{"id":4676,"date":"2025-09-29T12:18:56","date_gmt":"2025-09-29T10:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4676"},"modified":"2025-09-29T12:18:56","modified_gmt":"2025-09-29T10:18:56","slug":"giochi-in-uso-laboratorio-di-gioco-sport-che-inizia-dal-saper-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4676","title":{"rendered":"Giochi in Uso: laboratorio di gioco-sport che inizia dal saper fare"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Paola Solfitti, responsabile Progetto Sport per la cooperativa Zanzebia<\/p>\n<p>Da un lungo corso di formazione tenuto dalla Cooperativa Accaparlante di Bologna, finanziato dall\u2019Ambito distrettuale n. 9 Bassa Bresciana Centrale, nasce a Ghedi un gruppo di educatori del progetto Calamaio, che nel 2006 forma l\u2019associazione di promozione sociale Zanzebia.<br \/>\nNel 2010 l\u2019associazione si trasforma in Cooperativa Zanzebia, che continua a operare nel campo della cultura della disabilit\u00e0 in tutta la provincia di Brescia con il Progetto Calamaio e dal 2011 gestisce un asilo nido con una capacit\u00e0 recettiva di 30 bimbi.<br \/>\nUn altro progetto importante della cooperativa, partito nel 2010, \u00e8 \u201cUtile e dilettevole \u2013 Quando lo sport aiuta la buona vita\u201d.<br \/>\nAnch\u2019esso parte da una necessit\u00e0 manifestata dal nostro territorio, quella di rendere pi\u00f9 accessibile la<br \/>\npratica sportiva, e viene strutturato sulla base della collaudata esperienza della Cooperativa Accaparlante nel campo sport-disabilit\u00e0. L\u2019intero progetto ha perseguito il fine di stimolare l\u2019offerta di attivit\u00e0 sportive indirizzate alle persone con disabilit\u00e0 attraverso azioni di sensibilizzazione, formative e informative per arrivare a costruire nuove e reali occasioni di integrazione sociale di ogni cittadino.<br \/>\nDal lavoro di mappatura del nostro ambito territoriale e di ricognizione dell\u2019offerta di attivit\u00e0 sportive dedicate ai cittadini con disabilit\u00e0, infatti, \u00e8 emerso che nessuna associazione sportiva offre opportunit\u00e0 sportive specifiche per le persone disabili, che si trovano costrette a praticare attivit\u00e0 motoria solo attraverso i centri diurni specializzati o come fisioterapia, oppure si rivolgono alla citt\u00e0, dove trovano proposte rivolte prevalentemente a soggetti con disabilit\u00e0 fisiche.<br \/>\nQuesto percorso ha portato all\u2019individuazione di una realt\u00e0 sportiva disponibile a sperimentare un progetto pilota. Nasce cos\u00ec \u201cGiochi in Uso: laboratorio di gioco-sport che inizia dal saper fare\u201d, un\u2019attivit\u00e0 sportiva sperimentale strutturata in 6 incontri per un gruppo di ragazzi disabili di et\u00e0 compresa fra gli 8 e i 14 anni.<br \/>\nA settembre 2011, l\u2019attivit\u00e0 sperimentale si trasforma in un\u2019attivit\u00e0 strutturata sull\u2019intero anno seguente. Un educatore (Tristano) della Cooperativa Accaparlante, attraverso un corso di formazione e un lungo percorso di affiancamento, ha condotto due educatori della Cooperativa Zanzebia (Linda e Vanessa) e un allenatore della societ\u00e0 sportiva Uso Ghedi (prima Paolo e poi Matteo) ad acquisire autonomia nella gestione dell\u2019attivit\u00e0 motoria con i ragazzi disabili. Questo ha consentito al progetto pilota di divenire una prassi consolidata e di diventare potenzialmente reiterabile anche in altre societ\u00e0 del<br \/>\nnostro territorio.<br \/>\nIl gruppo di ragazzi di Ghedi e Leno, con disabilit\u00e0 prevalentemente psichiche (ad esempio disturbi dello spettro autistico), che \u00e8 aumentato fino a 13 ragazzi, si allena tutte le settimane per un\u2019ora e mezza ed \u00e8 stato inserito progressivamente in questa societ\u00e0 sportiva gi\u00e0 consolidata, l\u2019Uso Ghedi, che offre l\u2019opportunit\u00e0 di giocare a calcio a bambini e ragazzi di tutti gli ordini scolastici.<br \/>\nQuesto laboratorio sportivo settimanale parte dal \u201csaper fare\u201d di ogni bambino per fargli sperimentare il<br \/>\nsuperamento del limite, attraverso l\u2019acquisizione di competenze sia corporee che relazionali. I risultati sono molto soddisfacenti e hanno permesso a ogni partecipante, in base alle proprie possibilit\u00e0, di sviluppare capacit\u00e0 a livello sia motorio (coordinamento, concentrazione, resistenza) che relazionale (condivisione delle consegne, lavoro in gruppo, autostima).<br \/>\nPer la quinta annualit\u00e0, che \u00e8 partita a ottobre 2014, infatti, il gruppo dei ragazzi dei \u201cGiochi in Uso\u201d parteciper\u00e0 ad alcune gare provinciali del SOI (Special OlimpicS Italia) nella disciplina dell\u2019atletica leggera. Riteniamo che l\u2019esperienza della \u201cgara\u201d rappresenti un ottimo stimolo per i ragazzi che potranno vivere un\u2019esperienza di gruppo nuova, mostrando le competenze acquisite in questi anni di attivit\u00e0 sportiva.<br \/>\nA causa della mancanza di fondi e, in primis, dell\u2019essere venuto meno dal 2013 del finanziamento del- l\u2019Ambito zonale n. 9, molte azioni preventivate dal progetto iniziale, soprattutto un corso di formazione per gli operatori e tecnici delle altre societ\u00e0 sportive del territorio, rimangono ancora inagite e sarebbero invece fondamentali per creare un terreno fertile affinch\u00e9 alcuni ragazzi del laboratorio possano cominciare a praticare sport nelle societ\u00e0 sportive dei rispettivi paesi.<br \/>\nUn ringraziamento per la salvaguardia del laboratorio sportivo \u201cGiochi in Uso\u201d va alle Amministrazioni comunali di Ghedi e di Leno, che si sono fatte carico del costo di parte dell\u2019attivit\u00e0 (una parte \u00e8 coperta dalle rette dei ragazzi), dopo il venire meno dell\u2019Ambito zonale.<br \/>\nUn altro contributo importante alla buona riuscita del progetto \u00e8 stata la costante partecipazione volontaria di educatori che hanno coadiuvato nel lavoro (Beppe, Devis e Luca) e di un gruppo di studentesse dell\u2019Istituto di istruzione superiore \u201cBlaise Pascal\u201d di Ghedi (Paola V., Elisa, Paola Z. e Chiara); la loro presenza ha reso possibile un lavoro personalizzato sul singolo bambino, che ha risposto in modo pi\u00f9 adeguato alle reali necessit\u00e0 del gruppo.<br \/>\nUn altro punto di forza dei \u201cGiochi in Uso\u201d sono stati i genitori, che hanno creduto nel progetto fin dall\u2019inizio, motivando i loro bambini, ma anche i loro amministratori, ad acquisire consapevolezza dell\u2019importanza del laboratorio.<\/p>\n<p><strong>La testimonianza degli educatori<br \/>\n<\/strong>Sono Linda, educatrice e psicomotricista, e mi occupo da quattro anni del progetto \u201cSportivamente Giocando\u201d. Lo sport con la disabilit\u00e0 viene qui inteso come una forma di gioco regolamentato. Nella relazione con i ragazzi speciali \u00e8 necessaria l\u2019empatia, soprattutto nei primi incontri dove non si conoscono le personalit\u00e0 dei bambini, che dal momento che vengono inseriti in un nuovo contesto hanno bisogno di un riferimento che riesca ad accogliere e capire le loro esigenze ed emozioni.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 prevede un momento iniziale di accoglienze che d\u00e0 la possibilit\u00e0 ai ragazzi di sentirsi \u201cprotagonisti\u201d, poich\u00e9 trovano uno spazio in cui condividere le loro emozioni e proporre loro stessi attivit\u00e0 di gioco.<br \/>\nI materiali che utilizziamo per l\u2019attivit\u00e0 non sempre sono disponibili nella struttura che ci accoglie. Per questo portiamo materiale in nostro possesso, materiali di riciclo che ci permettono di costruire i nostri percorsi di gioco. A ogni incontro i ragazzi manifestano la voglia di partecipare in modo propositivo alle attivit\u00e0, regalandoci grandi soddisfazioni attraverso l\u2019affetto e il sorriso. Durante l\u2019attivit\u00e0 i ragazzi comunicano a livello corporeo sia l\u2019entusiasmo, la voglia di cimentarsi in nuove esperienze, sia i momenti di frustrazione. \u00c8 proprio in questa circostanza che il ragazzo ha bisogno di ricevere il mio sostegno per superare gli ostacoli del gioco attraverso alcune varianti. Tutto ci\u00f2 permette un miglioramento dell\u2019autostima e delle proprie potenzialit\u00e0 anche al di fuori di questa attivit\u00e0.<br \/>\n(Linda Fezzardi, educatrice Progetto Sport della cooperativa Zanzebia)<\/p>\n<p>Sono Matteo, un giovane laureato in scienze motorie. Rappresento la figura che cura l\u2019aspetto motorio dei ragazzi. Cerco di trasmettere loro informazioni, schemi ed esperienze motorie attraverso esercizi, giochi e sport per arricchire il loro bagaglio motorio e acquisire una maggiore autonomia nei diversi momenti della giornata. L\u2019attivit\u00e0 con i ragazzi \u00e8 molto stimolante perch\u00e9, nonostante questa venga programmata, tutto viene messo in discussione dalle infinite variabili di risposta che scaturiscono dai ragazzi. Uscire dagli schemi \u00e8 all\u2019ordine del giorno e questo fa emergere ogni volta la necessit\u00e0 da parte mia di ricercare continuamente informazioni, modalit\u00e0 e mezzi alternativi, a volte fantasiosi, per creare un ambiente ottimale ai ragazzi. Perch\u00e9, come ho imparato, \u00e8 l\u2019ambiente circostante che crea e amplifica le disabilit\u00e0.<br \/>\n(Matteo Zacco, educatore-allenatore del Progetto Sport per la societ\u00e0 sportiva Uso Ghedi)<\/p>\n<p><strong>La testimonianza dei genitori<br \/>\n<\/strong>Siamo i genitori di alcuni bambini che frequentano ormai da quattro anni il laboratorio di gioco-sport \u201cGiochi in Uso\u201d. Siamo stati testimoni della sua nascita, co-promotori della sua continuazione e ormai ci sentiamo veramente parte di una grande \u201cfamiglia\u201d.<br \/>\nI nostri figli hanno delle disabilit\u00e0, che rendono per loro difficile affrontare uno sport di squadra: accettare le regole, coordinare i movimenti, capire gli obiettivi, essere competitivi \u201cn\u00e9 troppo n\u00e9 troppo poco\u201d, riuscire a sentirsi protagonisti attivi del gioco, quando questo gioco non \u00e8 stato pensato per le loro particolarit\u00e0. Ci\u00f2 li rende frustrati e rinunciatari. Abbiamo fatto dei tentativi per trovare degli sport \u201csu misura\u201d, ma la proposta che ci viene offerta di solito \u00e8 quella di un preparatore personale, molto costoso, e non riguarda mail un\u2019attivit\u00e0 in squadra con altri bambini. Al di l\u00e0 della competizione, lo sport di squadra ha un forte valore formativo e aggregativo per tutti i bambini, dove si afferma la personalit\u00e0 e il carattere, dove si mette alla prova la propria capacit\u00e0 di interagire con gli altri&#8230; Si vede quindi come questa attivit\u00e0 ci stia molto a cuore, perch\u00e9 non ne troviamo altre che ci diano la stessa possibilit\u00e0 di rapportarsi gli uni con gli altri \u201calla pari\u201d, e dove ciascuno pu\u00f2, e deve, dare il massimo con quello che ha.<br \/>\nAbbiamo visto crescere i nostri bambini, fare passi avanti che non ci saremmo mai immaginati, li abbiamo visti riconoscersi come parte di un gruppo di amici che si cercano, che si sostengono, che si divertono. Si divertono! Trovano gratificazione e realizzazione di s\u00e9 nello svolgimento dell\u2019attivit\u00e0. Eppure, come in tutte le squadre, si litiga, ci si spintona, ci si arrabbia&#8230; Ma ogni settimana noi assistiamo quasi increduli al loro entusiasmo alla prospettiva dell\u2019appuntamento della palestra. Hanno gi\u00e0 dimenticato le offese, gli spintoni, i torti dati e sub\u00ecti e non vedono l\u2019ora di ricominciare a gareggiare, segnare punti, colpire quella palla o quel palloncino, farsi una risata, stendersi a terra quei dieci minuti finali per il rilassamento, dove tutti hanno imparato la regola del rispettare il momento di relax degli altri.<br \/>\nNoi genitori continuiamo a non trovare alternative valide a questa attivit\u00e0 e pertanto speriamo che si vada avanti, che si riesca a proseguire, a continuare a proporre l\u2019attivit\u00e0 di gioco-sport per bambini e ragazzi con disabilit\u00e0. Speriamo di vedere nuove iscrizioni, e magari la formazione di pi\u00f9 squadre; sarebbe bello che realt\u00e0 simili si diffondessero nel territorio, ci sarebbero diverse squadre che potrebbero affrontarsi in tornei, e magari si potrebbero organizzare squadre differenziate per livello e per et\u00e0. Crediamo che per favorire questa diffusione debbano attivarsi enti quali la neuropsichiatria, le ASL, i Comuni, per far arrivare alle famiglie l\u2019informazione che questa realt\u00e0 esiste e funziona. Una mamma che si \u00e8 aggiunta di recente ha affermato che da almeno 13 anni aspettava un\u2019attivit\u00e0 del genere, e solo l\u2019anno scorso ha saputo del progetto.<br \/>\n(Cristina, Pietro, Raffaela, Antonella, Stella)<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nZanzebia Cooperativa Sociale Onlus<br \/>\nVia G. Falcone 12 \u2013 25016 Ghedi (BS)<br \/>\ntel.\/fax 030\/9031979<br \/>\ncell. 331\/30.99.261<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Paola Solfitti, responsabile Progetto Sport per la cooperativa Zanzebia Da un lungo corso di formazione tenuto dalla Cooperativa Accaparlante di Bologna, finanziato dall\u2019Ambito distrettuale n. 9 Bassa Bresciana Centrale, nasce a Ghedi un gruppo di educatori del progetto Calamaio, che nel 2006 forma l\u2019associazione di promozione sociale Zanzebia. Nel 2010 l\u2019associazione si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3606,3607],"edizioni":[133],"autori":[4035],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4676"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4676"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4676\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4677,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4676\/revisions\/4677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4676"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4676"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4676"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4676"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4676"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4676"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}