{"id":4653,"date":"2025-09-29T10:43:58","date_gmt":"2025-09-29T08:43:58","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4653"},"modified":"2025-09-29T11:30:17","modified_gmt":"2025-09-29T09:30:17","slug":"diverso-non-stona-buone-prassi-di-musica-inclusiva-nella-scuola-da-finire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4653","title":{"rendered":"Diverso non \u201cstona\u201d: buone prassi di musica inclusiva nella scuola"},"content":{"rendered":"<p>di Marina Penzo, insegnante di sostegno-musicista<\/p>\n<p>Pinocchio and\u00f2 a scuola. Figuratevi quelle birbe di ragazzi, quando videro entrare nella loro scuola un burattino! Fu una risata che non finiva pi\u00f9. Chi gli faceva uno scherzo, chi un altro: chi gli levava il berretto di mano; chi gli tirava il giubbottino di dietro; chi si provava a fargli con l\u2019inchiostro due grandi baffi sotto il naso, e chi si attentava perfino a legargli dei fili ai piedi e alle mani, per farlo ballare&#8230;<br \/>\n(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)<\/p>\n<p>In questi anni di esperienza professionale in qualit\u00e0 di insegnante di sostegno nella scuola secondaria di<br \/>\nprimo grado, sin da subito mi sono resa conto di quanto avere una formazione musicale e specifiche<br \/>\ncompetenze nella didattica della musica permetta con maggiore facilit\u00e0 di aprire la porta di ambienti d\u2019insieme inclusivi delle differenze psicofisiche e culturali. Allo stesso tempo, lavorare con la musica consente un vissuto di soddisfazione e la piena realizzazione come educatore e formatore, acquisendo il giusto grado di autorevolezza agli occhi di tutti. Prenderne coscienza significherebbe per i tanti insegnanti di sostegno-musicisti (e in Italia sono moltissimi!) impegnarsi con passione \u201csul campo\u201d per dimostrare quanto la musica svolga un ruolo importante non solo sullo sviluppo mentale e fisico, ma anche sulle relazioni sociali e sul loro apprendimento; la ricerca, infatti, conferma che praticare in gruppo la musica incoraggia i partecipanti a mantenere l\u2019attenzione verso l\u2019altro, con una percezione uditiva e visiva costante delle interazioni collettive. Il fare musica insieme quindi crea legami sociali, induce l\u2019emergere di uno stato emozionale comune e un senso di fiducia reciproca tra i partecipanti.<br \/>\nMa affinch\u00e9 il concetto di integrazione scolastica e sociale non rimanga mero principio garantito dalla legislazione italiana, bisogna trovare la volont\u00e0 di percorrere un cammino verso l\u2019inclusione che, per mezzo dei suoni e della musica, consenta di incontrare, ma soprattutto \u201cfrequentare\u201d, le diversit\u00e0 fino a ridurre la distanza tra le persone, abbattendo le barriere alla partecipazione e all\u2019apprendimento di tutti, sviluppando il senso di appartenenza alla comunit\u00e0.<br \/>\nPosso dire con assoluta certezza che tutto ci\u00f2 \u00e8 reso possibile a scuola solo dal coinvolgimento, oltre che<br \/>\ndell\u2019insegnante di sostegno, di tutti gli altri colleghi disciplinari, modificando sostanzialmente la didattica della classe per mezzo di attivit\u00e0 musicali laboratoriali a valenza transdisciplinare.<br \/>\nDiviene inoltre di cruciale importanza moltiplicare e diffondere, adattandole a nuovi contesti, le buone<br \/>\npratiche di musica inclusiva osservate e validate nel nostro Paese, sia dai referenti della ricerca psico-pedagogica sui temi della musica e dell\u2019integrazione, sia nel lavoro sul campo degli insegnanti e operatori del settore. Bisogna insomma parlarne senza mai stancarsi, affinch\u00e9 vengano messe a sistema in ogni realt\u00e0 territoriale.<br \/>\nE la preziosa \u201coccasione\u201d mi \u00e8 stata concessa in una sorta di \u201ccrescendo rossiniano\u201d dalla rivista \u201cMusica Domani\u201d nella rubrica Musica per l\u2019inclusione (articoli contenuti nei numeri 167-giugno 2013 e 168-169 settembre-dicembre 2013), dal 9\u00b0 Convegno Internazionale \u201cLa Qualit\u00e0 dell\u2019integrazione scolastica e sociale\u201d (selezione della Direzione Scientifica del Centro Studi Erickson e presentazione quali \u201cbuone prassi\u201d), dal recente Seminario nazionale di formazione Musiche inclusive presso il MIUR di Roma (presentazione nella sezione poster), e ora dalla rivista \u201cHP-Accaparlante\u201d nella rubrica Controtempo.<br \/>\nNella speranza di riuscire a \u201ccontagiare\u201d altri colleghi e invogliarli a impegnarsi nella progettazione di percorsi che permettano di rendere piacevole ed efficace il processo di formazione di ognuno e la realizzazione di tutti, docenti e ragazzi insieme, vi racconto due percorsi da me coordinati di composizione musicale e multimediale condotti in prospettiva inclusiva.<br \/>\nProver\u00f2 a riassumerli in modo schematico, ma vi invito a contattarmi per qualsiasi chiarimento e volont\u00e0 di approfondimento.<br \/>\n<strong>Premessa:<\/strong> a partire dalla scuola che vede convivere assieme allievi dotati di abilit\u00e0 tra loro differenti, \u00e8 possibile affrontare e vincere i pregiudizi sulla diversit\u00e0 e sulla disabilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Le fondamenta:<\/strong> sostenere il ruolo del gruppo classe nel processo di inclusione; impiegare la personale formazione musicale nella progettazione e realizzazione dei percorsi; coinvolgimento dell\u2019intero team di classe e di tutti i ragazzi (compresi quelli \u201ccertificati\u201d); ricercare e costruire un contesto scolastico \u201cfertile\u201d e recettivo; volont\u00e0 di condivisione con l\u2019esterno.<br \/>\n<strong>Realizzazione:<\/strong> s.m.s. \u201cG.G. Felissent\u201d \u2013 Treviso, classi seconde, A.S. 2008-09 Together is possible e<br \/>\nA.S. 2010-11 Diverso non \u201cstona\u201d.<br \/>\n<strong>Durata:<\/strong> circa tre mesi cadauno.<br \/>\nIn comune: prerequisiti, obiettivi, strategie per l\u2019attuazione.<br \/>\n<strong>Intento:<\/strong> trovare spazi comuni di partecipazione e di apprendimento; sviscerare e modificare stereotipi e luoghi comuni sulla diversit\u00e0; avviare con le persone con bisogni educativi speciali rapporti di sostegno basati sulla reciprocit\u00e0.<br \/>\n<strong>Strategie per l\u2019attuazione:<\/strong> proporre dibattiti\/discussioni su temi quali il rispetto dell\u2019altro, la diversit\u00e0, l\u2019amicizia; utilizzare varie proposte stimolo (libri, film, ascolti, interviste); incoraggiare a esprimere il proprio punto di vista e condividerlo con la classe; valorizzare conoscenze, abilit\u00e0, competenze, creativit\u00e0 dei ragazzi.<br \/>\n<strong>Fasi di lavoro:<\/strong> in entrambi i casi nella prima fase approfondimento del tema \u201cdiversit\u00e0\u201d (modalit\u00e0 multidisciplinare di ricerca-azione finalizzata a sradicare paure e preconcetti dei ragazzi); successivamente alla luce dei tanti stimoli, approfondimenti, lavori di gruppo intrapresi rielaborazione, co-costruzione creativa (alunni, docenti, esperti) di quanto vissuto per mezzo dei suoni e della musica.<br \/>\n<strong><br \/>\nTogether is possible<\/strong><br \/>\n<strong>Occasione<\/strong>: rapporto \u201cdifficile\u201d della classe con la compagna \u201ccertificata\u201d con grave ritardo cognitivo e scarsa autonomia personale e sociale; partecipazione al Concorso Regionale per il Veneto sulla Convenzione Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Prodotto finale:<\/strong> i ragazzi hanno rielaborato il tema della diversit\u00e0 attraverso una loro canzone, ideando un testo per spiegare l\u2019iniziale paura nei confronti del \u201cdiverso\u201d, la progressiva presa di coscienza che ognuno ha delle potenzialit\u00e0 da mettere in gioco e della reciprocit\u00e0 della vera amicizia. Abbiamo deciso di arrangiare l\u2019orecchiabile e accattivante Happy Phantom di Tori Amos per gli strumenti che i ragazzi sapevano suonare (flauto dolce soprano e contralto, pianoforte, violino, violoncello, percussioni), modificandone il testo con la tecnica della parodia. Infine abbiamo fatto le riprese video dell\u2019esecuzione dove alcuni ragazzi suonavano e altri cantavano, e stabilito il montaggio decidendo di sottolineare il testo attraverso il passaggio progressivo dal bianco e nero al colore e di alternare le riprese in diretta nella strofa ad alcune animazioni con le parole del testo sincro-<br \/>\nnizzate con la musica nel ritornello.<br \/>\n<strong>Risultati:<\/strong> a seguito dell\u2019intervento didattico, \u00e8 aumentata la serenit\u00e0 con cui l\u2019alunna ha vissuto la vi-<br \/>\nta scolastica contestualmente alla disponibilit\u00e0 dei compagni nei suoi confronti, e alla volont\u00e0 di interagire e condividere con lei esperienze formative. Vissuto di soddisfazione dell\u2019insegnante di sostegno e riconoscimento delle sue competenze da parte degli altri colleghi. Grande soddisfazione di tutti per il primo premio assoluto al Concorso Regionale.<\/p>\n<p><strong>Diverso non \u201cstona\u201d<br \/>\nOccasione:<\/strong> volont\u00e0 di diffondere nella scuola la modalit\u00e0 inclusiva sperimentata coinvolgendo pi\u00f9 alunni e colleghi; partecipazione al Concorso Nazionale \u201cAndiamo incontro al diverso\u201d; partecipazione al Concorso \u201cMygiffoni\u201d.<br \/>\n<strong>Prodotto finale:<\/strong> questa volta i ragazzi si sono impegnati nell\u2019ideazione e realizzazione di un cortometraggio, creando un soggetto dove si \u201cparla\u201d di diversit\u00e0 non tanto tramite le parole quanto per mezzo dei suoni e della musica. Abbiamo quindi costruito la sceneggiatura e chiesto l\u2019aiuto di un giovane regista che ha assistito e guidato tecnicamente i ragazzi nell\u2019ideazione e realizzazione dello storyboard. Il brano musicale Allegretto in Do maggiore di Diabelli \u00e8 stato adattato e arrangiato nella versione classica (solo per flauti soprani e contralti) e \u201cdiversa\u201d (con l\u2019impiego di gesti-suoni, strumenti a piccola percussione di differente provenienza, flauto dolce \u201csmontato\u201d e suonato in modo non convenzionale) perch\u00e9 lo potessero eseguire senza problemi soprattutto i ragazzi con gravi problemi di movimento e deambulazione, ritardo nello sviluppo psico-fisico, difficolt\u00e0 comunicative e relazionali. Abbiamo quindi registrato e mixato l\u2019audio (con la collaborazione di un amico sound designer) e infine realizzato le riprese video (a cura degli esperti). Per ultimo, ma non meno importante, abbiamo lavorato alla realizzazione del video del backstage montato da un\u2019alunna che documentasse, per mezzo di foto di scena e brevi filmati, l\u2019intero percorso intrapreso con i ragazzi nelle sue fasi salienti.<br \/>\nIl cortometraggio \u00e8 visibile all\u2019indirizzo<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BbLw1dOz2rc.\"> http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BbLw1dOz2rc.<\/a><br \/>\n<strong>Risultati:<\/strong> partecipazione entusiasta di tutti gli alunni con disabilit\u00e0 delle classi coinvolte. Ragazzi, docenti esperti si sono spesi con generosit\u00e0, impegno ed entusiasmo, senza mai lamentarsi delle ore di lavoro oltre ogni previsione per raggiungere risultati eccellenti; concessione del patrocinio del Comune di Treviso; primi posti nelle preferenze del pubblico d\u2019Italia al Concorso \u201cMygiffoni\u201d.<br \/>\nAttualmente, il percorso \u00e8 in fase di realizzazione presso s.m.s. \u201cA. Martini\u201d di Treviso dove mi trovo a lavorare da due anni; stiamo freneticamente lavorando con i ragazzi per riuscire a costruire qualcosa di altrettanto originale, gratificante e (speriamo) \u201cdirompente\u201d per mezzo dei suoni e della musica. Di sicuro, anche questa volta cercheremo di trasmettere il messaggio che Together is possible e soprattutto Diverso non \u201cstona\u201d!<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nmarinapenzo@alice.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marina Penzo, insegnante di sostegno-musicista Pinocchio and\u00f2 a scuola. Figuratevi quelle birbe di ragazzi, quando videro entrare nella loro scuola un burattino! Fu una risata che non finiva pi\u00f9. 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