{"id":522,"date":"2009-11-04T17:06:40","date_gmt":"2009-11-04T17:06:40","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=522"},"modified":"2026-02-18T12:25:41","modified_gmt":"2026-02-18T11:25:41","slug":"telematica-sociale-e-pacifista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=522","title":{"rendered":"5. Telematica sociale e pacifista"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Andrea Tinti e Agnese De Marinis<\/p>\n<p>Alessandro Marescotti, assieme a Carlo Gubitosa ed Enrico Mercandalli \u00e8 l&#8217;autore di &#8220;Telematica per la pace&#8221;, edizioni Apogeo, MI, 1996, un testo che introduce all&#8217;uso della telematica<!--break--> concepita come risorsa indispensabile per l&#8217;affermazione della democrazia e della pace; un modo anche per conoscere le reti telematiche al di l\u00e0 delle mode. Lo abbiamo intervistato per sfatare alcuni luoghi comuni e per conoscere le potenzialit\u00e0 sociali delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p><strong>Cosa intendi per telematica per la pace?<br \/>\n<\/strong>La telematica si \u00e8 diffusa in Italia in un periodo (quello successivo alla Guerra del Golfo) in cui il pi\u00f9 forte e diffuso movimento di base in Italia era quello pacifista; era molto sentito il bisogno di scambiare informazioni in modo tempestivo e socializzante. E&#8217; nata perci\u00f2 l&#8217;esigenza di una telematica che fosse utile non solo ai tecnici o alle aziende ma alla gente, agli ideali di pace e solidariet\u00e0. Oggi la &#8220;telematica per la pace&#8221; \u00e8 una dimensione che abbraccia le questioni planetarie, dello sfruttamento del Sud del mondo e tocca tutti gli aspetti di un&#8217;etica di volontariato e di solidariet\u00e0. La telematica costituisce uno strumento di &#8220;rete&#8221; e di dibattito per i soggetti di questo arcipelago della solidariet\u00e0 e della pace.<\/p>\n<p><strong>Quale pu\u00f2 essere l&#8217;uso della telematica al di l\u00e0 della moda attuale, oltre Internet?<\/strong><br \/>\nLa &#8220;comunicazione molti-a-molti (tramite le computer conference, le mailing list, i newsgroup) \u00e8 a mio parere lo strumento pi\u00f9 rivoluzionario che la telematica pone nelle nostre mani. Invece l&#8217;attuale moda di Internet privilegia il Web (comunicazione uno-a-molti) e trasforma la telematica in una sorta di grande biblioteca in cui cercare le informazioni. La differenza non \u00e8 da poco: cos\u00ec si addomestica la telematica. Anzich\u00e8 utilizzarla come assemblea di dibattito e movimento la si rende innocua trasformandola in un salotto per letture. Ci sono comunque interessanti tentativi di creare all&#8217;interno di Internet e del Web &#8211; degli ambienti cooperativi e di comunicazione &#8220;molti-a-molti&#8221;. E questa \u00e8 la strada a mio parere da battere maggiormente in futuro.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo libro, sottolinei il &#8220;business&#8221; di cui Internet \u00e8 portatore. Ritieni che l&#8217;ipotesi di unificare sotto un&#8217;inica rete i servizi di telematica di tipo &#8220;no profit&#8221;, alternativi ad Internet e rimasti marginali, perch\u00e9 non sopportati dai grossi interessi economici, politici,&#8230; possa facilitare la loro diffusione e garantire un allargamento dell&#8217;accessibilit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, \u00e8 bene che la l'&#8221;altra telematica&#8221; (quella ecopacifista, solidale, del volontariato) non si disperda in mille rivoli e non fallisca la grande occasione di creare un circuito comune, un villaggio globale per promuovere iniziative coordinate. Questo non vuole dire che debba esistere una sola rete no profit: l&#8217;importante \u00e8 coordinare i flussi informativi e la telematica \u00e8 nata per questo.<\/p>\n<p><strong>Come sono diffuse e come utilizzano le reti telematiche le persone che vivono nei paesi in via di sviluppo e in quelli sottosviluppati?<\/strong><br \/>\nIn molte zone dell&#8217;Africa Internet \u00e8 un sogno, nel senso che non arriva.<br \/>\nCi arriva invece la &#8220;telematica povera&#8221;, quella dei BBS (Bullettin Board System). In molte parti del mondo le fibre ottiche o i flussi satellitari non arriveranno nei prossimi anni e chiss\u00e0 quando e se arriveranno: arriveranno invece le connessioni telematiche a basso costo, quelle appunto dei BBS (basta un personal computer, un telefono e un modem per realizzare un nodo per lo smistamento della posta elettronica). Questo dato lo evidenziamo con forza in &#8220;Telematica per la pace&#8221; ed \u00e8 ulteriormente sviluppato in un recente libro di Carlo Gubitosa (&#8220;Oltre Internet&#8221;). Pertanto oggi &#8211; se puntiamo sulle prestazioni prodigiose della multimedialit\u00e0 &#8211; rischiamo di creare una &#8220;Internet troppo veloce&#8221; a cui il Sud del mondo non potr\u00e0 accedere. Perch\u00e8 escludere i pi\u00f9 lenti imponendo tecnologie e standard troppo veloci, funzionali prevalentemente agli interessi commerciali di chi vuole immettere sul mercato computer sempre pi\u00f9 potenti e costosi?<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2, rappresentare per le persone che vivono in situazione di svantaggio, l&#8217;uso della telematica?<br \/>\n<\/strong>La sintesi vocale consente di dare accesso alla rete ai non vedenti, per chi ha problemi di udito la comunicazione scritta \u00e8 ovviamente un vantaggio, chi ha problemi di mobilit\u00e0 sa di poter rimanere in contatto con tante altre persone tramite &#8220;computer conference&#8221;. Io ho cominciato a fare telematica quando \u00e8 nato mio figlio e ho deciso di non spostarmi da Taranto per dedicarmi a lui. Ho fatto una rinuncia &#8220;fisica&#8221; ma virtualmente ho mantenuto i contatti con tante persone sparse in altre citt\u00e0, come se viaggiassi. La mia non era una disabilit\u00e0, era una scelta. Ma per chi \u00e8 disabile&#8230; \u00e8 intuibile il vantaggio di rimanere in contatto con gli altri tramite la rete, di non perdere la propria socialit\u00e0, di allargare gli orizzonti.<\/p>\n<p><strong>Secondo te come si parla di video-dipendenza, si pu\u00f2 parlare di Internet dipendenza con effetti negativi ancora maggiori rispetto alla prima?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, a mio parere c&#8217;\u00e8 un forte rischio di dipendenza; non so se d\u00e0 una peggiore dipendenza la TV o la telematica. Per alcuni ragazzi dalla personalit\u00e0 fragile Internet pu\u00f2 dare un senso di onnipotenza che la TV non offre ed essere ancora pi\u00f9 pericolosa.<br \/>\nIl termine &#8220;alienazione&#8221; si addice: si evade dalla realt\u00e0 per entrare in una realt\u00e0 &#8220;altra&#8221; in cui proiettiamo quei desideri che la vita frustra.<\/p>\n<p><strong>Quali a tuo parere potrebbero essere alcune misure da adottare per scongiurare il &#8220;pericolo&#8221; sempre pi\u00f9 emergente di una dipendenza psicologica da Internet, con conseguenze di impoverimento qualitativo e sopratutto relazionale della vita dell&#8217;individuo?<br \/>\n<\/strong>\u00c8\u00a0bene associare alla telematica una sua finalizzazione sociale e umana che faccia rientrare nella vita i flussi informativi: dalla vita al cyberspazio e&#8230; ritorno.<\/p>\n<p><strong>Secondo la tua opinione Internet pu\u00f2 diventare il &#8220;Grande Fratello&#8221; e in caso di risposta affermativa, come ci si pu\u00f2 difendere da questo pericolo, senza annullare i benefici della telematica?<br \/>\n<\/strong>Il rischio per Internet non sta in una sorta di malefica struttura della tecnologia (anzi Internet non \u00e8 strutturalmente centralizzata, tende ad essere &#8220;libertaria&#8221; ed anarchica); il rischio non sta nella tecnologia ma nei tentativi in atto di commercializzare e controllare economicamente la rete creando situazioni di monopolio di fatto; L&#8217;altro rischio \u00e8 che i governi impongano leggi-bavaglio a questa grande fonte di libert\u00e0 della comunicazione.<\/p>\n<p><strong>Negli anni 60 e 70 alcune correnti di pensiero legate alla estrema sinistra demonizzavano lo strumento televisivo in quanto oggettivo portatore di sub-cultura; non pensa nel suo libro, che la telematica in generale e in particolare Internet possa far correre il medesimo rischio?<br \/>\n<\/strong>Quando ho cominciato a scrivere questo libro con Enrico Marcandali e Carlo Gubitosa (lo abbiamo scritto &#8220;in rete&#8221; pur abitando a centinaia di chilometri di distanza) ci siamo trovati d&#8217;accordo subito su alcuni punti: la TV \u00e8 centralizzata, \u00e8 un mezzo di comunicazione uno-a-molti e richiede forti investimenti. La telematica rappresenta un ribaltamento di questa logica se privilegiamo le strutture che consentono la comunicazione molti-a-molti e quelle a basso costo. Le forme di sub-cultura che permeano la TV permeano anche la telematica, che rischia di diventare un megabar virtuale dove ci si parla addosso a ruota libera, un chiacchierificio mondiale (e per questo alcuni sono diffidenti rispetto alla comunicazione molti-a-molti e vedono il rischio di uno scadimento di tono, fino all&#8217;insulto collettivo e al caos della comunicazione). Ma questi sono i rischi delle democrazie e dei sistemi aperti. Spetta a noi cogliere le potenzialit\u00e0 e non lasciarcele sfuggire: perch\u00e8 da qui al Duemila gli utenti telematici saranno diventati cento milioni. E dobbiamo lavorare perch\u00e8 i gap fra &#8220;avvantaggiati&#8221; e &#8220;svantaggiati&#8221; non aumenti, come purtroppo sta avvenendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Marescotti, assieme a Carlo Gubitosa ed Enrico Mercandalli &egrave; l&#8217;autore di &quot;Telematica per la pace&quot;, edizioni Apogeo, MI, 1996, un testo che introduce all&#8217;uso della telematica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3604],"edizioni":[87],"autori":[2714],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=522"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6586,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522\/revisions\/6586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=522"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=522"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=522"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=522"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=522"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=522"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}