{"id":4669,"date":"2025-09-29T11:53:36","date_gmt":"2025-09-29T09:53:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4669"},"modified":"2025-09-29T11:53:36","modified_gmt":"2025-09-29T09:53:36","slug":"lequivoco-come-punto-di-vista-larte-di-edward-gorey","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4669","title":{"rendered":"L\u2019equivoco come punto di vista: l\u2019arte di Edward Gorey"},"content":{"rendered":"<p>di Roberto Parmeggiani<\/p>\n<p>Edward Gorey era un tipo strano.<br \/>\nNon solo perch\u00e9 assisteva agli spettacoli di balletto classico vestito con una pelliccia e le scarpe da tennis.<br \/>\nNon solo perch\u00e9 viveva con decine di gatti che avevano libero accesso a ogni zona della casa.<br \/>\nNon solo per la sua capacit\u00e0 di coniugare la grande letteratura con la passione per le serie televisive pi\u00f9<br \/>\npopolari.<br \/>\nL\u2019artista e illustratore americano era strano soprattutto perch\u00e9 estraneo alle convenzioni del suo tempo, libero quanto schivo di fronte a una societ\u00e0 che ha criticato con ironia nelle sue infinite opere.<br \/>\nHo conosciuto Edward Gorey mentre passeggiavo, qualche anno fa, tra gli stand della Fiera del libro per ragazzi di Bologna. La casa editrice Logos stava lanciando il volume Raffinati enigmi: l\u2019arte di Edward Gorey di Karen Wilkin. Quando ho visto il libro sul tavolo sono stato immediatamente attratto dal segno di questo artista, sottili tratti di penna nera attraverso i quali delinea paesaggi e personaggi che vanno al di l\u00e0 di ogni logica.<br \/>\nDi fronte a una domanda sull\u2019interpretazione del suo lavoro, l\u2019artista risponde cos\u00ec: \u201cSono convinto che<br \/>\nognuno ci veda quello che vuole ma, se si desidera trovare un significato, si pu\u00f2. Ogni tanto, arriva qualcuno che mi dice: \u2018Ehi, ho capito di cosa parlava il tuo libro\u2019. E io rispondo: \u2018Ah, s\u00ec?\u2019. E ascolto le teorie pi\u00f9 strane. In quel caso penso: \u2018Se \u00e8 questo che ci vuoi vedere, per me va bene\u2019\u201d.<br \/>\n(Karen Wilkin, Raffinati enigmi: l\u2019arte di Edward Gorey, Modena, Logos, 2011, p. 35).<\/p>\n<p>Perfetta sintesi della sua cifra artistica, Edward Gorey disegna e scrive, perch\u00e9 prima di tutto si ritiene uno scrittore, senza preoccuparsi del giudizio o della visione degli altri. Narra un mondo vissuto da strani personaggi, spesso inquietanti e macabri, cui accadono eventi particolarmente tragici ma che producono nel lettore una risata. Nulla di morboso, semplicemente l\u2019autore ci porta a guardare alla nostra condizione umana in modo ironico e divertito.<br \/>\nDue libri, su tutti, sono tra i miei preferiti: L\u2019ospite equivoco del 1957 (Adelphi edizioni, 2004) e I piccoli di Gashlycrumb o Dopo la gita del 1963 (Adelphi edizioni, 2013).<br \/>\nIl primo racconta di uno strano animale con la sciarpa e le scarpe da tennis che compare una notte davanti alla villa di una ricca famiglia dall\u2019aspetto vittoriano. Entrato in casa, non dimostra nessun interesse ad andarsene e attua comportamenti strani come mangiare i piatti, gettare l\u2019argenteria nel laghetto o camminare in sonnambula per i corridoi. Nessuno sa chi sia, da dove sia venuto o perch\u00e9. Non sembra pericoloso, semplicemente \u00e8 difficile comprenderlo fino in fondo, dare un senso ai suoi gesti, chiuderlo dentro uno dei nostri schemi.<br \/>\nIl secondo, invece, \u00e8 un classico abbecedario nel quale ogni lettera dell\u2019alfabeto \u00e8 l\u2019iniziale del nome<br \/>\ndi un bambino o di una bambina di cui scopriamo il modo in cui muore. Surreale, quanto ironico: G per<br \/>\nGeorge, che spar\u00ec sotto una stuoia, N per Neville, an- noiato da crepare o R \u00e8 per Rhoda, imprudente col cerino.<br \/>\nEdward Gorey non scrive e non disegna per bambini, almeno cos\u00ec lui sostiene, ma molte delle sue illustrazioni hanno come protagonista il mondo dell\u2019infanzia, archetipo del mondo di tutti, da cui tutti veniamo e cui tutti, continuamente, facciamo riferimento. Le paure dei bambini, come le paure originarie e le inquietudini che tutti ci accomunano.<br \/>\nNe L\u2019ospite equivoco, ad esempio, ci\u00f2 \u00e8 molto chiaro. Questo strano personaggio a forma di animale entra nella vita della famiglia e l\u00ec resta come se nulla fosse.<br \/>\nEd \u00e8 proprio in questa apparente normalit\u00e0 che sta l\u2019inquietudine: la difficolt\u00e0, per la famiglia protagonista del libro, di comprendere come una cosa tanto normale possa essere strana, mentre, per il lettore, la difficolt\u00e0 di capire come una cosa tanto strana possa essere normale. Grande metafora della vita e, in particolare, della vita di chi si trova a relazionarsi con il diverso, con l\u2019estraneo, con l\u2019equivoco.<br \/>\nEquivoco, in effetti, significa \u201cprestarsi a essere inteso in pi\u00f9 modi\u201d e non \u00e8 sempre equivoca la realt\u00e0, soprattutto quella muova, estranea, diversa? Non sono sempre equivoche le relazioni con l\u2019altro che proviamo a categorizzare, capire, incastrare in uno schema predefinito? Non \u00e8 equivoco anche quello che noi stessi sentiamo e che troppo spesso eleviamo a unica verit\u00e0?<br \/>\nEcco, l\u2019inquietudine di Edwar Gorey dovrebbe diventare una sorta di strumento di valutazione a partire dal quale criticare i nostri comportamenti, le nostre relazioni, perfino il nostro reale livello di integrazione, liberandoci dalla troppa sicurezza di avere interpretato in modo giusto la realt\u00e0 vissuta.<br \/>\nIl libro La bicicletta Epipletica (Adelphi Edizioni, 2005) si apre con una frase: \u201cEra il giorno dopo marted\u00ec e prima di mercoled\u00ec\u201d. Ecco, trasformo il prologo in conclusione, perfetta sintesi dell\u2019arte di Gorey, del suo pensiero surrealista, della sua capacit\u00e0 di raccontare il mondo sociale e culturale dal suo punto di vista, leggermente inquietante ma molto divertente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Parmeggiani Edward Gorey era un tipo strano. 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