{"id":5333,"date":"2025-11-14T12:26:43","date_gmt":"2025-11-14T11:26:43","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5333"},"modified":"2026-01-16T10:14:41","modified_gmt":"2026-01-16T09:14:41","slug":"bianco-su-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5333","title":{"rendered":"Bianco su nero"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Gianfranco Caramella e Luca Malvicini, formatori<\/p>\n<p><strong>BIANCO SU NERO<br \/>\n<\/strong>Solo le lettere, lettere sul soffitto lettere bianche che strisciano lente su uno sfondo nero.<br \/>\nCominciarono ad apparirmi la notte, dopo uno dei miei soliti attacchi di cuore.<br \/>\nPotevo spostarle lungo il soffitto, quelle lettere, allinearle a formare parole e frasi. E al mattino non restava altro che annotarle nella memoria del computer\u2026<\/p>\n<p><strong>LA FORZA E LA BONTA\u2019<br \/>\n<\/strong>Scrivo della forza. Della forza fisica e spirituale.<br \/>\nDella forza che \u00e8 in ciascuno di noi.<br \/>\nDella forza che supera qualunque barriera e vince\u2026<br \/>\nI protagonisti di questo libro sono persone forti, molto forti.<br \/>\nCapita spesso che si debba essere forti. E buoni.<br \/>\nNon tutti possono permettersi di essere buoni, non tutti sono capaci d\u2019oltrepassare le barriere dell\u2019incomprensione generale. Troppo spesso la bont\u00e0 passa per debolezza. Ed \u00e8 una cosa triste.<br \/>\nEssere uomini \u00e8 difficile, difficilissimo, ma assolutamente possibile\u2026<\/p>\n<p><strong>L\u2019EROE<br \/>\n<\/strong>Sono un eroe. \u00c8 facile essere un eroe.<br \/>\nSe non hai le braccia o le gambe, o sei un eroe o sei morto.<br \/>\nSe non hai i genitori, fa\u2019 affidamento su braccia e gambe. E sii un eroe.<br \/>\nSe non hai n\u00e9 le braccia n\u00e9 le gambe e hai pensato bene di restare solo al mondo, \u00e8 fatta. Sei condannato a essere un eroe sino alla fine dei tuoi giorni. O a crepare.<br \/>\nIo sono un eroe. Non ho altra scelta\u2026<\/p>\n<p><strong>LA BAIONETTA<br \/>\n<\/strong>Che cosa rimane a un uomo quando non gli resta quasi nulla? Perch\u00e8 vive? Non lo sapevo allora, e non lo so neanche oggi. Ma, come Pavka Korcagin, non voglio morire prima che arrivi la morte. Vivr\u00f2 sino in fondo. E mi batter\u00f2. Battendo sui tasti del computer, una lettera dopo l\u2019altra\u2026<\/p>\n<p><strong>IL RITARDATO<br \/>\n<\/strong>Sono un ritardato. Non \u00e8 un nomignolo offensivo, \u00e8 semplicemente un dato di fatto\u2026<br \/>\nTra i miei primi ricordi di bambino c\u2019\u00e8 una conversazione fra adulti.<br \/>\n\u201cDici che \u00e8 intelligente? Ma se non pu\u00f2 neanche camminare!\u201d<br \/>\nNon \u00e8 cambiato niente da allora. Da che vivo, il mio handicap \u00e8 sempre stato visto come la possibilit\u00e0 o meno di compiere azioni meccaniche\u2026<br \/>\nEssere un ritardato non \u00e8 poi cos\u00ec difficile.<br \/>\nLo sguardo della gente ti scivola accanto senza notarti.<br \/>\nNon sei un uomo, sei il nulla.<br \/>\nCapita, per\u00f2, che per bont\u00e0 innata o per dovere professionale, l\u2019interlocutore noti che dentro sei come tutti gli altri.<br \/>\nE in questo attimo l\u2019indifferenza cede il posto all\u2019ammirazione, e l\u2019ammirazione a un\u2019angoscia sorda per la realt\u00e0 delle cose\u2026<\/p>\n<p><strong>NERO<\/strong><br \/>\nCome sempre nella vita, a un periodo bianco ne segue uno nero, dopo un successo vengono le delusioni.<br \/>\nTutto cambia e deve cambiare. Cos\u00ec deve essere, cos\u00ec va il mondo.<br \/>\nLo so, non ho nulla in contrario, non mi resta altro che sperare.<br \/>\nSperare in un miracolo. Mi auguro sinceramente, desidero con tutte le mie forze che il mio periodo nero continui il pi\u00f9 possibile, che non diventi bianco.<br \/>\nNon mi piace il bianco. Il bianco \u00e8 il colore dell\u2019impotenza e della dannazione, il colore del soffitto d\u2019ospedale e delle sue lenzuola. Cura e tutela garantite, silenzio e quiete: il nulla. Il nulla della vita d\u2019ospedale che scorre all\u2019infinito.<br \/>\nIl nero \u00e8 il colore della lotta e della speranza. Il colore del cielo notturno, lo sfondo fermo e nitido dei sogni, delle brevi pause fra gli intervalli diurni, bianchi e sterminati, delle infermit\u00e0 fisiche.<br \/>\n\u00c8 il colore del sogno e della fiaba, il colore del mondo dietro le palpebre chiuse. Il colore della libert\u00e0, il colore che ho scelto per la mia sedia a rotelle elettrica.<br \/>\nE quando passer\u00f2 a mia volta in mezzo alla schiera di affabili, asettici manichini in camice bianco arriver\u00f2 finalmente al mio capolinea, alla personale notte eterna, dietro di me resteranno soltanto le lettere dell\u2019alfabeto. Le mie lettere, le mie lettere nere sul fondo bianco.\u00a0 Lo spero.<br \/>\n(Brano tratto dal romanzo Bianco su nero di\u00a0 Rub\u00e9n Gallego)<\/p>\n<p>Questa storia prende avvio nel \u201968. Il mondo occidentale \u00e8 attraversato da un impetuoso movimento di messa in discussione di ogni forma di potere e d\u2019autorit\u00e0 costituita. In Unione Sovietica, paese \u201cinvestito\u201d della missione di costruire l\u2019\u201cuomo nuovo\u201d, nasce Ruben Gallego autore e protagonista di\u00a0 Bianco su nero.<br \/>\nRuben \u00e8 il nipote del Segretario del Partito Comunista Spagnolo in esilio.<br \/>\nSua figlia Aurora, giornalista a Mosca, dopo una relazione con un compagno venezuelano, d\u00e0 alla luce due gemelli. Uno muore, l\u2019altro, Ruben, colpito da paralisi cerebrale infantile, muove solo due dita della mano sinistra.<br \/>\nIn un paese dove \u201ctutti\u201d dovevano essere felici, questo \u201cfiglio imperfetto\u201d viene internato in un orfanotrofio.<br \/>\nNascosto agli occhi del mondo, trascorre la vita tra un istituto e l\u2019altro, conoscendo gli orrori di un universo concentrazionario presente e attivo, malgrado i presupposti, anche nella societ\u00e0 sovietica.<br \/>\nSolo durante la Perestrojca riesce rocambolescamente a sfuggire alla sua fine in un ospizio.<br \/>\nSi ricongiunge alla madre, studia, si sposa e ha due figlie.<br \/>\nComincia a scrivere in russo, sua lingua madre, e in Russia nel 2003 il suo Bianco su nero vince il prestigioso premio letterario \u201cBooker Prize\u201d.<br \/>\nSarebbe riduttivo e fuorviante considerare questa opera prima come una sorta di documento politico che svela i retroscena di un regime.<br \/>\nSarebbe abusato, consolatorio, inutile pensare a freaks che danno lezioni d\u2019umanit\u00e0 ai \u201cnormali\u201d.<br \/>\nNon ci troviamo davanti un libro di denuncia, un vittimistico atto d\u2019accusa.<br \/>\nSiamo di fronte alla lotta di un uomo, mai domo, contro le circostanze. Una lotta che avrebbe potuto essere combattuta ovunque, che ci riguarda direttamente ed \u00e8 quanto mai attuale.<br \/>\nQuarant\u2019anni dopo, viviamo in un tempo dominato dal paradosso della \u201clibert\u00e0 obbligatoria\u201d, in un mondo \u201clacerato\u201d dall\u2019ingiustizia sociale, paralizzato dall\u2019ossessione per la sicurezza e il controllo, sterilizzato dalla spettacolarizzazione delle emozioni, \u201ccondannati\u201d all\u2019euforia perpetua!<br \/>\n\u00c8 sempre pi\u00f9 di vitale importanza impegnarsi in un attento e quotidiano lavoro di umanizzazione delle relazioni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e di resistenza ai processi di omologazione.<br \/>\nSuperate le secche dell\u2019ideologia e del moralismo, evitate le cadute in uno sterile e superficiale vitalismo, questa lettura offre tracce di vita che possono orientare la nostra azione per il futuro.<br \/>\nMetter nero su bianco, lo scrivere, non \u00e8 solo memoria! \u00c8 un rivedersi, \u00e8 lo sviluppo di un rullino fotografico. L\u2019aver fissato un momento, un\u2019emozione e poi, nella camera oscura, ritoccare contrasti e luminosit\u00e0 perch\u00e9 l\u2019emozione \u201carrivi\u201d a chi guarder\u00e0 quella foto.<br \/>\nFermare attimi, elaborare sentimenti, vissuti, sogni, suggestioni.<br \/>\nTrasformare momenti e pensieri di s\u00e9 in patrimonio collettivo, condivisibile, riconoscibile.<br \/>\n\u00c8 un qualcosa di estremamente personale, individuale, ove \u201cgli altri\u201d si possono riconoscere.<br \/>\nLo scrivere e il leggere permettono osmosi, le parole prendono corpo.<br \/>\nLe narrazioni diventano azioni vissute. Gli spazi raccontati si vedono, si toccano.<br \/>\nSi sentono gli odori, le emozioni si impregnano nel corpo e diventano proprie.<br \/>\nIl raccontare e il raccontarsi si collegano intimamente all\u2019ascoltare\/ascoltarsi&#8230;<br \/>\nOggi si sente forte il bisogno che le parole, le frasi, i concetti letti, detti, pensati siano espressioni del corpo singolo immerso nell\u2019insieme del corpo sociale, non mere espressioni razionali. Dare corpo alle parole, investire di multisenso le espressioni, superare le stereotipie comunicazionali e caricare di valore \u201cle presenze\u201d.<br \/>\nL\u2019essere presente, l\u2019esserci \u201cnel proprio modo\u201d risulta pi\u00f9 che mai condizione fondamentale di speranza, di \u201c sviluppo\u201d inteso come capacit\u00e0 di andare \u201coltre\u201d, di cambiare, di immaginarsi \u201ddopo\u201d, di sentirsi autori e protagonisti del\/nel dopo.<br \/>\nRaccontare e raccontarsi, dare l\u2019opportunit\u00e0 e il permesso anche ad \u201caltri\u201d di raccontare di noi, \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>rappresentarsi, \u00e8 essere accettato, \u00e8<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>potersi esprimere anche solo con gesti, posture, suoni disarticolati\u2026 \u00c8 esserci con il proprio modo di esprimersi.<br \/>\n\u00c8 non confinare a priori nell\u2019inconsapevolezza le \u201cDiverse\u201d capacit\u00e0 d\u2019espressione attraverso molteplici forme artistiche.<br \/>\n\u00c8 non fermarsi alla condizione bens\u00ec aprire\/aprirsi alla comunicazione, alla vita.<br \/>\nVita, un soffio leggero che ci spinge a sostenere sforzi, fatiche, sacrifici; che ci ricarica nel momento in cui ci disponiamo a ricevere le storie e i punti di vista degli Altri, ad ascoltarli contaminandoci, ad accettarli.<br \/>\nAscoltare e ascoltarsi talvolta non \u00e8 sufficiente\u2026 Il soffio \u00e8 continuo! Occorre prepararsi a sentirlo, percepirlo, inseguirlo, capirlo. E non solo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>raccoglierlo, ma anche indirizzarlo, moltiplicarlo\u2026<br \/>\nGallego ci aiuta ricordandoci, attraverso una sorta di semplice e provocatoria enfasi dei contrasti, l\u2019importanza delle sfumature, l\u2019attenzione ai particolari, l\u2019indispensabilit\u00e0 dei gesti.<br \/>\nAll\u2019azione<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ben fatta non contrappone ma predilige l\u2019azione a buon fine con un indiretto invito all\u2019attenzione e all\u2019auspicio di una relazione ove il corpo \u201canche incompleto\u201d risulta denominatore comune di universalit\u00e0 e nel contempo di personalizzazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Gianfranco Caramella e Luca Malvicini, formatori BIANCO SU NERO Solo le lettere, lettere sul soffitto lettere bianche che strisciano lente su uno sfondo nero. 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