{"id":5133,"date":"2025-11-10T12:29:55","date_gmt":"2025-11-10T11:29:55","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5133"},"modified":"2025-11-10T12:52:19","modified_gmt":"2025-11-10T11:52:19","slug":"3-gli-sportelli-sociali-in-emilia-romagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5133","title":{"rendered":"3. Gli sportelli sociali in Emilia Romagna"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Francesca Ragazzini \u2013 Regione Emilia-Romagna \u2013 Servizio Programmazione e Sviluppo dei Servizi sociali<\/p>\n<p><b>Premessa<br \/>\n<\/b>La Legge Regionale 2\/03 di riforma del sistema di welfare regionale ha previsto lo sviluppo degli Sportelli sociali quale strumento che garantisce l\u2019accesso dei cittadini al sistema locale dei servizi sociali e socio-sanitari.<br \/>\nL\u2019obiettivo principale che sottende alla istituzione e alla promozione degli Sportelli \u00e8 quello di creare un sistema capace di uniformare e rendere fruibile il complesso di informazioni sul sistema dei servizi pubblici e privati e sulle relative procedure di accesso. La funzione di accesso rappresenta infatti un nodo cruciale dello sviluppo del sistema a rete dei servizi, e lo Sportello \u00e8 lo strumento operativo che regola l\u2019accesso. Nell\u2019attivit\u00e0 di informazione e orientamento si giocano i diritti dei cittadini di accedere al sistema secondo criteri di trasparenza e equit\u00e0, e la capacit\u00e0 e il compito delle Amministrazioni di riconoscere ed entrare in contatto con i bisogni reali e la domanda espressa dai cittadini.<br \/>\nNel corso del 2003, con Del. 2749 della Giunta Regionale, \u00e8 stata avviata una sperimentazione regionale per l\u2019avvio degli sportelli sociali, a sostegno della quale la Regione ha stanziato 800.000 Euro.<br \/>\nLa sperimentazione si \u00e8 conclusa nel corso del 2007 e ha dato come risultato l\u2019avvio di 32 esperienze locali di Sportelli sociali, molto eterogenee sul piano organizzativo, della dimensione territoriale coperta, del livello delle informazioni, dei target di popolazione soddisfatti. Ci\u00f2 che per\u00f2 ha accomunato le esperienze e fatto ritenere che la sperimentazione fosse stata nel suo complesso molto positiva \u00e8 l\u2019occasione creata per i vari ambiti territoriali per:<br \/>\n&#8211; costruire una vasta rete di soggetti, pubblici e privati, che insieme hanno promosso la ricostruzione e la mappatura del sistema dei servizi locali;<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; realizzare, in alcuni casi, una proficua collaborazione con il sistema sanitario al fine da facilitare l\u2019informazione e l\u2019orientamento dei cittadini sul sistema complessivo dei servizi sociali e socio-sanitari. Il raccordo ha riguardato i sistemi informativi di supporto agli sportelli, la ricostruzione del sistema dei servizi, la rete complessiva dei punti fisici di informazione e orientamento (Sportelli sociali e Sportelli unici delle attivit\u00e0 distrettuali), a cui il cittadino si pu\u00f2 rivolgere, e, infine, la condivisione dei percorsi di valutazione e di accesso ai servizi, anche attraverso la predisposizione di schede comuni di accesso degli utenti;<br \/>\n&#8211; ripensare nel suo complesso il sistema dell\u2019accesso e quindi lavorare sugli aspetti dell\u2019organizzazione e dell\u2019integrazione delle professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli elementi di criticit\u00e0 emersi dalla sperimentazione sono stati soprattutto legati al tema del personale, in particolare per l\u2019elevato livello di precariet\u00e0 del personale impiegato e per il quale in molti casi vi \u00e8 stato anche un investimento formativo consistente. Inoltre, si \u00e8 posta la necessit\u00e0 di rinforzare e consolidare l\u2019integrazione con il sistema sanitario (a livello di punti informativi e di sistemi informativi) e di definire e rivedere le relazioni, la conoscenza reciproca e il livello di integrazione e coordinamento tra lo Sportello sociale e gli sportelli tematici\/settoriali (per stranieri, disabili, ecc.). Infine, si \u00e8 posto il problema di rafforzare e sviluppare strumenti e modalit\u00e0 operative che consentano di utilizzare i dati quali-quantitativi sugli accessi per avere un quadro ulteriore sui bisogni del territorio, che sia utilizzabile anche ai fini della programmazione dei servizi.<\/p>\n<p><b>Il Piano sociale e sanitario regionale 2008-2010<br \/>\n<\/b>Nel PSSR 2008-2010, di recente approvazione, si \u00e8 affermato l\u2019obiettivo che, nell\u2019arco del triennio, a tutti i cittadini della regione, sia garantito:<br \/>\n&#8211; il diritto all\u2019accesso alla rete dei servizi e delle prestazioni sociali e socio-sanitarie;<br \/>\n&#8211; il diritto all\u2019informazione e alla presa in carico;<br \/>\n&#8211; il diritto, nell\u2019ambito della regolazione del sistema integrato e delle risorse finanziarie che lo sostengono, a un piano assistenziale individuale appropriato.<br \/>\nPer il perseguimento di tale obiettivo viene indicata come essenziale la definizione di un sistema unificato, di livello distrettuale, di accesso ai servizi e agli interventi, che preveda criteri e modalit\u00e0 comuni.<br \/>\n\u00c8 importante quindi che si avvii un programma unitario di profonda trasformazione dell\u2019attuale realt\u00e0 dell\u2019accesso ai servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, anche attraverso sistemi informativi collegati che consentano la comunicazione tra i diversi servizi nella prospettiva di risposte unitarie e personalizzate ai bisogni delle persone.<br \/>\nCome obiettivo intermedio, propedeutico al raggiungimento dell\u2019obiettivo strategico, c\u2019\u00e8 quello di realizzare da subito l\u2019integrazione possibile di tutti i punti informativi e di accesso, mettendo in rete le realt\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p><b>Le linee guida per la promozione dello sviluppo degli Sportelli sociali (Del. GR 432\/08)<br \/>\n<\/b>Per sviluppare gli obiettivi del Piano regionale, nel corso del 2008 \u00e8 stata emanata dalla Giunta regionale una delibera (Del. 432\/08) che prevede linee di sviluppo degli Sportelli sociali e avvia un programma regionale di sostegno per il quale, per l\u2019anno 2008, sono stati stanziati 1.400.000 Euro.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il programma, che presumibilmente sar\u00e0 sostenuto con risorse regionali per circa un triennio, d\u00e0 seguito all\u2019esperienza della sperimentazione e promuove la diffusione su tutti i distretti degli Sportelli sociali, connotati come punti unitari di accesso ai servizi sociali e socio-sanitari, nei quali il cittadino trovi risposta ai bisogni di 1) informazione, 2) ascolto \u2013 orientamento, 3) registrazione e primo filtro della domanda di accesso ai servizi, e possa essere avviato verso percorsi di valutazione e presa in carico secondo il modello dell\u2019integrazione gestionale e professionale previsto nel Piano Sociale e Sanitario Regionale (PSSR).<br \/>\nNel programma sono stati individuati alcuni obiettivi:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; nel corso del triennio ogni Comune afferente all\u2019ambito distrettuale deve dotarsi di almeno una sede fisica di Sportello sociale. Lo Sportello sociale deve avere caratteristiche di visibilit\u00e0 per il cittadino e di accessibilit\u00e0 tali da favorire il contatto con il maggior numero di cittadini;<br \/>\n&#8211; allo Sportello sociale spetta il compito di compilare una scheda di accesso che contiene un set minimo di informazioni sull\u2019utente e sulla richiesta, e di avviare eventualmente alle fasi di valutazione e presa in carico, che saranno svolte dalle strutture professionali integrate. La scheda di primo accesso \u00e8 la base per l\u2019avvio del percorso del cittadino nel sistema dei servizi, ed \u00e8 visibile agli operatori dei servizi che successivamente procederanno alla presa in carico e alla definizione dei singoli servizi da erogare. I dati di primo accesso e le informazioni relative a presa in carico e interventi erogati al singolo e al suo nucleo familiare costituiscono i contenuti di una \u201ccartella integrata\u201d dell\u2019assistito;<br \/>\n&#8211; come previsto dal PSSR, \u00e8 obiettivo del triennio avviare un percorso graduale e progressivo di integrazione funzionale tra gli Sportelli sociali e gli sportelli unici distrettuali e di costruzione di forme di collegamento e raccordo operativo tali da garantire che gli utenti, in entrambe le sedi, siano correttamente indirizzati rispetto al bisogno assistenziale manifestato. Gli Sportelli sociali e gli sportelli unici distrettuali, pur mantenendo competenze proprie specifiche, devono concordare dei livelli minimi di informazione comune da offrire agli utenti, al fine di semplificare i percorsi informativi e di orientamento della persona nell\u2019accesso ai servizi distrettuali. Tale processo di raccordo deve essere sostenuto e accompagnato con azioni formative, a carattere integrato, rivolte agli operatori dei due sportelli;<br \/>\n&#8211; lo sportello sociale si connota, come gi\u00e0 esplicitato, come punto unitario di accesso ai servizi sociali e socio-sanitari. \u00c8 pertanto attraverso lo Sportello sociale che si avviano percorsi di accesso ai servizi. Nell\u2019arco del triennio gli sportelli tematici esistenti su un territorio devono integrarsi e coordinarsi nella rete degli Sportelli sociali, connotandosi sempre pi\u00f9 come punti di informazione e accesso di carattere specialistico per l\u2019avvio di procedure con alto contenuto tecnico (es. Centri per l\u2019Adattamento dell\u2019Ambiente Domestico), per la valutazione e presa in carico o per attivit\u00e0 di promozione sociale con riferimento ad alcune categorie di cittadini (es. Sportelli informativi stranieri). Gli sportelli tematici pubblici possono svolgere la funzione di Sportello sociale qualora il cittadino si rivolga direttamente a loro e per la parte di servizi da essi erogati. Qualora invece si evidenzino o giungano richieste per bisogni multipli, quando non di specifica pertinenza degli sportelli tematici, si impegnano a fornirne segnalazione allo Sportello sociale per l\u2019avvio degli adeguati percorsi di accesso.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Accanto a questi obiettivi specifici vi \u00e8 un obiettivo pi\u00f9 generale che deve caratterizzare lo sviluppo degli Sportelli sociali, ed \u00e8 che il personale dello Sportello sociale debba poter essere messo nella condizione di svolgere, con professionalit\u00e0 e continuit\u00e0, le funzioni di:<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; informazione al cittadino sul sistema dell\u2019offerta di servizi pubblici e\/o del privato sociale operante sul territorio;<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; orientamento personalizzato rispetto al ventaglio delle opportunit\u00e0 concretamente attivabili;<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; accompagnamento del cittadino all\u2019avvio del percorso assistenziale (per esempio fissando direttamente gli appuntamenti con l\u2019assistente sociale attraverso un servizio condiviso di \u201cagenda\u201d);<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>&#8211; supporto nella compilazione e di accoglienza di richiesta di prestazioni\/interventi standardizzati e non complessi, quali contributi economici, ecc.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019impiego di personale stabile \u00e8 pertanto un elemento fondamentale per dare continuit\u00e0, qualificare e rendere pi\u00f9 efficace l\u2019azione dello Sportello sociale. La formazione e l\u2019adeguata preparazione degli operatori sono inoltre necessari per sviluppare e consolidare la capacit\u00e0 degli operatori di svolgere le funzioni sopra descritte.<br \/>\nIn questo quadro generale la Regione si impegna a realizzare alcune azioni di supporto agli ambiti distrettuali nella realizzazione di azioni formative, di scambio di buone pratiche e di collegamento tra sistemi informativi regionali e sistemi informativi locali, al fine di garantire la massima integrazione e avviare un percorso di rilevazione e condivisione regionale delle informazioni sulla domanda.<\/p>\n<p><b>Conclusioni<br \/>\n<\/b>\u00c8, in definitiva, un obiettivo regionale \u201cimportante\u201d quello di consolidare il sistema di accesso rendendo sempre pi\u00f9 visibile e vicina alla popolazione l\u2019informazione sui servizi, migliorando e portando a regime le positive esperienze fino a oggi realizzate nel territorio regionale.<br \/>\nNella pi\u00f9 ampia riorganizzazione del sistema dell\u2019accesso promossa dal PSSR e che passa attraverso l\u2019integrazione istituzionale, gestionale, delle risorse e delle professionalit\u00e0, lo Sportello sociale assume il compito di \u201cinformare\u201d, nella consapevolezza che all\u2019informazione si lega per\u00f2 sempre pi\u00f9 la necessit\u00e0 di \u201corientare\u201d il cittadino. Ove possibile, infatti, \u00e8 cio\u00e8 necessario fornire al cittadino gli strumenti per conoscere e valutare le diverse alternative a disposizione e identificare la scelta pi\u00f9 opportuna, oppure essere inviato direttamente a percorsi di valutazione integrata e multidisciplinare, facilitandogli quindi l\u2019ingresso nel sistema dei servizi.<br \/>\nPer fare questo la Regione ha scelto di sviluppare una rete di punti unitari di accesso, gli Sportelli sociali, che svolgono il loro servizio in sedi ben visibili e che al contempo, integrandosi e coordinandosi con tutte le realt\u00e0 presenti su un territorio (sportelli unici distrettuali, sportelli tematici, privato sociale, ecc.), possono rendere diffusa la funzione di accesso, attraverso raccordi e forme di segnalazione.<br \/>\nCi\u00f2 che appare fondamentale oggi quindi \u00e8 che tutti i soggetti presenti su un territorio si connettano tra loro, si conoscano e si riconoscano reciprocamente, per assolvere a questa funzione di informazione diffusa, evitando la proliferazione, senza un disegno preciso, di sedi informative, e che il cittadino si confonda nella ricerca delle informazioni e pertanto venga ritardato nell\u2019intraprendere il giusto percorso dentro i servizi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Francesca Ragazzini \u2013 Regione Emilia-Romagna \u2013 Servizio Programmazione e Sviluppo dei Servizi sociali Premessa La Legge Regionale 2\/03 di riforma del sistema di welfare regionale ha previsto lo sviluppo degli Sportelli sociali quale strumento che garantisce l\u2019accesso dei cittadini al sistema locale dei servizi sociali e socio-sanitari. 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