{"id":471,"date":"2009-11-04T17:06:26","date_gmt":"2009-11-04T17:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=471"},"modified":"2026-03-25T11:04:25","modified_gmt":"2026-03-25T10:04:25","slug":"nuove-sensazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=471","title":{"rendered":"1. Nuove sensazioni"},"content":{"rendered":"<p>di Viviana Bussadori<\/p>\n<p>R. V., due sole lettere, una sigla per indicare un ambito tecnologico vastissimo; \u00e8 la realt\u00e0 virtuale, \u00e8 il nuovo &#8220;media&#8221;, \u00e8 la nuova frontiera della conoscenza e della comunicazione. \u00c8, sicuramente per i profani, qualcosa dai contorni indefinibili, basti pensare alla quantit\u00e0 di applicazioni in cui viene sperimentata: architettura, intrattenimento, medicina, marketing, addestramento, solo per citare i pi\u00f9 conosciuti.<br \/>\n<!--break-->Poi, accanto al progresso tecnologico, ci sono (ci saranno) i risvolti che la realt\u00e0 virtuale determiner\u00e0 rispetto ai nostri rapporti, alla nostra percezione del mondo&#8230;<br \/>\nMa come possiamo definire la realt\u00e0 virtuale?<br \/>\n&#8220;\u00c8 un ambiente &#8211; spiega Luigi Taruffi, vice-presidente della Societ\u00e0 Italiana Realt\u00e0 Virtuale &#8211; che pu\u00f2 essere simulato o lontano e in cui ci si immerge sensorialmente. Nel primo caso si tratta di un ambiente creato artificialmente, nel secondo di un ambiente vero. La persona interagisce con questo ambiente, vi si sposta e pu\u00f2 persino modificarlo)&#8221;. &#8220;Per certi versi &#8211; spiega invece Ferdinand Vandamme del BIKIT (Babbage Institute for Knowledge and Information Tecnologies di Ghent in Belgio) &#8211; la realt\u00e0 virtuale assomiglia a qualcosa che pu\u00f2 essere equiparato ad un film; anche in questo caso infatti si tratta di una realt\u00e0 filtrata dalla nostra mente, l&#8217;uomo deve utilizzare la sua fantasia per crearsi una illusione della realt\u00e0&#8221;.<br \/>\nNiente di nuovo dunque? In un certo senso \u00e8 proprio cos\u00ec visto che la realt\u00e0 virtuale utilizza tecnologie gi\u00e0 esistenti da tempo (dai computer ai monitor). In particolare &#8211; spiega Francesco Antinucci dell&#8217;Istituto di Psicologia del CNR di Roma &#8211; si tratta &#8220;&#8230; dell&#8217;ultimo stadio di uno sviluppo continuo lungo due direttrici alla base di tutta l&#8217;evoluzione recente della tecnologia informatica: da un lato l&#8217;incorporazione dei mezzi visivi a livelli sempre pi\u00f9 realistici (visione percettivamente reale), dall&#8217;altro, l&#8217;interattivit\u00e0 sempre pi\u00f9 spinta verso livelli naturalistici (azione motoria diretta&#8221;.<br \/>\nII risultato \u00e8 dunque una estensione dei nostri sensi che ci con sente ad esempio di esplorare ambienti lontani, irraggiungibili (pensiamo ai fondali oceanici) o semplicemente a noi reclusi perch\u00e9 non in grado di muoverci agevolmente. Stiamo parlando della telepresenza, ovvero della possibilit\u00e0 di entrare in contatto con situazioni realmente esistenti senza spostarci ad esempio dalla nostra abitazione. Quindi uno strumento indispensabile per effettuare ricerche, esplorazioni e addestramenti in situazioni pericolose eliminando ogni rischio. La realt\u00e0 virtuale inoltre sta trovando molteplici applicazioni rispetto ad esempio alla riabilitazione e alla formazione delle persone disabili. In quest&#8217;ultimo settore in particolare &#8211; spiega Vandamme &#8211; \u00e8 possibile fare sperimentare agli handicappati strumenti che ne agevolano il lavoro, macchine e ausili che sarebbe molto costose acquistare senza poi avere la certezza che si adattano perfettamente alle loro esigenze. Inoltre per un disabile \u00e8 possibile imparare ad esempio ad usare una carrozzina in tutte le situazioni tipo in cui in seguito pu\u00f2 venirsi a trovare, senza per\u00f2 correre rischi circa la sua incolumit\u00e0&#8221;. Dal punto di vista tecnologico quindi siamo di fronte ad un notevole progresso, alla possibilit\u00e0 di ampliare enormemente le nostre conoscenze, di avventurarci in mondi altrimenti irraggiungibili. Ma, come sempre accade, ogni scoperta oltre alle conseguenze tecnologiche appunto, determina anche delle modificazioni ad un differente livello: quello del nostro modo di vivere, di comunicare con gli altri, di relazionarci al mondo. Quali i cambiamenti con cui dovremo confrontarci in un futuro che, alla luce della rapidit\u00e0 con cui la realt\u00e0 virtuale si perfeziona, non sar\u00e0 nemmeno troppo lontano? Non c&#8217;\u00e8 il rischio che la realt\u00e0 virtuale, intesa come ambienti e situazioni che il soggetto pu\u00f2 scegliere e modificare, finisca per rappresentare una scappatoia di fronte alla realt\u00e0 vera che invece, innegabilmente, \u00e8 spesso dura e difficile da affrontare?<br \/>\nPer la cultura occidentale &#8211; risponde Ferdinand Vandamme &#8211; la sfida pi\u00f9 forte \u00e8 come assicurare che il mondo delle immagini non venga utilizzato solo per ipnotizzare ma anche per pensare; quindi occorre fare s\u00ec che la realt\u00e0 virtuale diventi un beneficio in pi\u00f9. Comunque siamo consapevoli che si tratta anche di un pericolo in quanto aumenta la capacit\u00e0 ipnotica delle immagini e in quanto pu\u00f2 determinare anche maggiore solitudine nell&#8217;uomo. Per\u00f2 &#8211; spiega Vandamme &#8211; siamo di fronte ad un passo simile a quello gi\u00e0 verificatosi nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 quando dalla comunicazione orale si pass\u00f2 alla comunicazione scritta, un fatto questo che ha determinato maggiore arricchimento culturale e al tempo stesso minori contatti tra le persone e quindi maggiore solitudine.<br \/>\nIndubbiamente pi\u00f9 drastica la risposta di Luigi Taruffi: &#8220;\u00c8 un falso &#8211; sostiene &#8211; affermare che la tecnologia modifichi le situazioni sociali; tutto dipende da come gli strumenti vengono utilizzati. Relativamente alla realt\u00e0 virtuale occorre pensare all&#8217;impatto sociale, all&#8217;impatto sulle persone e sul loro modo di lavorare, mentre si stanno facendo e sperimentando le diverse applicazioni&#8221;.<br \/>\nD&#8217;accordo. Ma i rapporti interpersonali? Il sesso virtuale? L&#8217;eventuale fuga dalla realt\u00e0?<br \/>\n&#8220;Per me &#8211; spiega Taruffi &#8211; l&#8217;elemento essenziale \u00e8 la qualit\u00e0 della comunicazione che a sua volta dipende dal contenuto dell&#8217;informazione; \u00e8 questa la parte qualificante dei rapporti al punto che vedere per la prima volta una persona con la quale ho avuto diverse decine di rapporti telefonici non determina nessuna modificazione. Il sesso virtuale invece \u00e8 qualcosa che suscita tanto interesse ma che \u00e8 poi destinato a spegnersi nel giro di poco tempo, come del resto \u00e8 gi\u00e0 accaduto negli Stati Uniti. Ritengo per\u00f2 &#8211; afferma Taruffi &#8211; che per le persone che vivono in maniera problematica la sessualit\u00e0, intesa come possibilit\u00e0 di accedere a questa realt\u00e0, sia meglio la realt\u00e0 virtuale piuttosto che niente&#8221;.<br \/>\nL&#8217;impressione, dopo questo breve excursus nella realt\u00e0 virtuale, \u00e8 che possano delinearsi due fronti, una rivisitazione degli apocalittici e integrati descritti da Umberto Eco. &#8220;La realt\u00e0 virtuale &#8211; afferma Luigi Taruffi &#8211; \u00e8 sicuramente controllante ma, a mio parere, \u00e8 anche poco controllabile nella misura in cui \u00e8 in mano a individui che pensano mondi virtuali utilizzando la loro creativit\u00e0&#8221;. Comunque, come \u00e8 giusto che sia, la ricerca va avanti. Non possiamo non sfruttare la realt\u00e0 virtuale &#8211; sostiene Vandamme &#8211; perch\u00e9 altrimenti l&#8217;Europa sarebbe ben presto una colonia del sud est asiatico&#8221;. Che si tratti di un fatto scientifico, politico, economico o qualcos&#8217;altro ancora poco importa. E chiss\u00e0, forse tra pochi anni queste macchine fantastiche saranno diventate un bene di consumo, come la tv, come il computer o il cellulare; oggi comunque il costo va dai 20 milioni in su.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>R. V., due sole lettere, una sigla per indicare un ambito tecnologico vastissimo; \u00e8 la realt\u00e0 virtuale, \u00e8 il nuovo &#8220;media&#8221;, \u00e8 la nuova frontiera della conoscenza e della comunicazione. 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