{"id":52,"date":"2009-11-04T17:04:27","date_gmt":"2009-11-04T17:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=52"},"modified":"2025-11-12T11:36:00","modified_gmt":"2025-11-12T10:36:00","slug":"impressioni-e-progetti-dal-madagascar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=52","title":{"rendered":"Impressioni e progetti dal Madagascar"},"content":{"rendered":"<p>di Marcello Anastasio<\/p>\n<p>Ogni viaggio \u00e8 un\u2019esperienza personale pressoch\u00e9 irraccontabile, e molto spesso quel che si racconta, tornando a casa, ai genitori e agli amici \u00e8 solo la parte gi\u00e0 tradotta del percorso. Impressi<!--break--> invece in diversi codici, chimici, fisici e psichici, stanno nel nostro corpo, sulla nostra pelle, tutta una serie di messaggi che si traducono col tempo, con la riflessione o per caso, per associazione. Il nostro compito in quanto viaggiatori dedicati allo studio, alla ricerca di possibili collaborazioni, era appunto quello di immagazzinare impressioni e rilasciarle poi col tempo, perch\u00e9 possano dare a qualcun altro la voglia di partire e quella di unirsi nel cooperare, nel cercare di ridurre l\u2019enorme divario tra i nord e i sud di questa palla volante.<br \/>\nVoglio dirvi cosa: non vorrei trasmettere al ritorno da questo viaggio nel cuore dell\u2019infinito, nel cuore del Madagascar, la mia disperazione, il mio profondo senso di impotenza, n\u00e9 l\u2019odio provato davanti agli sfruttatori palesi e occulti di tanta straboccante bellezza, n\u00e9 il disprezzo per gli altri viaggiatori bianchi alla ricerca di un ricordino, di un\u2019esperienza eccitante; n\u00e9 l\u2019orrore, nemmeno l\u2019orrore per la sporcizia e la paura fisica scioccante del contagio. Nessuna di queste cose vorrei trasmettervi.<br \/>\nCome non mi piacerebbe raccontarvi del nostro arrivo il giorno di Natale in un villaggio di case di fango a bordo di un gigantesco fuoristrada dal colore rosso sgargiante, pi\u00f9 alto degli spioventi di quei tetti di paglia, quando subito circondati da una ventina di creature vestite di stracci, sotto una pioggia scrosciante, ci siamo accorti di non avere nemmeno un dono. Nemmeno il carbone che qui diamo ai bambini cattivi per la Befana.<br \/>\nD\u2019altro vi vorrei parlare: degli orizzonti infiammati di sole e dei miraggi della barriera corallina e delle donne giovani piene di inebriante candore e delle colonne di baobab nella sabbia e delle narici divaricate e dei toraci lucidi e grondanti dei portatori scalzi di pousse pousse, il risci\u00f2 locale. E degli incontri insospettati al mattino coi colori impressionanti degli uccelli e delle strane piante dalle forme sconosciute e delle foreste spontanee di mango nella stagione dei frutti maturi gialloarancio, e dell\u2019incontro coi serpenti nella notte e le forme di roccia strapiombante e l\u2019antica terra madre, vagina Africa.<br \/>\nEppure mi accorgo, scrivendovi, dell\u2019impossibilit\u00e0 di dire e non dire, di spiegare e scomporre, meglio sarebbe essere un colabrodo di esperienze di odori, canzoni, ritmi, voglie, sortilegi, angosce e sorrisi splendenti di un mondo che ancora sorride alla vita come un regalo grande da godere.<\/p>\n<p><strong>Il Progetto Antsirabe<br \/>\n<\/strong>La realt\u00e0 del Madagascar ha un estremo bisogno di sostegno, soprattutto oggi che si stanno creando le condizioni per uno sviluppo reale. Partendo da queste premesse, il progetto Antsirabe, nato tra l\u2019Italia e il Madagascar sulla base di un lungo rapporto di conoscenza e amicizia, si propone di potenziare tale sostegno per costruire modelli facilmente riproducibili, partendo proprio dalle vastissime risorse del paese. Infatti, per non commettere gli stessi errori del passato, sar\u00e0 necessario coniugare l\u2019offerta di capacit\u00e0 e conoscenza con una volont\u00e0 profonda di autonomia e innovazione.<br \/>\nLa popolazione malgascia (15 milioni di abitanti circa) \u00e8 costituita prevalentemente da ragazzi e ragazze molto giovani (14 anni \u00e8 l\u2019et\u00e0 media) alle prese con la sopravvivenza, costretti a vivere in condizioni di povert\u00e0 assoluta in ragione dello sviluppo inesistente, dell\u2019assoluta mancanza di controllo sulle tecnologie e sui metodi per lo sviluppo e per la crescita. Il Madagascar \u00e8 infatti collocato alla 152esima posizione nell\u2019elenco dei paesi sviluppati e questo nonostante sia in realt\u00e0 un giacimento di risorse inestimabili. Le condizioni di vita non permettono un controllo sulle malattie e le epidemie sono frequenti: malaria, tubercolosi, colera e anche la lebbra nel sud del paese. Inoltre, la poverissima isola vive in uno stato di dipendenza dai sistemi occidentali senza poter intraprendere un suo percorso evolutivo. I tentativi di autogoverno e autodeterminazione restano ancor oggi precari e inconcludenti e legati all\u2019erogazione del credito della Banca Mondiale.<br \/>\nL\u2019informazione e la cultura non sono considerati strumenti di crescita, non esiste una vera e propria editoria malgascia. Di conseguenza, la cultura, la storia e la lingua delle 11 etnie che compongono il popolo malgascio non vengono insegnate e chi va a scuola \u00e8 costretto a studiare un\u2019altra lingua, dato che non esistono libri di testo. Questo il quadro della situazione del Madagascar.<br \/>\nLa richiesta che ci arriva da quella terra, e a cui il progetto Antsirabe cercher\u00e0 di rispondere, \u00e8 dunque costruire un modello di sviluppo imitabile che porti a dei risultati in breve tempo.<br \/>\nGli obiettivi generali del progetto rientrano dunque in quattro ambiti: diffondere l\u2019educazione nelle aree rurali; migliorare l\u2019alimentazione dei giovani malgasci; realizzare un programma d\u2019igiene per le famiglie; migliorare la condizione delle abitazioni, primo luogo di educazione. Tutto questo a partire dall\u2019iniziativa di Jean Fran\u00e7ois Ratsimbazafy e della gente della provincia di Antsirabe che hanno messo a disposizione la loro terra e la terra delle loro famiglie (si tratta di un\u2019unit\u00e0 di circa 4 ettari, pi\u00f9 altre due di circa 40 ettari su cui lavorare) per iniziare a uscire dal buio della denutrizione, dalla condanna delle malattie, dalla congiura dell\u2019ignoranza.<br \/>\nSi tratta di aiutarli a mettere in piedi, con sistemi e tecnologie innovativi, un modello di quattro unit\u00e0 correlate e ripetibili in varie parti del paese. Precisamente: un\u2019unit\u00e0 di produzione agro-alimentare; un\u2019unit\u00e0 di trasformazione, conservazione e stoccaggio dei prodotti agricoli; un\u2019unit\u00e0 di villaggio rurale biodinamico a elevato tasso di autonomia; una unit\u00e0 educativa e di apprendimento professionale. Ciascuna delle unit\u00e0 di progetto deve essere pensata per essere un modello riproducibile ad alto contenuto innovativo sia nella ricerca dei materiali sia nell\u2019utilizzazione delle risorse e nell\u2019impatto ambientale: ecco gli obiettivi pratici che J. Fran\u00e7ois ha proposto nell\u2019incontro di Roma del giugno 2005. La consapevolezza alla base del progetto \u00e8 che, imparando dagli errori fatti in occidente, \u00e8 inutile costringere i paesi poveri a ripercorrere le fasi pi\u00f9 remote dello sviluppo tecnologico ma \u00e8 possibile immaginare uno scambio globale, un riequilibrio del sistema su basi biodinamiche: infatti, \u00e8 importante puntare su un modello di sviluppo basato sulla democrazia partecipata, attraverso la condivisione di ciascuna fase del progetto.<br \/>\nConseguentemente, altri obiettivi saranno quelli di coordinarsi con altri progetti di sviluppo in Italia e stabilire una rete di informativa solidale: auspicabilmente, si pensa di progettare entro il 2006 e realizzare entro il 2008.<br \/>\nTra l\u2019altro, la situazione attuale presenta alcuni elementi di positivit\u00e0 che potranno facilitare l\u2019avvio del progetto: esiste gi\u00e0 un progetto di adozione, sostenuto dal MAIS di Roma sul quale si potranno integrare gli altri interventi; la motivazione in Madagascar \u00e8 attualmente molto forte; esiste un gruppo di interesse composto da persone preparate e disposte a dare un contributo ed effettuare verifiche.<br \/>\nL\u2019intervento che si vuole proporre sar\u00e0 integrato nella realt\u00e0 malgascia, pur volendo inserire metodi e tecnologie alternative: in realt\u00e0 il modello di progettazione partecipata \u00e8 stato adottato in Europa sulla spinta delle realt\u00e0 in sviluppo in tutto il Terzo Mondo, dove condividere ha rappresentato per secoli una priorit\u00e0 necessaria. Inoltre, introdurre un modello di casa e dei modelli di agricoltura e consumo alternativi in una terra in cui l\u2019uomo bianco, lo straniero, il <em>Vasaha<\/em>, ha incendiato e desertificato oltre la met\u00e0 dell\u2019isola, impone delle responsabilit\u00e0 nuove di immaginazione oltre che tecnologiche. Pannelli solari, energie pulite e reintegro del grande patrimonio biologico risultano dei passaggi obbligati, senza dimenticare che certe espressioni possono avere scarso significato rispetto alla vita delle persone.<br \/>\nLa scelta di operare ascoltando le richieste dal basso si propone dunque di incontrare e interpretare le esigenze di innovazione e di autonomia di cui \u00e8 portatore J.F. Ratsimbazafy per conto della gente malgascia. Non ci pu\u00f2 infatti essere uno sviluppo reale se non si riesce a coniugare le necessit\u00e0 di emancipazione dalla povert\u00e0 con la tutela e la conservazione del patrimonio naturale. Scambiare conoscenze e affinare competenze \u00e8 l\u2019unica modalit\u00e0 praticabile, abbandonando il solito atteggiamento predatorio tipico della nostra gente.<\/p>\n<p>Per l\u2019adozione a distanza contattare:<br \/>\nMAIS &#8211; Movimento per l&#8217;Autosviluppo Internazionale nella Solidariet\u00e0<br \/>\nAssociazione di volontariato ONLUS<br \/>\nvia Ettore Ciccotti, 10<br \/>\n00179 Roma<br \/>\nTel\/fax (+39) 06\/788.61.63<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:mais@mais-onlus.org\">mais@mais-onlus.org<\/a><\/p>\n<p>Per il Progetto Antsirabe<br \/>\nMarcello Anastasio<br \/>\n<a href=\"mailto:marcamarc@hotmail.it\">marcamarc@hotmail.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni  viaggio \u00e8 un\u2019esperienza personale pressoch\u00e9 irraccontabile, e molto spesso quel  che si racconta, tornando a casa, ai genitori e agli amici \u00e8 solo la parte gi\u00e0  tradotta del percorso. 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