{"id":5331,"date":"2025-11-14T12:20:09","date_gmt":"2025-11-14T11:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5331"},"modified":"2025-11-14T12:20:09","modified_gmt":"2025-11-14T11:20:09","slug":"raisport-sportabilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5331","title":{"rendered":"RaiSport: SportAbilia"},"content":{"rendered":"<p>di Lorenzo Roata, giornalista di RaiSport, ideatore e curatore della rubrica televisiva \u201cSportAbilia\u201d. Inviato a Sydney 2000, Salt Lake City 2002, Atene 2004<\/p>\n<p>La testimonianza che porto \u00e8 legata all\u2019esperienza di giornalista\/telecronista maturata negli anni in materia di sport per disabili dentro RaiSport, testata televisiva del Servizio Pubblico. Lo sport per disabili \u00e8 sicuramente materia specifica, a ben considerare ancora pi\u00f9 esposta al rischio del pregiudizio corrente, o peggio, a quello di un approccio compassionevole \u2013 atteggiamenti entrambi da eludere in partenza se si punta a una corretta comunicazione di fatti e notizie. \u201cDeve essere difficile parlare di sport disabili! Ci vuole proprio un bel coraggio! Non sar\u00e0 mica sport\u2026\u201d, sono solo alcune delle frasi che spesso si sono sentiti rivolgere quei giornalisti quotidianamente impegnati nel dare a questi argomenti l\u2019opportuna considerazione. Di sicuro discorsi crudi; eppure all\u2019interno del nostro stesso ambiente, fino a pochi anni fa, erano i pi\u00f9 diffusi; discredito generalizzato che hanno vissuto sulla loro pelle anche autorevoli personaggi del settore. Lo stesso Phill Craven, presidente mondiale del Comitato Paraolimpico Internazionale, a suo tempo colonna della Nazionale britannica di basket in carrozzina, nella qualit\u00e0 di massimo grado IPC, si \u00e8 sempre occupato in prima persona della vendita del \u201cprodotto Paralimpiadi\u201d ai network televisivi di tutto il mondo. In un\u2019intervista ai Giochi invernali di Salt Lake City, egli mi raccont\u00f2 che i primi a vivere nel pregiudizio, solo una decina di anni fa, erano gli stessi direttori delle televisioni. Costoro, nella maggior parte, rispondevano \u201cno\u201d cortesi ma senz\u2019appello riguardo alla possibilit\u00e0 che lo sport per disabili fosse trasmesso in tv, asserendo che lo spettacolo offerto ai telespettatori sarebbe stato troppo duro all\u2019occhio, finanche cruento, visione insopportabile.<br \/>\nErano altri tempi; oggi per fortuna si registra una radicale inversione di tendenza cominciata con le Paralimpiadi di Seul (1988) in cui si tenne anche a battesimo la nuova bandiera paralimpica con le tre gocce coreane in campo bianco a significare spirito, mente e corpo in ideale parallelo con i cinque cerchi olimpici; un progresso che finalmente ha sancito la tanta auspicata pari dignit\u00e0 fra Olimpiadi e Paralimpiadi, fra CIO e IPC, parit\u00e0 addirittura conclamata a partire dalle ultime due edizioni dei Giochi: Sydney 2000 (trionfo del supremo concetto di paralimpismo per sensibilit\u00e0 tutta australiana) e Salt Lake City 2002.<br \/>\n\u00c8 indubbio che la sinergia IPC\/CIO (insieme al mastodontico piano di promozione e divulgazione attuato nei decenni dai capi del movimento paralimpico, fino all\u2019ultimo degli organizzatori in ambito locale) ha contribuito non poco verso una maggiore visibilit\u00e0 dello sport per disabili; prime quelle nazioni che, per storia e tradizione delle politiche sociali, da sempre vantano un grado di coscienza civica altissima sulla generale questione della disabilit\u00e0 fisica e mentale. Il riferimento \u00e8 soprattutto ai Paesi anglosassoni e, sempre in Europa, a quelli scandinavi (prima la Svezia), Spagna, Germania e Francia a ruota. Tutte comunit\u00e0 che, con medesima sentita partecipazione e con eguale risalto mediatico, hanno altrettanto compreso e affrontato la specifica questione della disabilit\u00e0 nello sport.<br \/>\nNuova sensibilit\u00e0, allora, e nuova soglia di attenzione che negli ultimi anni, in pari misura, hanno proficuamente percorso il nostro paese, al tempo stesso \u201cobbligando\u201d all\u2019intervento i mass media nazionali, la Rai in particolare a partire dalle Paralimpiadi australiane.<br \/>\nProprio in questo percorso, il palinsesto RaiSport apre nei notiziari e nelle rubriche spazi \u201cad hoc\u201d, fino a produrre, nei giorni dell\u2019evento, una trasmissione quotidiana di mezz\u2019ora. Fin da subito esperimento felice, preziosa cassa di risonanza per le imprese e i risultati degli atleti azzurri nel segno dell\u2019antagonismo pi\u00f9 accattivante, compreso l\u2019esplicito gradimento dei telespettatori: \u201csemplicemente\u201d si tratt\u00f2 di raccontare fatti e storie nella gioia della vittoria o nel dolore della sconfitta, quintessenza dello sport.<br \/>\nAlla luce della positiva esperienza, due anni dopo, Rai e RaiSport hanno ribadito il progetto di una trasmissione quotidiana in occasione delle Paralimpiadi invernali di Salt Lake City, un format che, sempre in coincidenza con i luminosi successi degli atleti italiani, ha di nuovo incontrato il gradimento del pubblico; nella successiva convinzione che l\u2019effettivo ritorno riscontrato sull\u2019utenza, in futuro, avrebbe potuto attirare anche sponsor e inserzionisti sulla falsariga di quanto gi\u00e0 avveniva, e avviene tuttora, in altri paesi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Una prima conferma in questa direzione (lo sport per disabili come potenziale veicolo pubblicitario) si \u00e8 avuta nel 2003 con la<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>partenza di \u201cSportAbilia\u201d, un nuovo programma di RaiSport, una rubrica quindicinale prodotta dalla sede Rai di Milano:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>si \u00e8 trattato in partenza di un ciclo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sperimentale di quattro puntate in onda su Rai 2 alla domenica in seconda serata, dopo la \u201cDomenica Sportiva\u201d,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con dati di ascolto e di gradimento ben oltre le aspettative.<br \/>\nAnche in virt\u00f9 di questi positivi riscontri, \u201cSportAbilia\u201d oggi, in edizione ordinaria,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>appuntamento consolidato nel palinsesto di RaiSport: rubrica quindicinale d\u2019informazione al secondo anno in onda \u201cin chiaro\u201d nel Pomeriggio Sportivo del sabato. Agli inizi del 2004, al termine dell\u2019Anno Europeo delle Persone con Disabilit\u00e0, la trasmissione ha ottenuto il patrocinio del Segretariato Sociale Rai e,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>progetto pilota , \u00e8 stata ufficialmente presentata al Prix Italia (rassegna internazionale dei prodotti televisivi). In edizione straordinaria, \u201cSportAbilia\u201d, poi, \u00e8 diventato appuntamento quotidiano durante le Paralimpiadi di Atene mentre, quest\u2019anno, \u00e8 in onda su Rai3 dal 15 gennaio, nel modo ormai consolidato del format quindicinale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lorenzo Roata, giornalista di RaiSport, ideatore e curatore della rubrica televisiva \u201cSportAbilia\u201d. 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