{"id":5310,"date":"2025-11-14T11:54:46","date_gmt":"2025-11-14T10:54:46","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5310"},"modified":"2025-11-14T11:54:46","modified_gmt":"2025-11-14T10:54:46","slug":"14-siti-web-e-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5310","title":{"rendered":"14. Siti web e disabili"},"content":{"rendered":"<p>Come sono organizzati i siti web che si occupano di disabilit\u00e0 in lingua italiana? Che tipo di informazione danno e quanto sono utili? Nel 1997 ho cercato di rispondere a queste domande pubblicando un libro (assieme a Carlo Giacobini) intitolato \u201cL\u2019handicap in rete\u201d, dove, attraverso l\u2019intervista a una ventina di gestori di siti e l\u2019analisi indiretta di un altro centinaio, avevamo descritto come il mondo dell\u2019associazionismo dedicato al tema della disabilit\u00e0 usava i nuovi strumenti del comunicare. In realt\u00e0 nel libro avevamo fatto di pi\u00f9; avevamo illustrato il funzionamento delle mailing list e dei newsgroup tematici e avevamo realizzato una storia della telematica sociale. La telematica non si \u00e8 subito identificata con internet ma \u00e8 qualcosa che inizia ben prima dell&#8217;avvento della grande rete, e questa \u00e8 una storia poco conosciuta. Per chi volesse leggere il testo, che \u00e8 costantemente aggiornato e ancora attuale in alcune parti, lo pu\u00f2 trovare online. Il lavoro era stato realizzato nel \u201997 in un periodo in cui gli utenti internet in Italia erano poche centinaia di migliaia e non i milioni di oggi. Le pagine web in lingua italiana non contenevano animazioni, file audio o video, ma offrivano per lo pi\u00f9 testi e immagini.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Una nuova ricerca<br \/>\n<\/strong>Recentemente la IULM (Libera Universit\u00e0 di Lingue e Comunicazione) di Milano ha prodotto una ricerca proprio sull\u2019argomento, utilizzando una metodologia pi\u00f9 rigorosa, e questa novit\u00e0 ci offre l\u2019occasione per avere un quadro dei siti web che oggi in Italia si occupano di disabilit\u00e0. Il sito, che raccoglie i risultati dell\u2019indagine, lo potete trovare.<br \/>\nSono 177 i siti delle associazioni analizzati, alcuni direttamente (indagine sul campo), altri visitando semplicemente il sito (indagine sul desk).<br \/>\nDall\u2019analisi risulta che \u00e8 cambiata la consapevolezza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nei confronti del mezzo; da un uso del sito come un depliant o una semplice vetrina, si \u00e8 passati alla realizzazione di strumenti di comunicazione interna (rivolta agli associati) e per la visibilit\u00e0 esterna, fino ad arrivare all\u2019idea di fornire dei servizi. Il web oggi \u00e8 utilizzato dal mondo dell\u2019associazionismo per informare, creare degli archivi, far circolare le \u201cbuone prassi\u201d, e si cerca anche di offrire della consulenza e della formazione on line. Dall\u2019indagine svolta sul campo si nota che la posta elettronica \u00e8 molto utilizzata, mentre la frequenza con cui vengono aggiornate le pagine web \u00e8 ancora molto scarsa (solo la met\u00e0 dei siti esaminati direttamente viene aggiornata settimanalmente o mensilmente).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019indagine sul desk punta invece a mettere in rilievo altri fattori; la maggior parte dei siti ha un buon livello di usabilit\u00e0 (intendendo con questo termine \u201cla propriet\u00e0 di un servizio digitale che lo rende \u2018facile\u2019 da navigare e usare\u201d). Pi\u00f9 carente invece \u00e8 l\u2019usabilit\u00e0 dei contenuti, ovvero vengono scritte pagine con testi troppo lunghi, che si presentano graficamente male (per non parlare dell\u2019uso di immagini troppo pesanti da scaricare) e con dei link poco chiari. La mancanza di risorse ad hoc \u00e8 il motivo, sostengono i curatori della ricerca, di queste carenze professionali.<\/p>\n<p><strong>Le community e i servizi on line: un\u2019utopia ancora lontana?<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Dalla ricerca emerge la scarsa diffusione degli strumenti di community, ovvero la mancanza di mailing list, forum, chat, proprio quegli strumenti che permettono una partecipazione pi\u00f9 attiva degli utenti (associati) che nel caso della disabilit\u00e0 sono le voci, importantissime, dei disabili, dei genitori, degli operatori sociali.<br \/>\nAnche i servizi online sono offerti solo da una minoranza dei siti esaminati e quei pochi riguardano soprattutto la consulenza medica e psicologica.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Fermiamoci ora un attimo sull\u2019utilit\u00e0 dei servizi on line con alcune considerazioni. La loro efficacia dipende molto da che cosa si vuole offrire, avendo ben presenti i limiti che il mezzo ancora presenta. Uno sportello on line non pu\u00f2 sostituire certo il servizio offerto da uno sportello reale o anche da un semplice sportello telefonico, dato che la presenza dell\u2019operatore permette uno scambio insuperabile (nemmeno da una chat). Servizi on line efficaci, con la tecnologia di oggi, sono quelli che offrono dei prodotti molto definiti, che rispondono a domande precise (l\u2019offerta di documenti scaricabili, la presenza delle FAQ, banche dati relativi a indirizzari di associazioni, volontari\u2026).<\/p>\n<p><strong>Quanti utenti?<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Stranamente la ricerca non dice nulla sul numero di visitatori di questi siti. Eppure questo \u00e8 un dato importante; sapere se giornalmente l\u2019home page viene letta da 500 persone o da 50 significa che il sito, grazie alle informazioni interessanti che offre o alla community particolarmente brillante, attira degli utenti e che questi ritornano perch\u00e9 hanno trovato in un angolo della rete un posto veramente utile e importante per loro.<br \/>\nUn ultimo dato quantitativo per concludere: le regioni con pi\u00f9 siti che si occupano di disabili<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(e che sono stati recensiti nella ricerca) sono la Lombardia (47), il Lazio (35) e l\u2019Emilia-Romagna (17). Seguono il Veneto (13), la Toscana (12) e il Piemonte (10).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sono organizzati i siti web che si occupano di disabilit\u00e0 in lingua italiana? Che tipo di informazione danno e quanto sono utili? 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