{"id":5534,"date":"2025-12-10T10:43:57","date_gmt":"2025-12-10T09:43:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5534"},"modified":"2025-12-10T10:47:25","modified_gmt":"2025-12-10T09:47:25","slug":"come-e-andato-lanno-europeo-fuori-dallitalia-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5534","title":{"rendered":"Come \u00e8 andato l\u2019Anno Europeo fuori dall\u2019Italia? (II parte)"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Proseguiamo la rassegna su ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2003, Anno Europeo delle persone con disabilit\u00e0, in alcuni paesi dell\u2019Unione. Nel numero precedente di \u201cHP-Accaparlante\u201d avevamo parlato di Spagna e Gran Bretagna; ora ci muoviamo verso est.<\/p>\n<p><b>Austria <\/b><b>(moderatamente)<\/b><b> Felix<i><br \/>\n<\/i><\/b><b><i><\/i><\/b>Nel marzo 2004 la rivista \u201cMonat\u201d della \u00d6AR, organizzazione che raggruppa 73 associazioni di disabili austriache, ha pubblicato un editoriale non firmato in cui dell\u2019Anno Europeo veniva tracciato un bilancio nazionale molto approfondito, che sfugge alla logica del \u201ctutto bene &#8211; tutto male\u201d dichiarando subito che la valutazione dei risultati \u00e8 \u201cun\u2019impresa a molti strati\u201d, e risultando pertanto particolarmente interessante. In primo luogo vengono prese in esame le politiche per le persone con disabilit\u00e0, e qui si sottolinea con disappunto come l\u2019unica rilevante misura proposta, ancora una volta la legge contro la discriminazione lavorativa, non sia stata ancora approvata, un po\u2019 per il ritardo con cui le iniziative sono state avviate (all\u2019inizio dell\u2019estate 2003), ma soprattutto per la \u201ctitubanza\u201d con cui il Governo ha ammesso di aver appoggiato il cammino di questo provvedimento.<br \/>\nBen pi\u00f9 positive sono le valutazioni sulle iniziative svolte: \u201ca differenza dell\u2019Anno ONU delle persone disabili 1981, in cui la politica organizz\u00f2 alcune manifestazioni <i>per<\/i> le persone disabili, queste ultime sono state impegnate in quasi tutte le attivit\u00e0 dell\u2019iniziativa 2003, almeno nella fase di progettazione\u201d. Purtroppo \u00e8 ancora in progetto un\u2019analisi del raggiungimento degli obiettivi da parte della miriade di eventi organizzati, ma si riscontra a livello generale \u201cun ulteriore aumento di solidariet\u00e0 e azioni comuni da parte delle persone disabili e delle loro associazioni\u201d. E per quanto riguarda i media, si rileva una crescita di interesse al tema della disabilit\u00e0, tanto che anche la ORF (la rete televisiva pubblica), storicamente disattenta alle esigenze dei sordi di sottotitoli e lingua dei segni, si \u00e8 meritata encomi per alcuni servizi informativi, come la Coppa del Mondo di Sci per atleti disabili.<br \/>\nQuel che risulta pi\u00f9 interessante \u00e8 per\u00f2 la descrizione di alcuni esempi di ricadute del 2003 sul futuro. Una nota societ\u00e0 di consulenza aziendale ha realizzato, in collaborazione con la \u00d6AR, un manualetto rivolto a chi si occupa di formazione e direzione del personale, con consigli e indicazioni per una gestione efficace dei lavoratori (o potenziali tali) con disabilit\u00e0; i testi sono stati messi a disposizione delle aziende clienti, che si sono impegnati a rielaborarli graficamente e a inserirli nella propria documentazione interna. Una catena immobiliare ha stretto un accordo con la rete austriaca di consulenza per progetti senza barriere, per sfruttarne il know-how costruttivo, in cambio di una promozione della stessa rete attraverso i propri canali di pubbliche relazioni. I consiglieri di un distretto di Vienna hanno partecipato all\u2019inizio di marzo del 2004 a una seduta di formazione tecnica all\u2019Universit\u00e0 sulle misure a favore delle persone con disabilit\u00e0, in modo da poter rilevare e correggere le barriere e i pericoli che la loro attivit\u00e0 in ambito di edilizia, traffico e appalti pu\u00f2 creare o tollerare ingiustamente (cantieri mal delimitati, ostacoli sui marciapiedi\u2026). Tutte queste iniziative non si chiudono con il momento di \u201cfesta\u201d o di \u201csensibilizzazione\u201d svoltosi nel 2003, ma hanno precisi obiettivi di lungo termine, e ci\u00f2 le rende fonti di ispirazione anche per l\u2019Italia, e anche per il 2004, il 2005\u2026<\/p>\n<p><b>Uno sguardo a est<br \/>\n<\/b>La partecipazione all\u2019Anno Europeo era aperta anche ai 10 Stati \u201ccandidati\u201d all\u2019ingresso nell\u2019Unione, che dal 1\u00b0 maggio 2004 sono divenuti pienamente parte di essa. Tutto sommato, l\u2019occasione sembra quasi essere stata pi\u00f9 sentita in questi paesi che in quelli gi\u00e0 membri: soprattutto per il grado complessivamente pi\u00f9 basso di integrazione sociale che caratterizza i disabili in queste nazioni, ma anche per la maggiore diffusione sociale dell\u2019handicap (si calcola che negli Stati dell\u2019allargamento le persone con disabilit\u00e0 siano 26 milioni, con un\u2019incidenza del 25% sulla popolazione, contro il 10% degli Stati precedentemente membri).<br \/>\nM\u00e1ria Orgon\u00e1\u0161ov\u00e1, dell\u2019Alleanza delle organizzazioni delle persone disabili in Slovacchia, sottolinea come il 2003 sia stato vissuto dalle associazioni nazionali come la continuazione di una grande iniziativa svolta nel luglio 1999, quando la campagna \u201cSlovacchia libera da barriere\u201d vide molti giovani volontari girare il paese per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni locali contro le barriere architettoniche, informative e psicologiche verso le persone con disabilit\u00e0. Nel 2003 sono stati esaminati diversi progetti delle varie citt\u00e0 slovacche per la competizione \u201cAutogoverno e Slovacchia libera da barriere\u201d, e sono state svolte diverse iniziative, come un happening anti-barriere nei supermercati rivolto ai bambini in giugno e un seminario sull\u2019accessibilit\u00e0 all\u2019informazione per i disabili visivi in ottobre. In particolare, viene sottolineato il crescente rapporto con l\u2019EDF, ai cui documenti sulla condizione dei disabili in Europa si \u00e8 cercato di dare risalto, e il fatto che nell\u2019autunno 2002 una persona in sedia a rotelle, Peter B\u00f3dy, sia divenuta per la prima volta membro del Parlamento slovacco. Tutto ci\u00f2 induce a considerare che \u201coggi abbiamo possibilit\u00e0 molto migliori di influenzare la creazione di nuova legislazione (su sostegno e previdenza sociale, servizi all\u2019impiego, ecc.)\u201d. Anche dall\u2019ingresso nell\u2019UE ci si attendono \u201cpi\u00f9 opportunit\u00e0 di scambiare l\u2019esperienza reciproca e incidere sulla creazione di dichiarazioni e regole comuni nell\u2019interesse di migliori condizioni di vita delle persone disabili\u201d.<br \/>\nIn Estonia, invece, l\u2019Anno Europeo sembra essere stato soprattutto l\u2019occasione per migliorare la cooperazione tra associazioni e istituzioni, specie a livello di singole regioni. Stando al resoconto di Meelis Joost, responsabile delle relazioni internazionali per Epikoda, la Camera delle Persone Disabili per l\u2019Estonia, la \u201cCampagna 2003\u201d ha organizzato seminari nelle diverse zone del paese, con declinazioni specifiche a seconda delle problematiche locali. Tra gli esiti, una \u201ccooperazione migliorata tra i membri [delle associazioni] che non avevano avuto un contatto stretto in precedenza\u201d e una \u201cnuova consapevolezza dell\u2019importanza della rete &#8211; essere capaci di lavorare per un obiettivo comune\u201d, ma anche, proprio come in Austria, un manuale per i datori di lavoro che intendono assumere persone disabili. Tuttavia, le iniziative di sensibilizzazione non intaccano troppo un \u201cclima politico [che] non \u00e8 a grande favore delle persone disabili\u201d, soprattutto per la carenza di investimenti in politiche sociali, considerando che \u201cdurante il periodo della riacquistata indipendenza [dal 1991] la percentuale di spesa del PIL in campo sociale \u00e8 diminuita, anche se la somma totale \u00e8 in crescita\u201d. Riassumendo, \u201cl\u2019Anno Europeo non pu\u00f2 essere considerato un\u2019opportunit\u00e0 mancata &#8211; ma molto di pi\u00f9 avrebbe potuto essere fatto da parte di diversi attori\u201d. Anche per questo, gli <i>spin-off<\/i> del 2003 vedono una minore concentrazione sulla sensibilizzazione e uno sforzo maggiore verso il miglioramento di legislazione e politiche. Inoltre, si cerca di rafforzare le sanzioni contro le violazioni alle leggi sui diritti delle persone disabili, attualmente oggetto di scarsa vigilanza, e di stabilizzare un ambiente di \u201clavoro di rete\u201d tra le associazioni, per generare un reale movimento di societ\u00e0 civile, imponendo ai legislatori nazionali ed europei un punto di vista ampio, dato che \u201cci sono aspetti in ogni campo della societ\u00e0 che hanno a che fare con la disabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><b>Conclusioni provvisorie<br \/>\n<\/b>Cosa rester\u00e0 del 2003? Forse qualcosa di pi\u00f9 di quanto la ricorrente descrizione come \u201coccasione mancata\u201d possa far credere al pubblico italiano. Il 30 ottobre 2003 la Commissione Europea ha presentato un Piano d\u2019Azione 2004-2010, in cui si propongono impegni per lo sviluppo e il rafforzamento degli esiti dell\u2019Anno Europeo. Le quattro priorit\u00e0 individuate sono l\u2019accesso e la permanenza all\u2019impiego, la formazione continua per sostenere l\u2019occupabilit\u00e0, le nuove tecnologie per facilitare l\u2019accesso all\u2019impiego e l\u2019accessibilit\u00e0 al pubblico degli edifici per migliorare l\u2019integrazione sociale e la partecipazione nei luoghi di lavoro (\u00e8 innegabile: quando le istituzioni europee parlano di disabilit\u00e0, quella per il lavoro \u00e8 una vera e propria ossessione!). Sono previsti rapporti a cadenza biennale sulla situazione delle persone disabili nell\u2019Unione allargata, a partire dal 2005. La strada verso la piena cittadinanza per chi vive una disabilit\u00e0 \u00e8 lunga ma tracciata; il 2003 ne \u00e8 stata una pietra miliare (e non tombale), ma sar\u00e0 necessario attingerne un\u2019ulteriore spinta in avanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi Proseguiamo la rassegna su ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2003, Anno Europeo delle persone con disabilit\u00e0, in alcuni paesi dell\u2019Unione. Nel numero precedente di \u201cHP-Accaparlante\u201d avevamo parlato di Spagna e Gran Bretagna; ora ci muoviamo verso est. 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