{"id":5163,"date":"2025-11-12T10:12:41","date_gmt":"2025-11-12T09:12:41","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5163"},"modified":"2025-11-12T10:12:41","modified_gmt":"2025-11-12T09:12:41","slug":"orizzonti-di-gloria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5163","title":{"rendered":"Orizzonti di gloria"},"content":{"rendered":"<p>di Luca Baldassarre<\/p>\n<p>\u201cMi piace proprio questa strada\u2026\u201d. \u00c8 questo che penso quando il mio \u201cscatolino\u201d esce dalla citt\u00e0 e comincia, con calma, a scalare i dolci colli senesi, in direzione sud. Per questa giornata mi sono ripromesso due sole cose: fermarmi ad Asciano per pranzare con mezzo chilo di fiorentina (costi quel che costi!) e poi restare un po\u2019 in ammollo nelle vasche termali, a Bagni San Filippo. In effetti, non \u00e8 un programma tanto impegnativo. Ce la posso fare. La prima parte del viaggio scorre senza tanti problemi anche se un paio di chiamate di lavoro provano a distogliermi dalla mia giornata di assoluto, totale, rigenerante e piacevole riposo. Ma in fondo, mi ripeto, oggi niente mi fermer\u00e0 dalla nullafacenza. Il da farsi di domani sar\u00e0 materia, appunto, del domani. Prima di scendere dall\u2019auto e toccare con mano il pav\u00e9 (s\u00ec, io accarezzo la pavimentazione stradale!) faccio un rapido controllo mentale di quello che mi serve: taccuino, registratore, due bustine di tisana (una depurante e l\u2019altra digestiva), biro, guida e\u2026 ecco! C\u2019\u00e8 sempre l\u2019ultima cosa che mi sfugge. Vabb\u00e8, mi torner\u00e0 in mente\u2026 Aah, le foto! La macchina fotografica. Bene! Adesso ho veramente tutto. Verificata la buona accessibilit\u00e0 del fondo stradale (in questi casi sulle guide turistiche della cooperativa Accaparlante scrivo \u201csampietrini ben connessi\u201d) procedo spedito verso il mio pranzo. Spero che i gestori non se ne abbiano a male ma, a ben vedere, \u201cLa Mencia\u201d non si pu\u00f2 definire esattamente un locale di classe&#8230; Per\u00f2, ragazzi, c\u2019ha una fiorentina del 32! Spiego la portata del numero: intanto bisogna avere ben presente il rumore del rasoio affilatissimo che lacera un tessuto (per gli amanti di Dylan Dog \u00e8 il \u201criiiiiip\u201d). Applicato per analogia a questa carne, il riiiiiip \u00e8 il sibilo impercettibile prodotto dal burro tagliato da una lama rovente. Il coltello si fa strada delicatamente nella \u201cciccia\u201d, che quasi arretra sotto il suo incedere, un po\u2019 come le acque del mar Rosso dinnanzi a Mos\u00e8. Forse per la citazione del profeta o pi\u00f9 probabilmente per il chianti che accompagna il mio pasto, l\u2019esperienza qui a \u201cLa Mencia\u201d assurge a toni mistici.<br \/>\nDopo un bel tour nel paesino e qualche buon caff\u00e9 risalgo in macchina. Guido verso l\u2019Amiata, obiettivo finale del mio miraggio odierno. Mi addentro nella Val d\u2019Orcia e nelle sue strade del pecorino. Nonostante il mio occhio (e il mio stomaco) mi dirotti sistematicamente verso interessi culinari, riconosco all\u2019Amiata e al suo territorio, un fascino e una ricchezza impressionante. Questa zona \u00e8 di pregio sia dal punto di vista storico che naturalistico: boschi di faggi, castagni, sentieri a gog\u00f2 (da percorrere come si vuole: a piedi, cavallo, bici e, a volte, in carrozzina) e perfino piste da sci. E poi medioevo a ufo: borghi spettacolari, abbazie, chiese, palazzi, castelli! Non a caso mi rifocillo un paio di volte prima di giungere all\u2019agognata meta, tappa numero due di questo itinerario eno-gastronomico-godurioso, Bagni San Filippo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Quelli che parlano bene lo definirebbero come \u201cun luogo suggestivo per i suoi depositi calcarei, bianchissimi, e per le cascatelle d\u2019acqua calda termale\u201d. B\u00e8, mica male come descrizione! Qui l\u2019acqua \u00e8 davvero calda e rinvigorente: sgorga naturalmente attorno ai 37-38\u00b0 centigradi. Si pu\u00f2 perfino scegliere se bagnarsi in quella di zolfo dalle rocce del Fosso dell\u2019Acqua Bianca, o in quelle delle piscine fangose. Il <i>n\u00e9cessaire<\/i> per il bagnetto in acqua termale \u00e8 poca cosa: ciabattine, accappatoio e asciugamano. So che detta cos\u00ec, soprattutto per i neofiti della \u201ctermata\u201d, appare una follia. Ma come? In inverno, spogliarsi al freddo? Brrrr\u2026 Mia madre, prototipo della buonissima mamma italiana, ancora oggi ci vede l\u2019anticamera di una bronchite* (l\u2019asterisco \u00e8 il focolaio in omaggio). Ma, e lo dico anche alla mia mamma, cos\u00ec non \u00e8! Il bagno termale garantisce benessere, sollievo e grande rigenerazione cellulare (questa l\u2019ho scritta a caso, ndr). Un risultato simile a un lavaggio a 60\u00b0 in lavatrice per capi bianchi. Unica controindicazione (specifica per Bagni San Filippo): \u201cl\u2019effetto Rockets\u201d (quelli di On the road again). Cio\u00e8, si esce inceronati e con il bulbo sparato in ogni direzione (sostanziale differenza con le crape pelate della band francese degli anni \u201970\/\u201980). Dopo molte ore, preferibilmente il giorno dopo, ci si lava. Invece, subito dopo, si cena. E qui ricomincerei daccapo&#8230; perci\u00f2 passo al prossimo viaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Baldassarre \u201cMi piace proprio questa strada\u2026\u201d. \u00c8 questo che penso quando il mio \u201cscatolino\u201d esce dalla citt\u00e0 e comincia, con calma, a scalare i dolci colli senesi, in direzione sud. Per questa giornata mi sono ripromesso due sole cose: fermarmi ad Asciano per pranzare con mezzo chilo di fiorentina (costi quel che costi!) 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