{"id":531,"date":"2009-11-04T17:06:43","date_gmt":"2009-11-04T17:06:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=531"},"modified":"2025-12-17T10:49:34","modified_gmt":"2025-12-17T09:49:34","slug":"il-mercato-e-le-relazioni-educative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=531","title":{"rendered":"8. Il mercato e le relazioni educative"},"content":{"rendered":"<p>di Marco Grana<\/p>\n<p>Lo \u201cscollegamento\u201d come meccanismo fondamentale della vita odierna: come l\u2019ideologia del mercato influenza le relazioni educative e persino la pratica del volontariato e dell\u2019impegno sociale, rendendola \u201chobby\u201d senza alcuna relazione con il tempo di lavoro.<!--break--><\/p>\n<p>&#8211; Le cose, i fatti sociali, sono scollegati l\u2019uno dagli altri, nella vita di ognuno i momenti di lavoro sono separati dai momenti di tempo libero, l\u2019etica e la morale stanno da una parte, la pratica da un\u2019altra;<br \/>\n&#8211; noi persone comuni non sappiamo niente di preciso sui rapporti di causa ed effetto, funzione e struttura, significante e significato, la Medicina, l\u2019Universit\u00e0, la Scienza sanno tutto e hanno trovato o sono in procinto di trovare le soluzioni a tutti i problemi; Medicina, Universit\u00e0 e Scienza rispondono legittimamente solo al mercato, che a sua volta le fa progredire nel migliore dei modi;<br \/>\n&#8211; la vita quotidiana nelle citt\u00e0 \u00e8 facilitata da supertecnologie che la rendono preferibile ai modelli di vita quotidiana non occidentali, grazie al progresso spinto dal mercato;<br \/>\n&#8211; l\u2019attuale ordine sociale non \u00e8 modificabile, ci render\u00e0 onnipotenti e immortali, il progresso \u00e8 inarrestabile, va nella direzione giusta ed inevitabile perch\u00e8 \u00e8 quella indicata dal mercato;<br \/>\n&#8211; l\u2019uomo \u00e8 una macchina produttiva che deve funzionare al massimo delle sue possibilit\u00e0, esattamente come le altre macchine;<\/p>\n<p><strong>Il mercato \u00e8 il mercato \u00e8 il mercato.<\/strong><br \/>\nAbbiamo cercato di condensare in frasi alcuni degli assiomi fondamentali che ogni cosa rappresentata, ogni fatto comunicato ci dicono in continuazione. Mass media non sono solo i mezzi di comunicazione tradizionalmente intesi: Internet, la TV, i Giornali, la Radio, sono forse meno importanti degli ipermercati, dell\u2019aspetto delle citt\u00e0, dei contratti di lavoro, dell\u2019organizzazione della scuola, del rapporto quotidiano tra la persona comune e l\u2019esperto (il Medico, il Vescovo, l\u2019Avvocato, il Giornalista, l\u2019Insegnante), del far coincidere il viaggiare e il conoscere il mondo con il turismo. Si tratta di assiomi che in qualche caso si presentano anche in forma verbale, ma molto pi\u00f9 spesso sono organizzatori di altri messaggi, che si impongono come senso comune grazie alla potenza del medium, o addirittura sono la struttura del messaggio stesso, e in questo caso sono difficilmente criticabili.<br \/>\nA prima vista sono indipendenti tra loro, ma si tratta di capisaldi organici tra loro del Pensiero Unico, quello che con sempre maggiore efficacia si va imponendo con la globalizzazione.<br \/>\nE\u2019 importante, secondo noi, che lavorando nel sociale ci si preoccupi di vedere quale impatto hanno questi messaggi sul proprio lavoro, dal momento che (come la pioggia nei giorni dopo Chernobyl) essi ricadono su tutto: sulle relazioni individuali e ancora di pi\u00f9 su quelle collettive (l&#8217;educatore e l&#8217;utente, gli assistenti sociali e un\u2019altra professionalit\u00e0, per esempio).<\/p>\n<p><strong>Apologia delle ideologie<\/strong><br \/>\nPrendiamo un po\u2019 della prima frase: i fatti sociali sono tra loro scollegati, i tempi della vita di una persona sono scollegati. Chi lo dice? Come? Perch\u00e8, a quale scopo? Che effetto ha su di noi?<br \/>\nPer una decina d\u2019anni (coincidenti con gli anni ottanta) gli editoriali e le pagine culturali dei principali quotidiani italiani hanno ripetuto che le ideologie erano morte e sepolte, che non avevano pi\u00f9 niente da dire e nessuno ad ascoltarle.<br \/>\nL\u2019ideologia \u00e8 una visione del mondo organica (cio\u00e8 con pochi principi esplicativi generali) che consente di inserire in un ordine e in un senso i fatti del mondo (cosa siamo, dove andiamo, come stiamo insieme agli altri, eccetera), e di conseguenza consente di articolare azioni sociali significative. L\u2019ideologia appartiene e caratterizza un gruppo e si confronta con l\u2019ideologia di altri gruppi. E\u2019 una forma civile e culturalizzata di tensione al cambiamento e di speranza collettiva. La delegittimazione dell\u2019ideologia \u00e8 stata la delegittimazione della presunzione, delle persone o dei gruppi (partiti, sindacati, associazioni), di avere e praticare un\u2019idea di cambiamento di tutta la societ\u00e0; la delegittimazione dell\u2019ideologia ha reso demod\u00e9 la presunzione di avere un\u2019idea (e tentare una pratica) di giustizia.<br \/>\nNon \u00e8 casuale che nei nostri anni le cose, i fatti sociali siano trattati e rappresentati come se fossero scollegati, e vengono inoltre presentati come se si presentassero da soli, come se fosse la realt\u00e0 autonomamente a parlare per mostrarsi cos\u00ec com\u2019\u00e8 nella sua potenza di oggetto:<br \/>\n&#8211; la TV, tutti i programmi di vita reale (dalle telenovelas con riferimenti alla cronaca alle mille declinazioni del Big Brother), i TG che rendono contigue le reti di Inzaghi ai morti del Sabato sera, l\u2019alta moda di Milano ai morti sotto i bombardamenti in Kossovo, gli uni cancellando apparentemente la mediazione di un autore o di un conduttore, gli altri inscatolando le notizie e giustapponendole in modo da sembrare avulse l&#8217;una dall&#8217;altra;<br \/>\n&#8211; le corsie degli Ipermercati dove le gomme della mia macchina stanno a fianco di canne da pesca in fibra di carbonio che stanno a fianco del prosciutto di parma a fianco di un libro di Camilleri sotto uno scanner vicino al Monopoli, creano un meraviglioso paese dei Balocchi per adulti, con illusione di poter soddisfare ogni mancanza, dimostrando che \u00e8 tutto sotto controllo; anche qui, come in TV, non c\u2019\u00e8 solo la giustapposizione di cose presentate finite e quindi scollegate, ma c\u2019\u00e8 anche l\u2019apparente annullamento del mediatore: tra me e la cosa da comprare non c\u2019\u00e8 nessuno, cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 nessuno tra me e il gruppo di persone comuni che vive il suo quotidiano davanti a telecamere in diretta TV;<br \/>\n&#8211; \u00e8 ormai banale dire che anche il corpo \u00e8 scollegato: \u00e8 scollegato in s\u00e8, perch\u00e8 tra braccia e fegato pare non esserci relazione, tra vista e nostalgia nessuna relazione, niente neanche tra polmoni e pelle; ancora di pi\u00f9 il mio corpo \u00e8 scollegato da me, che se vado dal medico non devo vergognarmi, non devo aver paura del dolore, non devo lamentarmi, devo consegnarglielo almeno fino a quando non me lo ha guarito, in questo caso non vi \u00e8 l\u2019apparente annullamento del mediatore, ma per oggettivare il processo di scollegamento viene usato un\u2019altro meccanismo: la reificazione scientifica: il mio braccio soprattutto quando \u00e8 malato non \u00e8 pi\u00f9 il mio braccio, ma un braccio sul quale ha diritto di parola solo la Scienza Medica (che comunque va estendendo il suo dominio ben al di l\u00e0 della malattia: il parto, la gravidanza, il sesso, l\u2019intelligenza, sono di sempre maggiore pertinenza della medicina).<\/p>\n<p><strong>Il mercato \u00e8 nudo<\/strong><br \/>\nLo scollegamento tra le cose \u00e8 interiorizzato perch\u00e8 normalmente non siamo in grado n\u00e8 di decodificare l\u2019impaginazione di un telegiornale n\u00e8 la corsia di un ipermercato, casi in cui lo scollegamento \u00e8 la struttura della rappresentazione: il massimo della critica che siamo capaci di fare di norma si ferma al contenuto del messaggio (questa notizia \u00e8 vera o falsa, data correttamente o in modo ambiguo), difficilmente arriva alla sua struttura, ma molto spesso \u00e8 proprio la struttura del messaggio a contenere il messaggio principale.<br \/>\nEppure a volte il mercato frana su se stesso (perch\u00e8 nonostante quello che ci racconta non \u00e8 onnipotente e non ci garantisce l\u2019immortalit\u00e0), e, quando ci\u00f2 succede, \u00e8 costretto a esplicitare le sue ragioni e allora si deve svelare, si denuda da solo: tre sono gli esempi periodici e sotto gli occhi di tutti: le catastrofi naturali, finanziarie, sociali.<\/p>\n<p><strong>Le catastrofi naturali<\/strong><br \/>\nA seguito di qualunque catastrofe naturale si sviluppa sempre lo stesso dibattito: di chi \u00e8 la colpa?. Se la catastrofe \u00e8 avvenuta in un paese povero la colpa \u00e8 sempre dell\u2019uomo, che essendo l\u00e0 povero (o ignorante, o negligente) non si \u00e8 premunito, se, invece capita in un paese ricco la colpa \u00e8 di qualcuno che ha non ha rispettato qualche legge. Non viene mai presa in considerazione l\u2019ipotesi di una Natura disarmonica al Mercato, al contrario si tenta di dimostrare che nell\u2019applicazione delle Leggi del Mercato c\u2019\u00e8 stata qualche sbavatura, e solo per questo la catastrofe ha provocato vittime. La promessa dell\u2019onnipotenza rischia cos\u00ec di essere svelata.<br \/>\nVi \u00e8 poi la questione pi\u00f9 grossa, lo scollegamento: nell\u2019analisi delle responsabilit\u00e0 e delle colpe viene sempre data la parola ad ambientalisti che non perdono occasione per far sapere a tutti che c\u2019\u00e8 un legame tra cemento, benzina, automobili, opulenza e catastrofi. Il mercato \u00e8 costretto a difendersi, e come fa? Prima lascia parlare gli ambientalisti, fino a quando non diventano noiosi (anche questa \u00e8 tecnica di comunicazione), poi fa partire un Gran Premio di Formula 1.<br \/>\nQuando a Soverato un\u2019ondata di fango sommerge una dozzina di persone, si rimanda l\u2019elezione di Miss Italia. Perch\u00e8? Qual\u2019\u00e8 il collegamento tra le splendide ragazze di Miss Italia a Salsomaggiore e i disabili di Soverato coperti di fango? I collegamenti sono due: il primo \u00e8 il collegamento che non c\u2019\u00e8: per non collegare a nessun nostro comportamento l\u2019ondata di fango, anche se sospettiamo che centri qualcosa col buco dell\u2019ozono o con l\u2019effetto serra, paghiamo pegno limitandoci a scollegare per una volta due emozioni che stanno insieme in ogni telegiornale (l\u2019eccitazione per la bellezza e la paura della morte, di cui ogni TG \u00e8 saturo). Il secondo collegamento \u00e8 quello vero: Soverato, come tutte le catastrofi, sollecita angosce individuali e collettive, e ai nostri giorni l\u2019elaborazione del lutto collettivo pu\u00f2 avvenire anche attraverso la televisione: un giorno di attesa per Miss Italia ed ecco che il lutto \u00e8 elaborato. Il prossimo Gran Premio a Monza far\u00e0 il resto e le parole degli ambientalisti saranno teorie che entreranno nella logica scollegante del \u201csarebbe bello se&#8230;, ma&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le catastrofi sociali<\/strong><br \/>\nLo stesso schema si riproduce poi analogo nelle catastrofi sociali, quando un addetto alla sicurezza, per esempio, muore durante un Gran Premio: in questo caso i portavoce del Mercato sono costretti a spiegare, a dire, che la velocit\u00e0, la passione per i motori (cio\u00e8 la devozione al dio mercato) non \u00e8 legata alla morte di quell&#8217;uomo, che \u00e8 morto perch\u00e9 certamente una certa regola per la sicurezza non era stata rispettata, per poi confermare che al di l\u00e0 di tutto ci sono i soldi, e l&#8217;elaborazione del lutto \u00e8 compiuta attraverso una megacolletta tra miliardari a favore della famiglia. (In realt\u00e0 nel caso di Monza un giornalista in tv si \u00e8 spinto a dire che l&#8217;addetto era stato ucciso dalla sua passione per i motori, ma se questa considerazione fosse detta e presa sul serio, forse si scoprirebbe che dietro la Formula 1 non c&#8217;\u00e8 la passione per i motori, ma la passione per la morte, proprio lei, la grande rimossa nella religione del dio mercato).<\/p>\n<p><strong>Le catastrofi finanziarie<\/strong><br \/>\nL&#8217;evidenza pi\u00f9 grande \u00e8 costituita dalle catastrofi finanziarie, che invece di essere logicamente considerate la prova definitiva della non onnipotenza del mercato (che non funziona neanche al suo interno, pur seguendo le sue stesse regole), sono presentate come il suo vero punto di forza: la loro ciclicit\u00e0 e prevedibilit\u00e0 infatti \u00e8 usata per dimostrare la potenza della Scienza degli Economisti (vestali del dio mercato), la loro realizzazione \u00e8 il pi\u00f9 grande affare dei veri padroni delle economie: ad ogni crollo di borsa, per ogni paese che collassa, c&#8217;\u00e8 sempre un ristretto gruppo che aumenta il suo potere in proporzione all&#8217;entit\u00e0 della catastrofe.<br \/>\nNonostante questo, nei momenti di crisi finanziaria, il Mercato deve scoprirsi ed esplicitare le sue argomentazioni: il progresso \u00e8 inarrestabile, la vita di uomo o di un popolo \u00e8 meno importante del funzionamento del mercato, ha diritto di vivere chi \u00e8 pi\u00f9 bravo a stare sul mercato, si pu\u00f2 crescere all&#8217;infinito (il racconto che il Gatto e la Volpe fanno a Pinocchio per fargli seppellire i suoi soldi nel Campo dei Miracoli \u00e8 lo stesso che viene fatto ai pensionati per fargli seppellire i risparmi in Borsa), e infine: il fatto che una azienda viva di guerre e di mine antibambino o affami un intero continente (rubandogli il diritto di piantare i suoi semi) non \u00e8 in relazione alla possibilit\u00e0 di guadagnare con la crescita del valore delle sue azioni. Il valore delle azioni finanziarie di una azienda \u00e8 scollegato dalle sue azioni sociali. I soldi non hanno odore, il mercato \u00e8 il mercato \u00e8 il mercato.<\/p>\n<p><strong>Critica del volontariato<\/strong><br \/>\nCrediamo ai Gatti e alle Volpi perch\u00e8 lo scollegamento tra le cose \u00e8 ormai interiorizzato, lo avevamo gi\u00e0 interiorizzato quando il messaggio si presentava come oggetto, e nel momento in cui \u00e8 esplicitato non abbiamo pi\u00f9 la capacit\u00e0 di reagire, o almeno di balbettare che non pu\u00f2 essere cos\u00ec.<br \/>\nAddirittura siamo pronti a riconoscere che anche la nostra personale esperienza quotidiana \u00e8 parcellizzata, che l&#8217;orario di tempo libero 19:00-23:00 \u00e8 scollegato dall&#8217;orario di lavoro 9:00-19:00: in questo modo, per esemplificare una conseguenza tra le tante, \u00e8 stato possibile radicare in Italia una cultura del volontariato dove l&#8217;idea di solidariet\u00e0 \u00e8 talmente concreta e compartimentata da essere slegata sia da un idea generale di pratica di promozione sociale, sia dal resto della propria esperienza quotidiana.<br \/>\nVediamo meglio questi due aspetti.<br \/>\nMolte delle forme di volontariato pi\u00f9 diffuse si caratterizzano per specializzazione e utilit\u00e0 immediata: la protezione dell&#8217;ambiente, l&#8217;aiuto ai disabili, l&#8217;assistenza agli anziani, la cura dei tossicodipendenti, l&#8217;accoglienza agli stranieri. E&#8217; raro incontrare organizzazioni di volontariato (con pochissime eccezioni, una \u00e8 &#8220;Libera&#8221;) che elaborino e addirittura tentino di praticare idee orientate al cambiamento del contesto sociale, al contrario viene sempre pi\u00f9 spesso esaltata e valorizzata la soluzione immediata: hai freddo ti do il cappotto, hai fame ti do da mangiare, sei solo ti faccio compagnia. E&#8217; bellissimo, ma non si collega al fatto che il lusso di poter aiutare gli altri \u00e8 dovuto allo squilibrio sempre pi\u00f9 enorme e intollerabile nella distribuzione di risorse come la salute, l&#8217;affetto, la cultura: io volontario ho dentro di me tanto amore da poterne regalare a chi non ne ha, solo perch\u00e9 da qualche altra parte, e in modo molto pi\u00f9 grande, io stesso, o qualcun altro per me, si \u00e8 accaparrato anche quello degli altri.<br \/>\nIl volontariato, spesso, al posto di interrogarsi e agire su questo squilibrio, o lottare contro l&#8217;accaparramento, funziona da compensatore emotivo: con una mano prendiamo tutto, con l&#8217;altra restituiamo un&#8217;elemosina.<br \/>\nAl tempo stesso, la pratica sociale sembra essere uno dei tanti hobby che \u00e8 possibile scegliere per il tempo libero: lavoro, magari in una banca, o in una finanziaria, e poi nel tempo libero partecipo alle manifestazioni per la pace. Il fatto che il mio datore di lavoro faccia i suoi affari migliori investendo in fabbriche d&#8217;armi \u00e8 indifferente. L&#8217;impegno, la partecipazione sociale, il volontariato rischiano di centrarsi non sul presunto obiettivo di cambiamento o di promozione, ma sulla figura un po\u2019 eroica e un po\u2019 narcisistica del volontario stesso, e cos\u00ec la contraddizione risulta meno sensibile.<br \/>\nTorneremo nei prossimi interventi a prendere in considerazione la separazione tra tempo libero e tempo di lavoro, partendo anche dagli assiomi che abbiamo elencato all&#8217;inizio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo \u201cscollegamento\u201d come meccanismo fondamentale della vita odierna: come l\u2019ideologia del mercato influenza le relazioni educative e persino la pratica del volontariato e dell\u2019impegno sociale, rendendola \u201chobby\u201d senza alcuna relazione con il tempo di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3594],"edizioni":[55],"autori":[2712],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=531"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5979,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions\/5979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=531"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=531"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=531"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=531"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=531"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=531"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}