{"id":51,"date":"2009-11-04T17:04:26","date_gmt":"2009-11-04T17:04:26","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=51"},"modified":"2025-11-12T11:39:53","modified_gmt":"2025-11-12T10:39:53","slug":"l-accademia-del-gioco-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=51","title":{"rendered":"L&#8217; Accademia del Gioco Dimenticato"},"content":{"rendered":"<p>di Chiara Malaguti<\/p>\n<p>Il gioco \u00e8 importante per l\u2019individuo, ma anche per la societ\u00e0 a causa delle sue componenti culturali e per i legami che esso crea. Il gioco \u201csoddisfa ideali di espressione e di vita collettiva\u201d.<br \/>\n<!--break--> (J. Huizinga)<\/p>\n<p>\u201cImmaginate per un istante un mondo senza computer, senza televisione, senza playstation, senza videogiochi\u2026\u201d: un\u2019espressione di sconcerto e smarrimento prende forma sul viso di gran parte della classe! Ed ecco che fioccano le proteste: \u201cMaestra, ma neanche la Play? Che noia!\u201d.<br \/>\nGi\u00e0, una situazione simile \u00e8 impossibile anche solo da immaginare per i bambini di oggi e probabilmente anche per i pi\u00f9 grandi. Ma quando realmente la tecnologia multimediale non esisteva, come si intrattenevano i bambini? Il massimo del divertimento era poter scendere in cortile, tutti insieme! E un piccolo giardino condominiale diventava teatro di infinite possibilit\u00e0 di gioco: nascondino, rubabandiera, i quattro cantoni, strega comanda colori, uno due tre\u2026 stella! Erano i giochi di una volta, giochi che Giorgio Reali ha raccolto in un libro dal titolo \u201cIl giardino dei giochi dimenticati\u201d.<br \/>\nGiorgio Reali \u201cludonauta\u201d convinto, \u00e8 stato definito da un giornalista il Peter Pan del terzo millennio.<br \/>\nOriginario di Merano, arriva a Milano ormai pi\u00f9 di quindici anni fa. Tre figli, ragioniere e istruttore di scuola guida part-time, ora giornalista pubblicista, scrittore e ricercatore non solo nel panorama italiano, ha fondato l\u2019Accademia del Gioco Dimenticato.<br \/>\nStudioso di giochi adatti a bambini diversabili con particolare attenzione per i non vedenti, ha una valigia piena di tappi di bottiglia, elastici, biglie, sassi, monete, per giocare a tollini, cacciabiglie, lippa, catapulta, schioppetto e saltafosso.<br \/>\nUn personaggio insomma del tutto particolare e geniale, in una societ\u00e0 che ha ormai del tutto perso il rapporto col gioco creativo e agito anche a livello di costruzione personale. Reali ripropone il gioco come forma di svago, di creazione e di esercizio dell\u2019intelligenza (in quanto esso \u00e8 anche una cosa estremamente seria) ma pure come terapia per il recupero di alcune problematiche legate all\u2019infanzia, legate al mondo della terza et\u00e0 o addirittura a certi tipi di deficit.<br \/>\nL\u2019Accademia del Gioco Dimenticato lavora infatti costantemente alla creazione di supporti, tali da consentire ai bambini diversabili di giocare con gli stessi giochi dei loro coetanei normodotati. Ad esempio, sono stati realizzati: una pista dei tappi rialzata, per permettere anche ai bambini in carrozzina di giocare, e un \u201cnascondino profumato\u201d costituito da 12 o pi\u00f9 siepi di rosmarino, maggiorana e cos\u00ec via&#8230; che coi suoi aromi e sapori diversi permette l\u2019inserimento nell\u2019attivit\u00e0 ricreativa anche dei bambini non vedenti o Down.<br \/>\nE i giochi moderni, allora? Meglio evitarli? Se anche questo fosse possibile, non credo che sarebbe costruttivo. E non credo neppure che la posizione assunta da Giorgio Reali sia contraria alle proposte ludiche dell\u2019era tecnologica. Credo piuttosto sia giusto insegnare ai bambini di oggi che esiste un passato in cui i loro nonni e i loro genitori hanno saputo divertirsi anche senza la playstation, esiste un modo di giocare che non necessita di giocattoli costosi e complicati, ma soprattutto che esiste un tesoro prezioso nascosto in ogni persona, che \u00e8 la ricchezza della fantasia, della gioia di stare insieme, del condividere con l\u2019altro ci\u00f2 che si ha e del saper inventare sempre nuove occasioni per essere felici.<br \/>\nEcco allora alcune proposte pratiche di gioco consigliate da Giorgio Reali, da poter proporre nelle nostre scuole e da poter insegnare ai nostri bambini:<\/p>\n<p><strong>Memory tattile<\/strong><br \/>\nI bambini di oggi non sanno pi\u00f9 usare il senso del tatto: non ne hanno pi\u00f9 bisogno, questo \u00e8 male poich\u00e9 tutti i sensi dovrebbero avere armonico sviluppo.<br \/>\nPer stimolare dunque questo &#8220;senso in via di estinzione\u201d ho sviluppato un gioco (inizialmente ideato per bambini non vedenti di Bolzano ma che ho visto apprezzato da tutti).<br \/>\nSi prendono 40 tappi grandi (quelli a vite dei succhi di frutta vanno benissimo) si incollano sotto (in coppia) due oggetti: ad esempio due pezzi di stoffa, due pezzi di legno, due fagioli, due bottoni, due pezzi di spago (pensate a quante varianti usando spaghi di diverso spessore).<br \/>\nIl bambino senza girare i tappi (ben disposti a terra in linea di 6\/8) deve sentire cosa c&#8217;\u00e8 sotto, se crede di averne individuati due identici deve indicarli al giudice, il quale, senza mostrarli agli altri, deve confermare (o meno) il giudizio. Se sono identici vanno consegnati al bimbo. Il primo che indovina 3 coppie identiche vince.<\/p>\n<p><strong>Memory acustico<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Gioco simile ma &#8220;costruito\u201d con barattoli: si devono fare 20 coppie di barattoli contenenti (due a due) gli stessi materiali (due tappi, due sassetti, un po&#8217; di sabbia, di riso, di pasta ecc.)<br \/>\nAnche in questo caso, quando il bimbo &#8220;crede\u201d di aver individuato due barattoli che producono lo stesso rumore, li segnala ai giudici i quali verificano l\u2019esattezza della scelta (se sono identici li consegna al bimbo). \u00a0Anche in questo caso chi indovina tre coppie vince.<\/p>\n<p><strong>Il gioco dei tappi con pista rialzata<\/strong><br \/>\nCos\u2019\u00e8<strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Semplicemente usare i tappi della birra come fossero biglie: mettendo dentro un disegno (meglio se la faccia di un ciclista o calciatore)<br \/>\nOra i bambini d\u2019oggi sono delicati, quindi la corona del tappo pu\u00f2 fare bua ai ditini, quindi consigliamo (sigh!) quelli di plastica.<br \/>\nRegolamento<br \/>\nCon strisce di cartone si traccia una pista rialzata (perch\u00e9 in genere si fa a terra) con dei gessetti (o pezzetto di mattone) larga circa 10 cm. e lunga almeno 10 mt., in modo da permettere anche ai bambini in carrozzina di giocare; nelle curve esterne si mettono dei sassetti a mo\u2019 di paracarro. A sorteggio si decide chi parte per primo e questo fa tre tiri badando di non uscire dalle righe (in tal caso deve tornare da dove aveva tirato). Quando tutti hanno fatto i tre tiri (sempre per opposizione delle dita: pollice-indice, pollice-medio o indice-pollice, il tappo non va mai lanciato o spinto) si parte dal primo ma solo con un colpo e cos\u00ec via.<br \/>\nIl giocatore successivo pu\u00f2 chiedere lo spostamento dei tappi avanti a lui ai bordi della pista.<\/p>\n<p><strong>Le pulci<\/strong><br \/>\nCos\u2019\u00e8<strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><em>Un gioco antico praticato con dei bottoni facendoli saltare per spinta ai bordi.<\/em><br \/>\nRegolamento<br \/>\nIn genere si posizionano alcuni tappi (grandi, quelli dei vasi dei sottaceti) rovesciati, dando a ognuno un numero. Ogni bambino deve entrare nel tappo facendo saltare la pulce, solo dopo averlo fatto pu\u00f2 impegnare il secondo tappo e cos\u00ec via fino all\u2019ultimo.<br \/>\nUn altro modo simpatico \u00e8 quello di un percorso simile a quello dei tappi con penalit\u00e0 per chi &#8220;esce..\u201d<\/p>\n<p><strong>Le biglie<\/strong><br \/>\nIl cerchio (o il triangolo)<br \/>\nSi traccia (con del gesso se sull&#8217;asfalto o con un bastoncino se su terra) il segno scelto (che deve essere abbastanza grande) poi si stabilisce quante biglie si mettono in palio (almeno 5).<br \/>\nSperando di essere in 5 bimbi nel cerchio vi sono dunque 25 biglie, quindi tutti usando il boccione (la biglia grossa) da almeno 4 metri si cerca di fare uscire pi\u00f9 biglie possibili dal cerchio.<br \/>\nStabilita la classifica di merito (parte chi ne ha ciccate fuori di pi\u00f9) parte la gara vera: il migliore cicca di nuovo ma questa volta le biglie che escono sono vinte. La gara finisce quando non vi sono pi\u00f9 biglie nel segno.<\/p>\n<p><strong>Cicca spanna<\/strong><br \/>\nAltro gioco &#8220;storico\u201d: ogni bimbo tira una biglia non troppo distante n\u00e9 troppo vicino, il secondo cerca di ciccarla con la propria ma badando che si fermi entro la distanza di una spanna (se rotola pi\u00f9 avanti nessuno ha vinto, se ci riesce \u00e8 sua).<br \/>\nSe il secondo giocatore \u00e8 maldestro e la biglia si ferma entro una spanna senza ciccare \u00e8 persa.<br \/>\n<strong><br \/>\nLa buca<\/strong><br \/>\nGioco da fare solo in cortili con terra: si scava una buca, sul bordo si posano le biglie da mettere in palio, poi da almeno 2 metri si tirano le proprie biglie badando di ciccarle in buca senza che la nostra vada gi\u00f9. Se ci riusciamo sono vinte, se la nostra cade dentro dobbiamo metterla in palio. Ovviamente ognuno ha un tiro a turno.<\/p>\n<p><strong>La Lippa<\/strong><strong> (s&#8217;cianco nizza, maz e pindol a secondo delle regioni) <\/strong><br \/>\nCos\u2019\u00e8<br \/>\nLa lippa \u00e8 un gioco abbastanza moderno, in quanto dalle ricerche effettuate (in particolare in un quadro molto famoso dipinto nel 1500 da Brueghel non vi appare a differenza di 54 altri giochi dell&#8217;epoca).<br \/>\n\u00c8 un gioco universale poich\u00e9 praticato dai bambini di tutta Europa: come tutti i giochi da strada sono estremamente semplici da realizzare ma, come altri degli anni\u201950 piuttosto pericolosi. Com\u2019\u00e8 la lippa? \u00c8 formata da due pezzi di legno (ricavati preferibilmente dal manico di un badile ma anche da quello di una scopa).<br \/>\nSi tagliano due pezzi, uno forma la mazza (lunghezza 50 cm.) e uno, la lippa, di solo 10 cm. ben appuntito da entrambi i lati.<br \/>\nRegolamento<br \/>\nIl gioco consiste nel colpire la punta (con il pezzo a terra) e colpirlo nuovamente al volo cercando di lanciarlo pi\u00f9 lontano possibile. In genere si sceglieva una strada non molto trafficata e i monelli dovevano mandarla pi\u00f9 lontano possibile dopo 5 o 10 colpi. Ovviamente come tutti i giochi hanno molte varianti, la pi\u00f9 simpatica \u00e8 quello del cappello: si giocava in due, il secondo monello si piazzava a circa 20 mt. e cercava di raccogliere la lippa al volo fermandosi per\u00f2 entro 3 passi dalla presa.<br \/>\nUn altro modo molto diffuso \u00e8 quello di tracciare 3 grandi cerchi (10 mt. diametro) distanti fra di loro 30 mt. Il lanciatore doveva mandare la lippa nel centro sperando che il difensore avversario piazzato al centro di esso non riuscisse a rilanciarla in quello di partenza.<br \/>\nIn tal caso il lanciatore era eliminato. Vinceva chi riusciva a completare indenne il tracciato completo.<br \/>\nGli accademici della lippa:<br \/>\nIl presidio della lippa si trova a Mede Lomellina (PV) dove la Pro Loco diretta dal Sig. Boccalari organizza da anni la pi\u00f9 importante gara che si svolge in Italia (oltre 100 partecipanti). Anche a Segusino (BL) a ferragosto si organizza una gara di maz e pindol nell\u2019ambito del palio dei quartieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gioco \u00e8  importante per l\u2019individuo, ma anche per la societ\u00e0 a causa delle sue  componenti culturali e per i legami che esso crea. 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