{"id":490,"date":"2009-11-04T17:06:31","date_gmt":"2009-11-04T17:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=490"},"modified":"2026-03-20T13:03:10","modified_gmt":"2026-03-20T12:03:10","slug":"il-villaggio-globale-dei-volontari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=490","title":{"rendered":"4. Il villaggio globale dei volontari"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandro Marescotti<\/p>\n<p>\u00c8 opinione diffusa che la telematica stia vivendo una piccola rivoluzione. Da una prevalente &#8220;utenza degli esperti&#8221; si sta passando via via ad una prevalente &#8220;utenza degli inesperti&#8221;. In questo quadro avanza quella societ\u00e0 civile impegnata nel campo del volontariato e dell&#8217;informazione sociale. Perch\u00e9? Non \u00e8 difficile intuirlo: la telematica offre un&#8217;inedita capacit\u00e0 di socializzazione dei messaggi e di coordinamento delle iniziative.<br \/>\n<!--break-->Il mondo del volontariato \u00e8 una sorta di &#8220;arcipelago&#8221; fatto di tante isole autogestite. Ed \u00e8 avvertita la mancanza di un sistema informativo comune. Infatti per molti mass media il mondo del volontariato &#8220;non fa notizia&#8221; e dunque non se ne d\u00e0 informazione o se ne d\u00e0 pochissima. La telematica appare quindi un &#8220;medium alternativo&#8221;, un mezzo che pu\u00f2 raggiungere un target civico &#8220;speciale&#8221;, costituito da attivisti, insegnanti, tecnici, operatori dell&#8217;informazione. Le BBS (le cosiddette &#8220;bacheche elettroniche&#8221;), con i loro sistemi di &#8220;computer conference&#8221;, costituiscono una risposta telematica gi\u00e0 disponibile e tutto sommato economica.<\/p>\n<p><strong>Dal fax al modem<br \/>\n<\/strong>Il disagio di non riuscire a comunicare tramite giornali e tv, sta spingendo il mondo del volontariato ad un &#8220;fai da te&#8221; della comunicazione: dall&#8217;uso massiccio dell&#8217;editoria da tavolo per realizzare bollettini al &#8220;bombardamento&#8221; via fax per gli annunci urgenti. Ma il fax \u00e8 una risposta adeguata? Molti lo dubitano. Il fax \u00e8 un mezzo della comunicazione uno-a-uno: lo riceve solo una persona per volta ed il costo \u00e8 sostenuto da chi invia.<br \/>\nNella telematica il sistema della computer conference \u00e8 invece un mezzo della comunicazione molti-a-molti ed i costi sono ripartiti fra chi invia e chi riceve. Un messaggio pu\u00f2 essere letto da decine, centinaia, migliaia di persone. Per chi \u00e8 abituato alla &#8220;democrazia assembleare&#8221; (ed \u00e8 il caso di molte associazioni di volontariato) la differenza balza agli occhi subito e c&#8217;\u00e8 anche chi vede nelle tecnologie telematiche le opportunit\u00e0 di un &#8217;68 elettronico.<br \/>\nUn rapido confronto sui costi della comunicazione via fax e via modem rivela anche qui la differenza: un messaggio telematico pu\u00f2 costare 200 lire e pu\u00f2 essere letto da 200 persone (una lira a testa) mentre 200 fax possono costare mille lire l&#8217;uno e quindi 200 mila lire in tutto.<br \/>\nInoltre stiamo assistendo ad un crollo dei prezzi dei modem: con meno di 300 mila lire si pu\u00f2 portare a casa un modem a 14.400 bit al secondo con funzione di fax ultrarapido. Tre anni fa i costi erano dieci volte superiori. Se a ci\u00f2 sommiamo il fatto che ormai quasi in ogni citt\u00e0 c&#8217;\u00e8 una BBS (Bulletin Board System) a cui potersi collegare in tariffa telefonica urbana, il quadro \u00e8 completo. Per le associazioni di volontariato pi\u00f9 attente e attrezzate tutto ci\u00f2 appare una straordinaria opportunit\u00e0. Per chi oggi controlla i media tutto ci\u00f2 appare un&#8217;insidiosa minaccia. Punti di vista.<\/p>\n<p><strong>Le bacheche elettroniche delle associazioni<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 azzardato prevedere che da qui a poco alle bacheche murali delle associazioni di volontariato si affiancheranno sempre pi\u00f9 le bacheche elettroniche: le BBS. Quello che sta avvenendo \u00e8 qualcosa di ben pi\u00f9 profondo rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 derivato dall&#8217;introduzione dell&#8217;editoria da tavolo e dei database all&#8217;interno delle associazioni. Sta cio\u00e8 mutando il profilo comunicativo del volontariato, la rete di rapporti fra centro e periferia.<br \/>\nSi diffondono realt\u00e0 di coordinamento in sperduti paesi della provincia mentre prima Roma o Milano costituivano il fulcro di tutto.<br \/>\nPeaceLink \u00e8 ad esempio una rete telematica nata a Taranto e le BBS centrale sta l\u00ec. Con le reti telematiche, mutando la nozione di centro e di periferia, cambia la percezione stessa delle iniziative e della loro portata: se l&#8217;attivismo per alcuni gruppi si limitava al quartiere, ora diventano possibili rapporti globali con quartieri di altre citt\u00e0, confronti di esperienze, scambi di solidariet\u00e0 e risorse, collegamenti nazionali e internazionali prima impensati o improponibili.<\/p>\n<p><strong>Telematica calda<br \/>\n<\/strong>Il villaggio globale vive in questo momento l&#8217;esplorazione di una nuova opzione etica: quella dell&#8217;impegno per gli altri come conferimento di nuovi significati alla propria vita. La telematica sperimenta il passaggio dalla categoria dei media &#8220;freddi&#8221; a quella dei media &#8220;caldi&#8221;, vissuti con partecipazione e trasporto umano.<br \/>\nDiverse realt\u00e0 ispirate a questa opzione etica hanno scelto di creare un circuito telematico comune; \u00e8 spettato alla rete telematica PeaceLink dare voce a questo fermento in un recente convegno dal titolo &#8220;La telematica dei cittadini, le idee per un volontariato dell&#8217;informazione, le azioni per una societ\u00e0 solidale&#8221;.<br \/>\nE&#8217; stato infatti il primo convegno del genere in Italia e ad aderire e animare il dibattito c&#8217;erano giornalisti di settimanali noti (Avvenimenti, Il Salvagente), mensili antimafia (I Siciliani, fondato da Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia), giornali allo stato nascente e telematizzati (Sottovoce, Barbecue), realt\u00e0 note dell&#8217;informazione eco-pacifista (Azione Nonviolenta, Guerre &amp; Pace, Il Giornale della Natura, Qualevita), gruppi &#8220;storici&#8221; di impegno religioso (Pax Christi, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Centro Interconfessionale per la Pace), reti telematiche (Italia Online, MC-Link), parlamentari, movimenti per i diritti telematici (ALCEI, Associazione per la Libert\u00e0 nella Comunicazione Elettronica Interattiva), centri di ricerca e documentazione (osservatori per la riconversione dell&#8217;industria militare), ed ancora obiettori di coscienza, disabili, volontari per il Terzo Mondo e altre realt\u00e0 ancora del poliedrico universo del volontariato e dell&#8217;impegno civile.<br \/>\nNell&#8217;appello che apriva il convegno si leggeva: &#8220;Quest&#8217;uso alternativo ed indipendente della telematica rappresenta una realt\u00e0 nel panorama fortemente concentrato dei mezzi d&#8217;informazione. La &#8220;telematica dei cittadini&#8221;, gestita &#8220;dal basso&#8221;, d\u00e0 sicuramente fastidio, come ogni cosa indipendente e libera. Questa telematica \u00e8 e sar\u00e0 nel mirino di chi vorrebbe fermarla, toglierle voce, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi scusa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Diritti telematici: conto alla rovescia?<br \/>\n<\/strong>A conferma di tali preoccupazioni al convegno si \u00e8 diffusa l&#8217;indiscrezione (avvalorata da un&#8217;intervista apparsa sulla stampa specializzata) secondo cui alcuni &#8220;tecnici governativi&#8221; starebbero approntando un provvedimento ad hoc per le reti telematiche in cui si attribuirebbe ai SysOp (i system operator che gestiscono le banche dati telematiche) la responsabilit\u00e0 penale e civile dei messaggi degli utenti.<br \/>\nSe ci\u00f2 dovesse concretizzarsi saremmo di fronte ad un deliberato sovraccarico di responsabilit\u00e0 dei SysOp (quanti chiuderanno la propria BBS?) e ad una manovra di controllo (se non di vero e proprio soffocamento) della telematica sociale a tutto vantaggio della sola telematica commerciale. Ma \u00e8 realistico questo ipotetico &#8220;contenimento&#8221; della telematica libera?<br \/>\nFa riflettere ci\u00f2 che ha scritto il giornalista americano Howard Rheingold: &#8220;Le bacheche elettroniche crescono dal basso, si propagano spontaneamente e sono difficili da sradicare: tutte le interreti ad alta velocit\u00e0 finanziate dai governi del mondo potrebbero sparire domani e le comunit\u00e0 delle bacheche elettroniche continuerebbero a crescere rigogliosamente&#8221;.<br \/>\nSe negli Usa la telematica sociale sembra ormai avere una forza non pi\u00f9 contenibile, qui da noi l'&#8221;altra Italia&#8221; &#8211; quella che lotta contro la mafia, il razzismo e la violenza, quella dei cittadini elettronici, quella dei SysOp libertari &#8211; sar\u00e0 disposta a lasciarsi sfuggire di mano il modem e i propri diritti telematici?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; opinione diffusa che la telematica stia vivendo una piccola rivoluzione. 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