{"id":5167,"date":"2025-11-12T10:19:50","date_gmt":"2025-11-12T09:19:50","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5167"},"modified":"2025-11-12T10:19:50","modified_gmt":"2025-11-12T09:19:50","slug":"cronache-paralimpiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5167","title":{"rendered":"Cronache paralimpiche"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanni Preiti<\/p>\n<p>\u201cLa Paralimpiade \u00e8 una storia tutta da vivere, fatta di migliaia di capitoli, scritti da mille mani diverse. \u00c8 un mosaico composto da tantissime tessere, l\u2019una indispensabile per la vita dell\u2019altra\u201d scrive nella brochure di presentazione della squadra italiana, il Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), Luca Pancalli.<br \/>\nSono passati ormai mesi dalla chiusura delle Paralimpiadi di Pechino, evento che sicuramente segna la storia dello sport, come dice Pancalli; ora mi trovo qui a raccontare cosa \u00e8 successo. Intanto i numeri: gli\u00a0 atleti italiani sono stati 84 (insieme a sei atleti guida) su un totale di circa 4.000 partecipanti, in rappresentanza di 150 Paesi. Fare l\u2019elenco sarebbe troppo lungo, per non fare ingiustizie, vi riporto il link dove potrete rintracciare il curriculum di ognuno, con i vari atleti divisi per disciplina<br \/>\nVoglio solo citare due nomi, entrambi al femminile: la portabandiera della squadra italiana, la trentasettenne atleta veneta Francesca Porcellato, che a Pechino ha disputato la sua settima Paralimpiade (sei estive e una invernale), accompagnata dalla sedicenne modenese Cecilia Camellini, la pi\u00f9 giovane.<br \/>\nAbbiamo riportato in totale 18 medaglie, una in meno di Atene 2004, piazzandoci al 28\u00b0 posto dopo Paesi come l\u2019Ucraina, il Kenya, il Messico, la Korea, la Tunisia, la Polonia, l\u2019Iran e Hong Kong. Se dovessimo seguire le parole di Rocco Crimi (sottosegretario con delega allo sport) secondo cui \u201cI paralimpici rappresentano il grado di civilt\u00e0 di un Paese\u201d, ci troveremmo evidentemente a un grado di civilt\u00e0 piuttosto basso. In realt\u00e0 lo stato dello sport disabili in Italia, come il nono posto tra i normodotati, non dipende di certo solo dal nostro piazzamento nel medagliere di Pechino, ma sicuramente \u00e8 un dato importante sul quale dobbiamo fare molte riflessioni per il prossimo quadriennio.<br \/>\nMolte sarebbero le cose da citare su questo evento mondiale, ma la storia \u00e8 fatta soprattutto dagli uomini e dalle donne, e ce ne sono tanti da menzionare come Matt Cowdrey australiano, cinque ori e tre argenti nel nuoto, grande rivelazione di questi Giochi. Come lui, in piscina, i cinesi hanno sostenuto il grande idolo di casa, He Junquan, completamente senza braccia da quando aveva cinque anni per aver toccato un trasformatore, che ha catalizzato l\u2019attenzione del pubblico che gremiva il Water Cube a ogni sua gara. He Junquan ha raggiunto il suo obiettivo: cinque gare, cinque medaglie d\u2019oro. Natalie Du Toit \u00e8 invece il Pistorius della piscina, non solo perch\u00e9 \u00e8 sudafricana come lui e amputata a una gamba. Natalie, che ha partecipato anche all\u2019Olimpiade del mese scorso, giungendo sedicesima nella maratona del nuoto (10 km), aveva solo da perdere, come Pistorius. E, come lui, ha anche rischiato di farlo. Un fenomeno, eletta con il premio Whang Youn Dai come la migliore dei Giochi insieme al panamense Said Gomez, ipovedente, presente ai Giochi da Barcellona. E poi Chantal Petitclerc, canadese, paraplegica da quando aveva 13 anni, un fenomeno in carrozzina, oro in tutte le gare a cui ha partecipato: 100, 200, 400, 800 e 1500 m. O Kenny Darren, ex ciclista junior della nazionale junior inglese, cerebroleso dopo un incidente in gara al Tour d\u2019Irlanda: ha vinto cinque medaglie, quattro d\u2019oro e una d\u2019argento, dietro al fenomeno spagnolo Ochoa. Imbattibile anche in questa edizione Esther Vergeer, la miglior tennista in carrozzina di tutti i tempi. A 27 anni, in carrozzina da quando ne aveva otto dopo un\u2019operazione alla spina dorsale per risolvere un difetto avuto alla nascita, la Vergeer ha vinto singolo e doppio, portando a 345 le gare in cui \u00e8 imbattuta. Un record aperto e probabilmente mai superabile. E la polacca Natalia Partika, amputata a un braccio, che ha partecipato alla Olimpiade, come la Du Toit. Ha vinto un oro nel singolare, ma \u00e8 stata sconfitta nella partita decisiva della finale a squadre, che ha consegnato l\u2019ennesimo oro alla Cina. La dimostrazione che Olimpiade e Paralimpiade sono sempre pi\u00f9 vicine. Il celebrato, anche troppo da tutti i media mondiali, Oscar Pistorius\u00a0 con le vittorie nei 400, 100 e 200, anche se quella nei 100 soffertissima vinta per 3 centesimi. Infine voglio ricordare la nazionale maschile australiana di basket in carrozzina, che contro pronostico ha battuto in finale il Canada del fortissimo Patrick Anderson.<br \/>\nOra parliamo dei media: circa 5.000 gli addetti alla comunicazione accreditati per i Giochi Paralimpici di Pechino 2008, tra operatori del BOB (Beijing Olympic Broadcasting), delle televisioni, della stampa e fotografi, basti pensare che solo la BBC \u00e8 stata presente a Pechino con 80 operatori. L\u2019euforica Steffi Klein, Senior Manager dei Media e delle Comunicazioni dell\u2019International Paralympic Committe, ha dichiarato nella conferenza stampa d\u2019apertura: \u201cInutile dire la mia soddisfazione nel leggere questi dati, numeri che fanno di queste Paralimpiadi una delle pi\u00f9 importanti di sempre in termini di visibilit\u00e0 e di risalto dato dai media a un evento del genere\u201d.<br \/>\nE per quanto riguarda l\u2019Italia? Io ho provato a chiedere a chi ho incontrato in questi giorni, tra cui anche giornalisti sportivi della mia citt\u00e0, e la risposta \u00e8 stata che hanno visto poco o nulla. Del resto io stesso, da appassionato e dotato di satellite a casa, sono riuscito a vedere poco, sicuramente anche a causa dell\u2019orario scomodo delle dirette! Ho notato ancora una grande indifferenza. Ogni giorno su RaiDue alle 9.30 c\u2019\u00e8 stato uno speciale di una mezz\u2019ora, poi dalle 10.30 alle 14.30 ci sono state quattro ore di dirette su RaiSportPi\u00f9 (digitale terrestre) e RaiSportSat (satellite), dove Lorenzo Roata \u00e8 stato un ottimo cronista dell\u2019evento paralimpico, dimostrando la competenza che ha acquisito in questi anni sullo sport disabili coadiuvato dal bravo e esperto Claudio Arrigoni; prezioso \u00e8 stato anche il contributo tecnico dei commentatori che la Rai ha assoldato tra le fila dei tecnici del Comitato Italiano Paralimpico. Il sito web della Rai ha trasmesso le dirette in streaming. Eurosport aggiornava i risultati tramite le sue news, come pure Sky sulle medaglie italiane. Sui giornali non si \u00e8 visto molto, qualche articolo sulla Gazzetta dello Sport, e pochi altri. Tutto questo \u00e8 stato sicuramente insufficiente, naturalmente in quei giorni era ovviamente pi\u00f9 importante parlare della ben pi\u00f9 seguita, famosa e pagata nazionale di calcio, che per poco non \u00e8 scivolata sulla \u201cbuccia di banana\u201d Cipro, e del polso rotto di Gattuso, invece di dedicare qualche minuto alle Paralimpiadi. Naturalmente era colpa del mancato interesse da parte del pubblico, ma \u00e8 un cane che si mangia la coda; come fa il pubblico a mostrare interesse per qualche cosa che non conosce e non pu\u00f2 vedere? Come sottolineato dalla portacolori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Preiti \u201cLa Paralimpiade \u00e8 una storia tutta da vivere, fatta di migliaia di capitoli, scritti da mille mani diverse. \u00c8 un mosaico composto da tantissime tessere, l\u2019una indispensabile per la vita dell\u2019altra\u201d scrive nella brochure di presentazione della squadra italiana, il Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), Luca Pancalli. Sono passati ormai mesi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3606],"edizioni":[118],"autori":[305],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5167"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5168,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5167\/revisions\/5168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5167"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=5167"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=5167"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=5167"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=5167"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=5167"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=5167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}