{"id":532,"date":"2009-11-04T17:06:43","date_gmt":"2009-11-04T17:06:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=532"},"modified":"2025-12-17T10:46:13","modified_gmt":"2025-12-17T09:46:13","slug":"pedagogia-dei-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=532","title":{"rendered":"7. Pedagogia dei genitori"},"content":{"rendered":"<p>di Riziero Zucchi<\/p>\n<p>\u201cQuando i miei figli erano molto piccoli facevo un gioco con loro\u2026, gli davo in mano un bastoncino, uno ciascuno e gli chiedevo di spezzarlo. Non era certo un\u2019impresa difficile, poi gli chiedevo di legarli in un mazzetto e di cercare di romperlo, ma non ci riuscivano, allora, gli dicevo: vedi quel mazzetto? Quella \u00e8 la famiglia\u201d<br \/>\n(Tratto dai dialoghi del film \u201c Una Storia Vera\u201d di D. Lynch)<\/p>\n<p><!--break-->L\u2019importanza del contesto sociale nello sviluppo della personalit\u00e0 e nei processi di apprendimento (nella fase prescolare e scolare) viene messa in luce da recenti ricerche: gran parte delle abilit\u00e0 matematiche, di scrittura e lettura sono acquisite in et\u00e0 prescolare, in seno alla propria famiglia. L\u2019azione dei genitori \u00e8 fondamentale nell\u2019assicurare uno sviluppo cognitivo ed armonico della persona, e ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 vero nel caso della diversabilit\u00e0.<br \/>\nPurtroppo questo non \u00e8 ancora stato riconosciuto: spesso alla prima comunicazione i medici si lanciano in diagnosi pazzesche, rubando speranza ai genitori e futuro ai diversabili, solo perch\u00e9 non considerano le potenzialit\u00e0 dei figli ed il sapere dei genitori al \u2018loro livello\u2019. Analogamente si comportano i docenti che usano le diagnosi per non metterein campo competenze preziose, fermandosi all\u2019apparenza e soprattutto senza dare fiducia ai genitori che su basi concrete affermano le capacit\u00e0 dei figli. Un luogo comune \u00e8: \u201cMio figlio a casa fa e sa, a scuola invece non gli fanno fare niente\u2026\u201d. Peggio ancora gli psicologi, che hanno preso l\u2019abitudine di affibbiare diagnosi ai genitori che lottano per i figli, si scaldano ed a volte si arrabbiano giustamente. Inventano le sindromi pi\u00f9 pazzesche e li prendono in cura. Moltissimi ci cascano!<\/p>\n<p><strong>Un sapere da valorizzare<\/strong><br \/>\nAllora bisogna iniziare a dire basta. Ma come? Arrabbiandosi, o limitando il campo a chi ha il buon senso di capire che un genitore ha una competenza sul figlio superiore a quella degli altri, ed inferiore solo a quella dello stesso figlio nella sua soggettivit\u00e0? Non \u00e8 sufficiente. Educatori, medici, psicologi ed insegnanti esistono, e devono esser costretti a capire, perch\u00e9 bene o male hanno il potere in quanto tecnici. Occorre parlare anche il loro linguaggio, far validare in ambito accademico e scientifico un sapere che \u00e8 valido quanto il loro. E\u2019 necessario formarli perch\u00e9 rispettino, ascoltando, quello che i genitori sanno sul figlio, le loro decisioni, non per metterli su di un piedistallo, ma per dar loro uguale dignit\u00e0. Il detto \u201cOgni scarraffone \u00e8 bello a mamma soa\u201d ha una validit\u00e0 scientifica eccezionale, perch\u00e9 solo considerando il proprio figlio bellissimo \u00e8 possibile un investimento affettivo che mobilita ogni forza funzionale alla crescita.<br \/>\nAltrettanto dicasi per la pedagogia della fiducia, della speranza, della responsabilit\u00e0 che caratterizza la pedagogia dei genitori; come si differenzia dalla triste scienza che ha partorito quozienti di intelligenza ed et\u00e0 mentali! E\u2019uscito da poco un \u201cbellissimo\u201d libro con un brutto titolo, Il genio nel girello (Baldini e Castoldi), che traduce The genius in the crib (culla) che dimostra l\u2019impossibilit\u00e0 di paragonare uno che ha difficolt\u00e0 di pensiero con un genietto! Credo che occorrer\u00e0 lavorare molto su queste concezioni apparentemente superate, ma che giocano ancora moltissimo a livello di base per confermare \u00abscientificamente\u00bb l\u2019esclusione.<\/p>\n<p><strong>Finalit\u00e0 e obbiettivi di un progetto<\/strong><br \/>\nOccorre compiere una serie di azioni che valorizzino questa scienza. Assieme all\u2019AIPD di Brindisi, il nostro gruppo di lavoro (che riunisce Mario Tortello, Marisa Pavone e la redazione di Handicap e Scuola) ha pensato ad un progetto le cui finalit\u00e0 sono:<br \/>\n&#8211; Valorizzazione la famiglia come protagonista nella formazione umana<br \/>\n&#8211; Coordinamento del contesto scolastico con quello extrascolastico, nella definizione di una rete permanente di formazione<br \/>\n&#8211; Raccolta, analisi e diffusione di testimonianze di genitori e di storie d\u2019integrazione sociale e scolastica<br \/>\n&#8211; Attivazione di un centro di documentazione e studio della pedagogia dei genitori (sito e pagine WEB, archivio informatico, ecc.)<br \/>\n&#8211; Promozione e diffusione delle attivit\u00e0 e delle esperienze raccolte tramite convegni e corsi di formazione e aggiornamento, rivolti dai genitori agli operatori del settore (ASL, scuole)<br \/>\n&#8211; Valorizzazione della famiglia e della disabilit\u00e0 come risorsa<br \/>\n&#8211; Superamento della concezione medicalizzante, assistenziale dell\u2019handicap, per attribuirgli una dimensione sociale, educativa e pedagogica<br \/>\n&#8211; Valorizzazione della figura del genitore quale ricercatore in campo educativo e pedagogico<br \/>\n&#8211; Promozione dello sviluppo di studi e di ricerche sulla pedagogia dei genitori, per evidenziare l\u2019efficacia e le potenzialit\u00e0 delle loro azioni educative<br \/>\nGli obiettivi sono:<br \/>\n&#8211; Coinvolgimento dei genitori e loro valorizzazione nell\u2019elaborazione dei progetti di vita ed educativi dei figli disabili<br \/>\n&#8211; Promozione del protagonismo dei genitori nella formazione del personale docente , non docente e sanitario<br \/>\n&#8211; Rapporto e collegamento fra generazioni<br \/>\n&#8211; Promozione della figura dei genitori quali ricercatori e esperti nel campo dell\u2019integrazione e della formazione<br \/>\n&#8211; Costruzione di reti e attivit\u00e0 d\u2019integrazione fra scuola e famiglia<\/p>\n<p>Bisogna dare dignit\u00e0 alla pedagogia dei genitori, il loro sapere non deve essere racchiuso. Occorre compiere tutte le azioni, di raccolta e consapevolizzazione, ma anche di dialogo con gli altri, gli esperti che continuamente hanno potere sui genitori e che determinano la loro vita senza ascoltarli o rispettarli. Vanno utilizzati tutti i canali: la raccolta delle testimonianze avviene in gruppi di auto-aiuto, dove il sapere dei genitori viene valorizzato ed organizzato in modo attivo. Si pensi a quelle cose orribili e coloniali che sono i corsi di formazione per genitori! Invece, ad esempio, ci sembra di un\u2019importanza grandissima il concetto di Riabilitazione su Base Comunitaria, un progetto-filosofia dell&#8217;OMS nell&#8217;intervento in favore dei paesi del sud del mondo: costruire ospedali va bene, ma \u00e8 pi\u00f9 importante coinvolgere la comunit\u00e0, e la famiglia, come prima risorsa di aiuto e integrazione di chi \u00e8 svantaggiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026\u2026..\u201cQuando i miei figli erano molto piccoli facevo un gioco con loro\u2026, gli davo in mano un bastoncino, uno ciascuno e gli chiedevo di spezzarlo. Non era certo un\u2019impresa difficile, poi gli chiedevo di legarli in un mazzetto e di cercare di romperlo, ma non ci riuscivano, allora, gli dicevo: vedi quel mazzetto? Quella \u00e8 la famiglia\u201d \u2026\u2026\u2026Tratto dai dialoghi del film \u201c Una Storia Vera\u201d di D. 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