{"id":5141,"date":"2025-11-10T12:41:02","date_gmt":"2025-11-10T11:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5141"},"modified":"2025-11-10T12:41:02","modified_gmt":"2025-11-10T11:41:02","slug":"7-la-divisione-del-lavoro-la-costituzione-degli-sportelli-sociali-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5141","title":{"rendered":"7. La \u201cdivisione del lavoro\u201d. La costituzione degli Sportelli sociali a Bologna"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a cura di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Nella costruzione degli Sportelli sociali risulta fondamentale un adeguato coinvolgimento degli operatori, che necessariamente passa tramite la mediazione sindacale. Sul caso bolognese abbiamo sentito Mirella Monti, rappresentante sindacale CGIL presso il comune di Bologna e direttamente coinvolta nella non facile trattativa che ha portato alla recente costituzione degli Sportelli in citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato impostato l\u2019avvio degli Sportelli sociali da parte del comune di Bologna per quanto attiene a figure professionali adibite, sedi di servizio, ecc.?<br \/>\n<\/strong>Gli Sportelli sociali sono una delle due articolazioni del nuovo Servizio Sociale Territoriale (SST) dei 9 Quartieri, e sono la porta di accesso dei cittadini agli interventi del servizio sociale; l\u2019altra articolazione \u00e8 data dal Servizio Sociale Professionale, costituito dalle sole Assistenti Sociali, che \u00e8 il vero punto dove vengono individuati gli interventi ed erogate le prestazioni sociali relative a quasi tutte le tipologie di disagio sociale, da quelle riguardanti i minori e le famiglie a quelle degli adulti e degli anziani, con esclusione delle forme di disagio qualificate come prevalentemente sanitarie \u2013 disabilit\u00e0, dipendenza da sostanze, psichiatria.<br \/>\nIl comune di Bologna ha programmato l\u2019apertura degli Sportelli sociali nei quartieri della citt\u00e0 ipotizzando una dotazione di dipendenti composta esclusivamente da personale con qualifica amministrativa, consistente nel personale gi\u00e0 in servizio presso i Servizi Sociali Anziani addetti ad attivit\u00e0 amministrative, rinforzato nel numero da altro personale amministrativo proveniente dagli uffici dei servizi sociali precedentemente centralizzati che, nel nuovo disegno organizzativo del sistema di welfare locale decentrato, non trovavano una nuova collocazione. La prima proposta dell\u2019Amministrazione Comunale alle Organizzazioni Sindacali, risalente al mese di settembre 2007, prefigurava una dotazione organica di due amministrativi per ogni sportello (per un totale di 20 persone), con la previsione di una apertura oraria totale nei giorni della settimana, sabati e due pomeriggi settimanali compresi. Dopo le osservazioni rilevate, che segnalavano l\u2019impossibilit\u00e0 di poter garantire, con solo quella dotazione di personale, l\u2019apertura prevista, l\u2019Amministrazione ha poi ampliato tale numero con un aumento di personale per ogni sportello, raggiungendo la cifra complessiva di 56 amministrativi per 10 Sportelli sociali cittadini (uno sportello per ogni quartiere, tranne Navile che ne ha previsti due). Nell\u2019ipotesi poi dell\u2019Amministrazione potrebbero venire aperti, dopo una fase di assestamento, anche eventuali altri sportelli decentrati, magari non in tutte le giornate, presso luoghi di grande frequentazione dei cittadini (ad es. presso qualche centro sociale o ricreativo, o presso grandi ipermercati). In ogni caso le sedi degli Sportelli sono state, normalmente, individuate presso le sedi dei Quartieri. Il tema delle sedi logistiche non \u00e8 stato comunque facile da risolvere, perch\u00e9 non tutti i quartieri avevano, e hanno, spazi sufficienti, e soprattutto di agevole accesso per i cittadini e con collocazione sicura per il personale. Questo personale amministrativo sar\u00e0 coordinato da una Assistente sociale, che non svolger\u00e0 per\u00f2 attivit\u00e0 di ricevimento del pubblico, ma svolger\u00e0 funzioni di programmazione e consulenza al personale addetto e sar\u00e0 di sostegno e supporto nelle situazioni di ricevimento pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Quali innovazioni e quali difficolt\u00e0 ha comportato la transizione agli Sportelli per le diverse figure tecniche (assistenti sociali, educatori) e amministrative dei servizi sociali comunali?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Le difficolt\u00e0 e le innovazioni sono numerose e complesse, perch\u00e9 l\u2019apertura degli Sportelli sociali \u00e8 coincisa con il ridisegno del sistema dei servizi sociali in citt\u00e0, con il decentramento ai Quartieri, con l\u2019ipotesi di affidamento di alcuni servizi e attivit\u00e0 alle nuove ASP cittadine (Poveri Vergognosi e Irides), con il trasloco degli uffici nella nuova sede, con la decisione di collocare le funzioni educative degli educatori professionali fuori dai Servizi Sociali e all\u2019interno di una nuova Area Infanzia e Adolescenza dei Quartieri, in un\u2019ottica di maggiore attenzione all\u2019attivit\u00e0 di prevenzione e di lavoro sul territorio e di comunit\u00e0 pi\u00f9 che alle prese in carico individuali e assistenziali.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Le innovazioni stanno nel riportare a ogni territorio tutte le tematiche sociali portate dalla cittadinanza (dai minori agli anziani, passando per gli adulti), con il decentramento ai quartieri, nell\u2019individuare un unico punto di accesso dei cittadini al nuovo servizio sociale territoriale, e, come gi\u00e0 prima accennato, nel separare la funzione educativa da quella sociale. Le difficolt\u00e0 stanno, in primis, nell\u2019avere organizzato tutta questa operazione senza una grande preparazione precedente (ad es. facendo gruppi di lavoro misti e che potessero produrre delle proposte organizzative minimamente condivise, o magari facendo una sperimentazione prima in un solo quartiere), con molta fretta e facendo coincidere in modo contestuale tutti i cambiamenti. Per cui, per quanto riguarda gli Sportelli sociali, le difficolt\u00e0 sono quelle di aver previsto esclusivamente personale amministrativo e di averne modificato le mansioni svolte precedentemente, che erano prevalentemente di natura amministrativa e burocratica, in mansioni di natura relazionale e comunicativa (accogliere le persone, dare informazioni e orientare, provare a decifrare in un primo momento la domanda del cittadino), tutto questo senza aver valutato se le persone erano o meno in possesso di queste attitudini (trattare con le persone, per di pi\u00f9 in situazione di bisogno, non \u00e8 come trattare degli atti e della carta) e, soprattutto, senza avere, prima dell\u2019apertura degli Sportelli, effettuato una bench\u00e9 minima formazione sulle competenze relazionali.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Per quanto riguarda le Assistenti Sociali, la difficolt\u00e0, per come la avverto io, \u00e8 nell\u2019integrazione fra gruppi e competenze precedenti (prima suddivise in Minori e Famiglie, Adulti, Anziani) e anche, per quanto riguarda le A.S. del precedente Servizio Minori, nella perdita della figura dell\u2019educatore professionale, con la quale si era consolidata una determinata modalit\u00e0 di lavoro e collaborazione che deve essere rivista. Questa difficolt\u00e0 di integrazione operativa e organizzativa non viene aiutata dalla logistica, poich\u00e9, in molti quartieri, le assistenti sociali non possono condividere gli spazi, a causa dell\u2019insufficienza dei locali, per cui i gruppi rimangono separati in sedi diverse e anche lontane (chi si occupava di anziani in un luogo, chi si occupa di minori in un altro, chi degli adulti in un altro ancora). <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Per quanto riguarda gli educatori, la difficolt\u00e0 consiste nel fatto di essere stati assegnati ai quartieri e all\u2019Area Infanzia e Adolescenza senza una proposta e un modello di organizzazione e di funzioni gi\u00e0 ideato e prospettato da qualcuno; pertanto, nella prima fase, si \u00e8 creata una situazione di incertezza su cosa fare di diverso, all\u2019interno della nuova ottica dell\u2019amministrazione, e come ridefinire il rapporto con le assistenti sociali, relativamente alle competenze e alle tipologie degli interventi educativi e sociali.<br \/>\nPer tutto il personale poi si \u00e8 vista azzerata qualche funzione specializzata acquisita nel tempo (ad es. sulle emergenze sociali, sui minori abbandonati, sull\u2019immigrazione, ecc.) e sulla quale ci si era impegnati e formati.<\/p>\n<p><strong>A Bologna, oltre che con le dinamiche di decentramento e riorganizzazione citate, l\u2019avvio degli Sportelli sociali si \u00e8 intrecciato con il trasloco nella nuova Sede Unica. Dal punto di vista sindacale, quali difficolt\u00e0 nella relazione con gli operatori si sono generate a causa di queste sovrapposizioni?<br \/>\n<\/strong>Le difficolt\u00e0, come in parte gi\u00e0 espresso prima, sono state nell\u2019accelerazione di tutta l\u2019operazione, per cui dalla data dell\u2019apertura della trattativa con l\u2019Amministrazione Comunale, il 16 maggio, in un mese si \u00e8 arrivati alla sottoscrizione del pre-accordo (24 giugno), e poi dopo altri 45 giorni alla formalizzazione del decentramento, con l\u2019atto del Settore Personale e Organizzazione di assegnazione dei dipendenti ai Quartieri il 6 agosto. Tutto ci\u00f2 nel pieno dei mesi estivi e di ferie dei lavoratori e del trasloco degli uffici nella nuova sede comunale. Come gi\u00e0 detto, inoltre, non c\u2019era stata una preparazione precedente dei diversi gruppi di operatori, sicch\u00e9 per molti le novit\u00e0 e le modificazioni del lavoro sono state davvero sostanziali (assegnazione a nuovi servizi, trasloco, attribuzione di nuovi e diversi compiti), senza un percorso almeno partecipato e senza una qualche formazione. Questo ha comportato la difficolt\u00e0 di non poter avere certo tempo per confrontarsi, per approfondire le problematiche che si aprivano, per poter condividere \u2013 almeno in parte \u2013 gli obiettivi dell\u2019intero progetto e il percorso per raggiungerli. \u00c8 davvero mancato un coinvolgimento e una partecipazione a questo disegno organizzativo.<\/p>\n<p><strong>Ritenete che l\u2019avvio degli Sportelli sia stato accompagnato, da parte dell\u2019Amministrazione, da idonee iniziative di sensibilizzazione, valorizzazione economica e motivazione di chi negli Sportelli andr\u00e0 a lavorare? E quale clima riscontrate tra i prossimi operatori degli Sportelli?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Parte di queste considerazioni sono gi\u00e0 state accennate, e si pu\u00f2 dire che sono state diverse le mancanze sullo Sportello sociale. Innanzitutto non tutto il personale era stato precedentemente coinvolto in una informazione o formazione di base sulle ragioni dell\u2019apertura di questi sportelli, ai sensi della normativa nazionale e regionale, per cui, per qualche dipendente, questo servizio era una novit\u00e0 assoluta; inoltre, come gi\u00e0 evidenziato, l\u2019Amministrazione Comunale non ha condiviso l\u2019importanza di valutare le motivazioni di questo personale, minimizzando l\u2019importanza delle competenze relazionali in questo servizio. Ho gi\u00e0 detto che la formazione, invece che essere svolta precedentemente all\u2019avvio degli Sportelli, sar\u00e0 invece contestuale e successiva alla loro apertura, sia per la parte relazionale e comunicativa, che per quella di informazione e informatica (utilizzo di programmi e di schede dei diversi servizi), con il rischio che il personale non sia pienamente in grado, sin dal primo giorno, di saper rispondere correttamente ai cittadini che si rivolgono allo sportello.<br \/>\nPer quello che riguarda la valorizzazione economica, tema prettamente di natura contrattuale e sindacale, l\u2019accordo ha previsto tre tipi di valorizzazione: la progressione verticale dalla cat. B alla cat. C Amministrativa (per il personale ancora in cat. B); il riconoscimento dell\u2019indennit\u00e0 di sportello per ogni turno di presenza al ricevimento del pubblico; l\u2019individuazione di un Progetto incentivante per tutti i dipendenti oggetto della riorganizzazione e decentramento ai quartieri, pari a 110.000 Euro complessivi per tutto il personale e con quote differenziate in relazione a criteri di diverso impegno e modifiche lavorative.<br \/>\nIl clima fra gli operatori \u00e8 quindi in parte di obbligatoriet\u00e0, in parte di incomprensione dell\u2019urgenza nella tempistica, in parte di sensazione di non esser stati messi nelle migliori condizioni per poter svolgere una adeguata accoglienza ai cittadini (sia per il ricevimento che per le risposte e informazioni).<span class=\"Apple-converted-space\"><\/p>\n<p><\/span><strong>In base al percorso che ha portato all\u2019accordo sindacale del 24 giugno 2008, quali consigli dareste su cosa perseguire e cosa evitare ai vostri colleghi di un Comune, anche di dimensioni pi\u00f9 piccole, che si accinga a istituire un servizio di Sportello sociale?<br \/>\n<\/strong>Il consiglio che si pu\u00f2 sempre dare \u00e8 di informare preventivamente e in modo chiaro le persone, di farle partecipare attivamente alla definizione delle proposte operative e organizzative, valorizzando cos\u00ec le conoscenze che loro hanno del lavoro da punto di vista pratico e concreto, raccogliendone suggerimenti e osservazioni che sono dati dalla esperienza. Questo approccio aiuterebbe a evitare problemi successivi e contribuirebbe a creare un buon clima interno al servizio e una buona relazione con i cittadini. Ma questo modello partecipativo non \u00e8 pi\u00f9 molto di moda, \u00e8 forse una nostalgia di qualche sindacalista, mentre sembra prevalere, nelle amministrazioni, una impostazione dirigistica e molto gerarchica. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a cura di Massimiliano Rubbi Nella costruzione degli Sportelli sociali risulta fondamentale un adeguato coinvolgimento degli operatori, che necessariamente passa tramite la mediazione sindacale. 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