{"id":5326,"date":"2025-11-14T12:12:32","date_gmt":"2025-11-14T11:12:32","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5326"},"modified":"2025-11-14T12:14:22","modified_gmt":"2025-11-14T11:14:22","slug":"i-diritti-oltre-le-barricate-lintergruppo-per-la-disabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5326","title":{"rendered":"\u00a0I diritti oltre le barricate. L\u2019Intergruppo per la Disabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Forse i pi\u00f9 \u201cschierati\u201d tra noi possono ritenere che solo una parte politica (la propria) sappia realmente occuparsi dei problemi delle persone con disabilit\u00e0, per garantire loro un dignitoso presente e un futuro migliore. Una probabile smentita a questa convinzione arriva dall\u2019Intergruppo della Disabilit\u00e0 presso il Parlamento Europeo, un\u2019istituzione informale tanto importante quanto sconosciuta al pubblico, anche di settore. L\u2019Intergruppo \u00e8 stato costituito nel lontano 1980, ed \u00e8 stato mantenuto, con volti ovviamente sempre nuovi, in tutte le legislature europee di l\u00ec in poi. La caratteristica pi\u00f9 importante di questo gruppo sta nel suo essere \u201cinter-\u201d: in esso collaborano parlamentari europei di ogni nazionalit\u00e0 e di ogni appartenenza politica, attraversando le barriere che solitamente caratterizzano (e talora bloccano) l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019istituzione parlamentare di Strasburgo.<br \/>\nLe recenti elezioni del giugno 2004, come ricorderete, sono state le prime in cui sono stati chiamati a votare i cittadini dei 10 nuovi Paesi dell\u2019Est Europa. Il Parlamento Europeo \u00e8 stato pertanto allargato dai precedenti 626 membri a 732. L\u2019interesse per l\u2019Intergruppo sembra essere cresciuto in maniera pi\u00f9 che proporzionale: se nella legislatura 1999-2004 i parlamentari attivi erano circa 40, a oggi hanno manifestato il proprio interesse a partecipare ai lavori ben 111 deputati \u2013 senza contare il circolo pi\u00f9 ampio dei membri che si interessano alle attivit\u00e0 pur senza prendervi parte attiva.<\/p>\n<p><b>La guerra dei pullman<br \/>\n<\/b>Il dubbio che pu\u00f2 cogliere i lettori \u00e8 che un gruppo del genere possa limitarsi a esprimere prese di posizione di scarsa consistenza, e comunque che incida ben poco sull\u2019attivit\u00e0 politica comunitaria. \u00c8 difficile valutare la fondatezza di queste perplessit\u00e0, anche perch\u00e9 occorre considerare i limiti nel processo decisionale comunitario del Parlamento Europeo (che solo la nuova Costituzione firmata nell\u2019ottobre scorso, dopo aspre discussioni, e ancora da ratificare, sembra rendere un\u2019assemblea legislativa vera e propria).<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Con queste precisazioni, comunque, si pu\u00f2 ricordare almeno un nitido successo dell\u2019Intergruppo. Il 14 febbraio 2001 era in discussione la proposta di direttiva relativa ad autobus e pullman, che definiva ed estendeva i requisiti di accessibilit\u00e0 necessari all\u2019omologazione dei mezzi. Il presidente dell\u2019Intergruppo, il britannico Richard Howitt (confermato nel 2004), propose un emendamento che, contraddicendo la proposta del Consiglio dell\u2019Unione formato dai ministri nazionali competenti, imponeva agli autobus di classe I (quelli utilizzati in ambito urbano) non solo un sistema di \u201cinginocchiamento\u201d con pianale ribassato, ma anche un sistema di elevatore o di rampa, per consentire una piena accessibilit\u00e0 anche da terra a persone in carrozzina. L\u2019emendamento fu approvato, nonostante forti pressioni contrarie che minacciavano di far saltare l\u2019intera direttiva, con 296 voti contro 224. A testimoniare quanto la direttiva fosse controversa, ci fu bisogno di un ulteriore incontro di conciliazione tra le diverse istituzioni europee per giungere alla definitiva approvazione il 20 novembre 2001. La direttiva doveva essere recepita e attuata a livello nazionale entro il 13 agosto 2003, e il recepimento in Italia \u00e8 avvenuto nei tempi prescritti, ma probabilmente se andate a prendere un qualunque bus urbano oggi non vi accorgerete di quanto l\u2019Intergruppo, e le associazioni di disabili, abbiano lavorato per voi. Ciononostante, la legittima speranza che tra qualche anno l\u2019azienda di trasporti della vostra citt\u00e0, costretta a rottamare gli \u201cscassoni\u201d comperati magari negli anni \u201970, ponga in circolazione mezzi accessibili \u00e8 diretta conseguenza di quel sofferto voto di Strasburgo.<\/p>\n<p><b>Come funziona l\u2019Intergruppo<br \/>\n<\/b>Ma come funziona l\u2019Intergruppo per la disabilit\u00e0? Si tratta innanzitutto di una struttura relativamente leggera: esiste una segreteria, che non ha per\u00f2 sede a Strasburgo bens\u00ec presso l\u2019European Disability Forum a Bruxelles, mentre il supporto logistico (sale riunioni, interpreti) \u00e8 fornito dai diversi gruppi parlamentari.<br \/>\nGi\u00e0 da questo assetto organizzativo si pu\u00f2 cogliere come gli Intergruppi in generale, e quello sulla disabilit\u00e0 in particolare, si trovino sospesi tra due differenti dimensioni. Da un lato, c\u2019\u00e8 una forte connessione con le associazioni rappresentative dei cittadini interessati: come rileva l\u2019On. Antonio De Poli (Gruppo PPE), \u201cgli Intergruppi sono \u2018l\u2019interfaccia\u2019 con le istanze di vari settori della societ\u00e0 civile. Infatti, non sono solo i Deputati a farne parte, ma vengono chiamati rappresentanti di organizzazioni e associazioni pertinenti al tema\u201d. In questo caso, un ruolo dominante ha l\u2019EDF, e tramite essa le associazioni nazionali pi\u00f9 rappresentative dei cittadini con disabilit\u00e0.<br \/>\nD\u2019altro canto, si tratta di un intergruppo parlamentare, e risulta decisivo il rapporto con i gruppi politici di appartenenza per ottenere un appoggio effettivo alle proposte maturate in sede di intergruppo. Infatti, ricorda De Poli, \u201cnon essendo organo ufficiale del Parlamento, l\u2019Intergruppo ovviamente non ha voce in capitolo come soggetto autonomo, ad esempio durante una votazione plenaria\u201d. Ci si potrebbe chiedere se in una sede cos\u00ec \u201ctrasversale\u201d emergano le tensioni che separano i differenti gruppi politici, e le diverse appartenenze nazionali, all\u2019interno dell\u2019Europarlamento. Anche qui De Poli fornisce un rassicurante sguardo dall\u2019interno: \u201cA differenza delle commissioni parlamentari, ove ogni Deputato rappresenta il Gruppo politico al quale appartiene, l\u2019Intergruppo opera in un clima pi\u00f9 \u2018disteso\u2019, poich\u00e9 tutti i Deputati aderenti agiscono per il bene degli scopi comuni stabiliti\u201d.<br \/>\nL\u2019azione dell\u2019Intergruppo, insomma, consiste soprattutto nella traduzione delle istanze dei cittadini con disabilit\u00e0 in proposte legislative sostenibili, sulle quali cercare un consenso parlamentare e politico pi\u00f9 vasto. Sintetizza l\u2019On. Marta Vincenzi (Gruppo PSE): \u201cI parlamentari che hanno aderito\u00a0 hanno tutti una spiccata sensibilit\u00e0 in relazione alle tematiche della disabilit\u00e0. Potranno avere peso decisionale sulle decisioni dell\u2019Unione solo se riusciranno a promuovere azioni incisive di coinvolgimento dei rispettivi gruppi politici di appartenenza\u201d.<\/p>\n<p><b>Grandi speranze<br \/>\n<\/b>Il programma operativo per la legislatura 2004-2009, approvato nell\u2019ottobre scorso, prevede alcuni temi-chiave sui quali l\u2019Intergruppo si impegna a operare. Tra questi, sembra di particolare interesse la campagna per una direttiva \u201corizzontale\u201d contro la discriminazione, che copra tutte le aree di interesse pubblico in cui la persona con disabilit\u00e0 possa subire esclusione sociale. Una simile direttiva specifica per la disabilit\u00e0, e contemporaneamente onnicomprensiva rispetto alla frammentazione degli ambiti in cui si \u00e8 svolta finora l\u2019azione di lobbying, potrebbe costituire una vera svolta per l\u2019integrazione sociale dei cittadini in situazione di handicap. I governi tedesco, austriaco e spagnolo, e anche il Ministro Maroni per quello italiano, hanno espresso il loro sostegno alla proposta nel corso dell\u2019Anno Europeo 2003; dalle parole ai fatti, per\u00f2, il passo \u00e8 e sar\u00e0 molto lungo, nonostante una bozza di direttiva sia stata presentata dall\u2019EDF all\u2019Intergruppo gi\u00e0 il 12 marzo 2004.<br \/>\nNel programma di lavoro non mancano comunque proposte pi\u00f9 circoscritte, e la cui attuazione \u00e8 di pi\u00f9 breve respiro. Tra esse, riferimenti pi\u00f9 vincolanti nel regolamento sul Fondo Sociale Europeo per gli interventi a favore delle persone con disabilit\u00e0; l\u2019inclusione delle persone con disabilit\u00e0 tra gli obiettivi-chiave dell\u2019Agenda della politica sociale che la Commissione adotter\u00e0 per il periodo 2006-2010; il rafforzamento delle previsioni di accessibilit\u00e0 nella revisione della Direttiva sulle comunicazioni elettroniche, prevista per il 2005.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Inoltre, ci sono alcune richieste specifiche per la direttiva sul trasporto aereo delle persone a mobilit\u00e0 ridotta, come la gratuit\u00e0 dell\u2019assistenza necessaria e la garanzia di supporto continuo, dall\u2019imbarco iniziale allo sbarco finale. Proprio a proposito dei trasporti, l\u2019On. Vincenzi focalizza il proprio impegno affinch\u00e9 \u201cla liberalizzazione dei trasporti non avvenga a scapito della qualit\u00e0 sociale\u201d: nel quadro delle politiche di deregulation che l\u2019UE sta attuando in quasi tutti gli ambiti, questa pressione dell\u2019Intergruppo per un mercato solidale e attento anche ai bisogni minoritari appare la vera cifra possibile della sua attivit\u00e0.<\/p>\n<p><b>La parola e l\u2019ascolto<br \/>\n<\/b>Anche se, come si \u00e8 visto, il rapporto dell\u2019Intergruppo con la societ\u00e0 civile avviene principalmente per il tramite dell\u2019EDF e di rappresentanze organizzate, stimoli diretti da parte degli eurocittadini possono risultare molto utili per definire l\u2019agenda e le soluzioni possibili in materia di disabilit\u00e0. Come afferma De Poli, \u201cnoi Deputati Europei siamo stati eletti per essere la voce dei cittadini in Europa. Ma per essere <i>voce<\/i> dobbiamo prima essere <i>orecchio<\/i> attento all\u2019ascolto\u201d (e in questo senso va la sua proposta di creare un gruppo di lavoro sul volontariato europeo). Per queste ragioni riportiamo i recapiti dell\u2019Intergruppo, nonch\u00e9, su loro richiesta, dei due europarlamentari che abbiamo interpellato, nella speranza che questo contribuisca a un dialogo pi\u00f9 intenso e produttivo tra i cittadini e l\u2019Intergruppo.<\/p>\n<p><b>Disability Intergroup<\/b><br \/>\nSecretariat: Sophie Beaumont, c\/o European Disability Forum<i><br \/>\n<\/i><i><\/i>Rue du Commerce 39-41, B-1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. 0032-2-2824602<br \/>\nFax 0032-2-2824609<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>E-mail: <a href=\"mailto:ep@edf-feph.org\">ep@edf-feph.org<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>On. Marta Vincenzi<br \/>\n<\/b>Parlamento europeo &#8211; B\u00e2t. Altiero Spinelli 15G169<br \/>\nRue Wiertz 60, B-1047 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. 0032-2-2845331<br \/>\nFax 0032-2-2849331<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:mvincenzi@europarl.eu.int\">mvincenzi@europarl.eu.int<\/a><\/p>\n<p><b>On. Antonio De Poli<br \/>\n<\/b>Parlamento europeo &#8211; B\u00e2t. Altiero Spinelli 09E209<br \/>\nRue Wiertz 60, B-1047 Bruxelles, Belgio<br \/>\nTel. 0032-2-2847489<br \/>\nFax 0032-2-2849489<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:adepoli@europarl.eu.int\">adepoli@europarl.eu.int<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi Forse i pi\u00f9 \u201cschierati\u201d tra noi possono ritenere che solo una parte politica (la propria) sappia realmente occuparsi dei problemi delle persone con disabilit\u00e0, per garantire loro un dignitoso presente e un futuro migliore. 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