{"id":5155,"date":"2025-11-12T10:02:36","date_gmt":"2025-11-12T09:02:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5155"},"modified":"2026-01-16T10:41:31","modified_gmt":"2026-01-16T09:41:31","slug":"autobiografia-di-una-zucchina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5155","title":{"rendered":"Autobiografia di una zucchina"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Roberto Parmeggiani, educatore e scrittore<\/p>\n<p>Questo libro \u00e8 bellissimo!<br \/>\nMi rendo conto che iniziare una recensione in questo modo, \u00e8 come decidere di iniziare il Giro d\u2019Italia dalla tappa del Mortirolo: tutta in salita.<br \/>\nIl fatto, per\u00f2, \u00e8 che davvero questo libro \u00e8 bellissimo, emozionante, divertente e allo stesso tempo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>semplice, diretto e assolutamente vero.<br \/>\nVero perch\u00e9 l\u2019autore (che mi piacerebbe incontrare faccia a faccia per sottoporlo a un\u2019intervista stile Vanity Fair!) riesce a raccontarci una storia d\u2019infanzie recuperate, come fossero gli stessi bambini a raccontarla.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 un reality questo libro (nel senso etimologico della parola e non secondo il linguaggio televisivo), perch\u00e9 rappresenta perfettamente la realt\u00e0, non una immaginata o costruita, non una <i>fiction<\/i> pensata a tavolino, ma la vita vera. La vita di bambini e bambini abbandonati o allontanati dalle loro famiglie di origine per i pi\u00f9 svariati motivi. La vita vera che lo stesso autore ha scelto di trascorrere per alcuni mesi in una casa di accoglienza.\u00a7<br \/>\nE che quella sia vita vera ne sono prova i dialoghi dei bambini, le loro domande e le loro riflessioni (quelle espresse e quelle trattenute).<\/p>\n<p>Quando me ne vado, Rosy mi sorride.<br \/>\nE mi dico che \u00e8 un peccato che non abbia bambini suoi, perch\u00e9 lei li avrebbe amati ancora pi\u00f9 di quanto ama noi, anche se non riesco a immaginarlo quell\u2019amore. Rosy non \u00e8 il tipo da bere birre e guardare la tele. Se avessi avuto una mamma come lei non ci sarei mai salito sul granaio e non avrei mai frugato nel cassetto del com\u00f2. E se anche avessi frugato, non avrei mai trovato il revolver.<br \/>\nMa se avessi avuto una mamma come lei, non avrei mai incontrato Camille ed \u00e8 meglio cos\u00ec.<br \/>\nA volte mi dico che sono \u201cun minore incapace\u201d come dice il giudice, anche se io tengo a mente la peggiore di quelle due parole. Incapace.<br \/>\nCapisco bene di averne fatta una davvero grossa.<br \/>\nE poi a volte mi dico che se non l\u2019avessi fatto, non sarei qui con i miei nuovi amici e soprattutto con Camille. Prima avevo solo Marcel e Gregory, ma non era la stessa cosa.<br \/>\nIl grosso Marcel \u00e8 una nullit\u00e0 a biglie e non avevo niente da dirgli tranne \u201cnon vali niente a biglie\u201d anche se mi piaceva tanto batterlo. E Gregory, a parte far finire il pallone nella finestra, non sapeva niente di niente.<br \/>\nNon \u00e8 che io sappia tutto, ma con Simon e i fratelli Chafouin almeno si ragiona.<br \/>\n(Gilles Paris, Autobiografia di una zucchina)<\/p>\n<p>La mamma di Icaro, che tutti chiamano Zucchina, sbraita sempre contro il cielo e lo picchia senza ragione. Zucchina allora pensa che il cielo e le botte vanno insieme. Medita quindi di sparare al cielo, in quel modo forse la mamma si sarebbe calmata e avrebbero potuto cos\u00ec guardare la tele senza che lui le prendesse di santa ragione.<br \/>\nUn giorno quindi entra nella camera di sua madre, trova un revolver in un cassetto ed esce in giardino. Punta l\u2019arma verso il cielo. Un colpo, due colpi, sua madre esce, grida \u201ccos\u2019\u00e8 questo casino?\u201d, lui risponde \u201c\u00e8 per te, non voglio pi\u00f9 che mi sgridi\u201d, lei sbraita \u201cschifoso\u201d, un calcio, una spinta, parte un colpo, la mamma barcolla all\u2019indietro e va gi\u00f9.<br \/>\nDa questo punto in poi la vita di Zucchina cambia radicalmente, questo involontario rito d\u2019iniziazione lo porta a lasciare il mondo materno per entrare in modo prepotente nel mondo degli adulti e, nello specifico alla Fontane una struttura che accoglie bambini allontanati dalle loro famiglie.<br \/>\nUn passaggio netto da quello che era a quello che sar\u00e0, dall\u2019amore superficiale di sua madre a quello travolgente di Rosy, dalla solitudine di due amicizie insignificanti alla scoperta dell\u2019affetto travolgente dei coetanei, insomma una vera e propria rivoluzione che coinvolge anche la costruzione dell\u2019identit\u00e0 stessa di Zucchina.<br \/>\nConsiderato \u201cpiccolo stupido\u201d da sua madre prima e \u201cminore incapace\u201d dai giudici poi, Zucchina, come molti bambini e giovani di oggi, viene etichettato in modo assolutamente semplicistico, in categorie che permettono agli adulti di non assumersi il disagio del minore, di relegarlo nella sfera del personale e non del sociale. \u00c8 lo stesso atteggiamento di chi pensa di risolvere i problemi negandoli o, ancora peggio, coprendoli magari con un bel grembiule.<br \/>\nA Zucchina, per fortuna, la vita riserva invece incontri molto interessanti: Raymond, Camille, Victor, Simon, Rosy&#8230; Incontri che gli consentono di intraprende un viaggio per mezzo del quale dimenticher\u00e0 la parola incapace imparando di nuovo ad alzare lo sguardo verso l\u2019alto.<br \/>\nQui sta infatti il segreto per liberarsi delle etichette, soprattutto quelle che affondano l\u2019autostima.<br \/>\nAlzare lo sguardo simboleggia il desiderio e la volont\u00e0 di guardare avanti, confrontandosi con coloro che possiamo incontrare nel nostro percorso di vita, accettando la severit\u00e0 e accogliendo l\u2019amore; significa lanciarsi verso il futuro, radicati ma non pi\u00f9 schiavi del passato; significa ritrovare il coraggio di voler essere se stessi, liberi di lottare per diventare ci\u00f2 che desideriamo.<br \/>\nE come dice Zucchina, dopo un po\u2019 si pu\u00f2 riuscire di nuovo a guardare il cielo senza aver voglia di sparargli, semplicemente perch\u00e9 ne avremmo trovato uno pi\u00f9 grande in terra.<br \/>\nGrande come quello di Zucchina, non solo perch\u00e9 popolato da tanti nuovi amici che gli vogliono bene ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 un cielo il cui orizzonte \u00e8 molto ampio, senza ostacoli, foriero di molti sogni e probabilmente colorato di un bel rosso caldo che fa pensare, proprio come dice il proverbio che rosso di sera, bel tempo si spera.<br \/>\nInfine una bella lista di regole, quelle di base, della convivenza civile, che definiscono i limiti del rispetto e della libert\u00e0 personale di ognuno. Al sentirle i bambini si ribellano, dicono che sono cavolate e che gi\u00e0 le hanno sentite mille volte. Ma come noi sappiamo, in certi casi <i>repetita juvant<\/i>. Quindi perch\u00e9 non stamparle e appenderle un po\u2019 in giro? A qualche adulto che non le ricorda potrebbero fare molto bene!<\/p>\n<p>Oh, ovviamente, i grandi ci hanno dato tutti i consigli su quello che si deve e non\u00a0 si deve fare, e la lista \u00e8 lunga:<\/p>\n<ul>\n<li>Non mettere le dita nel naso.<\/li>\n<li>E soprattutto non tirare fuori le croste per poi mangiarle.<\/li>\n<li>Non dimenticare di lavarsi le mani prima di mettersi a tavola.<\/li>\n<li>Non mettere i gomiti sul tavolo.<\/li>\n<li>Non dire \u2018puah\u2019 ma \u2018no grazie\u2019.<\/li>\n<li>Dire \u2018buongiorno\u2019, \u2018buonanotte\u2019, \u2018grazie\u2019 e \u2018per favore\u2019.<\/li>\n<li>Non dire parolacce.<\/li>\n<li>Lavarsi i denti almeno due volte al giorno.<\/li>\n<li>Lavarsi senza dimenticare di usare il sapone.<\/li>\n<li>Riordinare le nostre camere e i nostri giochi tutti i giorni.<\/li>\n<li>Fare i letti tutte le mattine.<\/li>\n<li>Pregare il buon Dio prima di coricarsi.<\/li>\n<li>Non rimpinzarsi di caramelle e cioccolatini.<\/li>\n<li>Non rubare nel portafoglio di Raymond.<\/li>\n<li>Non dire bugie.<\/li>\n<li>Non nascondere nella pattumiera quello che si rompe.<\/li>\n<li>Cambiarsi le mutande ogni giorno.<\/li>\n<li>Ripassare la lezione.<\/li>\n<li>Non prendere in giro i grandi.<\/li>\n<li>Non picchiarsi durante la ricreazione o altrove.<\/li>\n<li>Non giocare con i coltelli e le forbici.<\/li>\n<li>Dare una monetina ai poveri.<\/li>\n<li>Non lavarsi le mani nell\u2019acquasantiera della chiesa.<\/li>\n<li>Non parlare agli sconosciuti.<\/li>\n<li>E soprattutto non salire sulle loro macchine.<\/li>\n<li>Non finire il fondo dei bicchieri dei grandi.<\/li>\n<li>Non giocare con accendini e fiammiferi.<\/li>\n<li>Non fumare.<\/li>\n<li>Mettere le cinture di sicurezza.<\/li>\n<li>Non insistere quando vi si dice di no.<\/li>\n<li>Non portare a casa i cani e i gatti randagi.<\/li>\n<li>Non toccare i piccioni.<\/li>\n<li>Sorridere quando vi fanno una foto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come se non le sapessimo tutte queste cose, noi marmocchi. Rosy l\u2019ha anche scritto e dobbiamo portarci appresso il quaderno e leggerlo spesso.<br \/>\nL\u2019ho fatto vedere a Simon che ha detto \u201ccavolate\u201d.<br \/>\n(Brano tratto da Gilles Paris, Autobiografia di una zucchina, Milano, Piemme, 2006,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pp. 247-248)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Roberto Parmeggiani, educatore e scrittore Questo libro \u00e8 bellissimo! Mi rendo conto che iniziare una recensione in questo modo, \u00e8 come decidere di iniziare il Giro d\u2019Italia dalla tappa del Mortirolo: tutta in salita. 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