{"id":467,"date":"2009-11-04T17:06:25","date_gmt":"2009-11-04T17:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=467"},"modified":"2026-03-20T12:40:22","modified_gmt":"2026-03-20T11:40:22","slug":"essere-non-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=467","title":{"rendered":"Essere, non essere"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Casi<\/p>\n<p>Corpo e diversit\u00e0 vivono a teatro una necessaria interdipendenza, perch\u00e9 il corpo stesso dell&#8217;attore non pu\u00f2 non essere &#8220;diverso&#8221; nel momento in cui rimanda a un personaggio o a un&#8217;azione teatrale. Del resto, tutto ci\u00f2 che entra nelle coordinate &#8220;speciali&#8221; dello spazio-tempo teatrale \u00e8 &#8220;diverso&#8221; dalla realt\u00e0 quotidiana. Quindi anche il corpo dell&#8217;attore, &#8220;diverso&#8221; perch\u00e9 esibito (e gi\u00e0 questo lo renderebbe perlomeno singolare) e soprattutto perch\u00e9 esibito non per ci\u00f2 che \u00e8 ma per ci\u00f2 che rappresenta. Con la conseguenza che lo spettatore pu\u00f2 osservare dal vivo il corpo di una persona, l&#8217;attore, percependo contemporaneamente sia la fisicit\u00e0 di quella persona che la sua &#8220;virtualit\u00e0&#8221;. Una possibilit\u00e0 che solo il teatro concede.<!--break--><\/p>\n<p>Dunque, la diversit\u00e0 del corpo a teatro sta prima di tutto nella natura stessa del corpo durante l&#8217;evento teatrale: corpo esibito, ambiguo, reale\/virtuale. Non ci si stupisca, allora, se il teatro sia cos\u00ec attento a cogliere tutte le sollecitazioni possibili sul &#8220;corpo diverso&#8221; e ad arricchirle con proprie ricerche, attraverso le sue tipiche deformazioni somatiche (sia pure, a livello pi\u00f9 elementare, quelle a base di parrucca e cerone nelle recite parrocchiali) o i filoni espressivi dedicati esclusivamente ai movimenti &#8220;non normali&#8221; del corpo, come il mimo e la pantomima.<br \/>\nElementi come il movimento ritmato e anomalo, la voce alterata, il trucco della pelle e la vestizione con indumenti e oggetti non ordinari fanno parte dell&#8217;esperienza di tutte le forme teatrali delle origini e si sono mantenuti, a secoli di distanza, pressoch\u00e9 inalterati come alcuni degli elementi fondanti del teatro. E&#8217; significativo che proprio lavorando su queste alterazioni molte forme teatrali, in particolare quelle orientali dal giapponese n\u00f4 all&#8217;indiano kathakali, abbiano elaborato rigorosissimi e complicatissimi codici di tecniche del corpo, tramandati per secoli ai pochi eletti che fin dall&#8217;infanzia avevano deciso di intraprendere la strada del teatro. Queste tradizioni sono tuttora punto di riferimento negli studi della &#8220;antropologia teatrale&#8221;, che si rivolge proprio all&#8217;analisi del corpo dell&#8217;attore e della sua &#8220;diversit\u00e0&#8221; scenica. Tanto per fare un esempio, l&#8217;antropologo teatrale Franco Ruffini ha individuato le &#8220;tre leggi della presenza dell&#8217;attore&#8221; nell&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio, nella dinamica delle opposizioni e nella coerenza incoerente: concetti che, come \u00e8 facilmente intuibile, rimandano a un&#8217;esperienza corporea di &#8220;diversit\u00e0&#8221; difficilmente sperimentabile in situazioni &#8220;normali&#8221; di vita.<\/p>\n<p><strong>Le tante diversit\u00e0 del corpo<br \/>\n<\/strong>Il &#8220;corpo diverso&#8221; ha naturalmente a che fare con tutte le varianti possibili del corso umano: tutte regolarmente entrate a buon diritto nello spazio-tempo &#8220;diverso&#8221; per eccellenza del teatro. A questo punto gli esempi diventano infiniti e ciascuno, nella propria esperienza di spettatore teatrale, \u00e8 in grado di accrescerne la gamma.<br \/>\nParliamo, per iniziare, delle dimensioni del corpo, della grassezza. Per esempio quella di Ubu re, lo scalcagnato e feroce tiranno dal corpo a forma di gigantesca pera inventato da Alfred Jarry alla fine del secolo scorso: personaggio la cui debordante grassezza tragicomica rende particolarmente interessanti le soluzioni del &#8220;problema fisico&#8221; dell&#8217;anomala grassezza adottate dagli attori.<br \/>\nAnche sul versante dell&#8217;altezza la diversit\u00e0 fisica ha la sua importanza: non \u00e8 un caso che nelle forme di spettacolo pi\u00f9 popolari abbia grande peso la presenza dei nani o dei giganti, spesso &#8220;costruiti&#8221; questi ultimi con i trampoli, tanto da essere recuperati come &#8220;attori trampolieri&#8221; nelle parate del teatro di strada.<br \/>\nAnche la voce comporta una diversit\u00e0 rapportata al corpo. A teatro la voce, di per s\u00e9 gi\u00e0 diversa come timbro e volume rispetto a quella usata dall&#8217;attore in altri momenti della giornata, implica spesso uno scarto del corpo rispetto alla norma. Ne sono un esempio i personaggi della Commedia dell&#8217;arte, dove ogni alterazione interpretativa \u00e8 amplificata da gesti plastici o acrobatici che accompagnano la battuta in modo platealmente artificioso: basta immaginarsi un Arlecchino che dice &#8220;servo vostro&#8221; o che fa la corte a Colombina, per avere di fronte agli occhi tante posizioni innaturali del suo corpo che accompagnano quasi automaticamente quelle battute.<br \/>\nMa anche in tutt&#8217;altro ambito, per esempio in un teatro &#8220;colto&#8221; come quello di Carmelo Bene, la voce alterata si accompagna a posizioni disarticolate del corpo, a una complessa mimica facciale e a torsioni della testa e moti del braccio estremamente ricercati.<br \/>\nAltro elemento di diversit\u00e0 possibile, il colore della pelle, sempre pi\u00f9 attuale, gi\u00e0 affrontato in passato in vari modi, per esempio nell'&#8221;Otello&#8221; e nella &#8220;Tempesta&#8221; di Shakespeare dove si trovano due neri, uno nobile e tragico, l&#8217;altro deforme e schifoso. Oggi la diversit\u00e0 della pelle nera in mezzo a corpi bianchi si impone inevitabilmente alla visione del pubblico bianco (e viceversa), e non solo per un fatto cromatico ma soprattutto per le implicazioni culturali e sociali di una compagnia interetnica, almeno in zone dove esistono problemi di integrazione o razzismo. Se pensiamo a una compagnia che per prima in Italia ha lavorato su questo rapporto, Ravenna Teatro, \u00e8 evidente che la visione politica della diversit\u00e0 come strumento di ricchezza e crescita (anzich\u00e9 della diversit\u00e0 come anomalia o minaccia) si sia positivamente intrecciata con l&#8217;esigenza pi\u00f9 prettamente teatrale della diversit\u00e0 che stimola lo spettacolo.<br \/>\nLa reciproca diversit\u00e0 fisica (oltrech\u00e8 linguistica) degli attori romagnoli e di quelli senegalesi diventa allo stesso tempo spettacolo in s\u00e9 e messa in scena del mondo interetnico in cui gi\u00e0 viviamo.<br \/>\nLo stesso handicap a teatro pu\u00f2 trasformarsi in una risorsa, in quanto portatore di una ulteriore &#8220;diversit\u00e0&#8221; del corpo che il teatro \u00e8 potenzialmente in grado di comprendere per le ragioni che si sono dette. Tralasciando le esperienze di teatro non professionale compiute all&#8217;interno di particolari progetti di animazione con disabili, non \u00e8 raro che l&#8217;handicap fisico o la menomazione siano entrati nello spettacolo attraverso il corpo di grandi attori. Come non pensare alla semi-cecit\u00e0 del Tot\u00f2 degli ultimi anni in rapporto ad alcune sue celebri gag come quella degli occhi strabici o quella dello sguardo concupiscente di fronte a una bella ragazza?<br \/>\nPerfino nel teatro di prosa tradizionale e meno incline a sperimentalismi sul corpo, grandi attori come Corrado Gaipa o Tino Schirinzi esibivano (o dissimulavano) menomazioni rispettivamente alla gamba e al braccio.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esibizione del corpo<br \/>\n<\/strong>Sono molte, ormai, in tutto il mondo le compagnie teatrali che raggruppano persone unite da una qualche caratteristica di anomalia rispetto alla presunta &#8220;normalit\u00e0&#8221;, per ribadire, proprio attraverso la strada &#8220;diversa&#8221; del teatro, la relativit\u00e0 della normalit\u00e0 e per raggiungere autonomamente una realizzazione attraverso il percorso artistico intrapreso professionalmente: portatori di anomalie fisiche o malattie come disabili, handicappati mentali, mutilati e sieropositivi, o portatori di differenze sociali potenzialmente emarginanti come immigrati, carcerati, omosessuali, che avanzano artisticamente le proprie rivendicazioni anche attraverso una modalit\u00e0 diversa di esibizione del corpo. Basta, a questo proposito, pensare ai corpi drammaticamente &#8220;vissuti&#8221; degli attori carcerati in molte esperienze di teatro con i detenuti che si stanno moltiplicando negli ultimi anni o ai corpi reinterpretati attraverso esibizioni ammiccanti, travestimenti e gestualit\u00e0 &#8220;esagerate&#8221;, in alcune esperienze di teatro gay.<br \/>\nLa stessa diversit\u00e0 sessuale diventa fondamentale a teatro. E&#8217; noto che le donne non fossero tollerate in scena in molte culture. Conseguenza: l&#8217;interpretazione maschile di personaggi femminili, con interessanti esiti, come il gioco sull&#8217;ambiguit\u00e0 sessuale nel teatro elisabettiano, e il maturare di un codice di rappresentazione della donna attraverso particolari convenzioni in cui venivano alterati e idealizzati i gesti veri delle donne. Ci\u00f2 approd\u00f2 alle grandi tradizioni degli attori specializzati in ruoli femminili, come gli &#8220;onnagata&#8221; giapponesi.<br \/>\nInteressanti anche le rivalutazioni successive di queste potenzialit\u00e0, quando si previde che alcuni personaggi venissero interpretati da attori del sesso opposto, come sugger\u00ec lo stesso Jean Genet per il suo &#8220;Le serve&#8221;. E&#8217; evidente che storicamente l&#8217;ingresso della donna a teatro ha comportato riassestamenti in virt\u00f9 di una inedita diversit\u00e0 del corpo, fino al fenomeno del divismo e alla capacit\u00e0 di grandi attrici, da Adelaide Ristori a Eleonora Duse per restare in Italia, di strappare applausi e consenso con il semplice movimento artificioso di una mano o della testa. Per non parlare dell&#8217;esibizione del corpo nudo, dove la diversit\u00e0 dei corpi (non solo maschili e femminili, ma di tutti i corpi tra di loro, non pi\u00f9 resi omogenei dai vestiti) viene esaltata, come negli storici spettacoli del Living Theatre, in una completa anarchia: tutti i corpi sono diversi tra loro e quindi sono tutti &#8220;uguali&#8221; come dignit\u00e0 e potenzialit\u00e0 espressiva ed esistenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corpo e diversit\u00e0 vivono a teatro una necessaria interdipendenza, perch\u00e9 il corpo stesso dell&#8217;attore non pu\u00f2 non essere &#8220;diverso&#8221; nel momento in cui rimanda a un personaggio o a un&#8217;azione teatrale. Del resto, tutto ci\u00f2 che entra nelle coordinate &#8220;speciali&#8221; dello spazio-tempo teatrale \u00e8 &#8220;diverso&#8221; dalla realt\u00e0 quotidiana. 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Una possibilit\u00e0 che solo il teatro concede.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3599],"edizioni":[69],"autori":[2687],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3673],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/467"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=467"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6870,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/467\/revisions\/6870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=467"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=467"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=467"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=467"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=467"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=467"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}