{"id":468,"date":"2009-11-04T17:06:25","date_gmt":"2009-11-04T17:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=468"},"modified":"2026-03-25T11:09:12","modified_gmt":"2026-03-25T10:09:12","slug":"un-tecnico-di-un-sapere-pratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=468","title":{"rendered":"11. Un tecnico di un sapere pratico"},"content":{"rendered":"<p>di Alain Goussot<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice in un mondo come il nostro indicare il ruolo dell&#8217;educatore (qui lo intendo in senso lato, dall&#8217;educatore professionale all&#8217;insegnante); eppure non si pu\u00f2 parlare di pratica educativa senza partire da una analisi della nostra societ\u00e0 e della condizione umana.<br \/>\n<!--break-->Si potr\u00e0 difficilmente negare la fase di crisi che stiamo vivendo sia sul piano socio-economico che politico-culturale; l&#8217;uomo della societ\u00e0 consumistica e pubblicitaria sembra &#8211; non meno del passato &#8211; succube della forza dei nuovi miti evangelizzati e della pubblicit\u00e0, divenendo schiavo dei rapporti sociali che lo predeterminano in un ruolo dal quale non pu\u00f2 emanciparsi. Spesso gli stessi possibili fattori di liberazione emancipatrice &#8211; l&#8217;educazione, il progresso tecnico &#8211; si trasformano, a loro volta, nelle mani delle classi dominanti, in strumenti finalizzati a creare e a ricreare la situazione di oppressione che viene presentata come inevitabile e naturale, o fondata sulla volont\u00e0 di Dio. A vivere nella condizione di oppressione non \u00e8 poi solo l&#8217;uomo del Terzo Mondo, ma ogni uomo, sotto qualsiasi latitudine viva, impedito nella sua capacit\u00e0 di decidere e di dare un senso pieno alla sua vita.<br \/>\nLa civilt\u00e0 industriale capitalistica, come lo dimostrava l&#8217;utopista Charles Fourier quasi due secoli fa, pi\u00f9 che costituire un&#8217;occasione di emancipazione, come sarebbe lecito aspettarsi, tende a creare le condizioni per una sempre maggiore oppressione attraverso meccanismi di emarginazione sociale e di manipolazione della psicologia collettiva. &#8220;L&#8217;uomo moderno &#8211; scrive Erich Fromm &#8211; \u00e8 schiacciato da un profondo sentimento d&#8217;impotenza che gli fa guardare fisso, quasi con occhi paralizzati, le catastrofi che incombono&#8221;. Inoltre l&#8217;uomo si piega al gregarismo perch\u00e9 &#8220;ha paura della libert\u00e0&#8221;. L&#8217;uomo non si vive pi\u00f9 come membro di una comunit\u00e0 ma come singolo atomizzato nella sua vita quotidiana e nel suo mondo interiore.<br \/>\nOggi, anche se siamo resi indifferenti, l&#8217;oppressione \u00e8 la condizione imposta a milioni di persone; c&#8217;\u00e8 oppressione ogni volta che viene cancellata, negata la vocazione dell&#8217;uomo ad essere soggetto, non oggetto. Ed \u00e8 qui che si colloca il ruolo dell&#8217;educatore come creatore di luoghi e tempi diversi all&#8217;interno di un progetto umano di emancipazione liberatrice centrato sul recupero dell&#8217;uomo come soggetto creatore di storia e di cultura.<\/p>\n<p><strong>Un creatore di luoghi e tempi diversi<br \/>\n<\/strong>Per Jean Paul Sartre l&#8217;uomo \u00e8 un essere situato e datato ed \u00e8 proprio da questo essere datato e situato che l&#8217;educatore deve partire per qualsiasi progetto educativo. Questo significa un dialogo permanente tra l&#8217;educatore e l&#8217;educando, un&#8217;eguaglianza valoriale che comprende differenze e similitudine. &#8220;L&#8217;alfabetizzazione &#8211; scrive Paul Freire, noto pedagogista brasiliano &#8211; non pu\u00f2 essere fatta dall&#8217;alto in basso, come un dono o un&#8217;imposizione, ma dal di dentro verso il fuori, con lo sforzo dello stesso analfabeta, di cui l&#8217;educatore \u00e8 solo un collaboratore&#8221;. L&#8217;educatore deve creare le condizioni &#8211; mobilitare risorse, soggetti, ruoli, competenze e disponibilit\u00e0 &#8211; per una apertura della coscienza a conquistare il possibile, a interrogare, a ricercare. Come Freire pensiamo ad una pratica educativa che permetta all&#8217;uomo di diventare soggetto, di costituirsi come persona portatrice di un discorso d&#8217;alterit\u00e0, di stabilire con gli altri relazioni di reciprocit\u00e0, di essere costruttore di cultura e di storia.<br \/>\nSpesso lavorando con la sofferenza, il disagio, l&#8217;emarginazione e l&#8217;handicap si osserva come la deprivazione di ogni memoria storica si accompagna all&#8217;assenza del possibile; come ha mostrato molto bene lo psichiatra algerino Franz Fanon l&#8217;identit\u00e0 non esiste l\u00e0 dove non esiste, o viene negata la storia. Solo nella sperimentazione del possibile, nella relazione con gli altri l&#8217;uomo acquisisce consapevolezza del proprio io e dei vincoli tipici di ogni comunit\u00e0 umana. Per sapere quale rapporto esiste tra libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 occorre essere innanzitutto liberi di sperimentare le proprie potenzialit\u00e0. Solo un&#8217;educazione problematizzante coglie il carattere dinamico e plurale di ogni percorso formativo dell&#8217;uomo: &#8220;L&#8217;educazione problematizzante &#8211; scrive Freire &#8211; \u00e8 probabilit\u00e0 rivoluzionaria di futuro (&#8230;). Corrisponde alla condizione degli uomini come esseri storici e alla loro storicit\u00e0. Si identifica con loro come esseri che vanno oltre se stessi, come &#8220;progetti&#8221;, come esseri che camminano in avanti, come esseri che l&#8217;immobilismo minaccia mortalmente; per i quali guardarsi indietro non deve essere una forma nostalgica di voler tornare, ma una maniera di conoscere meglio ci\u00f2 che stanno divenendo, per costruire meglio il futuro&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La pratica educativa come pratica di cambiamento<br \/>\n<\/strong>L&#8217;educazione come processo di umanizzazione vuol dire mettere il soggetto nelle condizioni di riappropriarsi la propria storia, di provare le proprie capacit\u00e0, di sperimentare i vincoli, di decodificare il mondo nel quale vive; di passare da una &#8220;coscienza mistificata&#8221; &#8211; Marx avrebbe detto da una falsa coscienza &#8211; ad una conoscenza critica dell&#8217;essere nel mondo e col mondo.<br \/>\nL&#8217;educatore deve concepire l&#8217;educazione come un &#8220;che fare&#8221; permanente attraverso una pratica dialogale in grado di rivalutare il piano dell&#8217;intersoggettivit\u00e0; di riconoscere l&#8217;alterit\u00e0 e di dare significato alla vita. Per usare un&#8217;espressione di Sartre che definisce gli intellettuali si potrebbe dire che l&#8217;educatore, in quanto creatore di possibilit\u00e0 (intese come occasioni inedite, altre, di socializzazione e comunicazione intersoggettiva), \u00e8 un &#8220;tecnico di un sapere pratico&#8221;, cio\u00e8 un ricercatore sociale che produce conoscenza sulla base della sua prassi educativa.<br \/>\n&#8220;Posto il principio &#8211; scrive Gramsci &#8211; che tutti gli uomini sono filosofi, che cio\u00e8 tra i filosofi professionali o tecnici e gli altri uomini non c&#8217;\u00e8 differenza qualitativa, ma solo quantitativa&#8221; occorre quindi che l&#8217;educatore sfrutti ogni spazio, ogni possibilit\u00e0, ogni occasione per fare esprimere il filosofo presente in ogni uomo. Certo in una societ\u00e0 atomizzata e frammentata come la nostra l&#8217;agire educativo deve essere un &#8220;agire comunicativo&#8221; in grado di ricostruire il senso della comunit\u00e0 e nuove forme di socialit\u00e0.<br \/>\nIn questo senso la pratica educativa \u00e8 pratica di cambiamento; non \u00e8 adattamento passivo, ma recupero di senso, non \u00e8 negazione dell&#8217;alterit\u00e0, ma riconoscimento della diversit\u00e0; non \u00e8 &#8220;amor proprio&#8221;, per usare una espressione di Jean Jacques Rousseau, ma &#8220;amor di s\u00e9&#8221; cio\u00e8 stima di s\u00e9 attraverso il rispetto dell&#8217;altro, come un altro io, ma diverso da me. &#8220;Conoscere se stessi vuol dire essere se stessi&#8221; scriveva Gramsci ed aggiungeva: &#8220;la cultura \u00e8 (&#8230;) organizzazione, disciplina del proprio io interiore, \u00e8 presa di possesso della propria personalit\u00e0, \u00e8 conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio volere storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 semplice in un mondo come il nostro indicare il ruolo dell&#8217;educatore (qui lo intendo in senso lato, dall&#8217;educatore professionale all&#8217;insegnante); eppure non si pu\u00f2 parlare di pratica educativa senza partire da una analisi della nostra societ\u00e0 e della condizione umana.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3593],"edizioni":[70],"autori":[2688],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/468"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=468"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6895,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/468\/revisions\/6895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=468"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=468"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=468"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=468"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=468"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=468"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}