{"id":513,"date":"2009-11-04T17:06:37","date_gmt":"2009-11-04T17:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=513"},"modified":"2026-02-04T13:07:56","modified_gmt":"2026-02-04T12:07:56","slug":"i-primi-tre-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=513","title":{"rendered":"6. I primi tre mesi"},"content":{"rendered":"<p>di Bruno Campolmi<\/p>\n<p>La scuola elementare spesso si definisce come luogo che insegna a leggere e scrivere, e a far di conto.<br \/>\nE velocemente, voglio aggiungere io, troppo velocemente.<br \/>\nI primi mesi della scuola elementare<!--break--> sono accompagnati spessissimo da un&#8217;ansia collettiva che pervade genitori, insegnanti, nonni e quindi bambini.<br \/>\nAleggia come una paura che il bambino possa essere non del tutto normale se entro Natale non ha imparato a leggere e scrivere.<br \/>\nL&#8217;attesa pu\u00f2 essere rimandata a gennaio o febbraio, ma se, dio ne guardi, il piccolo ad aprile non decifra ancora almeno parole semplici come &#8220;ape&#8221; o &#8221; banana&#8221;, scoppia il caso. Il bambino spesso \u00e8 l&#8217;unico nella classe a trovarsi in questa situazione cos\u00ec radicale di non apprendimento, a volte i bambini sono due.<br \/>\nUna sensazione di diversit\u00e0 negativa li circonda e si impossessa di loro.<br \/>\nUno pu\u00f2 diventare un ribelle-disturbatore, l&#8217;altro un introverso isolato.<br \/>\nSi cominciano a consultare psicologi e psicopedagogisti.<br \/>\nAlla scuola materna i bambini non avevano mostrato niente che non andava, a casa erano considerati &#8220;normali&#8221;: hanno imparato a parlare, a lavarsi, a mangiare da soli&#8230;.<br \/>\nCosa \u00e8 successo allora?<br \/>\nA questo punto, si indaga soltanto sul bambino &#8220;diverso&#8221;, o ci si chiede se tutti gli altri bambini hanno imparato a leggere con la sufficiente serenit\u00e0 e gioia e nel rispetto dei propri ritmi?<br \/>\n0 meglio, hanno imparato a &#8220;leggere&#8221;, o a &#8220;decifrare&#8221; scritti per mezzo di suoni, ignorando il senso e lo scopo degli strumenti culturali della lettura e della scrittura? Sono stati velocemente addestrati, o si sono realmente impadroniti di uno strumento fondamentale di comunicazione?<br \/>\nIn Italia, e non solo, si lamenta un numero elevatissimo di &#8220;analfabeti di ritorno&#8221;, e un numero molto basso di veri lettori.<br \/>\nIntellettuali, sociologi, linguisti si impegnano, su giornali e mezzi di comunicazione, in ampi dibattiti; si sprecano le statistiche, si mettono sotto accusa la televisione, la scuola; manca spesso una puntualizzazione che affronti il problema alle origini.<br \/>\nCerto molte sono le &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; della scuola: la mancanza di biblioteche, l&#8217;uso a volte dominante dei libri di testo uguali per tutti e di discutibile validit\u00e0 e via dicendo.<\/p>\n<p><strong>Se entro Natale non sai leggere&#8230;<br \/>\n<\/strong>Il punto che mi sembra non sufficientemente analizzato in profondit\u00e0 \u00e8 quello che riguarda che cosa succede nei primi tre mesi della prima classe elementare, quando i bambini per la prima volta vengono a contatto in forma istituzionalizzata e con le aspettative di tutti sulle spalle, con il dovere di imparare a leggere e scrivere.<br \/>\nSe lo hanno fatto studiosi o gruppi di insegnanti (Clotilde Pontecorvo, il Movimento di Cooperazione Educativa), le loro ricerche e scoperte non sono divenute rinnovamento ampio della scuola, n\u00e9 tanto meno patrimonio dell&#8217;opinione pubblica.<br \/>\nCon l&#8217;approsimarsi dell&#8217;abbassamento dell&#8217;obbligo a cinque anni, anche se questo avverr\u00e0 all&#8217;interno della scuola dell&#8217;infanzia, credo che sarebbe di fondamentale importanza aprire un ampio dibattito che coinvolga il mondo della cultura, gli addetti ai lavori e l&#8217;opinione pubblica in generale, proprio per evitare un pericolosissimo equivoco che potrebbe vedere abbassare l&#8217;et\u00e0 degli apprendimenti del leggere e dello scrivere, mantenendo metodi frettolosi, ansiogeni, spesso privi della conoscenza dei fondamentali studi epistemologici.<br \/>\nA questo proposito non posso fare a meno di citare la ricerca condotta in Argentina negli anni 1974-76 da Emilia Ferreiro e Ana Teberosky (La costruzione nella lingua scritta nel bambino, Giunti e Barbera, Firenze, 1985). Le due studiose della scuola svizzera di Piaget applicano per la prima volta nel mondo il metodo di indagine piagetiano all&#8217;apprendimento della lettura e della scrittura.<br \/>\nSi vengono cos\u00ec a conoscere i percorsi mentali dei bambini nei confronti della lingua scritta, che certo non hanno inizio n\u00e9 a 6 n\u00e9 a 5 anni ma molto prima, e procedono secondo tempi e ritmi diversificati, pur seguendo tappe comuni e identificabili. Le scoperte di queste studiose, come dice la Pontecorvo, che le ha fatte conoscere in Italia, confermano riguardo al metodo le grandi intuizioni di Freinet, e danno un supporto teorico al metodo naturale. Si tratta in breve di un metodo che, come dice la parola stessa, rispetta la natura del bambino, aspettando con la stessa serenit\u00e0 e la stessa fiducia con cui si \u00e8 aspettato che il bambino aspettasse a parlare, senza contargli i mesi addosso, che impari a leggere e scrivere, cio\u00e8 che costruisca questa fondamentale conoscenza attraverso strategie personali, nella sicurezza e nel piacere.<br \/>\nSaranno questi gli elementi che faranno di lui un buon lettore anche da adulto.<br \/>\nNella mia pi\u00f9 recente esperienza, al termine di una gioiosissima prima elementare, in una classe di 19 bambini, ve ne erano due che ancora non erano in grado di leggere e scrivere. Hanno tranquillamente imparato, e bene, durante il corso del secondo anno, sono sempre stati sereni e felici di venire a scuola, n\u00e9 loro n\u00e9 i loro compagni hanno mai rimarcato diversit\u00e0 spiacevoli. I genitori e i nonni, indispensabili coeducatori, hanno atteso senza smanie il naturale sviluppo conoscitivo dei loro bambini, ritrovando a volte insieme a loro il gusto e la gioia di leggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola elementare spesso si definisce come luogo che insegna a leggere e scrivere, e a far di conto.E velocemente, voglio aggiungere io, troppo velocemente.I primi mesi della scuola elementare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3605],"edizioni":[85],"autori":[2708],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6486,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/513\/revisions\/6486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=513"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=513"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=513"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=513"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=513"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=513"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}