{"id":4678,"date":"2025-09-29T12:30:33","date_gmt":"2025-09-29T10:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4678"},"modified":"2025-09-29T12:30:33","modified_gmt":"2025-09-29T10:30:33","slug":"missione-roosevelt-il-plotone-su-sedie-a-rotelle-dei-tony","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4678","title":{"rendered":"Missione Roosevelt. Il plotone su sedie a rotelle dei Tony"},"content":{"rendered":"<p>di Lucia Comignoli<\/p>\n<p>Clifton Circus \u201cIl denaro non comprer\u00e0 mai la salute, ma starei volentieri su una sedia a rotelle tempestata di diamanti\u201d. Cos\u00ec, citando la scrittrice statunitense Dorothy Parker, tra le pi\u00f9 celebrate nel Novecento per l\u2019ironia sarcastica dei suoi provocatori poemetti, i Tony Clifton Circus introducono una delle loro ultime fatiche, la performance Missione Roosevelt, vera e propria invasione di spazi urbani da parte di spettatori su sedia a rotelle (ma non disabili) con cui hanno percorso le strade di diverse citt\u00e0 d\u2019Italia e di Francia, seconda patria d\u2019adozione del gruppo.<br \/>\nNato nel 2001, a omaggio del personaggio anti-comico inventato da Andy Kaufman, quello dei Tony Clifton Circus, all\u2019anagrafe Nicola Danesi de Luca e Jacopo Fulgi, \u00e8 un esempio di quel Nuovo Teatro che oggi rifiuta di farsi ingabbiare in etichette di genere ma che ama piuttosto ribaltare nei fatti i rapporti di sguardo tra attore e spettatore di pari passo con l\u2019idea di spettacolo, riconducendo cos\u00ec l\u2019opera ad azioni performative extra-quotidiane e inaspettate che riportano al centro l\u2019essere umano in s\u00e9 e per s\u00e9, tra i luoghi che abita (o crede di abitare) e nelle sue relazioni abituali, giocando sull\u2019effetto a sorpresa e sul capovolgimento delle aspettative.<br \/>\nIn questo senso il \u201ccirco dell\u2019anomalia\u201d, cos\u00ec come loro stessi lo hanno chiamato, \u00e8 appellativo che non si riferisce alla diversit\u00e0 in senso stretto ma all\u2019etimo della parola, dove anomalo non \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 estraneo ma ci\u00f2 che \u00e8 \u201cprivo di regola\u201d.<br \/>\nA testimoniarcelo \u00e8 stata lo scorso settembre l\u2019invasione operata per le strade di Parma di Missione Roosevelt, performance ospite di Insolito Festival, il primo festival estivo della citt\u00e0 in collaborazione con Teatro delle Briciole\/Fondazione Solares delle Arti.<br \/>\nIl titolo ammicca alla figura di Roosevelt, presidente degli Stati Uniti tra il 1932 e il 1945, il padre del New Deal, il pacchetto di riforme socioeconomiche, cio\u00e8, tra cui il Social Security Act, che permise al paese di uscire dalla Depressione degli anni Trenta e di introdurre per la prima volta l\u2019assistenza sanitaria, l\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione e di vecchiaia a servizio dei cittadini. Una figura immagine di progresso e cambiamento sociale che tuttavia \u00e8 anche legata alla disabilit\u00e0, a causa della poliomielite che lo colp\u00ec nella seconda parte della vita e che non am\u00f2 affatto mettere in mostra. Pochissime infatti sono, ancora oggi, le foto che ritraggono la figura del presidente americano in carrozzina, nonostante l\u2019impegno concreto nella cre-<br \/>\nscita e nel finanziamento che egli dedic\u00f2 fino alla morte alla creazione di nuove strutture di cura. Acuto stratega e promotore della \u201cGrande Alleanza\u201d con il Regno Unito di Winston Churchill e l\u2019Unione Sovietica di Stalin durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua \u00e8 naturalmente una figura legata anche all\u2019iniziativa militare, conduttore simbolo di equilibrio e di forza,<br \/>\nuno migliori secondo la storia politica made in USA.<br \/>\nNulla di tutto questo \u00e8 sfuggito ai Tony Clifton Circus che hanno immaginato e realizzato una vera e propria invasione per i parchi e le strade di Parma, chiedendo agli spettatori pi\u00f9 o meno ignari di sedersi su una sedia a rotelle e di condurre insieme un percorso a forza di braccia giocando ai limiti di un\u2019ipotetica esplorazione militare. Una provocazione che nasce<br \/>\ndall\u2019umorismo cinico del gruppo, che tuttavia poco spazio ha lasciato alle pulsioni \u201cguerresche\u201d per addentrarsi piuttosto su quello che il movimento in carrozzina comporta nel semplice attraversamento dello spazio urbano, senza per questo mai nominare lei, la carrozzina per l\u2019appunto, oggetto tab\u00f9 e qui ridotto a semplice mezzo di trasporto.<br \/>\nSi comincia la marcia suonando il citofono di una casa da cui usciranno tutti e si parte dallo stesso punto; all\u2019inizio ci si confronta con il nuovo ausilio, dai pi\u00f9 mai usato, ci si prova a spostare, a spingersi con le ruote, a frenarsi, a regolare la velocit\u00e0. Poi si parte guidati da Mr e Mrs Roosevelt, in questo caso Jacopo Fulgi e Diane Bonnot, e in fila per uno si seguono le loro indicazioni. Ne segue un percorso urbano tradizionale che tuttavia si riveler\u00e0 a prove e a ostacoli nel suo essere tale quale, cos\u00ec come lo ha portato cio\u00e8 a essere la planimetria della citt\u00e0, con qualche aggiunta qua e l\u00e0, tra cui salite, percorsi a slalom, obiettivi da raggiungere, il tutto, come si suol dire, in mezzo alla gente che passa.<br \/>\nPotr\u00e0 capitare allora che qualcuno rimanga indietro o si blocchi ed \u00e8 l\u00ec che il cortocircuito si fa interessante. Perch\u00e9 \u00e8 quando sopraggiunge la difficolt\u00e0 che l\u2019azione contatta la reazione dell\u2019altro, come ad esempio un passante che si trova improvvisamente a rispondere a una richiesta d\u2019aiuto da parte di una persona disabile che realmente nemmeno lo \u00e8.<br \/>\nUn gioco di ruolo, si potrebbe dire, portato all\u2019estremo, che porta con s\u00e9 tutto quello che in noi si instaura nella relazione con ci\u00f2 che percepiamo improvviso, inaspettato e fuori strada, ci\u00f2 che ci fa inciampare sul tragitto e non ce n\u2019eravamo accorti.<br \/>\nBench\u00e9 manchi il deficit in senso stretto, l\u2019handicap si presenta comunque in tutta la sua concretezza e lo fa con un pizzico di ferocia in pi\u00f9, sia di fronte allo spettatore su carrozzina che \u00e8 diventato attore, sia di fronte allo spettatore-passante che si ritrova suo malgrado coinvolto. Ansia, senso d\u2019inadeguatezza e impotenza da un lato, senso di colpa per la coscienza della menzogna in atto dall\u2019altro e, nello stesso tempo, il desiderio furioso di uscire da quella difficolt\u00e0.<br \/>\nNel frattempo Mr e Mrs Roosevelt cantano motivetti e incitano a superare le prove e a raggiungere gli obiettivi; tra i passanti alcuni si godono la scena, altri se ne vanno sdegnati, altri ancora restano attoniti. Il plotone nell\u2019insieme ride e si diverte, di fatto \u00e8 il protagonista di un gioco, vuole vincere e arrivare alla fine.<br \/>\nUna volta conclusa la gincana e raggiunta la meta si tira il fiato, si esulta e ci si rialza, con un po\u2019 di fatica, dal mezzo ormai divenuto tutt\u2019uno con il corpo tanto ne ha condizionato i movimenti e il raggio d\u2019azione.<br \/>\nLe braccia fanno malissimo e nello stesso tempo \u00e8 forte la gioia di rimettersi in piedi, di riprendere confidenza con i propri polpacci, piedi e ginocchia.<br \/>\nSembra che tutto finisca qui, con un bel \u201cce l\u2019abbiamo fatta\u201d, niente di pi\u00f9. Quel che resta sono solo delle sedie a rotelle immobili e sparse. Ed \u00e8 qui che fa capolino il \u201cper fortuna\u201d. Perch\u00e9 se prendere le distanze \u00e8 rassicurante nello stesso tempo all\u2019interno del plotone c\u2019\u00e8 un senso di fastidio che permane. Lo specchio, il senso di colpa, bench\u00e9 smorzati (o forse alimentati) dall\u2019ironia dei Tony Clifton Circus, li hanno portati molto vicino a qualcosa che hanno sempre ignorato e c\u2019\u00e8 sempre stato, nei confronti del rapporto con la disabilit\u00e0 su cui non si sono mai soffermati ma soprattutto nei confronti dell\u2019altro da noi che potremmo benissimo essere.<br \/>\nPer capirlo non \u00e8 servito un convegno o incontro in presenza. \u00c8 bastata un\u2019azione molto semplice, cos\u00ec come il gruppo l\u2019aveva immaginata: \u201cVogliamo attraversare uno spazio urbano, fare un percorso e lasciare un segno, una traccia colorata al suolo. Vogliamo condividere con voi il piacere del proibito, il piacere di utilizzare un oggetto tab\u00f9. Utilizzare un oggetto per la prima volta, forse solo questo basta, forse solo questo giustifica tutto. La sedia a rotelle \u00e8 lo strumento e l\u2019oggetto di Missione Roosevelt, il simbolo di tutto ci\u00f2 che non ci riguarda oggi si fa nostro, la metafora dello svantaggio attraverso la quale conquistare la citt\u00e0. Un\u2019esperienza urbanistica, una performance partecipata in cui il pubblico, accomodato su una sedia a rotelle, si trasforma in un piccolo plotone, una gioiosa macchina da guerra\u201d.<br \/>\nVerso che cosa a noi deciderlo. Loro intanto lo hanno fatto. Con Amore e anche un po\u2019 di Odio. Firmato Tony Clifton Circus.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.tonycliftoncircus.com\">www.tonycliftoncircus.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.solaresdellearti.it\">www.solaresdellearti.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lucia Comignoli Clifton Circus \u201cIl denaro non comprer\u00e0 mai la salute, ma starei volentieri su una sedia a rotelle tempestata di diamanti\u201d. Cos\u00ec, citando la scrittrice statunitense Dorothy Parker, tra le pi\u00f9 celebrate nel Novecento per l\u2019ironia sarcastica dei suoi provocatori poemetti, i Tony Clifton Circus introducono una delle loro ultime fatiche, la performance [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3599,3607],"edizioni":[133],"autori":[3791],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4678"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4678"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4678\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4679,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4678\/revisions\/4679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4678"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4678"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4678"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=4678"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=4678"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=4678"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=4678"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=4678"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=4678"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}