{"id":5536,"date":"2025-12-10T10:46:36","date_gmt":"2025-12-10T09:46:36","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5536"},"modified":"2025-12-10T10:46:36","modified_gmt":"2025-12-10T09:46:36","slug":"cip-cip-cip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5536","title":{"rendered":"CIP\u2026 CIP\u2026 CIP\u2026"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanni Preiti<\/p>\n<p>Non \u00e8 il verso di qualche uccellino, che svolazza sopra alla vostra testa, ma l\u2019acronimo del nuovo Comitato Italiano Paraolimpico, che ha il compito di organizzare e gestire le attivit\u00e0 sportive praticate dalle persone disabili in Italia. La nascita di questo comitato ha un enorme significato storico, perch\u00e9 finalmente si avr\u00e0 un riferimento nazionale per tutti quegli enti, associazioni, federazioni, gruppi che fanno attivit\u00e0 sportiva con le persone con deficit, sia intellettivo, sensoriale<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fisico. Fino a oggi venivano riconosciute solo le federazioni sportive affiliate alla FISD (Federazione Italiana Sport Disabili), che con la nascita del CIP, scomparir\u00e0. Questo \u00e8 un gran risultato per tutte quelle associazioni sportive, gruppi sportivi, enti che fino a oggi non venivano considerati dalla realt\u00e0 dello sport ufficiale solo perch\u00e9 non tesserati alla FISD. Citando le parole dell\u2019attuale presidente della FISD Luca Pancalli: \u201cCon la costituzione del CIP, il Paese si dota di un ombrello sotto il quale tutte le varie organizzazioni sportive per i praticanti disabili trovano una propria casa, pur operando in piena autonomia. Per la prima volta, ci vengono riconosciuti compiti aggiuntivi che sottolineano il ruolo sociale dell\u2019ente.\u201d. Il problema dell\u2019attivit\u00e0 sportiva per le persone con deficit sembrerebbe cos\u00ec risolto, ma purtroppo la strada \u00e8 appena all\u2019inizio e si presenta tutt\u2019altro che facile. Si pu\u00f2 fare un parallelismo con l\u2019evoluzione dello sport dei cosiddetti \u201cnormodotati\u201d in Italia: attualmente la gestione dello sport, anche economica, \u00e8 a carico del CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che, come il nome stesso indica, doveva occuparsi solo della selezione, preparazione e gestione degli atleti da inviare alle Olimpiadi, ma che oggi \u00e8 diventato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il vero e proprio \u201cMinistero dello sport\u201d. Il CONI, nato nel 1942 con la legge 426, via via assume un ruolo centrale nel panorama nazionale dello sport italiano, anche grazie al supporto economico fornito dal Totocalcio, gestito direttamente dal CONI, che diventa la sua fonte principale di finanziamento, tanto da renderlo autonomo. Il CONI \u00e8 formato dall\u2019insieme delle Federazioni sportive nate spesso autonomamente (con una parte ad autonomia privata e una parte pubblica gestita addirittura dallo stato anche tramite l\u2019utilizzo di personale stesso del CONI) e poi da esso riconosciute; una federazione per ciascuna disciplina sportiva. Le finalit\u00e0 delle Federazioni sportive sono quasi esclusivamente indirizzate allo sport selettivo, rivolto alla performance, alle gare e ai campionati agonistici e non si occupano dello sport a livello promozionale, ludico, scolastico e tanto meno come strumento sociale o di mera fruizione nel tempo libero. Il CONI si \u00e8 cos\u00ec evoluto negli anni sviluppando queste caratteristiche proprie delle federazioni che ne fanno parte, compresa la FISD. Nel frattempo, per\u00f2, lo sport in Italia e in Europa e nel Mondo ha preso un\u2019altra direzione, dando grande risalto allo sport per tutti inteso come strumento di aggregazione per tutti gli atleti, esaltandone le diverse capacit\u00e0 e non le prestazioni assolute che portano inevitabilmente all\u2019esclusione degli atleti meno performanti. Questo non a discapito degli sportivi pi\u00f9 forti, che anzi rimangono un\u2019espressione di punta di un movimento che nasce da una base comune per arrivare al massimo livello, costituendo un forte stimolo ed esempio per tutti i componenti del movimento e non solo per i pi\u00f9 dotati. Questi fini sociali dello sport per tutti sono stati riconosciuti fin dal 1975 dalla \u201cCarta europea dello sport per tutti\u201d alla quale hanno fatto seguito varie pubblicazioni e modifiche fino alle ultime del 2001, dove \u00e8 stato definito il quadro delle norme da seguire nel campo delle politiche sportive che devono sottoscrivere tutti i paesi europei integrato e completato da un \u201cCodice di Etica sportiva\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il Comitato per lo sviluppo dello sport (CDDS), creato nel 1977, che riunisce tutti i 48 Stati contraenti la Convenzione Culturale Europea, definisce e gestisce un programma di lavoro paneuropeo e predispone le Conferenze dei Ministri europei dello sport.<br \/>\nCito alcuni articoli del Consiglio d\u2019Europa:<\/p>\n<p><b><i>Sport e democrazia<\/i><\/b><i><br \/>\n<\/i>SPRINT programme (Sports Reform, Innovation and Training Programme). Il Consiglio d\u2019Europa assiste i nuovi Stati membri in molti settori, tra cui la legislazione in materia sportiva, mediante il programma SPRINT (Programma per la riforma, l\u2019innovazione e la formazione in materia sportiva). Tale programma \u00e8 in attivit\u00e0 dal 1991 e ha fornito consulenze ed esperienze tecniche a 23 paesi aiutandoli a riformare la loro politica e ad ammodernare le loro strutture amministrative sportive.<br \/>\nIl programma comprende degli aspetti quali la democratizzazione dello sport, la promozione dello sport nella politica generale del paese e la partecipazione di tutte le fasce della popolazione alle attivit\u00e0 sportive (Sport per tutti). Sono stati organizzati dei seminari itineranti, dei convegni e un programma di scambi sull\u2019amministrazione e la gestione dello sport.<br \/>\nLo sviluppo della cooperazione tra le autorit\u00e0 pubbliche e le organizzazioni sportive non governative (ONG) in materia di promozione dello sport sta diventando una priorit\u00e0 nei nuovi paesi membri.<\/p>\n<p><b>La coesione sociale e lo sport<\/b><i><br \/>\n<\/i>\u00c8 rilevante il ruolo svolto dallo sport a favore della coesione sociale: in questo settore il Consiglio d\u2019Europa contribuisce al processo di democratizzazione, in special modo presso i giovani, in applicazione, tra l\u2019altro, della Raccomandazione N.R (99) 9 sul ruolo dello sport a favore della promozione della coesione sociale, adottata dal Comitato dei Ministri.<br \/>\n\u00c8 stata accordata un\u2019attenzione particolare all\u2019elaborazione di programmi sportivi per i gruppi minoritari, quali gli immigrati, i profughi, i disoccupati, i detenuti e i giovani delinquenti e le persone disabili. I programmi vengono realizzati in stretta collaborazione con le autorit\u00e0 centrali, regionali o locali, oppure vengono affidati all\u2019associazionismo sportivo nei paesi interessati.<br \/>\nLa coesione sociale mediante lo sport ha un ruolo particolare e di grande rilievo nel processo di ricostruzione e di riconciliazione nell\u2019Europa del Sud-Est.<\/p>\n<p>Da questi articoli traspaiono le linee guida che l\u2019Europa intende dare alla politica dello sport nei diversi Stati. In Italia, secondo dati Istat (dati del 2000), le persone che praticano attivit\u00e0 sportiva saltuariamente o costantemente sono il 28,4 % della popolazione, pari circa a 16 milioni di persone, di questi solo 3 milioni fanno capo al mondo dello sport promosso dalle Federazioni Sportive Nazionali. Non ha quindi senso che il governo dello sport italiano sia composto solo da membri di queste federazioni. Forse Luca Pancalli ha visto giusto nell\u2019unificare lo sport per le persone con deficit sotto la grande casa del CIP, comprendendo tutte le attivit\u00e0 sia promozionali che ludiche e scolastiche, auspicando un futuro di collaborazione e costruzione di un mondo dello sport disabili unificato, dando un esempio anche allo sport dei \u201cnormali\u201d, che probabilmente dovrebbe prendere esempio dal Comitato Italiano Paraolimpico. Non ho ancora visto lo statuto del CIP (mentre scrivo la riunione per lo statuto non si \u00e8 ancora verificata), ma auspico<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che questa felice idea della FISD non faccia la fine del CONI, che per ora non rispecchia di certo la realt\u00e0 sportiva del nostro paese e la crescita ed evoluzione dello sport in Italia, Europa e nel Mondo. Il 10 e 11 luglio la FISD si riunir\u00e0 a Bagni di Tivoli (Roma) per approvare questo statuto; l\u00ec vi saranno tutti i membri delle Federazioni affiliate alla FISD: spero che il consiglio che si andr\u00e0 a creare sar\u00e0 anche in grado di accogliere e farsi da parte di fronte al sempre pi\u00f9 forte sviluppo dello sport da performante a ruolo formativo e di crescita nella totalit\u00e0 della vita di ciascun cittadino, a quello di prevenzione sanitaria, inclusione e coesione sociale, educazione alla democrazia ed economia sociale che sempre pi\u00f9 si delinea nella societ\u00e0 moderna.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Dovr\u00e0 quindi includere nella maggioranza i rappresentanti degli enti di promozione sportiva, delle associazioni, del mondo scolastico e collaborare strettamente con essi e, naturalmente, pensare che la maggior parte delle risorse pubbliche non andr\u00e0 pi\u00f9 a favore delle Federazioni, ma al movimento sportivo di base.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Preiti Non \u00e8 il verso di qualche uccellino, che svolazza sopra alla vostra testa, ma l\u2019acronimo del nuovo Comitato Italiano Paraolimpico, che ha il compito di organizzare e gestire le attivit\u00e0 sportive praticate dalle persone disabili in Italia. 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