{"id":5404,"date":"2025-11-21T11:14:20","date_gmt":"2025-11-21T10:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5404"},"modified":"2025-11-21T11:14:20","modified_gmt":"2025-11-21T10:14:20","slug":"una-scortesia-crudele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5404","title":{"rendered":"Una scortesia crudele"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>31 marzo 2005: Terri Schiavo<br \/>\n2 aprile 2005: Karol Wojtyla<\/p>\n<p>Epicuro afferma nella sua celebre lettera a Meneceo: \u201cAbituati a pensare che nulla \u00e8 per noi la morte, n\u00e9 per i vivi n\u00e9 per i morti; perch\u00e9 quando ci siamo noi non c\u2019\u00e8 la morte, quando c\u2019\u00e8 la morte noi non siamo pi\u00f9\u201d. Ma la vita e la morte sono collegate, l\u2019affermazione del filosofo greco non \u00e8 accettabile. Le cose stanno diversamente: come dice Heidegger, la morte fa parte dell\u2019esistere, della sua essenza. Si legge in Essere e tempo: \u201cIl frutto in maturazione [\u2026] non soltanto non \u00e8 indifferente rispetto all\u2019immaturit\u00e0 come qualcos\u2019altro da s\u00e9, ma, maturando, \u00e8 l\u2019immaturit\u00e0. Il \u2018non ancora\u2019 \u00e8 coinvolto nel suo essere, e non come una determinazione accidentale, ma come un suo elemento costitutivo. Parimenti anche l\u2019Esserci, fin che \u00e8, \u00e8 gi\u00e0 sempre il suo \u2018non-ancora\u2019\u201d. Oggi si tende addirittura a negare a se stessi la possibilit\u00e0 della propria morte, ci si sente immortali. Celebre, a questo riguardo, \u00e8 l\u2019affermazione attribuita da Tolstoj a Ivan Il\u2019ic (Vanja): \u201cIl sillogismo elementare \u2013 Caio \u00e8 un uomo, gli uomini sono mortali, Caio \u00e8 mortale \u2013 per tutta la vita era sembrato sempre giusto a Vanja, ma solo in relazione a Caio, non in relazione a s\u00e9&#8230; un essere particolarissimo, completamente diverso da tutti gli altri esseri: lui era Vanja&#8230; Caio \u00e8 mortale, certo, \u00e8 giusto che muoia. Ma per me, per me piccolo Vanja, per me Ivan Il\u2019ic&#8230; non pu\u00f2 essere che mi tocchi di morire!\u201d.<br \/>\nUna massima di Diderot recita: \u201cParlare di morte \u00e8 una scortesia crudele\u201d. Questa affermazione \u00e8 vera, soprattutto oggi: da una parte si parla anche troppo di certe morti, come quella del Papa, che \u00e8 stato fatto morire almeno dieci volte, dall\u2019altra parte si parla poco di una morte come quella di Terri Schiavo, perch\u00e9 \u00e8 una morte scomoda, una \u201ccacotanasia\u201d che \u00e8 stata fatta passare per eutanasia. La pretesa di decidere come, ma soprattutto quando morire o far morire qualcuno, con la pretesa falsa di alleviare sofferenze o dimostrare la superiorit\u00e0 e il possibile dominio dell\u2019uomo anche sulla morte, \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 illuminista e scientista: come scrive Leonardo Ancona su Psychomedia, a partire dal Settecento, quando si incominci\u00f2 a non considerare pi\u00f9 vita e malattia, come prima, in termini di apprendistato alla morte, e quest\u2019ultima come coronamento ed esaltazione del percorso esistenziale, o al peggio come un castigo di Dio, questi eventi diventarono solo dei fatti naturali, da conoscere e combattere con le risorse scientifiche della medicina, un sapere presuntivamente detentore di ogni vittoria sul male; per cui divent\u00f2 una \u201cscortesia crudele\u201d \u2013 come si espresse Diderot \u2013 parlare di morte. La morte \u201caddomesticata\u201d di prima, derivata dall\u2019opera di cristianizzazione del mondo europeo, era diventata morte \u201cinterdetta\u201d, derivata dai processi di rimozione del mondo scientista, con tutte le conseguenze del caso: al morituro si doveva, e ancora si deve, mentire fino all\u2019ultimo, tentando di &#8220;difenderlo&#8221; dalla sua morte, riuscendovi anche troppo frequentemente. Naturalmente, \u00e8 giusto lottare contro la morte, cercare di posticiparla il pi\u00f9 possibile, sempre nel rispetto dell\u2019uomo e della sua natura, nei limiti leciti del sano progresso scientifico, ma essendo sempre coscienti che alla fine la morte viene per tutti.<br \/>\nIl 31 marzo 2005 \u00e8 morta Terri Schiavo, il 2 aprile il Papa. La vera \u201cbuona morte\u201d, nonostante le sofferenze, \u00e8 stata per\u00f2 solo quella di Giovanni Paolo II. Morire di fame e di sete, agonizzando per pi\u00f9 di due settimane, non pu\u00f2 certo essere considerata una buona morte, proprio a livello fisico. Anche perch\u00e9 la povera Terri non era affatto in pericolo di morte, ma aveva semplicemente un tipo diverso di alimentazione e di comunicazione col mondo. Oltre alla buona o alla cattiva morte, infatti, bisogna pensare anche alla buona o alla cattiva vita. Chi decide chi ha una vita degna di essere vissuta? La vita di qualcuno con una qualche disabilit\u00e0 non \u00e8 certo meno degna di essere vissuta e pu\u00f2 essere una vita molto pi\u00f9 felice di altre. Non \u00e8 una questione morale! Chi ci dice che Terri non fosse soddisfatta della sua vita? La notizia della morte del Papa ha fatto passare un po\u2019 in secondo piano quella della morte di Terri, dopo che da molti giorni l\u2019opinione pubblica si interessava della sua sorte. Per me \u00e8 stata quasi peggiore la notizia della morte di Terri, perch\u00e9, come si dice, \u201cmorto un papa se ne fa un altro\u201d, morta una Terri\u2026 purtroppo ce ne saranno molte altre come lei. Per il Papa, in fondo, la morte ha costituito il fluire naturale della vita: era malato, era anziano e la natura ha fatto il suo corso. Invece Terri non era anziana e nemmeno propriamente malata, aveva solo una vita un po\u2019 diversa dalle altre. E nel suo caso non \u00e8 stato permesso alla natura di fare il suo corso, perch\u00e9 \u00e8 stata uccisa prima che questo potesse avvenire.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una favola di R. M. Rilke che racconta cos\u00ec: c\u2019era una volta un uomo che viveva in una casetta in mezzo al bosco e teneva sempre la porta aperta per ricevere i doni degli abitanti del bosco. Un giorno si present\u00f2 a casa sua la Morte e l\u2019uomo si affrett\u00f2 a chiudere la porta. Cos\u00ec facendo, per\u00f2, non poteva pi\u00f9 uscire o ricevere i doni degli abitanti del bosco: l\u2019unico modo per continuare a vivere era aprire la porta anche a quella ospite indesiderata che aspettava paziente davanti all\u2019uscio di casa. Rilke intende mostrare che chiudere la porta alla morte \u00e8 una scortesia, magari non crudele (come la morte \u00e8 per Diderot) ma inutile e dannosa: essa reca con s\u00e9 dei doni, proprio come gli altri abitanti del bosco, e vivere significa anche morire. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi 31 marzo 2005: Terri Schiavo 2 aprile 2005: Karol Wojtyla Epicuro afferma nella sua celebre lettera a Meneceo: \u201cAbituati a pensare che nulla \u00e8 per noi la morte, n\u00e9 per i vivi n\u00e9 per i morti; perch\u00e9 quando ci siamo noi non c\u2019\u00e8 la morte, quando c\u2019\u00e8 la morte noi non siamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3595],"edizioni":[45],"autori":[2027],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5404"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5404"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5405,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5404\/revisions\/5405"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5404"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=5404"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=5404"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=5404"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=5404"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=5404"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=5404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}