{"id":5157,"date":"2025-11-12T10:05:31","date_gmt":"2025-11-12T09:05:31","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5157"},"modified":"2025-11-12T10:06:13","modified_gmt":"2025-11-12T09:06:13","slug":"viaggiando-in-autostrada-una-giornata-con-leslie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5157","title":{"rendered":"Viaggiando in autostrada. Una giornata con Leslie \u00a0"},"content":{"rendered":"<p>di Annalisa Bolognesi<\/p>\n<p>Parlare di maternit\u00e0 in una rubrica sulle donne. Beh, forse ai pi\u00f9 potr\u00e0 apparire un paradigma scontato e banale, seppure \u2013 lo sappiamo bene \u2013 nessuna donna, nemmeno quelle che hanno scelto di non aver figli o che non si sentono ancora pronte per averli, possa eludere del tutto il pensiero della maternit\u00e0. Allo stesso modo potr\u00e0 sembrare banale la scelta di parlare di madri di bambini con disabilit\u00e0: un tema trattato e ritrattato sia in Italia che all\u2019estero da tantissimi punti di vista e sul quale, onestamente, anche se molto spesso sia portata per il mio lavoro a conoscere mamme e familiari di bambini disabili, non mi sentirei di poter aggiungere nulla.<br \/>\nMa quella che voglio raccontare \u00e8 soprattutto una storia. \u00c8 la storia del mio incontro con una persona normale e straordinaria. Una di quelle persone che, in un certo senso, ti cambiano la vita. E non perch\u00e9 facciano qualcosa che influisca sulla tua vita direttamente, ma perch\u00e9 capaci di aprirti nuovi mondi, trasmetterti la loro forza, fare scaturire nuove riflessioni.<br \/>\n\u00c8 la storia del mio incontro con la fotografa inglese Leslie Mc Intyre.<br \/>\nDevo dire \u2013 anche con un po\u2019 di imbarazzo \u2013 che la fotografia \u00e8 un universo che non mi ha mai attratta pi\u00f9 di tanto. Non sono mai stata capace di catturare in un\u2019immagine le emozioni e i ricordi, mi \u00e8 sempre sembrato riduttivo. Mi riconosco di pi\u00f9 nella narrazione, ho sempre creduto fosse uno strumento pi\u00f9 diretto per comunicare con se stessi e con gli altri.<br \/>\nDavanti al libro fotografico della Mc Intyre, per\u00f2, mi sono dovuta ricredere. The time of her life (Roma, Ed. Contrasto Due, 2004) non \u00e8 solo una raccolta di belle fotografie: \u00e8 un racconto, il racconto per immagini di un\u2019intera vita, quella di Molly, una bambina affetta da una grave disabilit\u00e0 muscolare, morta a soli quattordici anni. \u201c\u00c8 la storia di Molly e di sua madre Leslie, che di mestiere fa la fotografa e che con le sue foto l\u2019ha raccontata in silenzio a tutto il mondo\u201d, scrive Concita De Gregorio nel suo libro Una madre lo sa (Milano, Ed. Mondadori, 2006).<br \/>\nMa non \u00e8 stato sfogliando il libro che ho desiderato conoscere Leslie; il libro l\u2019ho letto solo dopo. L\u2019incontro con Leslie, come spesso avviene in questi casi, \u00e8 stato quasi casuale, frutto di alcune coincidenze pi\u00f9 o meno fortuite.<br \/>\nEh gi\u00e0, credo che pi\u00f9 o meno a tutti sia capitato di stare per settimane senza impegni particolari e poi, in un solo giorno, trovarsi con tantissime cose da fare. E cos\u00ec in quella stessa giornata dovevo andare a Prato per la presentazione di un progetto a cui lavoravo da due anni, mentre, alla sera, sarei dovuta rientrare a Bologna, per sentire Leslie, ospite in una conferenza nel vicino comune di San Lazzaro.<br \/>\nAllora perch\u00e9 non chiamarla anche a Prato? In fondo sarebbe stato bello avere un\u2019ospite di tale importanza!<br \/>\nDetto, fatto. La fotografa di fama internazionale sulla quale \u00e8 stato fatto anche un documentario (Benedetto Parisi, The time of her life, 2007), come fosse niente, risponde \u201cS\u00ec\u201d al mio invito.<br \/>\nEd eccoci al momento dell\u2019incontro.<br \/>\nIo e Nadia, che mi accompagna e mi aiuta con la lingua, incontriamo Leslie alla stazione di Castiglione del Lago, dove ha trascorso qualche giorno di vacanza da alcuni amici. Indossa un paio di orecchini a forma di tappo di bottiglia con dipinta l\u2019immagine di Frida Kahlo: gli stessi che portava anche nel documentario sulla sua vita e che Concita De Gregorio descrive nel suo libro.<br \/>\n\u00c8 alta, magra, bionda, la tipica fisionomia inglese.<br \/>\nSi presenta.<br \/>\nSorride.<br \/>\nIn quel giorno dobbiamo percorrere molti chilometri e la mia non \u00e8 certo una macchina da grande rappresentanza, \u201cma non ti preoccupare, la mia auto \u00e8 molto peggio!\u201d \u2013 mi dice scherzosamente Leslie.<br \/>\nE allora via che si va: da Castiglione a Prato, dove ci sar\u00e0 spazio solo per un suo breve intervento, e poi di nuovo a Bologna, a San Lazzaro, per il convegno della sera, dove invece sar\u00e0 protagonista insieme a Benedetto Parisi, il regista del suo documentario. Oltre duecento chilometri di Autostrada del Sole per conoscersi, chiacchierare in libert\u00e0,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>in modo completamente informale.<br \/>\nSi parla davvero di tutto, con Leslie. Lei e Nadia chiacchierano di cooperazione internazionale. Poi mi chiede di parlarle dell\u2019ordinamento scolastico italiano, di come siano le normative scolastiche in materia di disabilit\u00e0. Mi racconta che, a suo tempo, ha dovuto lottare, ricorrere al Tribunale diverse volte per permettere a sua figlia Molly di poter andare a scuola insieme ai bambini normodotati, per consentirle di essere integrata in una classe normale, andando contro cos\u00ec alla normativa scolastica inglese, che prevede che i bambini disabili vengano collocati in classi speciali.<br \/>\n\u00c8 una persona che ha lottato tanto, Leslie. \u00c8 una fotografa famosa, ma \u00e8 anche soprattutto una donna, una mamma, un\u2019amica.<br \/>\nE quando la sera, a San Lazzaro, parla per pi\u00f9 di un\u2019ora della sua storia davanti a un pubblico in lacrime, mi sembra gi\u00e0 di conoscere tutto, da sempre, anche se in macchina si era parlato di tutt\u2019altro. Risponde a domande emotivamente difficilissime: la sua vita con Molly, il rapporto tra la sua arte e la disabilit\u00e0 di sua figlia, la scelta di pubblicare foto cos\u00ec personali, la morte di Molly a soli quattordici anni. Lo fa con una forza innata, che mai sarei capace di spiegare. So solo che la magia di un incontro che ti cambia la vita spesso sta proprio nel fatto di non riuscire bene a capire in che modo te l\u2019abbia cambiata.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Quando Leslie arriva a descrivere l\u2019ultima notte di Molly, prima di morire, persino l\u2019interprete non ce la fa pi\u00f9 e comincia a piangere. Leslie l\u2019abbraccia e la consola.<br \/>\nIl convegno finisce, \u00e8 stata una bellissima serata, un grande successo anche in termini di pubblico e partecipazione. Leslie mi vede ancora in sala e mi viene incontro: \u201cCiao, che bello vederti! Poverina, hai dovuto guidare tanto oggi!\u201d.<br \/>\nGi\u00e0, quel giorno ho guidato tanto. E non solo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Annalisa Bolognesi Parlare di maternit\u00e0 in una rubrica sulle donne. 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