{"id":4667,"date":"2025-09-29T11:49:19","date_gmt":"2025-09-29T09:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4667"},"modified":"2025-09-29T11:49:19","modified_gmt":"2025-09-29T09:49:19","slug":"viaggi-miraggi-itinerari-tra-immaginario-attese-e-possibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4667","title":{"rendered":"Viaggi-Miraggi. Itinerari tra immaginario, attese e possibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Mario Fulgaro<\/p>\n<p>Nell\u2019immaginario onirico di ognuno il viaggio rappresenta sempre un coacervo di impressioni, sensazioni, ricordi, speranze e molto ancora. \u00c8 proprio su questo \u201cmolto ancora\u201d che chi si appresta a intraprendere un breve o lungo tour per il mondo investe quanto di pi\u00f9 proprio e personale ha nell\u2019animo. Il viaggio pu\u00f2 rivelarsi spiazzante o finire per confermare le aspettative della partenza ma \u00e8 pur sempre un salto nel vuoto che pu\u00f2 renderci, anche se per un tempo limitato, protagonisti della nostra storia e delle nostre esperienze. Queste le premesse del laboratorio \u201cViaggi-Miraggi. Il viaggio tra immaginario, attese e possibilit\u00e0\u201d, condotto e partecipato dagli animatori con disabilit\u00e0 e gli educatori del Progetto Calamaio. Chi ne ha fatto parte \u00e8 stato coinvolto in una vera e propria partenza immaginaria, un preambolo esplorativo a partire dall\u2019etimologia originaria del valore-viaggio con tutti gli annessi e connessi, il viaggio come viatico tanto per cominciare, ci\u00f2 che riguarda \u201cla via del cammino\u201d. Evasione, ricerca, divertimento, voglia di mettersi alla prova in un contesto nuovo, parole chiave e punti di partenza che ci hanno portato a confrontarci pi\u00f9 da vicino con le nostre avventure, insieme alle difficolt\u00e0 pi\u00f9 concrete di chi in valigia porta con s\u00e9 anche la propria disabilit\u00e0. Scelta la nostra destinazione, abbiamo cos\u00ec preparato i bagagli, imparato a conoscere i mezzi di trasporto, inscenato un vero e proprio check-in, finch\u00e9 al ritorno non abbiamo confrontato le conquiste dell\u2019immaginario con quelle della realt\u00e0 e ne sono venute fuori delle belle!<br \/>\nUn vero e proprio diario di viaggio \u00e8 quello che ora raccontiamo per brevi estratti, tra sorprese, piccole autonomie raggiunte, ausili creativi, sport, nuove amicizie e prove superate. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che viaggiare \u00e8 anche cambiare, cambiare \u00e8 cominciare a superare una distanza per mezzo dell\u2019immaginazione. \u00c8 stata la prima estate in cui ho trascorso una vacanza completamente da solo, senza cio\u00e8 la presenza dei miei genitori. All\u2019inizio ero molto spaventato, non conoscevo gli educatori del gruppo con cui sarei partito e avevo paura che non fossero in grado di occuparsi di me, di lavarmi, di mettermi a letto&#8230; Un giorno per\u00f2, poco prima di partire, uno di loro \u00e8 venuto a casa mia, proprio per conoscermi, e questo ha rassicurato molto sia me che la mia famiglia. Cos\u00ec sono partito per Igea Marina e ho chiesto a mia mamma di non chiamarmi per tutta la settimana; pur avendo il cellulare con me volevo infatti essere io a scegliere quando chiamarla, e cos\u00ec ho fatto. In quel luogo \u00e8 andato tutto bene e ho scoperto che \u00e8 possibile conoscere persone nuove e simpatiche anche al di fuori del CDH e avere cos\u00ec una vita personale pi\u00f9 mia, che non sia solo a casa o al lavoro.<br \/>\nIn spiaggia ho fatto per la prima volta il bagno. All\u2019inizio ero teso ma ho usato il salvagente. Un po\u2019 pi\u00f9 facile \u00e8 stato andare all\u2019Acquario di Cattolica dove ho visto i delfini. Una sera invece sono stato anche in<br \/>\nun disco-pub, dove ho incontrato due mie colleghe con disabilit\u00e0, Tiziana e Stefania. Che sorpresa! Sono stato contento di vederle e mi sono fermato a salutarle. Il penultimo giorno infine ho cominciato a essere un po\u2019 triste&#8230; Non volevo pi\u00f9 tornare a casa!<\/p>\n<p>Cos\u00ec, al rientro, ho convinto i miei genitori a ripetere l\u2019esperienza per il prossimo anno e, perch\u00e9 no, a prolungarla. Invece di stare via una settimana, prover\u00f2 a stare via due! (Diego)<\/p>\n<p>Io e la mia famiglia trascorriamo da sempre le vacanze estive in Croazia, in un campeggio che si trova all\u2019interno del giardino di una pensione. Abbiamo la nostra roulotte e ci troviamo nelle vicinanze del mare. Di solito per salire o per scendere dalla roulotte c\u2019\u00e8 un gradino da superare e questo finora ha implicato per me la necessit\u00e0 di essere presa in braccio da mio padre, perch\u00e9 io da sola non riesco a scendere o a salire il gradino; in pi\u00f9 lui \u00e8 l\u2019unico che se la sente di reggere il mio peso, senza contare che, essendo lo spazio per passare dalla porta piccolo, avevo sempre bisogno di lui per entrare pi\u00f9 volte al giorno nella roulotte. Mio padre tuttavia \u00e8 una persona creativa e dopo la mia nascita ha costruito degli ausili per migliorare la nostra qualit\u00e0 della vita. Cos\u00ec quest\u2019anno \u00e8 nato anche il mio nuovo ausilio, \u201clo scivolo per la roulotte\u201d, che \u00e8 formato da tre parti. Una parte \u00e8 fissa, attaccata alla roulotte, d\u2019alluminio e pieghevole, in modo da fare spazio intorno quando non la si usa. Al fianco della roulotte ci sono altri due scivoli, sempre in alluminio (cos\u00ec non si rovinano), l\u00ec posizionati per salire o per scendere. Entrambe le parti sono molto leggere da spostare.<br \/>\nL\u2019ultimo pezzo, quello forte, \u00e8 una sedia di plastica con i piedi dritti, sotto cui sono state aggiunte quattro ruote con i freni e una cinghia, per passare dalla porta senza fatica e in sicurezza. \u00c8 un ausilio semplice che chiunque pu\u00f2 usare perch\u00e9 alleggerisce di molto il mio peso e aiuta la mobilit\u00e0, il che mi rende cos\u00ec pi\u00f9 libera e autonoma in diverse occasioni, come quando, ad esempio, vengono a trovarmi gli amici. Questo implica pi\u00f9 libert\u00e0 per tutti e la possibilit\u00e0 di non dipendere unicamente dalla forza fisica di mio padre. (Tatiana)<\/p>\n<p>Destinazione Igea Marina e Alicante, entrambe esaltanti. A Igea, in particolare, sono rimasto entusiasta, nonostante fossi partito molto stanco, demoralizzato e ansioso. Sono arrivato l\u00e0 a luglio, nel bel mezzo di una rassegna cinematografica, durante la quale ho visto un film che mi \u00e8 piaciuto molto, The Odd Life of Timothy Green, cui \u00e8 seguito un dibattito in piazza, in cui anch\u2019io ho fatto un intervento che ha strabiliato tutti, compresi i relatori. Lo dico perch\u00e9 alla fine della serata mi hanno invitato il giorno dopo a partecipare alla seconda parte della rassegna, per discutere sul film non pi\u00f9 come spettatore ma come relatore. \u00c8 stata una grande soddisfazione! Ovviamente ho parlato anche del mio lavoro, dei temi che trattiamo, non lontani da quelli di cui si discuteva nella rassegna. Ho poi concluso la mia partecipazione con un\u2019analisi pi\u00f9 accurata e personale del film. Ne \u00e8 seguito un lungo applauso!<br \/>\nSe dovessi tuttavia definire in due parole la vacanza direi: \u201ctanta amicizia e tanto pesce\u201d.<br \/>\nHo fatto diversi giri per il paese con il motorino elettrico, da solo, con pi\u00f9 autonomia, mi sentivo meglio<br \/>\nfisicamente, mentre altre volte mi spostavo in compagnia. Quest\u2019anno ho conosciuto molte nuove persone, alcune le conoscevo gi\u00e0, altre le ho conosciute direttamente sul posto. Ho fatto fisioterapia nell\u2019acqua di mare e, oltre alla fisioterapista, ad aiutarmi c\u2019erano anche i bagnini. Pur non tralasciando le cure ho cos\u00ec spaziato tra spiaggia, ristoranti e discoteche&#8230; Ero partito sensibilissimo e sono tornato entusiasta. Ero finalmente protagonista della mia vita.<br \/>\n(Mario)<\/p>\n<p>La mia \u00e8 stata una vacanza di sport e avventura: qualche giorno in Trentino con mia mamma e poi a Sestriere, in Piemonte, con tutta la famiglia. In Trentino ci sono arrivata in treno con l\u2019aiuto, alla partenza, degli assistenti della stazione di Bologna mentre a Sestriere siamo andati con la macchina. In entrambi i posti ho provato nuovi sport e anche nuove attrezzature, come la trike e la buggy bike, delle bici a quattro ruote praticamente, con dei manubri molto particolari, fatte per percorrere le strade di montagna in cui potevo stare seduta. Potevo manovrare la buggy anche autonomamente. Ho stretto nuove amicizie e mi sono divertita. Devo dire per\u00f2 che, durante quel periodo e al ritorno, ho ripensato al nostro laboratorio sul viaggio&#8230; Mi \u00e8 piaciuto molto. E se ne sono accorti anche i miei genitori. Prima di partire, infatti, ho voluto fare la valigia da sola. Al ritorno poi, quando ho sentito quello che \u00e8 successo a Diego e agli altri miei colleghi, mi \u00e8 venuta voglia di fare la stessa cosa; cos\u00ec ho chiesto a mia mamma, mio padre e mio fratello di partecipare l\u2019anno prossimo a una vacanza organizzata, senza di loro. Hanno accettato. Sarebbe la prima volta e non vedo l\u2019ora!<br \/>\n(Danae)<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nemanuela@accaparlante.it<br \/>\nlucia.cominoli@accaparlante.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Mario Fulgaro Nell\u2019immaginario onirico di ognuno il viaggio rappresenta sempre un coacervo di impressioni, sensazioni, ricordi, speranze e molto ancora. \u00c8 proprio su questo \u201cmolto ancora\u201d che chi si appresta a intraprendere un breve o lungo tour per il mondo investe quanto di pi\u00f9 proprio e personale ha nell\u2019animo. 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