{"id":560,"date":"2009-11-04T17:06:49","date_gmt":"2009-11-04T17:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=560"},"modified":"2025-12-30T22:15:38","modified_gmt":"2025-12-30T21:15:38","slug":"gli-educatori-si-raccontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=560","title":{"rendered":"2. Gli educatori si raccontano"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Stiroli,Pedagogista , ex-educatore<\/p>\n<p>Forte discrepanza tra le finalit\u00e0 che indirizzano il loro operato e i risultati raggiunti, attenzione rivolta pi\u00f9 all\u2019utenza che al contesto sociale, scetticismo verso la presunta volont\u00e0 di integrazione da parte della societ\u00e0, questi alcuni dei risultati emersi da un questionario posto a 51 educatori che lavorano nella provincia di Bologna.<!--break--> \u201cNormalit\u00e0 e diversit\u00e0 come regolatore sociale &#8211; problemi teorici e indagine empirica tra gli operatori sociali bolognesi\u201d, in questo modo si chiamava la mia tesi, che vedeva come paziente relatore il Prof. Enzo Morgagni.<br \/>\nQuesto lavoro comprendeva una ricerca condotta attraverso la somministrazione di un questionario a 51 educatori dei servizi per la psichiatria e handicap nel territorio dell\u2019Azienda USL Citt\u00e0 di Bologna.<br \/>\nSi trattava di una indagine qualitativa che voleva far riflettere gli intervistati sulle finalit\u00e0 alle quali tende il loro operato ed i conseguenti risultati raggiunti e altres\u00ec mettere in relazione questa riflessione con la ricaduta sociale dell\u2019intervento di questi operatori sociali.<br \/>\nIl questionario era diviso in nove parti distinte :<br \/>\nDati dell\u2019intervistato<br \/>\nFinalit\u00e0 del proprio intervento<br \/>\nProdotti della propria attivit\u00e0<br \/>\nRuolo dell\u2019educatore nel perseguimento delle finalit\u00e0<br \/>\nMandato sociale<br \/>\nEsperienze sociali : traguardi esistenziali nella vita degli utenti<br \/>\nIntegrazione sociale<br \/>\nFattori che appesantiscono il proprio operato<br \/>\nMiti dell\u2019educatore<br \/>\nAll\u2019interno di ogni singola parte si potevano trovare una o pi\u00f9 domande.<br \/>\nIl campione intervistato \u00e8 risultato composto da educatori dipendenti della AzUSL e di enti, cooperative e associazioni in convenzione con l\u2019azienda stessa.<\/p>\n<p><strong>I risultati della ricerca<\/strong><br \/>\nAnalizzer\u00f2 ogni parte singolarmente ma, mettendo in relazione le risposte degli educatori nelle varie sezioni, cercher\u00f2 alcuni spunti di riflessione per creare una valutazione sul lavoro degli educatori che superi in un qualche modo stereotipi, luoghi comuni e ideologie buoniste che coprono la realt\u00e0 dei fatti.<\/p>\n<p><strong>Dati personali<\/strong><br \/>\nRispetto alle strutture ed agli operatori intervistati possiamo individuare la carriera di questi lavoratori come consolidata : una et\u00e0 media di 34 anni di cui 9 e mezzo impegnati nel lavoro educativo e circa 6 nel servizio in cui si trovavano al momento dell\u2019intervista.<br \/>\nAltro dato interessante \u00e8 quello che per 30 educatori su 51 intervistati il lavoro nel \u201csociale\u201d \u00e8 la prima occupazione. Questo ci dice come molti di loro non hanno la possibilit\u00e0 di paragonare la loro esperienza attuale con altre realt\u00e0 lavorative da loro conosciute direttamente.<\/p>\n<p><strong>Finalit\u00e0 del proprio intervento<\/strong><br \/>\nGli educatori intervistati dovevano rispondere alla seguente domanda :<br \/>\nQuali ritieni le finalit\u00e0 principali e secondarie del tuo impegno lavorativo attuale?<br \/>\nGli educatori potevano indicare massimo tre finalit\u00e0 principali e, per ognuna di esse due finalit\u00e0 secondarie che in qualche maniera concorressero al raggiungimento delle finalit\u00e0 primarie.<br \/>\nGli educatori dovevano fare riferimento ad un tabella detta \u201cdelle finalit\u00e0 e dei prodotti\u201d che offriva un consistente numero di items (50) divisi per gruppi omogenei di problematiche legate al lavoro educativo (es : autonomie e identit\u00e0, cultura della diversit\u00e0, rapporto educatore utente).<br \/>\nLa finalit\u00e0 che ha trovato gradimento quasi unanime tra gli educatori \u00e8 stata: \u2018Il benessere degli utenti\u2019 che \u00e8 stata segnalata in 37 questionari su 51 e individuato come finalit\u00e0 principale in 31 casi.<br \/>\nLa caratteristica che pi\u00f9 mi colpisce di questa finalit\u00e0 \u00e8 la sua vaghezza. Infatti all\u2019interno del \u201cbenessere degli utenti\u201d gli educatori possono immaginare una quantit\u00e0 illimitata di contenuti.<br \/>\nRibadendo che non era lo scopo della ricerca di raccogliere dati quantitativi con cui fare speculazioni sull\u2019intera popolazione degli educatori (esempio appunto che il 75% degli educatori perseguono il \u201cbenessere degli utenti\u201d) ma cercare di leggere l\u2019immaginario che muove l\u2019impegno di questi operatori del sociale, possiamo leggere questa scelta preferenziale come \u201ceticamente corrette\u201d, ma che tende a dimostrare che le finalit\u00e0 del proprio lavoro rimangono sullo sfondo, e che il vero motore del proprio operato sia l\u2019urgenza di cura del proprio assistito.<br \/>\nQuesta vaghezza pu\u00f2 anche essere sintomo di una difficolt\u00e0 nel percorso di riconoscimento della identit\u00e0 vera delle persone che l\u2019educatore ha il compito di cambiare e delle reali esigenze che queste persone esprimono.<\/p>\n<p><strong>Prodotti della propria attivit\u00e0<\/strong><br \/>\nDalle risposte alla domanda &#8220;Quali ritieni siano i reali prodotti del tuo lavoro?&#8221; ovvero &#8220;Quali risultati ottieni concretamente col tuo intervento e dalla interazione tra te e gli utenti?&#8221; Il dato interessante non \u00e8 tanto quello relativo al tipo di risultati indicati dagli educatori ( ricordo che le indicazioni metodologiche erano le stesse per le finalit\u00e0: tre prodotti principali massimi e sei secondari, facendo riferimento alla stessa tabella) ma \u00e8 interessante come gli educatori abbiano segnalato una forte discrepanza tra le finalit\u00e0 che indirizzano il loro operato e i risultati raggiunti.<br \/>\nNella tabella A vediamo come 15 educatori pensino che le finalit\u00e0 non si esplicano mai in un risultato raggiunto, e altri 10 individuano un solo prodotto del proprio lavoro come frutto di una finalizzazione precedente.<\/p>\n<p><strong>Tab. A Corrispondenza tra finalit\u00e0 e prodotti<\/strong><br \/>\n15 questionari che non hanno individuato nessun prodotto con un corrispondente nelle finalit\u00e0 indicate10 questionari che hanno individuato 1 prodotto coerente con una finalit\u00e0 indicate<br \/>\n11 questionari che hanno individuato<br \/>\n2 prodotti coerenti con due finalit\u00e0 indicate<br \/>\n5 questionari che hanno individuato 3 prodotti coerenti con tre finalit\u00e0 indicate4 questionari che hanno individuato<br \/>\n4 prodotti coerenti con quattro finalit\u00e0 indicate<br \/>\n4 questionari che hanno individuato<br \/>\n5 prodotti coerenti con cinque finalit\u00e0 indicate1 questionari che hanno individuato<br \/>\n6 prodotti coerenti con sei finalit\u00e0 indicate0 questionari che hanno individuato pi\u00f9 di<br \/>\n7 prodotti coerenti con sette finalit\u00e0 indicate<br \/>\nSi potrebbe pensare che questo sta nelle cose, nel rapporto tra idealit\u00e0 e realt\u00e0.<br \/>\nMa se io, come educatore, penso di perseguire il benessere degli utenti posso immaginare di non raggiungere per loro il \u201cnirvana\u201d completo della felicit\u00e0 permanente cio\u00e8 il massimo possibile, ma in ogni caso mi aspetto di raggiungere un grado di benessere ridotto rispetto alle aspettative ma sempre una qualche forma di benessere.<br \/>\nPensate, per assurdo, se i vigili del fuoco arrivassero a casa vostra con l\u2019intento di spegnere il fuoco, ma che alla fine del loro intervento avessero riparato le grondaie: lavoro importante ma non indispensabile in quel momento.<br \/>\nPer capire meglio questo dato bisogna segnalare che in media gli intervistati hanno indicato 5,61 prodotti del proprio operato. Risulta cos\u00ec che molti dei risultati del lavoro educativo non derivano da una finalizzazione precedente, non sono frutto di una intenzionalit\u00e0.<br \/>\nUna seconda domanda di questa parte chiedeva agli educatori indicare se esistessero dei prodotti del loro lavoro che si indirizzassero alla collettivit\u00e0.<br \/>\nLe risposte a questo quesito hanno evidenziato due riflessione da parte degli educatori.<br \/>\nLa prima \u00e8 relativa al tipo di risultato che gli operatori bolognesi producono per la collettivit\u00e0; gli educatori hanno individuato, in molti casi prodotti specificamente indirizzati alla collettivit\u00e0 (tabella B)<\/p>\n<p><strong>Tab.B Risultati per la collettivit\u00e0 maggiormente indicati<\/strong><br \/>\nn\u00b0 scelte opzioni<br \/>\n13 Supportare la societ\u00e0 nell\u2019accettazione delle diversit\u00e0 (2,32)<br \/>\n13 Fare da cuscinetto tra le persone normale e i diversi (2,37)<br \/>\n11 Allargamento del concetto di normalit\u00e0 (2,31) 11 Diminuire l\u2019allarme sociale (2,40)<br \/>\n9 Integrazione dell\u2019utente nel contesto sociale di riferimento (2,15)<br \/>\n8 Benessere della famiglia (2,02)<br \/>\n8 Riconoscimento sociale (2,35)<br \/>\n5 Benessere degli utenti (2,01)<br \/>\nN.B Il dato del 2,01 \u00e8 stato riportato anche se altre opzione avevano ottenuto pi\u00f9 preferenze, essendo questa la finalit\u00e0 pi\u00f9 segnalata<\/p>\n<p>La scelta degli educatori sembra la pi\u00f9 \u201cnaturale\u201d ma \u00e8 anche sintomo di una visione particolare della ricaduta sociale del proprio operato.<br \/>\nPer gli educatori il contesto sociale necessita di interventi ad hoc, mentre i risultati che sono frutto dell\u2019intervento sugli utenti, come, per esempio, lo \u201csviluppo delle autonomie di base\u201d, per molti operatori bolognesi non hanno una ricaduta diretta sulla collettivit\u00e0.<br \/>\nSe colleghiamo questa riflessione con il fatto che solo 16 educatori hanno indicato dei prodotti per la collettivit\u00e0 segnalati anche nelle finalit\u00e0 del proprio lavoro, mentre altri 25 (la met\u00e0 degli intervistati) hanno visto i prodotti per la collettivit\u00e0 come non derivanti da una intenzionalit\u00e0, ci troviamo di fronte ad operatori quantomeno disinteressati ad un rapporto fattivo col contesto sociale, che conferma come sia l\u2019urgenza relazionale dell\u2019utenza una delle principali motivazioni del lavoro educativo e non la ricaduta sociale.<\/p>\n<p><strong>Ruolo degli educatori<\/strong><br \/>\nGli intervistati dovevano rispondere alla seguente domanda :<br \/>\nAll\u2019interno della organizzazione che persegue insieme a te le finalit\u00e0 principali, quale ritieni sia il tuo ruolo rispetto alla altre figure professionali ?<br \/>\nGli educatori dovevano optare per una sola risposta, ma pi\u00f9 di un educatore mi ha chiesto di poter fare il contrario.<\/p>\n<p><strong>Tab.C Ruolo degli educatori<\/strong><br \/>\nRuolo \u00a0 Risposte<br \/>\ncentrale 15<br \/>\nimportante, che necessita di collaborazione 65<br \/>\nin equilibrio con le altre figure professionali 55<br \/>\nmarginale 3<br \/>\ninsignificante 0<br \/>\nTOT. 138<br \/>\nNota : Gli intervistati dovevano riportare le finalit\u00e0 indicate e a fianco il ruolo rispetto alle altre figure professionali<\/p>\n<p>Come evidenzia la tabella C gli intervistati hanno dato la risposta pi\u00f9 ovvia, quella \u201ceticamente corretta\u201d, rifacendosi ad una figura di educatore che, come dovrebbe essere, lavora in rete ed in equilibrio con le altre figure professionali.<br \/>\nLa riflessione critica che ne deriva \u00e8 che gli educatori, in questo modo, si defilano sempre dalle proprie responsabilit\u00e0. A mio avviso gli educatori, anche se inseriti in una rete di opportunit\u00e0 e servizi, dovrebbero sentire il proprio ruolo come centrale nel perseguimento della propria parte di finalit\u00e0 e nella produzione dei propri risultati.<br \/>\nL\u2019educatore essendo pronto a collaborare non pu\u00f2 essere accusato di scarsa disponibilit\u00e0, in questo modo pu\u00f2 accusare le altre figure professionali, che questa disponibilit\u00e0 non dimostrano, di eventuali fallimenti.<\/p>\n<p><strong>Mandato sociale (ufficiale e ufficioso) degli educatori<\/strong><br \/>\nDalle risposte degli educatori risulta una visione della una societ\u00e0 come \u201cmatrigna\u201d che, sotto facciata ufficiale, nasconde una volont\u00e0 ufficiosa tutt\u2019altro che edificante.<br \/>\nLa facciata ufficiale si riempie la bocca di buoni propositi, e di grandi ideali e delega agli educatori la loro messa in atto, ma dietro questa facciata \u00e8 nascosta una volont\u00e0 di separazione e controllo sociale che la societ\u00e0 demanda alle strutture \u201csociali\u201d.<br \/>\nUn dato che si \u00e8 evidenziato \u00e8 la differenza tra la visione degli educatori impegnati nei servizi psichiatrici e coloro che operano in strutture per l\u2019handicap psichico.<br \/>\nI primi individuano la facciata \u201cmatrigna\u201d gi\u00e0 nel mandato ufficiale. Per gli educatori dell\u2019area psichiatrica, gli organi preposti ad individuare i compiti di questi educatori hanno ben chiare le finalit\u00e0 di separazione. Pi\u00f9 moderati gli educatori del settore handicap in cui il mandato ufficiale \u00e8 legato a contenuti educativi \u201ceticamente corretti\u201d ma al di sotto di questi si nascondono compiti di controllo e separazione.<br \/>\nUna riflessione che per\u00f2 invito tutti a fare \u00e8 relativa al fatto che gli educatori in fondo fanno parte di questa societ\u00e0 \u201cmatrigna\u201d. Infatti gli educatori sono perfettamente inseriti nei circuiti \u201cnormali\u201d della societ\u00e0 e ne possono e ne scelgono le opportunit\u00e0 che pi\u00f9 gradiscono, a differenza degli utenti dei loro servizi il cui destino \u00e8 legato alla volont\u00e0 di altri.<br \/>\nProviamo infatti ha mettere in relazione questo dato con le riflessioni riferite alla domanda seguente.<\/p>\n<p><strong>Traguardi esistenziali nella vita degli utenti<\/strong><br \/>\nSe si analizzano le risposte degli intervistati il dato rilevante riguarda l\u2019immaginario che gli educatori dell\u2019area handicap esprimono rispetto alle possibilit\u00e0 esistenziali dei loro utenti. Questo \u00e8 condizionato da un sorta di \u201cdemocratico realismo\u201d infatti questi operatori immaginano per i loro utenti una vita in cui vengono collocati nelle strutture ed esperienze \u201cgiuste\u201d per loro e adeguate alle loro capacit\u00e0.<br \/>\nNella tabella D vediamo raccolti per gruppi omogenei i percorsi esistenziali che gli educatori immagino per i loro utenti<br \/>\nRispetto agli items proposti gli educatori dovevano segnalare se il traguardo esistenziale indicato potesse essere raggiunto in modo autonomo o necessitasse di un sopporto esterno, o nella peggiore delle ipotesi fosse totalmente precluso.<\/p>\n<p><strong>Tab. D : Traguardi esistenziali raggiungibili in strutture sociali e gruppi organizzati secondo gli educatori dell&#8217;area handicap<\/strong><br \/>\nColonna A : Il traguardo esistenziale certamente raggiunto, e raggiunta attraverso un percorso non assistito<br \/>\nColonna B : il traguardo esistenziale sar\u00e0 probabilmente raggiunto, e nei casi previsti in maniera assistita.<br \/>\nColonna C : il traguardo esistenziale \u00e8 precluso<br \/>\nA \u00a0B \u00a0C<br \/>\n1- Scuola Formazione<br \/>\nScuola obbligo 13 18 0 31<br \/>\nIstruzione supuriore 1 10 20 31<br \/>\nUniversit\u00e0 0 0 31 31<br \/>\nCorsi post laurea 1 0 30 31<br \/>\nCorsi formazione 5 17 9 31<\/p>\n<p>2-Lavoro<br \/>\nSett. Primario 2 11 18 31<br \/>\nSett. Secondario 2 14 15 31<br \/>\nSett. Terziario 2 13 16 31<br \/>\nSport proff. 0 0 31 31<br \/>\nArti 1 2 28 31<br \/>\nRuolo subalterno 7 12 12 31<br \/>\nRuolo interno 2 1 28 31<br \/>\nRuolo dirigenziale. 0 0 31 31<br \/>\nAss. Coop. B 10 12 9 31<br \/>\nBorsa Lavoro 15 8 8 31<br \/>\nAltro 3 0 0 3<\/p>\n<p>3- Strutture educative<br \/>\nCentro diurno 25 6 0 31<br \/>\nGruppo appartamento 28 3 0 31<br \/>\nLaboratorio protetto 21 10 0 31<br \/>\nGruppo tempo libero 29 2 0 31<br \/>\nAltro 1 0 0 1<\/p>\n<p>4- Gruppi tempo libero<br \/>\nGr.scout 13 10 8 31<br \/>\nGr. parrocchiali 19 11 1 31<br \/>\nCircoli ricreativi 10 17 4 31<br \/>\nCircoli culturali 1 9 21 31<br \/>\nSoc. Sportive Semiproff. 1 3 27 31<br \/>\nGr. spot amatoriale 7 14 10 31<br \/>\nGr. Attivi socialmente 7 8 16 31<br \/>\nGr. Eco-pacifisti 4 9 18 31<br \/>\nGr. Musicali 5 8 18 31<br \/>\nAltro 2 0 0 2<\/p>\n<p>5- Sfera affettivo-sessuale<br \/>\nInnamoramento 20 10 1 31<br \/>\nRapporto coppia estemporaneo 9 13 9 31<br \/>\nRapp. coppia stabile 1 13 17 31<br \/>\nFidanzamento 2 16 13 31<br \/>\nMatrimonio 0 8 23 31<br \/>\nAdulterio 0 14 17 31<br \/>\nAtt. sess.partner div. 3 14 14 31<br \/>\nAstin. sess. volont. 0 13 18 31<br \/>\nAstin. Sess. Contro volont\u00e0 6 15 10 31<br \/>\nAltro 5 4 0 9<\/p>\n<p>6-Margilalit\u00e0 sociale<br \/>\nStato indigenza 3 15 13 31<br \/>\nOccupazione saltuaria 1 17 13 31<br \/>\nVagabondaggio 0 10 21 31<br \/>\nTossicomania 0 9 22 31<br \/>\nTossicodipendenza 0 7 24 31<br \/>\nMicrocriminalit\u00e0 1 11 19 31<br \/>\nCriminalit\u00e0 organizzata 0 1 30 31<br \/>\nProstituzione 0 6 25 31<br \/>\nAltro 2 1 0 3<br \/>\nTot 290 425 698 1413<\/p>\n<p>Se analizziamo questi dato possiamo evidenziare quali siano le esperienze tab\u00f9 per i portatori di handicap, e dove si pone il confine immaginario tra noi normali ed i portatori di handicap.<br \/>\nSe su un totale di 1413 risposte, 698 ( poco meno del 50%) risultano i percorsi preclusi a queste persone, credo sia difficile negare che esista un doppio binario esistenziale tra portatori di handicap e normodotati. Se anche gli educatori, in fondo, lo pensano non so se possano ritenersi estranei a quella societ\u00e0 \u201cmatrigna\u201d di cui si \u00e8 accennato parlando del mandato sociale.<\/p>\n<p><strong>Integrazione sociale<\/strong><br \/>\nIn questa parte si chiedeva quali passi deve compiere ancora la societ\u00e0 per integrare i sofferenti mentali ed i portatori di handicap (gli utenti dei servizi dove operano gli intervistati) e quali siano le strutture e le organizzazioni dove questa integrazione pu\u00f2 avvenire.<br \/>\nNella tabella E le risposte sono raccolte per gruppi omogenei<\/p>\n<p>Tab. E Passi per l&#8217;integrazione sociale<br \/>\nrisp1 risp2 tot TOT<br \/>\nintegrazione scolastica 1 0<br \/>\nintegrazione gruppo pari 0 1<br \/>\ninserimento lavorativo 7 1<br \/>\ninserimento senza mediatori 3 0 13<br \/>\ntolleranza &#8211; disponibilit\u00e0 4 1<br \/>\nridefinire il concetto di normalit\u00e0 2 1<br \/>\naumento disponibilit\u00e0 dell&#8217;esterno 2 1 11<br \/>\ninserimento gruppi esterni 7 1<br \/>\nlavoro di rete 6 0 14<br \/>\nformare gli operatori eterni 0 1<br \/>\ncoinvolgere la societ\u00e0 2 0<br \/>\nfarsi conoscere all&#8217;esterno 4 2<br \/>\nrendere fruibile la struttura 1 0 10 48<\/p>\n<p>Utenti<br \/>\nsostegno psicologico 0 1<br \/>\nappoggio sociale 1 0 2<br \/>\nriconoscere pari dignit\u00e0 1 0<br \/>\nfamiglia crede nelle capacita dei figli 1 0 2<br \/>\nintegrazione affettiva 0 1<br \/>\nimmagine di s\u00e9 1 1<br \/>\nriconoscere i ruoli 1 0 4<br \/>\nformare famiglia 0 1 1 9<\/p>\n<p>Attuali strutture di servizio<br \/>\napertura centro diurno 1 0 1<br \/>\nconoscere la societ\u00e0 0 1 1<br \/>\nuscire dalla routine 0 1 1 3<br \/>\nritengo il grado di integrazione della mia utenza sufficiente 2 0<br \/>\nritengo che non siano possibili ulteriori passi in avanti 2 0 4 4<br \/>\nsi ma non specifica nulla 4 0 4 4<br \/>\ntotale 67<br \/>\nNota : dati sono relativi a tutti gli intervistati, e la domanda era a risposta aperta con possibilit\u00e0 di indicare pi\u00f9 di una risposta<\/p>\n<p>Il dato che si coglie e che se pur si consideri l\u2019integrazione delle categorie svantaggiate non ancora compiuta, gli ambiti sono estranei alle strutture dove lavorano gli educatori, anche in questo caso gli educatori si sentono di non dover inserire il loro operato in una valutazione critica sulla qualit\u00e0 dell\u2019integrazione sociale nella realt\u00e0 bolognese.<br \/>\nSi chiedeva agli educatori una ulteriore valutazione sulla disponibilit\u00e0 di alcune organizzazioni e strutture sociali ad integrare sofferenti mentali e portatori di handicap.<br \/>\nGli educatori si sono affidati, molto spesso, ad una valutazione superficiale legata al sentire comune, pi\u00f9 che affidarsi ad una profonda diagnosi delle modalit\u00e0 di integrazione .all\u2019interno di queste strutture sociali.<br \/>\nPer esempio la Chiesa Cattolica \u00e8 stata indicata come spazio disponibile all\u2019integrazione da 44 educatori su 51. Quale tipo di integrazione si sta pensando ? L\u2019accoglimento in strutture organizzate appositamente per accogliere gli \u201cinfelici\u201d? Oppure l\u2019inserimento nella gerarchia della chiesa ? Vedremo mai un prete down?<br \/>\nLo stessa valutazione positiva \u00e8 stata data per le strutture che accolgono istituzionalmente (cio\u00e8 per forza) le persone in difficolt\u00e0 come per esempio cooperative sociali o gruppi di volontariato. Bisognerebbe riflettere se questa integrazione avviene per un dovere istituzionale o per reali attrattive che il rapporto con queste persone suscita.<\/p>\n<p><strong>Fattori che appesantiscono il lavoro<\/strong><br \/>\nI fattori che appesantiscono sono nella stragrande maggioranza dei casi esterni al rapporto educatore utente, questo pu\u00f2 essere letto come una valutazione per cui si da per scontato che il rapporto con persone problematiche sia oneroso, ma questa fatica \u00e8 intrinseca all\u2019opera degli educatori.<\/p>\n<p><strong>Miti degli educatori<\/strong><br \/>\nI miti sono i pi\u00f9 disparati da Gianni Morandi alla fidanzata, ma primi a pari merito sono risultati Don Milani e Ges\u00f9 Cristo.<br \/>\nAlla fine di questa ricerca credo di aver colto pi\u00f9 che dati oggettivi, alcuni spunti di riflessione, spero interessanti.<br \/>\nLe critiche alle risposte degli educatori possono sembrare a volte feroci, come se le domande servissero solo a cogliere in fallo gli intervistati.<br \/>\nCredo per\u00f2 che siano molto pi\u00f9 utile non nascondersi in una falsa imparzialit\u00e0 del ricercatore, e cercare di scalfire quel muro di risposte \u201cgiuste\u201d dietro le quali si nascondono gli educatori, che ritengono il proprio intervento valido in ogni caso perch\u00e9 mosso verso persone reiette dalla societ\u00e0<br \/>\nSe vi siete sentiti toccati da queste critiche, se sentite di dover replicare, o volete ricevere altri dati della ricerca mandate un messaggio al seguente indirizzo di posta elettronica:<br \/>\nstsirol@tin.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forte discrepanza tra le finalit\u00e0 che indirizzano il loro operato e i risultati raggiunti, attenzione rivolta pi\u00f9 all\u2019utenza che al contesto sociale, scetticismo verso la presunta volont\u00e0 di integrazione da parte della societ\u00e0, questi alcuni dei risultati emersi da un questionario posto a 51 educatori che lavorano nella provincia di Bologna.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3593],"edizioni":[54],"autori":[2733],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/560"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=560"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6019,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/560\/revisions\/6019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=560"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=560"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=560"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=560"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=560"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=560"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}