{"id":5151,"date":"2025-11-10T12:57:28","date_gmt":"2025-11-10T11:57:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5151"},"modified":"2025-11-12T10:20:26","modified_gmt":"2025-11-12T09:20:26","slug":"lettere-al-direttore-11","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5151","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente<\/p>\n<p>Carissimo Claudio,<br \/>\nho pensato di comunicarti in breve la mia esperienza relativa al primo incontro con l\u2019handicap.<br \/>\nEro giovane, sui 19-20 anni, e a me e ad altri ragazzi della mia parrocchia di Torino era stato chiesto di fare servizio presso una casa di spiritualit\u00e0 per aiutare dei giovani con problemi di handicap. Ci siamo quindi recati presso questa casa e all\u2019inizio l\u2019impatto non \u00e8 stato facile, soprattutto con qualche persona che parlava in modo per me incomprensibile. Mi pareva di essere piombata in un mondo difficile da affrontare e, non riuscendo a dialogare con alcune persone, mi era quasi venuta la tentazione di rinunciarvi. Tuttavia la tenacia e la forza di volont\u00e0 di M., una ragazza spastica che faceva ogni sforzo per comunicare con me, hanno avuto la meglio e tra noi \u00e8 nata una bellissima amicizia, fatta di complicit\u00e0, battute di spirito, ecc., tant\u2019\u00e8 che negli anni successivi, durante l\u2019estate, ho partecipato a dei soggiorni a Rimini in compagnia di persone con problemi di handicap e M. era in camera con me. Erano gli anni \u201970 e la presenza di persone con problemi non era ancora ben accetta in tutti gli alberghi, per cui a volte ci sono state delle difficolt\u00e0, ma M., forte della sua convinzione, che occorresse \u201cfarsi vedere\u201d e conoscere dai \u201ccosiddetti\u201d sani in ogni luogo da essi frequentato, ha insistito per andare col gruppo anche in discoteca e per ballare con alcuni di noi. Voglio precisare che M. si \u00e8 poi laureata e sposata e ha fondato un\u2019associazione per aiutare i suoi amici. Questa esperienza per me \u00e8 stata veramente di stimolo e di arricchimento e mi ha fatto pensare che a volte l\u2019handicap \u00e8 pi\u00f9 nella mente dei normodotati che in coloro che hanno qualche problema in pi\u00f9, ma una forza di volont\u00e0, una grinta e un\u2019energia da vendere\u2026<br \/>\nComplimenti e grazie per i tuoi articoli e un caro saluto!<br \/>\nAnna Antoniono in Tomatis<\/p>\n<p>Cara Anna,<br \/>\nla tua lettera \u00e8 stata per me come la madeleine per Proust: c\u2019\u00e8 una sorta di aderenza totale tra la vicenda tua e di M. e la vicenda mia e di persone che nel tempo mi sono state vicine; una somiglianza tale che a ogni rigo che scorrevo mi tornavano in mente momenti della mia vita passata (a parte il matrimonio della tua amica\u2026 io sono ancora orgogliosamente \u201csolo\u201d\u2026 fidanzato): piaceri e difficolt\u00e0, delusioni e tentativi riusciti, rapporti pi\u00f9 o meno intensi, ecc.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Per\u00f2 il fatto che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 che, come spesso capita, raccontando l\u2019esperienza di ogni persona con disabilit\u00e0, per quanto diversa una dall\u2019altra, \u00e8 come se raccontassimo qualcosa della societ\u00e0 in cui viviamo: non perch\u00e9 la persona disabile sia un soggetto esemplare del mondo, ma perch\u00e9 spesso la sua presenza e la sua biografia ne fanno emergere le contraddizioni, le difficolt\u00e0, le \u201canormalit\u00e0\u201d. Ne svelano i pregiudizi, le insensibilit\u00e0, i rapporti di forza asimmetrici. Le persone disabili portano inscritti nelle loro vite i segni del loro passaggio nel mondo con una evidenza maggiore: ecco perch\u00e9 possono essere testimoni privilegiati e credibili della storia del mondo stesso. Una volta mi \u00e8 stato chiesto quale fosse il ruolo del disabile nella societ\u00e0. Mi \u00e8 stato difficile scegliere, ma, dovendolo fare, risposi che era quello dell\u2019evidenziatore. Ma qual \u00e8 il compito dell\u2019evidenziatore? Sottolineare le cose pi\u00f9 importanti e i punti pi\u00f9 critici, cos\u00ec da ricordarseli e da farne oggetto di riflessione approfondita.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ai tempi in cui studiavo non esistevano ancora gli evidenziatori, in ogni senso: n\u00e9 come oggetto di cancelleria n\u00e9 come soggetti in grado di svolgere quel compito sociale. Col tempo io sono diventato un evidenziatore di colore azzurro: s\u00ec, hai capito bene, azzurro come i campioni del mondo. Vedi che anche l\u2019azzurro sa incidere sulla storia?<\/p>\n<p>Ciao Claudio! Sono Donatella, ti scrivo perch\u00e9 penso\u00a0tu possa aiutarmi. Sono la madre di una bimba di quasi due anni (Margherita) con quel qualcosa di speciale che fa sempre pensare. Margherita \u00e8 strabica e per questo motivo dovr\u00e0 portare per non so quanto tempo\u00a0una benda ortottica (\u00e8 previsto un intervento dopo i tre anni), che si fa mettere costantemente e pazientemente da quando aveva sei mesi. Io sono un\u2019illustratrice di libri didattici per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano a stranieri ma il mio sogno \u00e8 quello di illustrare libri per bambini e perch\u00e9 no&#8230;\u00a0scriverli!<br \/>\nQuesta \u201cbanale diversit\u00e0\u201d di Margherita mi ha portato a pensare di scrivere e illustrare un libricino che abbia come protagonista una bimba con una benda (un regalo per Margherita dalla sua mamma). Sai!\u00a0Spesso penso a quando\u00a0sar\u00e0 pi\u00f9 grande e alle domande alle quali non so se sapr\u00f2 rispondere; io in famiglia ho avuto due nonni non vedenti e\u00a0avendoli amati\u00a0tanto non ho mai visto la loro \u201cdiversit\u00e0\u201d\u00a0e li ho sempre ammirati per quel qualcosa\u00a0in pi\u00f9 di speciale che avevano.<br \/>\nOra non voglio annoiarti ulteriormente\u00a0e quindi ti chiedo se puoi consigliarmi sulla direzione da prendere; non sono una pedagoga, non ho alcuna esperienza in merito e non so da dove iniziare. Se non ti chiedo troppo e questo sarai tu a dirmelo, avrei pensato di buttar gi\u00f9 qualcosa, una traccia, da farti leggere per sapere cosa ne pensi, altrimenti attendo tuoi suggerimenti, piccoli input; chi meglio di te.<br \/>\nAh! Se hai da suggerirmi qualche lettura per Margherita (sai adora i libri e penso sia un ottimo strumento per far passare certi messaggi). Ti ringrazio gi\u00e0 da ora per tutto quello che vorrai e potrai fare per noi due; anche se l\u2019importante \u00e8 sapere che ci sono persone belle come te.<br \/>\nCiao, un abbraccio.<br \/>\nDonatella da Perugina<\/p>\n<p>Cara Donatella,<br \/>\nla tua lettera ha stimolato in me ricordi letterari: il primo \u00e8 una filastrocca con testo di Gianni Rodari, e recita cos\u00ec: \u201cUn signore di nome Stanislao,\/ incontr\u00f2 un gatto e gli disse ciao.\/ Il gatto tra s\u00e9 pens\u00f2\/ \u201cChe ignorante per\u00f2! \/Non sa nemmeno dire bene MIAO\u201d. Che, secondo me, descrive bene (e in modo sintetico) due aspetti imprescindibili: il riconoscimento reciproco dell\u2019esistenza di codici molteplici, diversi, e la necessaria bidirezionalit\u00e0 di ogni processo di integrazione e di comunicazione. In quella filastrocca, sbaglia Stanislao a dire \u201cCiao\u201d a un gatto, ma sbaglia anche il gatto a pensare che il \u201cCiao\u201d sia un \u201cMiao\u201d mal riuscito o mai imparato.<br \/>\nNel secondo ricordo, una fiaba di M. A. Pacheco e J. L. Garcia Sanchez, si racconta di un pianeta i cui abitanti hanno un solo occhio dotato di determinate caratteristiche visive. In questo pianeta un giorno nasce un bambino che di occhi ne ha due e con qualit\u00e0 diverse. Questa nascita comporta un\u2019iniziale diffidenza e un disagio diffuso nella comunit\u00e0, ma poi il bambino stesso e i suoi concittadini capiscono il valore della sua differenza sensoriale nell\u2019\u201callargare\u201d il campo del visibile e i parametri del giudizio che diamo di quanto esiste al mondo.<br \/>\nVedi, Donatella, come tu sai il mondo dipende da come lo guardiamo, e questo non significa che vi sia un modo univoco o pi\u00f9 giusto, tutt\u2019altro, ma solo che il mondo vive e respira della pluralit\u00e0 degli occhi di chi lo guarda. E che tutti possono trovare spazio, ragione, cittadinanza, a patto che si riconoscano reciprocamente come legittimi, che uno integri se stesso con l\u2019altro e non che lo includa cancellandone le qualit\u00e0. \u00c8 bellissimo quello che mi scrivi riguardo al rapporto con la diversit\u00e0 dei tuoi nonni, perch\u00e9 sei stata in grado di cogliere la ricchezza insita nella loro \u201cdifferenza\u201d. Spesso il distacco e la difficolt\u00e0 nascono quando ci\u00f2 che \u00e8 diverso lo viviamo come estraneo, strano e incomprensibile. Quando facciamo della \u201cdiversit\u00e0\u201d di un deficit la ragione della \u201cstranezza\u201d, dell\u2019\u201cestraneit\u00e0\u201d di una persona.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Insomma, non \u00e8 importante se diciamo \u201cMiao\u201d o \u201cCiao\u201d, \u201cBau\u201d o \u201cTau\u201d, ma il fatto che sia il \u201cMiao\u201d che il \u201cCiao\u201d possano coesistere e restituirsi a vicenda una parte del mondo che singolarmente ognuno dei due ignorava e non comprendeva.<br \/>\nChe aggiungere, cara Donatella? Tanti Miao Miao con fusa a te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente Carissimo Claudio, ho pensato di comunicarti in breve la mia esperienza relativa al primo incontro con l\u2019handicap. 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