{"id":537,"date":"2009-11-04T17:06:44","date_gmt":"2009-11-04T17:06:44","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=537"},"modified":"2025-12-17T10:26:49","modified_gmt":"2025-12-17T09:26:49","slug":"la-telematica-come-strumento-di-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=537","title":{"rendered":"1. La telematica come strumento di liberazione?"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Internet non \u00e8 solo il web: applicazioni come e-mail, mailing lista, newsgroups e chat possono garantire una comunicazione pi\u00f9 diretta, e schiudere ai disabili prospettive di autonomia pratica e socialit\u00e0 fino ad oggi impensabili. Non senza condizioni<br \/>\n<strong><br \/>\nLa duttilit\u00e0 del digitale<\/strong><br \/>\nIn questo articolo cercheremo di descrivere come le nuove tecnologie possono e potranno cambiare la vita dei disabili; dico anche \u201cpotranno\u201d, perch\u00e9 molti dei discorsi che faremo sono da riferire pi\u00f9 al futuro che al presente, ma con una certezza, che questo futuro non si far\u00e0 attendere troppo e che la velocit\u00e0 del cambiamento \u00e8 in continua accelerazione.<br \/>\nI cambiamenti che la tecnologia ci propone ogni giorno, in forme sempre variate, non sono a senso unico, ma come le medicine hanno le loro controindicazioni, potranno avere una valenza positiva e subito vicino averne un\u2019altra negativa.<br \/>\nLe nuove tecnologie basate sul digitale portano con s\u00e9 un elemento di estrema duttilit\u00e0 che permette di includere tutti; \u201cpermette\u201d, ma il pericolo di esclusione rimane pur sempre presente. Facciamo un esempio: l\u2019invenzione della locomotiva come mezzo di trasporto ha permesso a tutti di spostarsi pi\u00f9 rapidamente ma ha creato (naturalmente con il passare del tempo e in un clima culturale attento ai diritti dei disabili) dei problemi nuovi di accessibilit\u00e0 per i disabili motori; se i gradini rimangono insormontabili, se gli scompartimenti sono stretti o mal congegnati, a cosa serve ad uno spastico un Eurostar che raggiunge i 200 chilometri all\u2019ora? A nulla. Cos\u00ec vale anche per le applicazioni delle nuove tecnologie: se non sono pensate anche per i disabili il rischio di esclusione rimane.<br \/>\nA differenza della locomotiva e delle altre invenzioni basate sulla meccanica, le tecnologie basate sul digitale hanno una caratteristica adattabilit\u00e0, che permette di personalizzare le varie applicazioni a seconda del loro utente e delle situazioni che incontra. Un modo \u201cvisivo\u201d per spiegare questa duttilit\u00e0 ci \u00e8 offerto dal cinema; secondo Stefano Penge, progettista multimediale della Linx, un\u2019associazione che produce cd-rom didattici, \u201cIn un film come Terminator 2 possiamo vedere la differenza tra il meccanico e il digitale\u201d. Mentre nel primo film della serie (Terminator 1) il robot, interpretato da Arnold Schwarzenegger, \u00e8 metallico e quindi si pu\u00f2 ammaccare, la seconda creatura \u00e8 un essere di \u201cmetallo liquido\u201d molto pi\u00f9 potente del precedente modello, perch\u00e9 questa sua caratteristica, il poter passare da uno stato solido ad uno liquido, lo rende adattabile a tutte le situazioni che incontra.<\/p>\n<p><strong>Di cosa parleremo<\/strong><br \/>\nQui non parleremo di ausili (che fanno parte dell\u2019hardware) che aiutano i disabili ad usare i computer, o dei software speciali che vengono incontro alle necessit\u00e0 di un disabile motorio o sensoriale; questo tipo di applicazioni sono peraltro molto importanti perch\u00e9 permettono al disabile di compiere azioni altrimenti impossibili per lui, relative, ad esempio, al controllo dell\u2019ambiente circostante, al gioco o all\u2019utilizzo stesso del proprio computer per comunicare. In un certo senso questi strumenti sono il presupposto di quello di cui ci occuperemo. Ma noi parleremo soprattutto della telematica, ovvero del luogo dove l\u2019informatica e la comunicazione si incontrano dando nuove e sostanziose possibilit\u00e0 a tutti, non solo ai disabili naturalmente. Parlando di telematica ci riferiamo, anche se la cosa non \u00e8 del tutto vera, ad internet. Lo facciamo perch\u00e9 internet \u00e8 la sua espressione pi\u00f9 eclatante e anche vincente. Per prima cosa vedremo cosa offre, in termini di risorse informative in lingua italiana, la rete telematica (da adesso la parola rete sar\u00e0 usata come sinonimo di internet), poi illustreremo quegli strumenti che permettono all\u2019utente di agire direttamente (\u00e8 il caso delle mailing list, dei newsgroup, delle chat&#8230;). Infine, cercheremo di descrivere quali nuove possibilit\u00e0 offre la telematica ai disabili (e ai loro famigliari) nel campo del lavoro e della vita sociale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019handicap in rete<\/strong><br \/>\nChe materiale informativo \u00e8 disponibile su internet a proposito di disabilit\u00e0?<br \/>\nAl di l\u00e0 dei sensazionalismi e delle mode, si pu\u00f2 con certezza affermare che in rete si trovano un certo tipo di risorse.<br \/>\nVi sono siti abbastanza ricchi di materiale e aggiornati sul tema della legislazione e l\u2019handicap, sugli ausili, software e hardware per le persone con disabilita&#8217;, sulla didattica; sono molto rappresentati certi tipi di deficit rispetto ad altri, numerosi sono infatti i siti che parlano di non vedenti e di persone con disturbi nella comunicazione e nel linguaggio, nonch\u00e9 della minorazione fisica; pi\u00f9 rari sono invece i \u201cposti virtuali\u201d dedicati all\u2019handicap intellettivo e, cambiando di campo, alle esperienze dirette di genitori, disabili e operatori.<br \/>\nMancano banche dati riguardanti le pubblicazioni di settore, mancano infine le news, notizie fresche, aggiornate in tempo reale, come \u00e8 possibile fare con questo supporto elettronico.<br \/>\nIl grande assente \u00e8 per\u00f2 un altro, \u00e8 il cittadino italiano che, vuoi per una generale e scoraggiante mancanza di cultura tecnologica, vuoi per una mancanza di incentivi offerti dallo stato tesi a superare questa situazione, rimane lontano dalla telematica e dalle possibilit\u00e0 che essa offre.<br \/>\nA dire il vero da tre anni a questa parte, da quando cio\u00e8 abbiamo iniziato a monitorare costantemente i siti web dedicati al sociale in lingua italiana, molte cose sono cambiate, molto associazioni hanno fatto il loro ingresso in rete, molti privati cittadini hanno cominciato ad usare la posta elettronica in un numero e con una frequenza che solo tre anni fa era impensabile. Ma la crescita rimane limitata se confrontata a quella degli altri paesi occidentali. Inoltre, la presenza di tante associazioni in rete \u00e8 s\u00ec un fenomeno importante, ma che, in s\u00e9, non dice come questo mezzo viene poi da esse usato; in altre parole, se l\u2019uso della telematica si riduce alla sola presenza in rete, all\u2019esserci come vetrina colorata che non fornisce servizi all\u2019infuori degli indirizzi reali, allora l\u2019impatto delle nuove tecnologie sar\u00e0 comunque poca cosa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019interattivit\u00e0 che cerchiamo<\/strong><br \/>\nInterattivit\u00e0 \u00e8 una parola che ritorna spesso quando si parla di telematica e indica la pi\u00f9 importante qualit\u00e0 del mezzo, ovvero la possibilit\u00e0 di agire, di retroagire, la possibilit\u00e0 di essere informati e di informare a propria volta, di chiedere e di rispondere senza filtri, senza mediazioni di qualcuno (come avviene quando ci rivolgiamo ai mass media).<br \/>\nPer un disabile e per i suoi famigliari questo pu\u00f2 significare tanto.<br \/>\nMa in che modo si pu\u00f2 essere interattivi su internet? In molti modi e con diverse applicazioni (software). Normalmente parlando di internet si pensa alle pagine web, a quelle pagine scritte secondo un particolare linguaggio (l\u2019html) e che vediamo, anche chi non ha mai acceso un computer, oramai pubblicizzate dappertutto, in televisione e sui giornali. Da qui, noi possiamo partecipare al \u201cgrande gioco\u201d scrivendo delle lettere, compilando negli spazi appositi (form) le nostre richieste, cercando e scaricando materiale informativo. Tramite l\u2019uso intelligente dei motori di ricerca (search engines) \u00e8 possibile informarsi da casa propria sugli orari dei mezzi di trasporto, o fare degli acquisti (vedremo meglio pi\u00f9 avanti questi aspetti). Ma altre grandi opportunit\u00e0 sono date da mezzi diversi, prima di tutto la posta elettronica (l\u2019e-mail) che permette di comunicare rapidamente con qualsiasi parte del mondo, i gruppi di discussione ( i newsgroup) e, con delle caratteristiche un po\u2019 diverse, le chat (applicazioni che permettono la comunicazione in tempo reale tra due o pi\u00f9 persone).<br \/>\nQueste opportunit\u00e0 vengono utilizzate tramite dei software diversi dai normali browser (ovvero le applicazioni &#8211; Internet Explorer e Netscape sono le pi\u00f9 note &#8211; che \u201csfogliano\u201d, \u201cvedono\u201d le pagine web), anche se, molte volte, fanno parte del browser stesso, ne sono parte integrante.<br \/>\nQuesti programmi consentono la comunicazione diretta tra le persone, ed \u00e8 perci\u00f2 in questi luoghi, pi\u00f9 che sul web, che il \u201cpopolo della rete\u201d si incontra, e in mezzo a queste persone vi sono anche numerosi disabili.<\/p>\n<p><strong>Le mailing list<\/strong><br \/>\nLe mailing list sono dei gruppi di discussione realizzati tramite la<br \/>\nposta elettronica. Per poter partecipare occorre iscriversi mandando un<br \/>\nmessaggio ad un particolare indirizzo e scrivendo nel corpo del messaggio,<br \/>\nnella maggior parte dei casi, la parola subscribe.<br \/>\nDal momento in cui uno si \u00e8 iscritto, riceve tutti i messaggi che gli altri<br \/>\niscritti mandano in lista e ogni suo messaggio (mandato ad un unico<br \/>\nindirizzo, quello della lista) viene ricevuto da tutte le persone che in<br \/>\nquel momento sono iscritte. Di solito a gestire automaticamente tutte<br \/>\nqueste operazioni \u00e8 un particolare computer che pu\u00f2 adottare programmi<br \/>\ndifferenti (listserv, majordomo, listproc, smartlist&#8230;).<br \/>\nA volte le mailing-list sono in modalit\u00e0 digest, ovvero i messaggi non vengono inviati agli iscritti immediatamente, ma sono raggruppati in un unico messaggio inviato con cadenza regolare.<br \/>\nL&#8217;informazione, nel caso delle liste, arriva direttamente alla persona,<br \/>\nnella sua casella di posta elettronica, e questo \u00e8 un elemento da non<br \/>\nsottovalutare, dato che l&#8217;utente non ricerca, ma riceve direttamente le<br \/>\nnotizie senza nessuno sforzo (se non quello successivo di rispondere o<br \/>\npartecipare al dibattito). Come per i giornali e gli altri mass media<br \/>\ntradizionali, le mailing list sono lette da un numero di persone maggiore<br \/>\nrispetto a quelle che intervengono direttamente nella discussione, anche se<br \/>\nl&#8217;interattivit\u00e0, la possibilit\u00e0 cio\u00e8 di partecipazione offerta dal mezzo<br \/>\ntelematico, \u00e8 nettamente superiore.<br \/>\nDi diversa natura sono i newsgroup, i gruppi di discussione i cui messaggi non arrivano privatamente nella propria casella postale (elettronica) ma sono pubblicati in spazi pubblici cui chiunque pu\u00f2 connettersi per leggerli (oltrech\u00e9 per partecipare). Sulle tematiche a noi care, in lingua italiana ne esistono due, uno dedicato all\u2019handicap generale e uno a quello intellettivo; in pi\u00f9 vi sono newsgroup che ne parlano trasversalmente (quelli dedicati al volontariato, all\u2019obiezione di coscienza, agli scout). E\u2019 possibile partecipare ai newsgroup sia dal web (quindi usando un browser), sia con delle specifiche applicazioni. Qui il tono delle discussioni si fa pi\u00f9 leggero, meno impegnato; i messaggi che passano ogni giorno possono essere anche decine, e alcune discussioni durano delle settimane.<br \/>\nPer finire le chat, programmi che permettono una comunicazione diretta come quella telefonica, sia scritta, che audio (con l\u2019ausilio di un microfono) o anche video (con l\u2019aiuto questa volta di una webcamera). Qui la comunicazione non \u00e8 pi\u00f9 definibile o classificabile, perch\u00e9 in questi luoghi comunicativi pu\u00f2 succedere veramente di tutto (dallo scambio di opinioni alla relazione amorosa).<\/p>\n<p><strong>Ma ai disabili la telematica serve?<\/strong><br \/>\nDopo questa carrellata in cui abbiamo cercato di definire il tipo di strumenti che possono essere usati dal disabile e dalla sua famiglia, veniamo ad alcune considerazioni pratiche.<br \/>\nPer molti disabili la telematica significa innanzitutto diminuzione delle deleghe. Dice John Fischetti, del Movimento della Vita Indipendente (Enil) e da anni impegnato nel settore: \u201cL&#8217;aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;annullamento della necessit\u00e0 di deleghe. Un numero sempre maggiore di operazioni e attivit\u00e0 potr\u00e0 essere svolto con mezzi e strumenti telematici, liberando cos\u00ec le persone con disabilit\u00e0 dalla dipendenza e restituendo loro privacy e autosufficienza. Non esiste forma di disabilit\u00e0, per quanto grave, che possa impedire del tutto l&#8217;uso dello strumento informatico e telematico\u201d.<br \/>\nComprare un biglietto d\u2019aereo, un armadio o un computer, pu\u00f2 essere fatto da casa semplicemente connettendosi alla rete e utilizzando la carta di credito. Le normali operazioni quotidiane, o almeno un gran numero di esse, cos\u00ec difficili per un disabile, diventano possibili.<br \/>\nAnche sul piano delle relazioni sociali la telematica pu\u00f2 portare delle novit\u00e0; la possibilit\u00e0 per un disabile di uscire (virtualmente) dalla propria stanza, e di comunicare con il mondo intero, pu\u00f2 permettere una qualit\u00e0 di vita migliore, e pu\u00f2 portare a dei cambiamenti anche nella vita reale. Esiste anche la possibilit\u00e0 che il disabile nel mondo virtuale decida di avere un\u2019altra identit\u00e0, non pi\u00f9 quella della persona con deficit. Il cambio di identit\u00e0 \u00e8 un fenomeno abbastanza diffuso in rete, che si esemplifica nei nickname (i nick, i soprannomi che una persona assume in rete quasi a voler denotare un altro s\u00e9).<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019istruzione e il lavoro, la rete permette cose sicuramente impensabili fino a poco tempo fa; si stanno sviluppando strumenti telematici (videoconferenza, teledidattica&#8230;) per la formazione a distanza, utilissimi per chi ha difficolt\u00e0 a muoversi o per coloro per i quali muoversi significa spendere risorse enormi. Il telelavoro (il lavoro a distanza, a casa propria davanti al terminale) \u00e8 sicuramente un discorso a venire che in Italia non \u00e8 regolamentato; una cosa di cui si parla molto ma si pratica poco, e quel poco in condizioni ( in termini di diritti dei lavoratori) non esaltanti.<br \/>\nAbbiamo elencato tutta una serie di possibilit\u00e0, offerte dalla telematica, importanti per un disabile, ma che comportano un altro effetto da non sottovalutare: chi telelavora, chi studia tramite la formazione a distanza, chi comunica con il mondo tramite una chat, lo fa al chiuso della sua stanza, nel posto da cui molti disabili vogliono invece uscire. E\u2019 una contraddizione non facilmente risolvibile ma di cui bisogna sempre avere coscienza. Riporto un\u2019altra interessante considerazione di Fischetti: \u201c\u00c8 ovvio che ignoranza e solitudine non si possono debellare solo con lo strumento telematico. I rapporti fisici, l&#8217;essere insieme e il crescere insieme sicuramente continuano ad essere basilari per ciascuna persona. In questo senso la telematica non deve assolutamente costituire un alibi per costringere le persone a rinunciare alla mobilit\u00e0; la telematica non deve mai essere descritta come un sostitutivo degli incontri fisici, dei viaggi, dell&#8217;esplorazione del mondo. Pu\u00f2 per\u00f2 costituire una ottima integrazione, e per chi oggi si vede preclusi gli incontri fisici, i viaggi e l&#8217;esplorazione del mondo, la telematica pu\u00f2 costituire comunque un enorme passo avanti\u201d.<br \/>\nPer finire un ultima considerazione doverosa.<br \/>\nStiamo parlando di possibilit\u00e0, di potenzialit\u00e0 (che oramai sono molto pi\u00f9 che promesse) da cui viene esclusa la maggior parte della popolazione mondiale. La telematica ed internet sono cose da mondo occidentale, da paesi ricchi; laddove le infrastrutture (linee telefoniche, energia elettrica&#8230;) non esistono o dove l\u2019analfabetismo \u00e8 endemico, queste conquiste dell\u2019umanit\u00e0 non arriveranno mai. Quindi un\u2019altra contraddizione, un altro paradosso: questi benefici ricadranno l\u00e0 dove le condizioni di vita dei disabili sono migliori, e rischiano di non riguardare la maggior parte delle persone disabili che, come \u00e8 noto, sono nei paesi poveri del quarto mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Internet non \u00e8 solo il Web: applicazioni come e-mail, mailing lists, newsgroups e chat possono garantire una comunicazione pi\u00f9 diretta, e schiudere ai disabili prospettive di autonomia pratica e socialit\u00e0 fino ad oggi impensabili. 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