi con il coordinamento pedagogico di Laura Trevisani. Inoltre, fin dalle origini, \u00e8 sempre stata stretta la collaborazione con il Dams di Bologna in particolare con Cristina Valenti, docente di Storia del Nuovo Teatro, che ci ha messo in contatto con i Babilonia Teatri, una compagnia oggi molto nota nel circuito teatrale che ha permesso alla nostra di raggiungere un\u2019ulteriore crescita, una risonanza e un\u2019eco mai raggiunte prima, importantissime per noi in un\u2019ottica di contatto con l\u2019esterno, come portare fuori lo spettacolo dalla struttura in tourn\u00e9e, un\u2019occasione sempre straordinaria per gli attori dal punto di vista sia relazionale che professionale.<br \/>\nEnrico Castellani: Noi non avevamo mai lavorato con la disabilit\u00e0 in senso proprio; quando Cristina Valenti ci ha contattato non conoscevamo Gli amici di Luca, sono stati completamente una novit\u00e0, cos\u00ec come non sapevamo nulla di coma. Allo stesso tempo ci siamo presentati loro senza alcuna perplessit\u00e0, semplicemente con la volont\u00e0 di andare incontro a delle persone che eravamo curiosi di conoscere, persone la cui vita si \u00e8 trasformata a causa di quest\u2019esperienza, un\u2019esperienza, quella del coma, che ha portato loro dei danni a livello fisico, psicologico o comportamentale, a un handicap acquisito, una mentalit\u00e0 diversa rispetto alle persone che ho conosciuto con handicap dalla nascita. Noi ci siamo presentati provando a chiedere loro perch\u00e9 facevano teatro e ci hanno risposto che, a causa dell\u2019handicap, la societ\u00e0 li aveva messi da una parte, il teatro era il solo modo per rientrarci. La loro onest\u00e0 e il valore assolutamente primario che attribuivano al teatro \u00e8 stata per noi un\u2019illuminazione e una folgorazione insieme, da l\u00ec \u00e8 partita la riflessione per poter costruire uno spettscolo che potesse circuitare nei teatri, ossia nei luoghi che abitualmente frequentiamo, senza porla nell\u2019ambito del cosiddetto \u201cteatro sociale\u201d, proprio perch\u00e9 tutto questo aveva un valore per loro assolutamente vitale.<\/p>\n<p><strong>Pinocchio \u00e8 una delle figure per tradizione pi\u00f9 asso<\/strong><strong>ciate alla disabilit\u00e0&#8230; Perch\u00e9 riproporla ancora?<br \/>\n<\/strong>Fulvio De Nigris: \u00c8 stata una scelta di Enrico e Valeria Raimondi, i registi, che noi abbiamo subito condiviso nei modi e negli intenti&#8230;<br \/>\nEnrico Castellani: In realt\u00e0 Pinocchio doveva essere una dedica all\u2019infanzia, il primo di una serie di spettacoli sulle et\u00e0 della vita. Quando abbiamo incontrato Gli Amici di Luca per\u00f2 quello che era ancora un contenitore vuoto si \u00e8 improvvisamente riempito di senso. Pinocchio \u00e8 infatti un corpo che come il loro da burattino si trasforma in corpo in carne e ossa. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra ragione: Pinocchio \u00e8 un romanzo di formazione e una fiaba che appartiene all\u2019immaginario collettivo di noi tutti, tutti cio\u00e8 capiamo subito di cosa sta parlando Pinocchio, a quali personaggi, luoghi e fatti si riferisce. Qui abbiamo innestato i loro vissuti spostandoli su un terreno di metafora, e cos\u00ec la Fata Turchina \u00e8 diventata il desiderio di una fidanzata (l\u2019affettivit\u00e0 e la sessualit\u00e0 \u00e8 infatti assolutamente centrale nelle loro vite) e il bisogno di evasione, che da una parte ricercano e da una parte li riporta ai bisogni della vita precedente, ci ha condotti nel Paese dei Balocchi. Pinocchio diventa una spalla che pu\u00f2 permettere loro di procedere, di raccontarsi.<\/p>\n<p><strong>Lo spettacolo \u00e8 stato preceduto da una lunga fase laboratoriale. Come siete arrivati a scegliere Paolo, Luigi e Riccardo e a sviluppare con loro la drammaturgia e la regia?<br \/>\n<\/strong>Fulvio De Nigris: Inizialmente hanno seguito il percorso tutti gli attori e i volontari del gruppo, io compreso<br \/>\nEnrico Castellani: S\u00ec, la prima fase si \u00e8 sviluppato nell\u2019arco di sei-otto mesi con l\u2019intera compagnia. Abbiamo poi chiesto loro, al di l\u00e0 delle personalit\u00e0, chi fosse disponibile ad affrontare un periodo di prove costante per cinque residenze di sette giorni e un\u2019intera tourn\u00e9e. Ovviamente tutto questo \u00e8 stato dettato anche dal proprio tipo di vita, dal lavoro e dalle famiglie, di certo non abbiamo fatto provini, come del resto non facciamo mai, \u00e8 stata una scelta, insomma, legata a fattori contingenti. Sicuramente non abbiamo fatto provini, cosa che per altro non facciamo mai. Per quanto riguarda la drammaturgia direi che un testo vero e proprio non esiste, esistono degli appuntamenti fissi ma \u00e8 un testo a braccio in cui ci sono dei temi che vengono svolti direttamente sulla scena, la maggior parte dello spettacolo \u00e8 infatti un\u2019improvvisazione vera e propria. Ogni sera la mia voce fuori campo guida gli attori, gli argomenti trattati cambiano ogni volta e io continuo a spostare le domande, cerchiamo di essere spontanei sul palco, perch\u00e9 \u00e8 questa la loro ricchezza, non avrebbe avuto senso costringerli o ingabbiarli in qualcosa di precostituito. Tutti gli argomenti che portiamo sono nati comunque dal lavoro di improvvisazione che abbiamo sviluppato nelle prove noi e loro assieme. Come regista ho cercato di mettermi in ascolto per metterli a loro volta a proprio agio.<\/p>\n<p><strong>Pensate di aver dato vita a un lavoro molto diverso dai precedenti?<\/strong><br \/>\nIl tentativo \u00e8 stato quello di mantenere cifre nostre come un particolare uso della musica e un procedimento a quadri che alla fine una storia vera e propria non la racconta&#8230; Cerchiamo di volta in volta di trovare la formula che pi\u00f9 riesce a veicolare i contenuti che desideriamo condividere e questa che ho descritto ci sembrava la pi\u00f9 consona.<\/p>\n<p><strong>Cosa hanno provato Gli Amici di Luca alla prima dello spettacolo?<br \/>\n<\/strong>Fulvio De Nigris: Al di l\u00e0 della prima a Modena \u00e8 stato emozionante vedere entrare il pubblico dall\u2019esterno per assistere allo spettacolo dentro la struttura. \u00c8 la prova di come un luogo di cura pu\u00f2 sviluppare percorsi artistici, cos\u00ec come \u00e8 accaduto con l\u2019incontro con il nostro testimonial Bergonzoni. Teatro e musica sono per noi strumenti di sensibilizzazione. Tutto ci\u00f2 ha certo a che fare con il teatro impropriamente definito \u201csociale\u201d, solo che ci sono attori che nel loro complesso non hanno nulla da invidiare agli altri.<\/p>\n<p><strong>Quanto peso sta avendo il supporto di un pubblico cos\u00ec esteso nella crescita personale e riabilitativa dei<\/strong> <strong>protagonisti?<br \/>\n<\/strong>Enrico Castellari: Questa \u00e8 una domanda che continuiamo a porci anche noi. Di sicuro emerge da parte del pubblico una grande necessit\u00e0 di confrontarsi con questi temi e queste persone. Noi per primi non le frequentiamo generalmente nella nostra vita; quasi sempre sono persone che hanno una vita a parte rispetto alla societ\u00e0, nel momento in cui il pubblico le incontra \u00e8 come se anche lui soddisfasse un bisogno. Per questo il nostro tentativo \u00e8 stato volto a permettere agli attori che sono sul palco di raccontarsi e di essere se stessi, di poter dire in qualche modo che \u201cci sono\u201d e di farlo a tutto tondo. Al di l\u00e0 delle implicazioni delle loro esperienze di coma, sono persone che normalmente non avrei mai incontrato da nessuna parte, la loro condizione e il teatro ci hanno permesso di farlo su un terreno sospeso dove \u00e8 possibile incontrarsi prima di tutto come esseri umani.<br \/>\nPer quanto riguarda gli attori, invece, direi che l\u2019esperienza di tourn\u00e9e li sta rendendo entusiasti. Un giorno a una replica dello spettacolo ci hanno chiesto se sarebbe stato possibile fare una doppia, date le moltissime richieste, e loro hanno risposto che erano pronti a farne dieci! L\u2019incontro con il pubblico li carica di un\u2019energia enorme che vorrebbero non finisse mai. Quando poi hanno ricevuto il Premio ANCT, volavano letteralmente tra le nuvole&#8230;<br \/>\nFulvio De Nigris: Insieme a loro c\u2019\u00e8 sempre anche Stefano Masotti, teatrante e psicologo che fa un po\u2019<br \/>\nda paracadute all\u2019esperienza.<br \/>\nEnrico Castellani: S\u00ec, Stefano \u00e8 una persona di grandissima sensibilit\u00e0 con cui anche noi abbiamo instaurato una forte complicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ora che Pinocchio \u00e8 diventato grande, che intenzioni ha?<br \/>\n<\/strong>Fulvio De Nigris: Ci interessa proseguire nella direzione di una crescita teatrale di apertura all\u2019esterno; lo abbiamo fatto anche con l\u2019ITC Teatro di San Lazzaro, con \u201cIl Paese delle Meraviglie e altre storie\u201d in scena lo scorso 7 ottobre 2013 all\u2019Arena del Sole di Bologna per la giornata nazionale dei risvegli.<br \/>\nEnrico Castellani: Sicuramente siamo felici di proseguire quest\u2019esperienza&#8230;<br \/>\nFulvio De Nigris: Il coma, dice sempre uno dei nostri attori, \u00e8 come la macchina dei Flintstones, un veicolo senza motore, devi mettere fuori gambe e piedi per farla camminare&#8230;<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.babiloniateatri.it\">www.babiloniateatri.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.amicidiluca.it\">www.amicidiluca.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.casadeirisvegli.it\">www.casadeirisvegli.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lucia Cominoli Dopo il debutto nel dicembre 2012 al Teatro Storchi di Modena, la tourn\u00e9e di Pinocchio, lo spettacolo realizzato dalla compagnia veronese Babilonia Teatri con gli attori usciti dal coma dell\u2019Associazione Gli Amici di Luca e della Casa dei Risvegli di Bologna, non si \u00e8 pi\u00f9 fermata. 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