{"id":498,"date":"2009-11-04T17:06:33","date_gmt":"2009-11-04T17:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=498"},"modified":"2026-03-20T12:13:02","modified_gmt":"2026-03-20T11:13:02","slug":"super-normali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=498","title":{"rendered":"1. Super normali"},"content":{"rendered":"<p>di Enrico Fornaroli<\/p>\n<p>Prima arriv\u00f2 Superman, l&#8217;uomo d&#8217;acciaio, mito contemporaneo della societ\u00e0 di massa. Eroe su cui si proiettavano le aspirazioni e i desideri inconsci di un&#8217;intera comunit\u00e0. Poi venne l&#8217;Uomo Ragno e tutti i supereroi con superproblemi, immagini di una societ\u00e0 in forte trasformazione dove l&#8217;essere e l&#8217;apparire rimetteva in gioco il concetto stesso di identit\u00e0 individuale e collettiva. Infine, grazie alla spinta creativa dello scrittore Chris Claremont, una nuova genia di eroi conquist\u00f2 la scena dell&#8217;universo Marvel: i Mutanti. Non pi\u00f9 supereroi mutati a causa di un evento catastrofico esterno, ma individui corredati geneticamente con un \u201cfattore X&#8221;, in grado di dotarli si poteri meravigliosi. Facolt\u00e0 paranormali, telecinesi, capacit\u00e0 di trasformare e simulare ogni tipo di materia, fattori rigeneranti, un insieme di poteri che poneva i Mutanti al vertice di un nuovo gradino evolutivo, l&#8217;Homo Superior. Eroi in eterno conflitto con un&#8217;umanit\u00e0 che li vive come una minaccia. Metafora di un mondo \u201cnormale&#8221; incapace di accettare la diversit\u00e0 e di convivere con essa.<!--break--><\/p>\n<p>Molti ricorderanno il finale del film &#8220;L&#8217;invasione degli ultracorpi&#8221; quando Kevin Mc Carthy, nella parte del medico Miles Bennel, dopo essere fuggito anche dalla propria fidanzata, orinai trasformatasi nel suo doppio alieno, giunge sull&#8217;autostrada in tempo per accorgersi con orrore che l&#8217;invasione ha superato i confini della piccola Santa Mira e sta dilagando in tutta la California. Nella versione definitiva, la produzione impose un prologo e un epilogo che forniva un rassicurante happy end, mentre nelle intenzioni di Don Siegel il film doveva terminare con Mc Carthy che puntava il dito verso lo spettatore pronunciando l&#8217;agghiacciante, quanto disperata, frase &#8220;You&#8217;re next&#8221; (&#8220;Tu sei il prossimo&#8221;), emblema di una fobia che negli anni Cinquanta forn\u00ec molti spunti di fiction: il timore per l&#8217;alieno invasore, per l&#8217;altro diverso da s\u00e9 comunque vissuto come un&#8217;entit\u00e0 esterna (spesso simbolicamente ricondotta al pericolo comunista) che minaccia la &#8220;comunit\u00e0&#8221; e l&#8217;ordine costituito e, per estensione, la &#8220;civilt\u00e0&#8221;. \u00c8 il caso di pellicole come &#8220;Il giorno dei trifidi&#8221;, &#8220;Ultimatum alla terra&#8221;, &#8220;La guerra dei mondi&#8221;.<br \/>\nInvasioni, queste, in cui l&#8217;alieno\/nemico mantiene comunque una riconoscibilit\u00e0 assai elevata. Basti pensare all&#8217;altro capostipite di questa fantascienza postbellica, &#8220;La cosa da un altro mondo&#8221; di Niby e Hawks, in cui la minaccia \u00e8 costituita da un&#8217;entit\u00e0 vegetale che si nutre di sangue ma che mantiene un aspetto umanoide. E&#8217; in questo rapporto tra minaccia esterna e identificazione della medesima, e quindi dell&#8217;invasore, che il film di Siegel riveste un ruolo di grande anticipazione. Gli extraterrestri che invadono Santa Mira si sostituiscono, duplicandoli letteralmente, agli abitanti della cittadina californiana. Sono mostri che hanno perso ogni connotazione di diversit\u00e0 dagli umani e quindi ogni palese riconoscibilit\u00e0 morfologica. I mostri sono tra noi ma non siamo in grado di definirli e quindi di nominarli: questa la reale minaccia: l&#8217;invasione procede silenziosa dalle cantine di casa nostra!<br \/>\nMa se &#8220;L&#8217;invasione degli ultracorpi&#8221; rappresenta il frutto di una fobia collettiva, espressione di una cultura permeata dalla Guerra Fredda, il suo valore emblematico pu\u00f2 risultare utile a capire il vero tema di questa analisi, ovvero l&#8217;esplosione, nel panorama fumettistico americano, del fenomeno mutante. Una vera e propria &#8220;invasione&#8221; che ha costituito, negli anni Ottanta, una delle ridefinizioni pi\u00f9 interessanti e nuove del fumetto supereroistico. \u00c8 in questo decennio che si assiste al proliferare di supereroi mutanti che non solo affiancano i pi\u00f9 tradizionali Uomo Ragno, Capitan America, Devil ecc., ma che progressivamente riscuotono i favori del pubblico e determinano una vera rivoluzione tematica e narrativa. Tutto ha inizio con la creazione del primo gruppo degli X-Men da parte del telepate professor Charles Xavier, conosciuto anche come professor X, che insegn\u00f2 loro a sviluppare e controllare i poteri mutanti di cui erano in possesso finalizzandone l&#8217;uso a una convivenza pacifica con il genere umano. Di questo primo team facevano parte Ciclope, Marvel Girl, Angelo, la Bestia e l&#8217;Uomo Ghiaccio, ma ben presto si aggiunsero nuovi arrivi, per esempio Havok, mentre personaggi come la Bestia intrapresero un&#8217;attivit\u00e0 solitaria. Ma la &#8220;saga mutante&#8221; era solo agli albori, e ci\u00f2 che era iniziato come l&#8217;ennesima piccola variante dell&#8217;universo Marvel si trasform\u00f2 in un fenomeno narrativo di notevoli dimensioni. Infatti, la misteriosa scomparsa degli X-Men, da cui si salvarono solamente Ciclope e Marvel Girl, divenne il pretesto per creare un nuovo gruppo. Nacquero cos\u00ec i nuovi X-Men: Wolverine, Colosso, Nightcrawler, Tempesta, Thunderbird e Banshee, pi\u00f9 naturalmente Ciclope e Marvel Girl. Sono gli anni segnati dalla prolifica inventiva di Chris Claremont, gli anni della vera svolta mutante, a cui far\u00e0 seguito una sempre maggiore crescita dei personaggi dall&#8217;inconfondibile Fattore X. Nasceranno cos\u00ec I Nuovi Mutanti, giovanissimi pupilli di Xavier addestrati per sostituire gli X-Men creduti morti; faranno la loro comparsa Kitty Pryde, Longshot, Dazzler, Rogue, Psylocke, si costituir\u00e0 il britannico gruppo mutante di Excalibur, fino alla ricomposizione degli X-Men originari che con il nome di X-Factor aggiungeranno un nuovo capitolo a questa monumentale soap opera che ha avuto, tra l&#8217;altro, con DP7 (un gruppo di fuggiaschi paranormali), un prolungamento anche nel Nuovo Universo Marvel.<br \/>\nMa procediamo con ordine, cercando di definire le caratteristiche del supereroe mutante. L&#8217;elemento fondamentale che lo contraddistingue \u00e8 possedere nel patrimonio genetico il Fattore X, che costituisce la fonte primaria dei suoi superpoteri. Un potere che \u00e8 totalmente interno al personaggio, gi\u00e0 presente nella sua struttura e che inizia a manifestarsi con il passare del tempo. Ecco la prima distinzione che rende i mutanti sostanzialmente diversi dagli altri supereroi che potremmo definire &#8220;mutati&#8221; da qualche accadimento o fattore esterno: un esperimento di laboratorio (L&#8217;Uomo Ragno e Capitan America), l&#8217;assorbimento di radiazioni nucleari (I Fantastici Quattro e Hulk) oppure l&#8217;appartenenza a un universo mitologico o alieno, e quindi &#8220;esterno&#8221; per definizione alla sfera umana (Thor, Namor the Sub-Mariner, Capitan Marvel e Silver Surfer). Cos\u00ec il Fattore X diventa l&#8217;indicatore di una metamorfosi, di una trasformazione che \u00e8 in atto, non pi\u00f9 quindi il superpotere come testimonianza di un incidente accaduto, ma percepito come marca di un mutamento verso qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 umano e che sar\u00e0 superumano (non a caso in alcuni episodi i mutanti vengono definiti &#8220;Homo Superior&#8221;, un nuovo gradino nell&#8217;evoluzione della specie).<br \/>\nMa il fattore mutageno non risulta l&#8217;unica caratteristica di questi supereroi. Alcuni di essi affiancano alle tradizionali doti atletiche e all&#8217;ormai &#8220;normale&#8221; capacit\u00e0 di volare (attitudine questa che non necessita pi\u00f9 di giustificazioni), la conoscenza di arti magiche, facolt\u00e0 divinatorie, poteri telepatici e telecinetici. E&#8217; il caso di Scarlet Witch e Magik: la prima, come suggerisce lo stesso nome, \u00e8 una strega, mentre la seconda \u00e8 la regina del Limbo e possiede la capacit\u00e0 di controllare le creature delle tenebre; di Capitan Bretagna, leader di Excalibur che deve la manifestazione dei suoi poteri all&#8217;intervento del Mago Merlino e di sua figlia, la Dea dei Cieli del Nord (chiaro riferimento alla mitologia di Art\u00f9 e dei Cavalieri della Tavola Rotonda); o di Nightcrawler che non solo ha grandi capacit\u00e0 funamboliche, ma pu\u00f2 &#8220;teleportarsi&#8221; da un luogo all&#8217;altro.<br \/>\nLe facolt\u00e0 telepatiche sono variamente distribuite, ma con equit\u00e0, in modo che un telepate possa sempre far parte dei vari gruppi, quasi a voler sottolineare una necessit\u00e0 di comunicazione extrasensoriale. Cos\u00ec abbiamo il Professor Xavier, fondatore degli X-Men oltre che tutore de I Nuovi Mutanti, Marvel Girl, e poi Fenice del gruppo Excalibur.<br \/>\nUn&#8217;altra particolarit\u00e0 che serve a definire l&#8217;universo mutante \u00e8 la dimensione di gruppo che contraddistingue questi supereroi. Ovviamente possiamo ritrovare i vari personaggi protagonisti di avventure individuali, ma la loro esistenza \u00e8 fondamentalmente collettiva, a differenza di altri famosi superteam, come I Vendicatori o I Difensori, i cui aderenti preesistono alla formazione occasionale del gruppo. E ci\u00f2 non \u00e8 casuale, poich\u00e9 la figura del Professor Xavier e della sua Scuola per Giovani Dotati \u00e8 centrale all&#8217;epopea di questi eroi: un rifugio e una palestra di vita per questi singolari handicappati che scoprono la loro diversit\u00e0 congenita e cercano di controllare, con fini naturalmente etici, i loro straordinari poteri. (3) Poteri &#8220;mutanti&#8221; la cui peculiarit\u00e0 \u00e8 di rilevante importanza. Un elemento li definisce e li accomuna: la propriet\u00e0 di trasformazione. Riferita sia al mutamento di stato dei personaggi che trasformano la loro condizione di normalit\u00e0 in quella di eroi &#8220;mutati&#8221; &#8211; Colosso muta letteralmente la pelle in acciaio, Wolfsbane subisce una metamorfosi da umano in licantropo, Iceman trasforma la propria struttura molecolare in ghiaccio, Magma si infiamma acquistando le caratteristiche della lava &#8211; sia alla capacit\u00e0 che questi poteri hanno di intervenire sulla struttura della stessa materia. \u00c8 il caso di Kitty Pryde, in grado di alterare la densit\u00e0 del suo corpo fino a rendersi intangibile come l&#8217;aria oppure dura come il diamante, nonch\u00e9 di Meggan che camaleonticamente pu\u00f2 acquisire le caratteristiche di chi la circonda.<br \/>\nSiamo cos\u00ec arrivati al punto centrale che ci riporta alla metafora degli &#8220;ultracorpi&#8221; di Don Siegel. I mutanti dell&#8217;universo Marvel rappresentano l&#8217;emblema di una diversit\u00e0 che non trova una facile integrazione in un mondo di &#8220;normali&#8221; che spesso li rifiuta o li vive come una minaccia, nonostante il loro dichiarato schierarsi dalla parte del Bene. Sono supereroi che soffrono a causa dei propri poteri, spesso devastanti, e che vivono in modo conflittuale il loro essere in apparenza normali ma in realt\u00e0 mutanti, tappe di un&#8217;evoluzione verso qualcosa di ignoto. Da qui l&#8217;esigenza di mimetizzarsi, di rendersi indefiniti e irriconoscibili alla societ\u00e0. Non \u00e8 un caso che gli X-Men preferiscano farsi credere morti o che X-Factor, Ciclope, la Bestia, Iceman, Marvel Girl e Angelo si spaccino per un&#8217;agenzia dedita alla caccia e al recupero dei mutanti. In un episodio di Excalibur, (4) un dialogo tra Nightcrawler e Meggan risulta a questo proposito illuminante:<\/p>\n<p>Nightcrawler &#8211; &#8230;il tuo corpo reagisce al pericolo come un camaleonte&#8230; cercando salvezza mimetizzandosi nell&#8217;ambiente.<br \/>\nMeggan &#8211; Ma sono un essere umano! Non dovrei saper dire di no?<br \/>\nNightcrawler &#8211; Come in ogni cosa, il controllo viene con la pratica.<br \/>\nMeggan &#8211; Spero. Lo fai sembrare cos\u00ec semplice. \u00c8 facile per te essere sicuri. Tu sai chi sei, dentro e fuori. Io no!<br \/>\nCambiare \u00e8 cos\u00ec naturale&#8230; talvolta mi chiedo qual \u00e8 la vera Meggan! C&#8217;\u00e8 una Meggan davvero&#8230; o solo un piccolo camaleonte deluso&#8230;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande ridefinizione operata da Chris Claremont nel classico universo dei supereroi. Non pi\u00f9 l&#8217;eroe come modello di riferimento, produttore di mitologie contemporanee (\u00e8 il caso di Superman nell&#8217;et\u00e0 d&#8217;oro del fumetto americano), nemmeno l&#8217;eroe problematico e umanizzato che rimane pur sempre il simbolo della lotta tra il Bene e il Male (ricordiamo tra tutti L&#8217;Uomo Ragno di Stan Lee, prototipo del supereroe anni Sessanta in continuo conflitto tra il suo ruolo di paladino della giustizia e la propria dimensione psicologica e umana), ma la creazione di un insieme di personaggi che nonostante lo status eroico vengono accolti dall&#8217;umanit\u00e0 come una minaccia da combattere. E questa volta non pi\u00f9 esterna e ben identificabile ma interna e di difficile definizione. Gli umani arrivano addirittura a contrapporre a questa presunta minaccia le Sentinelle, vere macchine da guerra ipertecnologiche, robot ipersofisticati che simboleggiano il livello massimo della ricerca umana: il progresso tecnico contro l&#8217;aberrazione genetica.<br \/>\nA questo punto diventa chiaro come i mutanti nel fumetto americano degli anni Ottanta acquistino una valenza mitologica: si configurano come veri e propri mostri contemporanei, incubi viventi che incarnano le paure del genere umano.<br \/>\nSe ripensiamo alla definizione che Leslie Fiedler diede dei freak (quei &#8220;bizzarri scherzi della natura&#8221; mirabilmente ritratti nell&#8217;omonimo film di Todd Browning) veniamo confortati in questa ipotesi:<\/p>\n<p>L&#8217;autentico freak suscita&#8230; sia un terrore sovrannaturale sia una naturale simpatia, perch\u00e9, a differenza dei mostri mitologici, \u00e8 uno di noi, un figlio umano di genitori umani, trasformato per\u00f2 da forze che noi non comprendiamo bene in qualcosa di mitico e di misterioso come non lo \u00e8 mai un semplice storpio. Incrociando l&#8217;uno o l&#8217;altro per la strada, possiamo essere contemporaneamente tentati a distogliere gli occhi e a guardare; ma nel caso dello storpio non percepiamo alcuna minaccia a quei limiti disperatamente difesi dai quali dipende qualunque definizione di equilibrio mentale. Solo il vero freak contesta i confini tradizionali tra maschio e femmina, sessuato e asessuato, animale e umano, grande e piccolo, io e altro, e quindi tra realt\u00e0 e illusione, esperienza e fantasia, dato di fatto e mito.<br \/>\nEcco spiegato il senso profondo del grande successo di questo fenomeno, solo in apparenza relegato a una mera operazione editoriale. La rivoluzione dello scenario supereroistico condotta da Claremont risulta vincente, e di estremo interesse narrativo, perch\u00e9 interviene sulle strutture profonde del mito, riproponendo nella finzione a fumetti forme archetipiche e sedimenti dell&#8217;immaginario collettivo.<br \/>\nMa i mostri, e i mutanti, a questo punto, non attengono solamente alla sfera teratologica: affondano le proprie radici nella tradizione, nel rito, riguardano anche il sovrannaturale, la dimensione sacra e quindi la teologia:<\/p>\n<p>I livelli pi\u00f9 arcaici della nostra mente fanno pensare che queste creature non soltanto non siano dei brutti scherzi, n\u00e9 tanto meno dei prodotti di casuali alterazioni chimiche dei nostri geni, come ci hanno recentemente convinti a credere, ma dei segni premonitori &#8211; come suggerisce la pi\u00f9 antica parola usata in inglese per definirli. Monster (mostro) \u00e8 antico quanto la lingua stessa, ed \u00e8 il nome con il quale si sono pi\u00f9 spesso indicati i freak dai tempi di Chaucer a quelli di Shakespeare e oltre. L&#8217;etimologia della parola \u00e8 oscura: ma derivi essa da moneo, ammonisco, o da monstro, esibisco, il significato non cambia: le anormalit\u00e0 umane non derivano da un capriccio della natura, ma dal disegno della Provvidenza.<\/p>\n<p>Non sembri eccessivo ricorrere a simili paralleli, poich\u00e9 gli stessi testi forniscono indizi assai illuminanti a riprova di quanto detto, quasi esistesse un&#8217;implicita consapevolezza da parte degli autori di queste storie. In due episodi dei Nuovi Mutanti (7) attraverso le parole di Rahne Sinclair (Wolfsbane) Claremont rende manifesto il senso di colpa di questi giovani mutanti consapevoli di un&#8217;umanit\u00e0 perduta a causa di una diversit\u00e0 &#8220;mostruosa&#8221; vissuta come una dannazione:<\/p>\n<p>Rahne &#8211; &#8230;non sono che una ragazzina insignificante. E con tutto quello che ho fatto per esserlo sono destinata a finire all&#8217;inferno.<br \/>\nOh, Signore. Sono davvero dannata?!<br \/>\nNon \u00e8 colpa mia se sono cos\u00ec, perch\u00e9 devo essere punita? Perch\u00e9 sono un essere spregevole che fa del male a chi non l&#8217;ha mai danneggiata?<br \/>\nRahne &#8211; Zitto, Sam. Lei pu\u00f2 sentirti!<br \/>\nSam &#8211; Chi, Illyana? E che mi far\u00e0?<br \/>\nRahne &#8211; Sam, \u00e8 una strega!<br \/>\nSam &#8211; E tu un licantropo!<br \/>\nRahne &#8211; Credi che non sappia ci\u00f2 che sono? Io e lei siamo uguali&#8230; strega e licantropo&#8230; creature demoniache!<br \/>\nSam &#8211; Calma piccola, non dire a me queste cose! Il primo libro che ho imparato a leggere \u00e8 stato La Bibbia&#8230; andavo a catechismo molto prima che tu nascessi&#8230; e scommetto che la mia fede \u00e8 forte quanto la tua. Se mi dici che sei cattiva solo per ci\u00f2 che sei, questa \u00e8 una balla!<br \/>\nRahne &#8211; Il mio pastore disapproverebbe!<br \/>\nSam &#8211; Lui che ne sa?<br \/>\nRahne &#8211; Sam, non essere blasfemo!<br \/>\nSam- E&#8217; un essere umano, Rahne, come te e me! Non possiamo capire le azioni o i disegni divini. E&#8217; impossibile. &#8230;Dio ci giudica con il suo metro&#8230; fino ad allora cerca di dare il meglio di te. Mutante \u00e8 un marchio come una volta lo era &#8220;negro&#8221;, ma ci\u00f2 che importa \u00e8 come vivi la tua vita.<\/p>\n<p>Mostri quindi, oltre che supereroi votati a una nobile causa. Ma come abbiamo visto in precedenza sostanzialmente dissimili, nella loro caratterizzazione, sia dal classico eroe in calzamaglia con superpoteri, nonch\u00e9 dal classico mostro di fiction. La capacit\u00e0 mimetica e le facolt\u00e0 di trasformazione che contraddistinguono i mutanti li inseriscono virtualmente in quella galleria di mostruosit\u00e0 che hanno popolato le pellicole cinematografiche dell&#8217;ultimo decennio. Una nuova generazione di mostri caratterizzati da una totale instabilit\u00e0 morfologica, forme informi in continua metamorfosi, non riconoscibili e quindi innominabili (&#8220;La Cosa&#8221; di John Carpenter \u00e8 l&#8217;emblema del non-definito per eccellenza). Una contemporanea teratosfera la cui tipologia fornisce, guarda caso, il paradigma perfetto dell&#8217;universo mutante:<br \/>\nI nuovi mostri, lungi dall&#8217;adattarsi a qualsiasi omologazione delle categorie di valore, le sospendono, le annullano, le neutralizzano. Si presentano come forme che non si bloccano in nessun punto preciso dello schema, non si stabilizzano. Sono pertanto forme che propriamente non hanno forma, ma ne sono piuttosto alla ricerca. Il che fa riflettere sulla necessit\u00e0 di un nuovo capitolo da aggiungere alla storia della teratologia. Un capitolo sulla &#8220;naturale&#8221; instabilit\u00e0 e informit\u00e0 del mostro contemporaneo.<br \/>\nCome Zelig, il camaleontico personaggio alleniano, i mutanti cercano di possedere una personalit\u00e0 che li faccia integrare nell&#8217;ambiente in cui vivono, ma il Fattore X, ingombrante fardello mutageno, rende manifesta la loro dimensione sovrumana e la loro mostruosit\u00e0 latente, ricordando all&#8217;umanit\u00e0 la potenziale minaccia che essi rappresentano.<br \/>\nE in questo conflitto, tra stabilit\u00e0 e trasformazione, tra desiderio di omologazione sociale e sostanziale rifiuto e discriminazione, risiede la chiave per un&#8217;ermeneutica del fenomeno mutante.<br \/>\nL&#8217;invasione sta dilagando, i mutanti sono proprio tra noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima arriv\u00f2 Superman, l&#8217;uomo d&#8217;acciaio, mito contemporaneo della societ\u00e0 di massa. Eroe su cui si proiettavano le aspirazioni e i desideri inconsci di un&#8217;intera comunit\u00e0. Poi venne l&#8217;Uomo Ragno e tutti i supereroi con superproblemi, immagini di una societ\u00e0 in forte trasformazione dove l&#8217;essere e l&#8217;apparire rimetteva in gioco il concetto stesso di identit\u00e0 individuale e collettiva. Infine, grazie alla spinta creativa dello scrittore Chris Claremont, una nuova genia di eroi conquist\u00f2 la scena dell&#8217;universo Marvel: i Mutanti. Non pi\u00f9 supereroi mutati a causa di un evento catastrofico esterno, ma individui corredati geneticamente con un \u201cfattore X&#8221;, in grado di dotarli si poteri meravigliosi. Facolt\u00e0 paranormali, telecinesi, capacit\u00e0 di trasformare e simulare ogni tipo di materia, fattori rigeneranti, un insieme di poteri che poneva i Mutanti al vertice di un nuovo gradino evolutivo, l&#8217;Homo Superior. Eroi in eterno conflitto con un&#8217;umanit\u00e0 che li vive come una minaccia. Metafora di un mondo \u201cnormale&#8221; incapace di accettare la diversit\u00e0 e di convivere con essa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3595],"edizioni":[80],"autori":[2703],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/498"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=498"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6858,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/498\/revisions\/6858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=498"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=498"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=498"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=498"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=498"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=498"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}