{"id":47,"date":"2009-11-04T17:04:25","date_gmt":"2009-11-04T17:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=47"},"modified":"2025-11-12T11:57:02","modified_gmt":"2025-11-12T10:57:02","slug":"bologna-teatro-di-diversit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=47","title":{"rendered":"4. Bologna: teatro di diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Come accennavo prima, parallelamente alla conduzione del laboratorio teatrale del Centro 21, ho iniziato un lavoro di indagine sul territorio di Bologna e provincia, finalizzato a scoprire, conoscere<!--break--> e relazionare tutte le esperienze di teatro o danza rivolte a persone in situazione di handicap, mirate all\u2019integrazione di soggetti diversamente abili e normodotati, che abbiano portato alla realizzazione di un prodotto artistico o alla costituzione di un laboratorio permanente.<br \/>\nEvitando di sondare quelle realt\u00e0 gi\u00e0 conosciute a livello nazionale ed internazionale, mi sono rivolto direttamente a tutte quelle associazioni, cooperative, organizzazioni di volontariato, che negli ultimi anni avessero svolto questo tipo di attivit\u00e0, prediligendo il fine di ricerca artistica rispetto a quello dichiaratamente terapeutico e riabilitativo.<br \/>\nHo avuto modo di fare delle conversazioni trascritte per intero con i conduttori delle esperienze artistiche, conoscendone il contesto, le motivazioni, gli obiettivi, ed il percorso intrapreso negli anni. L\u2019analisi di tutte le esperienze censite e svoltesi in un periodo compreso tra il 1993 e il 2003, davano gi\u00e0 un quadro della situazione molto preciso, che disegnava Bologna e la sua provincia come particolarmente attente e attive in quest\u2019ambito, anche grazie ad una serie di importanti convegni sul tema ed alla nascita di Festival e rassegne di teatro e danza dedicati e rivolti alle diverse abilit\u00e0. Dal 1990 al 2003, infatti, queste attivit\u00e0 hanno subito un incremento del 70%, ed il primato spetta a quelle promosse dalle Associazioni. In questi ultimi tre anni, la maggior parte di questi percorsi ha avuto una continuazione ed uno sviluppo, e sono nate altrettante nuove realt\u00e0, ribadendo l\u2019ulteriore crescita delle esperienze svolte in questo campo e l\u2019aumento di interesse nei confronti dei teatri delle diversit\u00e0. Tra i quasi 50 enti inclusi nel mio sondaggio, sono state relazionate nel alcune esperienze, condotte con handicap fisico e psichico. Tra queste vorrei citarne e approfondirne una per il teatro e una per la danza.<\/p>\n<p><strong>Compagnia Vi-Kap<\/strong><br \/>\nAssociazione Stamina<br \/>\nIl testo in corpo minore \u00e8 riportato da una conversazione con Roberto Penzo e Anna Albertarelli, conduttori del laboratorio integrato Vi-Kap.<br \/>\nNel 1997 Anna Albertarelli (insegnante di danza contact, coreografa e performer) e Roberto Penzo (psicoterapeuta di gruppo, psicologo e pedagogista), decidono di attivare un laboratorio integrato che sperimentasse le tecniche di espressione corporea ed in particolare la danza contact con disabili motori.<br \/>\nNato come progetto artistico dell\u2019Associazione culturale STAMINA, fondata da Anna Albertarelli e Catia della Muta, coreografe e performer, e finanziato dalla Regione, il laboratorio si svolge solitamente da settembre a giugno, con frequenza di una volta a settimana per una durata di tre ore, coinvolgendo un gruppo integrato composto da circa 30 persone, met\u00e0 normodotati e met\u00e0 disabili, la maggior parte affetti da handicap fisici e disturbi motori. Il lavoro esula da qualsiasi fine terapeutico-riabilitativo e fa parte di un percorso di libera ricerca artistica orientata alla produzione di spettacoli.<br \/>\nIl linguaggio espressivo utilizzato per la comunicazione corporea che si crea tra i partecipanti \u00e8 quello della danza contact.<br \/>\nIl contact \u00e8 una danza basata sul contatto fisico. Il fulcro centrale di questo tipo di danza \u00e8 che si lavora a coppia al 50% delle possibilit\u00e0 e delle potenzialit\u00e0, in maniera che nessuno dei due fa uno sforzo per muovere l\u2019altra persona, altrimenti diventerebbe una cosa di forza. Si impara a sentire tutte le parti del corpo, anche quelle che di solito non usi, perch\u00e9 muovi l\u2019altra persona con qualsiasi parte. Diventa un fortissimo bagaglio di percezione a trecentosessanta gradi che ti porti in giro ovunque [\u2026].<br \/>\nOgni incontro si apre con una fase di <em>training,<\/em> dedicata al riscaldamento muscolare, al rilassamento e al ripasso di sequenze precedentemente elaborate, si passa ad un lavoro di improvvisazione a coppie guidato dalle suggestioni che derivano dalle variazioni del ritmo, dell\u2019intensit\u00e0, della qualit\u00e0 del movimento.<br \/>\nSi parte dalla fisicit\u00e0, dal ritmo. Magari lavoriamo pi\u00f9 sulla velocit\u00e0, sullo scatto oppure sulla fluidit\u00e0, sull\u2019apertura, insomma sulla qualit\u00e0 del movimento e sull\u2019 atteggiamento del corporeo. Fare la stessa azione pensando di essere molto lunghi o di essere molto piccoli o di dover agguantare qualcosa \u00e8 molto differente, per esempio. Dopo si arriva ad una partitura. A quello che il corpo fa dai un\u2019intenzione e quindi diventi gi\u00e0 un personaggio.<br \/>\nIn pochi anni di attivit\u00e0 il gruppo ha prodotto due spettacoli, che sono stati rappresentati nel circuito nazionale ed internazionale e nell\u2019ambito di alcuni festival.<br \/>\nInoltre, i loro conduttori e fondatori sono stati invitati, in pi\u00f9 occasioni, ad intervenire in alcuni convegni, che avevano come tema la disabilit\u00e0, e si sono fatti promotori di incontri con altre realt\u00e0 straniere.<br \/>\nIl teatro della compagnia Vi-Kap \u00e8 permeato da una forte fisicit\u00e0 dell\u2019azione, dalla cenestesia,\u00a0 dalla percezione allargata a tutti gli impulsi sensoriali che i corpi si trasmettono. Un teatro dove il corpo \u00e8 padrone, nel suo creare continui contrasti e nel suo mostrarsi personaggio attraverso le proprie intenzioni.\u00a0 Nel 2000 il gruppo ha prodotto e promosso l\u2019evento performativo \u201cAngeli\u201d, rappresentato anche ai festival \u201cLavori in Pelle\u201d e \u201cAmmutinamenti\u201d a Ravenna e \u201cDanza Urbana\u201d a Bologna e la cui versione video, presentata al Festival Internazionale di video-teatro e video-danza TTV di Riccione, \u00e8 stata selezionata per il Festival di video-danza \u201cDance on screen 2000\u201d di Londra.<br \/>\nNel 2001 \u00e8 stata la volta di \u201cFallen in the Fallen\u201d, mentre \u201cIl piede dell\u2019elefante\u201d rappresenta il loro lavoro pi\u00f9 recente.<br \/>\nIl Gruppo Vi-Kap \u00e8 inoltre presente nel progetto europeo \u201cContact-art\u201d che coinvolge la compagnia LPDM di Lisbona ed il CanDoco Dance Company di Londra, e che ha portato alla realizzazione di uno spettacolo composto da tre pi\u00e9ces delle rispettive compagnie, che oltre ad essere andato in scena nell\u2019ambito del Festival dei Teatri di Vita nel 2001, \u00e8 stato rappresentato nei paesi partner del progetto.<br \/>\nOltre alle rassegne e i festival, l\u2019Associazione ha partecipato ad una serie di convegni sul tema e quest\u2019anno, grazie ad un progetto ideato da Roberto Penzo e Valentina Galvagni in collaborazione con Franca Silvestri (giornalista e studiosa di teatro), e con il sostegno di ENAIP (Ente che opera nell\u2019orientamento e nella formazione al lavoro con una particolare attenzione verso il mondo giovanile) e DAMS di Bologna,\u00a0 ha concepito e realizzato il Corso di socio-formazione professionisti dello spettacolo, con il fine di fornire le adeguate competenze tecnico-teoriche, a chi intende operare nell\u2019ambito dello spettacolo attraverso percorsi artistici in grado di favorire le fasce sociali svantaggiate. Il corso \u00e8 diviso in due parti: una teorica \u201cFormazione operatore e tutor dello spettacolo per l\u2019integrazione\u201d di 100 ore, una pratica \u201cLaboratorio integrato di espressione corporea\u201d di 200 ore.<br \/>\nQuello intrapreso da Stamina con il gruppo Vi-Kap \u00e8 un percorso che sta andando avanti con ottimi risultati e che sta avendo i suoi giusti riconoscimenti a livello artistico e sociale.<br \/>\n[\u2026] ovviamente stavo ancora tastando il terreno, insegnavo contact da pi\u00f9 di dieci anni, ma lavorare coi disabili \u00e8 tutto un altro discorso. [\u2026] ho imparato tantissimo perch\u00e9 quando ti trovi di fronte un paraplegico, e non sai da dove iniziare, devi accantonare tutto quello che hai imparato fino ad ora e ricominciare da capo, e questo per me \u00e8 stato molto stimolante. \u00c8 un rimettersi in gioco ogni volta e a me questo \u00e8 servito tantissimo anche dal punto di vista professionale.<\/p>\n<p><strong>COOPAS<\/strong><br \/>\nCercando Chi-Sciotte<em><br \/>\n<\/em>Il testo in corpo minore \u00e8 riportato da una conversazione con Ulisse Belluomini, conduttore del laboratorio integrato Cercando Chi-Sciotte.<br \/>\nDall\u2019ottobre del 1999 Ulisse Belluomini, regista e attore, conduce il laboratorio sperimentale di teatro Cercando Chi-Sciotte all\u2019interno della Coopas (Cooperativa integrata di attivit\u00e0 sociali, con sede in via Crtiera 92, Borgonuovo di Sasso Marconi &#8211; Bologna).<br \/>\nIl laboratorio \u00e8 integrato e prevede la partecipazione in uguale proporzione di normodotati e\u00a0 diversamente abili, principalmente affetti da sindrome Down, ma anche da alcuni casi di psicosi e ritardo mentale, che si incontrano per circa tre ore una volta a settimana, nel periodo che va da settembre a luglio.<br \/>\nOltre al conduttore, che si occupa anche della regia, sono presenti altri tre operatori, due in qualit\u00e0 di regista e uno di scenografo.<br \/>\nIl laboratorio vuole essere un lavoro di ricerca ed ha nell\u2019attivit\u00e0 quotidiana la sua forza, la sua capacit\u00e0 di comprensione della realt\u00e0, aspira a diventare uno stimolo, un punto di riferimento da cui procedere verso una riflessione sul significato di \u201cessere differenti oggi\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 che noi ricerchiamo, sia nella nostra idea di teatro sia nel rapporto con le persone disabili, \u00e8 la possibilit\u00e0 di cogliere forme di espressione attraverso la creativit\u00e0. L\u2019idea di Don Chisciotte \u00e8 il nostro pretesto, questa idea si \u00e8 trasformata durante il nostro viaggio nel \u201ccavaliere\u201d sempre in lotta con la realt\u00e0, non per sfuggirla ma per comprenderla e, se necessario, cambiarla.<br \/>\nPensiamo che il teatro come forma di espressione possa facilitare un percorso reale di integrazione e visibilit\u00e0 della persona nel contesto sociale, possa aiutare le persone a esprimere il proprio disagio, la voglia di giocare, di essere vivi, di lottare per una realt\u00e0 diversa.<br \/>\nQuesto gruppo ha creato un percorso comune attraverso i gesti, le parole, il gioco, la rigorosit\u00e0, la condivisione e la passione di ritrovarsi a dare spazio ai loro sogni.<br \/>\nAll\u2019interno del laboratorio si lavora molto sul corpo, a partire dai gesti quotidiani, fino ad arrivare ad indagare il rapporto tra movimento ed emozioni, e sulla voce, nonch\u00e9 sulla parola, esplorando una vasta gamma di sonorit\u00e0 differenti e di utilizzazione del linguaggio verbale.<br \/>\nNoi siamo partiti da un training, al quale ogni volta aggiungiamo delle improvvisazioni, tra le altre cose chiediamo anche a loro di condurlo. Training corporeo e vocale, per cui dentro ci sta di tutto, ci sta l\u2019uso dello spazio, le camminate, la voce, il contatto, il lento-veloce, etc. Noi abbiamo pensato che fosse importante avere una struttura chiara, di modo che loro lavorassero sulla struttura, e poi, dopo, ogni volta mettiamo un altro elemento. Ma quello che cerchiamo di fare \u00e8 lavorare sul movimento, e arrivare dal movimento all\u2019emozione, cercare di lavorare su questo, che \u00e8 poi il ponte che, per chi ha le potenzialit\u00e0, dovrebbe arrivare a costruire anche il lavoro sul personaggio.<br \/>\nSi sono verificate poche difficolt\u00e0 all\u2019interno del lavoro svolto, che viene affrontato dai partecipanti con grande professionalit\u00e0, e concepito come un luogo altro, in cui \u00e8 possibile esprimersi con una qualit\u00e0 differente da quella quotidiana. \u00c8 stato compiuto inizialmente questo scarto dal quotidiano che ha permesso di operare nel territorio dell\u2019 extraquotidianit\u00e0.<br \/>\nQuello che chiediamo a loro e a noi \u00e8 un forte rigore dello stare dentro al lavoro. Soprattutto all\u2019inizio, quando si lavorava con tutta una serie di gesti, che fan parte del nostro quotidiano, e noi su questo abbiamo cercato di essere rigorosi, proprio per dare l\u2019idea che, dentro quel lavoro, si potevano fare alcune cose e non altre, perch\u00e9 andavano ad impicciare il senso di quello che si faceva. Sono tutte quelle cose che ognuno di noi fa senza accorgersene. Per trovare un po\u2019 un altro da s\u00e9 in quello spazio. E per trovare anche una sorta di rigore perch\u00e9, visto che noi lavoriamo con persone disabili, queste persone hanno un vissuto particolare, un po\u2019 assistenziale, c\u2019\u00e8 bisogno di rompere questo immaginario [\u2026].<br \/>\nNoi lavoriamo sempre tutti insieme, non c\u2019\u00e8 chi sta fuori; si, c\u2019\u00e8 chi conduce, ma il lavoro \u00e8 comune. In queste occasioni noi lavoriamo molto dal punto di vista vocale-corporeo. Lavoriamo spesso anche in improvvisazioni, e in queste occasioni davanti al pubblico, senza portare tutta la struttura di un lavoro teatrale, che diventa complesso, perch\u00e9 necessita di degli spazi che \u00e8 difficile trovare.<br \/>\nDurante questi anni di attivit\u00e0 sono stati presentati spettacoli, tra cui \u201cVoci scordate\u201d nel 2003, studi e dimostrazioni di lavoro. Il gruppo ha inoltre partecipato a Festival quali Superabili Celebration\u201d e \u201cTIS Festival\u201d di Bologna \u00a0e Convegni dedicati al tema del teatro handicap (\u201cI Teatri delle diversit\u00e0 e l\u2019integrazione\u201d nel 2000, \u201cI Teatri delle diversit\u00e0\u201d nel 2001, convegno internazionale di studio di Cartoceto (PU), \u201cTeatri delle diversit\u00e0\u201d nel 2002, presso il Teatro polivalente occupato di Bologna) e alla trasmissione televisiva \u201cDifferenti attivit\u00e0\u201d, andata in onda su RAI 3.<br \/>\nAttualmente ha collaborato con l\u2019associazione francese <em>Arc en ciel <\/em>di Marsiglia, attraverso uno scambio di una settimana, durante la quale il gruppo di Cercando Chi-Sciotteha avuto la possibilit\u00e0 di conoscere e relazionarsi all\u2019esperienza di un altro gruppo teatrale composto da persone disabili.<br \/>\nGli obiettivi del laboratorio non sono per\u00f2 quelli relativi alla produzione di spettacoli, ma sono indirizzati alla ricerca e ai risultati finali.<br \/>\nCerto il laboratorio \u00e8 anche finalizzato a presentare un lavoro aperto al pubblico ma non \u00e8 l\u2019obiettivo principale. La finalit\u00e0 \u00e8 il processo di ogni incontro. Lo spettacolo diventa un occasione di confronto col pubblico [\u2026].<br \/>\nAbbiamo iniziato non con un testo scritto, ma cercando di far s\u00ec che ciascuno potesse esprimersi attraverso le proprie emozioni, i propri sogni, i propri desideri e i propri gesti. Siamo partiti inizialmente da un training, una sorta di riscaldamento corporeo e vocale, e abbiamo preso da l\u00ec dei gesti e delle improvvisazioni per costruire tutti insieme questo studio.<br \/>\nLo spettacolo \u00e8 tenuto in vita da un ritmo travolgente che si materializza nel corpo e nella voce degli attori, i quali dimostrano di possedere un\u2019ottima conoscenza dei loro mezzi espressivi e dell\u2019uso che possono farne sulla scena. Ogni movimento ha la sua origine in un semplice gesto, che traspare appena sotto la qualit\u00e0 di un movimento limpido e seducente, educato ad esprimere le proprie emozioni e a colorarsi delle pi\u00f9 svariate sfumature di significato. La voce \u00e8 controllata e mostra un sapiente utilizzo di sonorit\u00e0 diverse, che contribuiscono ad arricchire i materiali testuali dello spettacolo, emersi dagli stessi partecipanti. Sorprendente \u00e8 anche l\u2019utilizzo dello spazio, soprattutto nelle scene in cui il movimento degli attori diventa una sorta di danza collettiva, e del materiale scenico, delle tende trasparenti appese a campana dalle quali entrano ed escono i partecipanti, giocando con la trasparenza ed il movimento stesso del tessuto.<br \/>\nQuella del laboratorio Cercando Chi-Sciotte \u00e8 un esperienza professionale e umana molto intensa in continuo sviluppo grazie soprattutto all\u2019intenzione di presentare il proprio operato in pi\u00f9 ambiti possibili ed alla collaborazione con altre realt\u00e0 nazionali ed internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come accennavo prima, parallelamente alla conduzione del laboratorio teatrale del Centro 21, ho iniziato un lavoro di  indagine sul territorio di Bologna e provincia, finalizzato a scoprire,  conoscere<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3599],"edizioni":[48],"autori":[291],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3702],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5200,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47\/revisions\/5200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=47"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=47"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=47"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=47"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=47"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=47"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}