{"id":4672,"date":"2025-09-29T11:59:56","date_gmt":"2025-09-29T09:59:56","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4672"},"modified":"2025-09-29T11:59:56","modified_gmt":"2025-09-29T09:59:56","slug":"in-fatto-di-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4672","title":{"rendered":"In fatto di cuore"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, una volta mi venne la voglia di scrivere al signor Puta, per batter cassa. Alcide si sarebbe incaricato di impostare la lettera col prossimo Papaoutah. La roba da scrivere Alcide la teneva in una piccola scatola di biscotti proprio come quella che avevo visto a Branledore, proprio la stessa. Tutti i sergenti raffermati avevano dunque le stesse abitudini. Ma quando mi vide aprire la sua scatola, Alcide ebbe un gesto che mi sorprese per impedirmelo. Ero imbarazzato. Non sapevo perch\u00e9 me lo proibiva, la rimisi sul tavolo. \u201cAh! aprila va\u2019!\u201d ha detto infine lui.<br \/>\n\u201cVa\u2019 che non fa\u2019 niente!\u201d. S\u00f9bito sul rovescio del coperchio era incollata la foto di una ragazzina. Solo la testa, un volto proprio dolce davvero con lunghi boccoli, come si portavano a quel tempo. Presi carta e penna e rinchiusi in fretta la scatola. Ero molto imbarazzato dalla mia indiscrezione, ma mi chiedevo tuttavia perch\u00e9 la cosa l\u2019aveva tanto sconvolto.<br \/>\nImmaginai s\u00f9bito che si doveva trattare di una creatura sua, di cui aveva evitato di parlarmi fin l\u00ec. Non chiedevo altro, ma lo sentivo alle mie spalle che cercava di raccontarmi qualcosa su quella foto, con una strana voce che non gli conoscevo ancora. Farfugliava. Non sapevo pi\u00f9 dove mettermi, io. Dovevo proprio aiutarlo a farmi le sue confidenze. Per superare il momento non sapevo pi\u00f9 da che parte prenderla.<br \/>\nSarebbe stata una confidenza penosissima da ascoltare, ero sicuro. Non ci tenevo per niente.<br \/>\n\u201c\u00c8 niente! lo sentii alla fine. \u00c8 la figlia di mio fratello&#8230; Sono morti tutti e due&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cI genitori?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, i genitori&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cChi la tira su, allora? Tua madre?\u201d gli ho chiesto io cos\u00ec, per manifestargli il mio interesse.<br \/>\n\u201cMia madre, ce l\u2019ho pi\u00f9 neanche lei&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cAllora chi?<br \/>\n\u201cEh ben io!\u201d.<br \/>\nSogghignava, l\u2019Alcide cremisi, come se avesse fatto qualcosa di assolutamente sconveniente. Si riprese<br \/>\nin fretta:<br \/>\n\u201cCio\u00e8 adesso ti spiego&#8230; La faccio educare a Bordeaux dalle Suore&#8230; Ma non le Suore dei poveri, mi capisci eh!&#8230; Dalle Suore \u2018bene\u2019&#8230; Siccome sono io che me ne occupo, puoi stare tranquillo. Voglio che le manchi niente! Ginette, si chiama&#8230; \u00c8 una ragazzina molto carina&#8230; Come sua madre d\u2019altronde&#8230; Lei mi scrive, fa progressi, solo che, sai, una retta cos\u00ec, \u00e8 cara&#8230; Soprattutto adesso che ha dieci anni&#8230; Mi piacerebbe che imparasse anche il piano&#8230; Cosa ne dici te del piano?&#8230; Va bene il piano, eh, per le ragazze?&#8230; Credi mica?&#8230; E l\u2019inglese? \u00c8 utile anche l\u2019inglese?&#8230; Sai l\u2019inglese te?&#8230;\u201d.<br \/>\nMi son messo a guardarlo molto pi\u00f9 da vicino l\u2019Alcide, via via che confessava la colpa di non essere abbastanza generoso, con i suoi baffetti impomatati, le sopracciglia da eccentrico, la pelle calcinata. Il pudico Alcide! Quante ne aveva dovuto fare di economie sulla sua paga striminzita&#8230; sui suoi premi d\u2019arruolamento da fame e il piccolo commercio clandestino&#8230; per mesi, per anni, in quell\u2019infernale Topo!&#8230; Non sapevo cosa rispondergli io, non ero molto competente, ma mi superava talmente in fatto di cuore che diventai tutto rosso&#8230; In confronto all\u2019Alcide, non ero che un cafone impotente io, grossolano e fatuo ero&#8230; Non si poteva smarronare. Era chiaro.<br \/>\nNon osavo pi\u00f9 parlargli, mi sentivo all\u2019improvviso totalmente indegno di parlargli. Io che ancora ieri lo trascuravo e perfino lo disprezzavo un po\u2019, Alcide.<br \/>\n\u201cNon ho avuto fortuna\u201d, proseguiva lui, senza rendersi conto che mi imbarazzava con le sue confidenze.<br \/>\n\u201cImm\u00e0ginati che due anni fa lei ha avuto la paralisi infantile&#8230; Fig\u00f9rati&#8230; Tu sai cos\u2019\u00e8 la paralisi infanti-<br \/>\nle?\u201d.<br \/>\nMi spieg\u00f2 allora che la gamba sinistra della bambina continuava a essere atrofizzata e che seguiva una<br \/>\ncura con l\u2019elettricit\u00e0 a Bordeaux, da uno specialista.<br \/>\n\u201c\u00c8 una cosa che si guarisce, tu credi?&#8230;\u201d si inquietava lui.<br \/>\nGli assicurai che si aggiustava benissimo, proprio completamente col tempo e l\u2019elettricit\u00e0. Parlava della<br \/>\nmadre che era morta e della malattia della piccola con molte precauzioni. Aveva paura, anche di lonta-<br \/>\nno, di farle del male.<br \/>\n\u201cSei stato a vederla dopo la malattia?\u201d<br \/>\n\u201cNo&#8230; ero qui.\u201d<br \/>\n\u201cCi andrai presto?\u201d<br \/>\n\u201cCredo che non potr\u00f2 prima di tre anni&#8230; Tu capisci, qui faccio un po\u2019 di commercio&#8230; Allora questo l\u2019aiuta un po\u2019&#8230; Se prendo un congedo adesso, al ritorno il posto sarebbe preso&#8230; soprattutto con quell\u2019altra carogna&#8230;\u201d.<br \/>\nCos\u00ec, Alcide aveva fatto domanda per raddoppiare il soggiorno, per farsi sei anni di fila a Topo, invece dei tre, per la nipotina di cui non possedeva che qualche lettera e il ritrattino.<br \/>\n\u201cQuel che mi dispiace\u201d riprese lui quando ci coricammo \u201c\u00e8 che lei laggi\u00f9 non ha nessuno per le vacan-<br \/>\nze&#8230; \u00c8 dura per una bambina&#8230;\u201d.<br \/>\nEvidentemente Alcide faceva evoluzioni nel sublime come se fosse casa sua, per cos\u00ec dire con familiarit\u00e0, dava del tu agli angeli, \u2019sto ragazzo, e aveva l\u2019aria di niente. Aveva offerto quasi senza un dubbio a una ragazzina vagamente apparentata anni di tortura, l\u2019annichilimento della sua povera vita in quella torrida monotonia, senza condizioni, senza mercanteggiare, senz\u2019altro interesse che quello del suo buon cuore. Offriva a quella ragazzina lontana tanta tenerezza da rifare il mondo intero e questo non si<br \/>\nvedeva.<br \/>\nS\u2019addorment\u00f2 di colpo, alla luce della candela. Fin\u00ec che mi alzai per guardare bene i suoi tratti alla luce.<br \/>\nDormiva come tutti. Aveva l\u2019aria proprio normale.<br \/>\nPer\u00f2 non sarebbe poi tanto male se ci fosse qualcosa per distinguere i buoni dai cattivi.<br \/>\n(Louis-Ferdinand C\u00e9line, Viaggio al termine della notte)<\/p>\n<p>Se si dovesse descrivere C\u00e9line con un solo aggettivo, quello pi\u00f9 utilizzato sarebbe \u201cnichilista\u201d (o pi\u00f9 probabilmente \u201cantisemita\u201d, ma lasciamo chiuso questo capitolo). Credo che il brano riportato, al contrario, sia tra i pi\u00f9 toccanti di tutta la letteratura del \u2019900 \u2013 e non \u00e8 l\u2019unico di questo tipo che si trova nella cavalcata tra gli orrori del \u201csecolo breve\u201d, all\u2019insegna di un linguaggio pirotecnico, che \u00e8 il Voyage. Il fatto \u00e8 che per lo scrittore francese la grandezza di cuore si trova spesso (ma non necessariamente) in figure di \u201cdiversi\u201d, che viste da fuori denotano abbrutimento e vergogna: la prostituta americana Molly, di cui il protagonista Bardamu dice \u201cper la prima volta un essere umano si interessava a me [&#8230;], si metteva al posto mio e non mi giudicava dal suo, come tutti gli altri\u201d; B\u00e9bert, bambino monello nella misera periferia parigina dell\u2019interguerra; e appunto il sergente Alcide, sepolto a Topo, villaggio sperduto di un\u2019Africa coloniale che pare respingere con il suo cli- ma torrido la stessa presenza umana.<br \/>\nAlcide non corrisponde alle apparenze del benefattore dell\u2019umanit\u00e0: comanda con pugno di ferro la piccola milizia africana della colonia nelle sue (esilaranti) esercitazioni di guerra immaginaria, ha un conto aperto con il suo superiore, il tenente Grappa, e come accennato nel brano arrotonda un magro stipendio con il contrabbando di tabacco e alcol. Il \u201ccuore d\u2019oro\u201d non \u00e8 visibile a occhio nudo, ma non \u00e8 nemmeno frutto necessario di una conoscenza pi\u00f9 approfondita, emergendo piuttosto come una \u201capertura dell\u2019essere\u201d improvvisa e casuale, che solo in alcuni casi si palesa nei nostri rapporti con gli altri. N\u00e9, d\u2019altro canto, \u00e8 il \u201ccuore d\u2019oro\u201d in grado di riscattare un\u2019umanit\u00e0 in preda allo sbando morale e materiale, la \u201ctenerezza\u201d non \u00e8 in realt\u00e0 capace di \u201crifare il mondo intero\u201d e forse nemmeno di generare riconoscenza e affetto in chi la riceve \u2013 Bardamu, che lascer\u00e0 Molly per tornare in Francia e con i suoi sforzi di medico non potr\u00e0 sottrarre B\u00e9bert a una morte precoce per febbre tifoidea, lasciando Topo per risalire il Congo rimugina: \u201cpu\u00f2 darsi che niente di tutto quello esista ancora, [&#8230;], che ci sono solo io a ricordarmi ancora di Alcide&#8230; Che anche la nipote l\u2019ha dimenticato\u201d.<br \/>\nNel rileggere questo testo, mi \u00e8 venuta in mente la frase attribuita al regista Carlo Mazzacurati, da poco scomparso: \u201cOgni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile.<br \/>\nSempre\u201d. C\u00e9line disapproverebbe di certo l\u2019idea di dare lezioni a qualcuno, ma se ce n\u2019\u00e8 una che possiamo prendere da lui \u00e8 di non stancarci di cercare l\u2019umanit\u00e0 in chi ci circonda e in chi incontriamo, anche nei contesti pi\u00f9 degradati, nelle persone apparentemente pi\u00f9 lontane da noi e addirittura in apparenza pi\u00f9 malvagie o aride. Che poi, malvagie e aride magari vai a scoprire che lo sono davvero. Con tutto quello che ha visto Bardamu mica vi regala illusioni da due franchi, per\u00f2 a non provarci nemmeno i primi a diventare malvagi e aridi a questo mondo non sareste voi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Massimiliano Rubbi Negli ultimi tempi, una volta mi venne la voglia di scrivere al signor Puta, per batter cassa. Alcide si sarebbe incaricato di impostare la lettera col prossimo Papaoutah. 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