{"id":503,"date":"2009-11-04T17:06:34","date_gmt":"2009-11-04T17:06:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=503"},"modified":"2026-03-20T11:50:55","modified_gmt":"2026-03-20T10:50:55","slug":"ma-quando-un-disabile-diventa-vecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=503","title":{"rendered":"2. Ma quando un disabile diventa vecchio?"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Gli anni passano, il bambino diventa ragazzo e poi adulto, l&#8217;invecchiamento continua senza sosta; \u00e8 normale. Ma quando questo capita alla persona disabile allora si pongono dei problemi specifici ed anche alcuni rischi.<\/p>\n<p>Il tema pu\u00f2 essere visto da punti di vista differenti; quello del servizio sociale che deve pensare ad una organizzazione opportuna, quello dell&#8217;educatore (l\u00e0 dove ce n&#8217;\u00e8 bisogno) che deve saper modificare il suo rapporto, quello della famiglia e delle associazioni e infine quello dello stesso disabile.<br \/>\nSono livelli di osservazione diversi ma tutti necessari per ricomporre, attorno al disabile che invecchia, un tema che altrimenti rischia di essere affrontato in modo frammentato e con logiche diverse (la razionalit\u00e0, l&#8217;emozione, l&#8217;economicit\u00e0, l&#8217;ideologia&#8230;).<br \/>\nIntanto bisogna chiedersi perch\u00e9 parlare di questo tema adesso e i rischi che pu\u00f2 comportare.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>I disabili intellettivi vivono e vivranno pi\u00f9 a lungo<br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda il primo aspetto bisogna dire che si tratta essenzialmente di una questione di numeri; in tutti i paesi europei e, presumibilmente in tutti quelli occidentali, il numero di persone handicappate mentali con pi\u00f9 di 50 anni raddoppier\u00e0 nell&#8217;arco dei prossimi 10 anni. Questo comporter\u00e0 dei problemi nuovi che i normali servizi sociali non sono sicuramente attrezzati ad affrontare; le stesse famiglie poi vedono allungarsi il &#8220;periodo di accudimento&#8221; che tende a proiettarsi oltre la vita degli stessi genitori (\u00e8 il tema del &#8220;dopo di noi&#8221;).<br \/>\nSecondo Anna Contardi dell&#8217;Associazione Italiana Persone Down, &#8220;Il problema dell&#8217;invecchiamento delle persone Down \u00e8 diventato molto grosso dato l&#8217;allungamento della vita; i servizi che funzionano solo su alcuni aspetti, come l&#8217;inserimento lavorativo, lasciando scoperto tutto il resto. Questo naturalmente l\u00e0 dove per fortuna esiste un servizio per l&#8217;handicap adulto&#8221;.<br \/>\nPer Wilma Cavallazzi, presidente dell&#8217;Anffas (Associazione Italiana Famiglie Fanciulli e Adulti Subnormali) di Bologna, _Questo problema investe fortemente i genitori che hanno paura di morire prima dei loro figli. Il compito delle associazioni di genitori diventa a questo punto quello di sollecitare gli Enti Pubblici a progettare. Una risposta possono essere le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali); oggi molti disabili finiscono semplicemente nei ricoveri per anziani ma queste sono risposte improprie a persone che anziane non sono&#8221;.<br \/>\nI rischi invece possono essere diversi; innanzitutto c&#8217;\u00e8 il pericolo di generalizzare. Una cosa \u00e8 parlare di invecchiamento per un handicappato mentale o per una persona affetta da una malattia degenerativa e un&#8217;altra cosa \u00e8 parlare di invecchiamento per i disabili fisici.<\/p>\n<p><strong>Semplice invecchiamento o invecchiamento precoce?<br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda la precocit\u00e0 dell&#8217;invecchiamento la questione \u00e8 delicata: in che termini e con quale sicurezza si pu\u00f2 parlare di precocit\u00e0?<br \/>\nQui le opinioni sono differenti. &#8220;Io non credo all&#8217;invecchiamento precoce dell&#8217;handicappato; per alcune categorie pu\u00f2 essere vero, ma l&#8217;affermazione non pu\u00f2 essere totalizzante; -afferma Fausto Ameli, coordinatore del Polo Handicap Adulto Azienda USL Citt\u00e0 di Bologna- La stessa espressione &#8220;l&#8217;handicappato che invecchia &#8221; va rivista, bisogna pensare alla persona disabile nelle varie et\u00e0 della vita e comunque rimane un problema di integrazione. Se perseguiamo una politica di integrazione per il bambino handicappato cos\u00ec deve essere per l&#8217;handicappato che invecchia. Il rischio fondamentale \u00e8 quello di un ritorno alla medicalizzazione che \u00e8 in parte condiviso dagli anziani e in parte \u00e8 il tipico modo di concepire l&#8217;handicap come una malattia&#8221;.<br \/>\nDice Laura Maccherini, coordinatrice del Centro residenziale &#8220;casa Paderno&#8221; dell&#8217;Aias (Associazione Italiana Assistenza agli Spastici) di Bologna:&#8221;Dopo i 40 L&#8217;invecchiamento \u00e8 precocissimo. Le esigenze sanitarie e assistenziali diventano predominanti e superano quelle educative. Questo vale in parziale misura anche per i disabili fisici. A questo punto il problema educativo \u00e8 quello di sfruttare al meglio il tempo rimasto libero dalle esigenze sanitarie e assistenziali&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Se l&#8217;infermiere subentra all&#8217;educatore<br \/>\n<\/strong>Dalle testimonianze ora riportate emergono altri rischi. L&#8217;invecchiamento (pi\u00f9 o meno precoce) pu\u00f2 diventare un alibi per non affrontare pi\u00f9 la questione dell&#8217;integrazione (nella famiglia, nel lavoro, nella vita sociale&#8230;) e nella peggiore dell&#8217;ipotesi (come \u00e8 il caso delle case di riposo per anziani) pu\u00f2 spianare la strada all&#8217;istituzionalizzazione.<br \/>\nA questo punto bisogna distinguere e precisare l&#8217;apporto che possono dare le strutture sanitarie e quelle sociali; infatti il sociale e la geriatria rispondono a logiche e ad intenti ben diversi. Mentre per il primo vale il discorso dell&#8217;educabilit\u00e0, del progresso e dell&#8217;integrazione a vari livelli, per il secondo vale un discorso di mantenimento, fin dove \u00e8 possibile, di capacit\u00e0 fisiche e mentali che stanno scemando.<br \/>\nE il discorso non si ferma al confronto di competenze fra l&#8217;educatore e l&#8217;infermiere o l&#8217;assistente di base, ma va all&#8217;interno della stessa professionalit\u00e0 dell&#8217;educatore ponendo nuovi quesiti.<br \/>\n&#8220;C&#8217;\u00e8 anche il rischio &#8211; conferma Fausto Ameli &#8211; di un approccio educativo ad oltranza; in alcuni centri diurni si continua ad insegnare per anni ad un disabile oramai di una certa et\u00e0 a leggere , ad esempio, l&#8217;orologio; ma se questa persona non lo ha imparato a quarant&#8217;anni certo non lo imparer\u00e0 pi\u00f9. L&#8217;approccio educativo molto spesso non \u00e8 preparato ad affrontare questi cambiamenti e a volte si arriva all&#8217;errore di trattare come un bambino una persona che non lo \u00e8 pi\u00f9. Faccio un altro esempio; l&#8217;inserimento lavorativo \u00e8 importante ma pu\u00f2 non esserlo pi\u00f9 per una persona di 55 anni; allora &#8211; conclude Ameli &#8211; qui non ci deve essere un &#8220;accanimento pedagogico-educativo&#8221;, ma bisogna riorientare tutto l&#8217;intervento a partire dalla persona&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli anni passano, il bambino diventa ragazzo e poi adulto, l&#8217;invecchiamento continua senza sosta; &egrave; normale. Ma quando questo capita alla persona disabile allora si pongono dei problemi specifici ed anche alcuni rischi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3594],"edizioni":[81],"autori":[285],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3667],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/503"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=503"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6851,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/503\/revisions\/6851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=503"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=503"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=503"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=503"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=503"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=503"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}