{"id":4680,"date":"2025-09-29T12:42:00","date_gmt":"2025-09-29T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4680"},"modified":"2025-09-29T12:44:00","modified_gmt":"2025-09-29T10:44:00","slug":"ascoltare-con-altri-occhi-tra-berlino-e-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=4680","title":{"rendered":"Ascoltare con altri occhi, tra Berlino e Napoli"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Emanuela Marasca<\/p>\n<p>\u201cAd armi pari\u201d. \u00c8 cos\u00ec che Ivan Dalia, un giovane e talentuoso pianista non vedente, ha voluto intitolare<br \/>\nun evento realizzato circa due anni fa a Napoli. Si trattava di un concerto al buio, per ascoltare con altri occhi. Perch\u00e9 un concerto al buio? \u201cPer ascoltare con altri occhi\u201d rispose in quell\u2019occasione Ivan. \u201cIl buio \u00e8 una condizione normale per chi non vede, ma assolutamente nuova per chi ascolta; al buio cadono le barriere, si perde la cognizione del tempo. E poi \u00e8 un modo per uscire dalla schiavit\u00f9 e dal condizionamento delle immagini che distraggono dalla purezza dell\u2019ascolto\u201d.<br \/>\nCi siamo incuriositi e abbiamo contattato Ivan Dalia per porgli qualche domanda e saperne di pi\u00f9 sulla sua vita, che al momento si districa tra Napoli e Berlino.<br \/>\n<strong><br \/>\nIl percorso<\/strong><br \/>\nSuono da venti anni e in questo tempo la musica \u00e8 riuscita a darmi confusione, visione nel senso artistico, disciplina, un po\u2019 di saggezza, molta vita, conoscenza, analisi, una motivazione seria per vivere, apertura, bellezza&#8230; e poi credo che potrei continuare a lungo&#8230;<br \/>\nA dire la verit\u00e0 sono stati i miei genitori a spronarmi a studiare la musica. In un primo momento non volevo, mi sembrava noioso; poi a 11 anni ho sentito una forte esigenza, \u00e8 stato come se si fosse aperto un mondo e da quel momento ho capito che avrei fatto il musicista.<br \/>\nNon ricordo bene le mie prime lezioni di piano ma ho iniziato sicuramente con la musica classica. Avevo 2 maestri, uno cieco che mi insegnava il solfeggio e un altro vedente, che mi faceva lezioni di strumento.<br \/>\nHo avuto qualche difficolt\u00e0 nel trovare dei libri di musica pi\u00f9 contemporanea. Tecnicamente ho avuto bisogno di tempo per capire come muovermi sulla tastiera; poi ho incontrato dei musicisti che mi hanno aperto diversi orizzonti ma questo non significa che oggi io sia riuscito a capire tutto, anzi. La pi\u00f9 grande difficolt\u00e0 \u00e8 nata quando ho incominciato a comporre.<br \/>\nHo cambiato diversi maestri e mi sono confrontato con differenti pianisti in modo tale da avere un\u2019ampia scelta; dopo un grande momento di crisi all\u2019et\u00e0 di 23 anni, in cui ho pensato di abbandonare il piano, ho iniziato a pensare con la mia testa e ad avere pi\u00f9 fiducia in me stesso.<br \/>\nPer quanto riguarda la composizione, il grande problema dei ciechi \u00e8 scrivere e leggere. Oggi in parte sembra risolto tramite uno strumento magnifico che si chiama computer, ma io purtroppo sono una frana con il computer e questo rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi problemi della mia vita perch\u00e9 non so usarlo e soprattutto non mi piace.<br \/>\nOggi sembra che ci siano molte possibilit\u00e0 per i ciechi per la scrittura musicale, ma un grande problema \u00e8 anche la lettura e credo che questo sia un po\u2019 pi\u00f9 difficile da raggiungere. Oggi sono alla ricerca di un assistente fisso che possa leggere e scrivere e spero di trovarlo presto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arte, l\u2019amore e altro ancora&#8230;<\/strong><br \/>\nMarina Abramovic \u0301 dice che gli amici, le persone pi\u00f9 care, devono amare la tua arte e devono sempre darti forza perch\u00e9 uno dei problemi degli artisti \u00e8 quello di avere alti e bassi, ma molto alti e molto bassi. In questo ritengo di essere stato fortunato, tranne per la questione \u201cdonne\u201d: alcune non accettano il secondo posto, forse terzo, e quindi nascono i problemi&#8230;ma quando tutto ci\u00f2 viene accettato significa che l\u2019amore verso di te e la tua arte c\u2019\u00e8 e in quel momento ti senti ancora pi\u00f9 forte.<br \/>\nQuando vado in vacanza devo sempre avere un piano e una tastiera a disposizione, e sapere che almeno ogni due giorni, massimo tre, posso stare da solo e suonare. Anni fa dovevo andare in vacanza con la mia ragazza, lei \u00e8 greca e volevamo andare a Zante per un mese. Eravamo agli inizi della nostra relazione, io dissi: \u201cNon posso venire se non c\u2019\u00e8 un piano\u201d e lei rispose: \u201cMa sei pazzo, come faccio a trovare un pianoforte?\u201d, ma alla fine ebbi la bellissima notizia che l\u2019amico che ci ospitava aveva una sala prove con tastiere, batteria, casse, mixer e a quel punto feci i biglietti ed \u00e8 stata una delle vacanze pi\u00f9 belle: mare stupendo, musica, sole, cibo e bella gente.<\/p>\n<p><strong>Comporre musica per film tra Napoli<\/strong> <strong>e Berlino<\/strong><br \/>\nNella realizzazione delle colonne sonore mi faccio guidare sicuramente dal regista che mi spiega cosa vuole, cio\u00e8 il senso, il carattere di cui ha bisogno, e a quel punto ci vuole una buona comunicazione.<br \/>\nL\u2019impatto visivo chiaramente \u00e8 molto importante nel cinema: infatti i ciechi non possono godere dell\u2019arte multimediale perch\u00e9 non vedono, ma questo nella realizzazione di una colonna sonora \u00e8 rilevante fino a un certo punto. Il tuo assistente deve spiegarti momento per momento cosa succede, i cambiamenti di camera di facce, tutto, minuto per minuto e a volte anche secondo per secondo, poi sta a te immaginare. Comunque la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 capire cosa vuole il regista.<br \/>\nLavorare tra Napoli e Berlino? Sono due citt\u00e0 completamente differenti in tutti i sensi; il pubblico \u00e8 molto diverso, Napoli poi \u00e8 la mia citt\u00e0 e quando suono l\u00ec fra il pubblico vedo l\u2019amore. Per quanto riguarda i repertori, le mie composizioni sono un po\u2019 diverse perch\u00e9, passando molto tempo al nord, il temperamento cambia e questo si sente anche nella vita e in tutto.<br \/>\nLa mia ricerca ora \u00e8 finalizzata a trovare un punto di incontro con la musica pi\u00f9 commerciale, utilizzando sonorit\u00e0 pi\u00f9 vicine al rock, alla tecno, drum and bass, con armonie jazz.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><br \/>\nIvan Dalia nasce a Capua il 3 luglio 1985. Fino all\u2019et\u00e0 di 10 anni vive e cresce a Teverola, un piccolo paese di provincia a pochi chilometri da Napoli. All\u2019et\u00e0 di otto anni inizia a maturare un forte interesse per la musica: dal momento che non ha ancora le idee chiare sullo strumento da scegliere, il padre gli regala un piccolo piano a muro e subito dopo gli trova un maestro di pianoforte.<br \/>\nA 11 anni si trasferisce a Napoli per motivi di studi e ottiene l\u2019ammissione al corso di pianoforte classico presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si appassiona, anche grazie alla sua insegnante, alla musica antica, ai primi strumenti a tastiera e partecipa a corsi di perfezionamento di clavicembalo e forte piano. All\u2019et\u00e0 di 14 anni dapprima scopre l\u2019improvvisazione, cominciando con la scala pentatonica blues, in seguito resta affascinato dal jazz, dalla musica etnica e dalla musica classica contemporanea.<br \/>\nAll\u2019et\u00e0 di 16 anni comincia a esibirsi davanti al pubblico in vari locali della scena napoletana, suonando musica etnica con musicisti italiani e stranieri. Dopo qualche anno inizia a formare i primi gruppi di musica jazz e all\u2019et\u00e0 di 20 anni si esibisce sul palco del festival Marechiaro Jazz, con il grande artista, pietra miliare della storia del jazz, Tootz Tielemans. A 22 anni vince il Primo premio al concorso internazionale per musicisti non vedenti in Russia, dove presenta anche alcune sue composizioni. All\u2019et\u00e0 di 26 anni completa gli studi di piano classico al conservatorio di Napoli con il massimo dei voti. \u00c8 in questo periodo che, per continuare la sua ricerca pianistica e compositiva, si<br \/>\ntrasferisce a Berlino dove continua a lavorare come compositore, scrivendo colonne sonore per video d\u2019arte e musiche per teatro sperimentale.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9:<br \/>\nwww.facebook.com\/daliaivan<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Emanuela Marasca \u201cAd armi pari\u201d. \u00c8 cos\u00ec che Ivan Dalia, un giovane e talentuoso pianista non vedente, ha voluto intitolare un evento realizzato circa due anni fa a Napoli. Si trattava di un concerto al buio, per ascoltare con altri occhi. 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