{"id":567,"date":"2009-11-04T17:06:51","date_gmt":"2009-11-04T17:06:51","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=567"},"modified":"2026-01-07T11:57:51","modified_gmt":"2026-01-07T10:57:51","slug":"ricordo-di-luciano-tavazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=567","title":{"rendered":"4. Ricordo di Luciano Tavazza"},"content":{"rendered":"<p>A cura di A. P.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 scomparso Luciano Tavazza, presidente della FIVOL (Fondazione italiana per il volontariato), fondatore e per lunghi anni presidente del MoVI, (Movimento di volontariato italiano).<br \/>\nCon Luciano Tavazza scompare una delle intelligenze pi\u00f9 lucide del volontariato italiano e una delle poche persone capaci di una continua e coerente spola tra cultura laica e cultura cattolica, tra volontari e cittadini, tra servizi pubblici e volontariato, tra operativit\u00e0 e riflessione culturale, tra attualit\u00e0 e memoria, tra vertici e base.<br \/>\nPer chi lo conosceva di persona, come alcuni di noi, scompare contemporaneamente un padre, un amico, un maestro.<br \/>\nVogliamo ricordarlo con un suo articolo del 1994, apparso sulla Rivista del Volontariato, dedicato alle \u201cpaure\u201d del volontariato. Paura come limite ed insieme snodo di crescita; ci pare questo articolo senz\u2019altro un pezzo importante del testamento spirituale di Luciano.<!--break-->Il volontariato moderno, celebrer\u00e0 nel 1994 venti anni di riflessione culturale, di radicale rivisitazione dei suoi valori, delle motivazioni che lo ispirano, del ruolo che \u00e8 chiamato ad assolvere, attraverso innovat\u00ecve strategie sociali, economiche, politiche, per far fronte ad una serie di appuntamenti non eludibili con la storia del nostro Paese.<br \/>\nOgni tappa di sv\u00ecluppo del suo dinamico cammino ha registrato ? anche in certi ambienti socialmente meno maturi ? una reazione di paura, di rifiuto del nuovo, un timore quasi congenito di perdere identit\u00e0, autonomia, prestigio, potere, dimenticando il pressante invito dell&#8217;attuale Pontefice ad abbandonare l&#8217;assistenzialismo per \u201caffrontare i problemi alle radici\u201d, anzich\u00e9 chiudersi nella prassi del puro \u201criparatorio\u201d a \u201cschierarsi dalla parte dei poveri\u201d anzich\u00e9 rifugiarsi nelle sole opere di carit\u00e0!<br \/>\nUna sorta di cultura del sospetto, mai applicata per condurre un esame di coscienza civile e religiosa sulla validit\u00e0 storica del loro operato, ma proiettata sempre nell&#8217;essere \u201cannunciatori di sventure\u201d, come diceva argutamente Giovanni XXIII. Paventando cio\u00e8 rischi, difficolt\u00e0, pericoli, dimenticando di essere espressione di un messaggio evangelico alla ricerca spir\u00ectuale ed operativa di orizzonti di \u201cnuovi cicli e nuove terre\u201d.<br \/>\nQuesti ambienti del volontariato alle soglie dei 1994 sono percorsi oggi dalla settima paura: il confronto ? che pare non eludibile ? fra il mondo dell&#8217;azione volontaria, della gratuit\u00e0, del disinteresse, con quello economico, del mercato, delle imprese; quasi che fosse non difficile e complesso, ma di per s\u00e9 impossibile, comporre imprenditorialit\u00e0 e solidariet\u00e0 al contrario d\u00ec quanto anche autorevolmente affermato dal Stefano Zamagni (docente di Economia all\u2019Universit\u00e0 di Bologna), nell&#8217;ambito della recente settimana nazionale dei cattolici italiani in cui fu sottolineata l&#8217;urgenza di accettare con crescente competenza, autonomia, progettualit\u00e0 questo fondamentale confronto.<br \/>\nEppure basterebbe un min\u00ecmo di \u201cmemoria storica\u201d per registrare che, chi ha avuto precedenti pregiud\u00ecziali paure lungo il cammino del volontariato, ne \u00e8 uscito ogni volta sconfitto sia sul piano culturale sia nella presenza incis\u00ecva sul territorio, abbandonando ?cos\u00ec di volta \u00ecn volta ? gli emarginati al loro destino o indebolendone le d\u00ecfese.<br \/>\nVarr\u00e0 la pena di ripercorrere insieme queste tappe di mutamenti e paure cariche d\u00ec insegnamenti.<br \/>\nNel 1974 Monsignor Nervo delineava ? come contributo della Caritas italiana ? alcune caratteristiche innovative del volontariato moderno: la rimozione delle cause, il dare voce agli oppressi, il puntare al mutamento delle politiche sociali, l&#8217;uscire dalla sola beneficenza e dall&#8217;assistenzialismo.<br \/>\nSeguono quattro anni d\u00ec durissime e sotterranee polemiche. Si arriva persino a dire che \u201csi scivola verso un volontariato marxisteggiante\u201d. La reazione della cultura italiana anche dei soggetti lontani dalla Chiesa, dei volontariato laico \u00e8 invece tutta positiva. L&#8217;opinione pubblica guarda ora con pi\u00f9 attenzione e stima questo tipo d\u00ec azione gratuita, liberata dal concetto di beneficenza.<br \/>\nNel 1978 alcuni movimenti impegnati nell&#8217;azione volontaria (tra cui l&#8217;ANPAS e il MoVI) hanno sostenuto la necessit\u00e0 che il volontariato avesse, oltre alla dimensione delle testimonianze, dei servizi, della donazione e condivisione, la dimensione politica; di impegno cio\u00e8 a mutare la qualit\u00e0 della vita nella comunit\u00e0. La reazione di questa seconda paura \u00e8 ancora pi\u00f9 violenta.<br \/>\nAlleandosi con i partiti che avvertivano in questa scelta la caduta del collateralismo, la crescita della autonomia del volontariato, gli stessi ambienti ancora una volta denunciavano la \u201cdissacrazione dell&#8217;autentico volontariato\u201d, l&#8217;intrusione in campi non suoi; leggevano il termine \u201cpolitico\u201d per \u201cpartitico\u201d, annunciavano l&#8217;uscita da un \u201ccammino storico che ci teneva lontani dalla tentazione del potere!\u201d. Questa scelta segnava invece una svolta, una maturazione dei gruppi rispetto all&#8217;attuazione dello spirito della costituzione; una crescita dei movimenti nella difesa dei diritti di cittadinanza.<br \/>\nUn certo volontariato tradizionale ? fermo alle opere di beneficenza ? sembrava non capire che chi afferma di non far \u201cpolitica\u201d fa la peggiore delle politiche possibili: si schiera con i forti, con chi non vuole cambiare il sistema di ingiustizie sociali, con le \u201cstrutture di peccato\u201d (Giovanni Paolo XXIII\u00b0).<br \/>\nNel 1982 e dal 1984 i convegni biennali organizzati dal Centro di volontariato di Lucca affrontavano due problemi nodali: la legislazione del volontariato e la collaborazione con gli Enti Locali, abbandonando cos\u00ec una tradizione storica di separatezza, di concorrenzialit\u00e0, talvolta di lotta fra iniziative della societ\u00e0 civile e servizi e politiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali. Immediate le reazioni, della terza e quarta paura, talune addirittura di carattere integralistico: la legge sarebbe stata la \u201cfine dell&#8217;autonomia\u201d, la gabbia, la trappola. Questi gruppi di retroguardia persino in Parlamento fecero per cinque anni la lotta al progetto Lipari?Martini, mentre a parole fingevano di essere d&#8217;accordo. Non parliamo della auspicata collaborazione con lo Stato. Moriva cos\u00ec ? a loro dire ? il protagonismo del volontariato, la sua originalit\u00e0 e libert\u00e0, ci si appiattiva sul Pubblico!<br \/>\nMischiare professionisti \u201csenza ideali\u201d a volontari \u201cportatori di valori\u201d sembrava essere l&#8217;ultima sciocchezza! Per fortuna oggi, nonostante reali difficolt\u00e0, incomprensioni e talora insuccessi, il volontariato pi\u00f9 maturo collabora gradualmente, nella dovuta autonomia, sia alla nuova legislazione del Paese, sia alla revisione e innovazione delle sue politiche sociali.<br \/>\nDal 1986 i gruppi di azione gratuita pi\u00f9 attenti ai problemi della lotta alla emarginaz\u00econe e della difficolt\u00e0 di vincerla qualora la si affronti in ordine sparso, o addirittura sul piano della concorrenza, hanno iniziato un ampio dibattito culturale e una collaborazione organica con il sindacato e le cooperative di solidariet\u00e0 sociale. Si sono levate ancora una volta a causa della quinta paura le reazioni allarmistiche: il volontariato sar\u00e0 \u201cdivorato\u201d da queste realt\u00e0 sociali molto pi\u00f9 forti; alla gratuit\u00e0 si sostituir\u00e0 l&#8217;imprenditorialit\u00e0; al volontario il \u201cmilitante\u201d, al protagonista del gratuito il socio lavoratore; al non economico la legge della cooperazione; al dialogo la conflittualit\u00e0, al messaggio sociale della Chiesa, le politiche rivendicative dei sindacati. Oggi a otto anni di distanza si deve invece registrare, che nel rispetto delle non valicabili autonomie, chi lo ha voluto ha costruito importanti sinergie con queste due componenti;<br \/>\nNegli anni &#8217;90 la Fondazione Zancan, sempre attenta a cogliere il nuovo, le \u201cgemme terminali\u201d ? come dice Nervo ? dei fenomeni sociali, sottolineava l&#8217;opportunit\u00e0 di un volontariato attento a collaborare con il \u201cterzo sistema\u201d. Ci\u00f2 in una visione di \u201cstrategie di insieme\u201d per il mutamento incisivo delle politiche sociali, divenute inefficaci e obsolete, talvolta controproducenti nel nostro paese. Produce in proposito materiale di studio di ottima qualit\u00e0.<br \/>\nLa reazione della sesta paura \u00e8 sempre la stessa. Che cosa \u00e8 questo \u201camericanismo\u201d? Non esiste il \u201csettore no profit\u201d! Vogliamo \u201cimbastard\u00ecre\u201d l&#8217;azione volontaria? Cosa c&#8217;entra l&#8217;azione gratuita con i patronati, con l&#8217;associazionismo, con il lavoro autogestito? Vogliamo far morire forse i gruppi parrocchiali? Vogliamo inventare la \u201cterza via\u201d mai riuscita e nessuno in economia?<br \/>\nEd eccoci all&#8217;ultima paura. La Fondazione Italiana per il Volontariato, dopo aver ascoltato le sollecitazioni di numerose grandi organizzazioni affronta a Bari durante la \u201cII\u00b0Settimana nazionale dei volontariato\u201d ? nella primavera del 1993 ? il problema dei rapporti fra l&#8217;azione gratuita ed il mercato, l&#8217;impresa, il mondo della produzione; la necessit\u00e0 inoltre di una revisione del sistema fiscale, ispirandosi a legislazioni europee ed anglosassoni sperimentate positivamente da alcuni decenni. Ed ecco che piove fuoco: stiamo per venderci, ci si domanda, alla Confindustria, alle Banche? Si diventa succubi del padronato. Ci si avventura nel mondo dell&#8217;economia capitalista!<br \/>\nA parte questi lamenti, di soggetti in eterna apprensione, il volontariato si trova oggettivamente dinanzi a questa sfida. La sua preparazione in materia \u00e8 oggi ancora insufficiente.<br \/>\nPerci\u00f2 vuole studiare tempestivamente il problema e si rivolge a quanti economisti, imprenditori, amministratori, sindacalisti, sociologi, responsabili di nostre organizzazioni, possono aiutarlo a condurre una ricerca che aumenti la sua progettualit\u00e0, imprenditorialit\u00e0, la sua cultura delle imprese.<br \/>\nNon solo, ma anche l&#8217;individuazione, la ricerca di fonti finanziarie trasparenti, che non ledano la sua autonomia, che provengano dalla libera scelta dei cittadini, con procedure che superino l&#8217;attuale penalizzante sistema fiscale.<br \/>\nPer questo proseguira la sua ricerca, dal 19 al 27 marzo 1994 a Bari, in occasione della \u201cII\u00b0 Settimana nazionale del volontariato\u201d, aperta al contributo culturale di tutti.<br \/>\nA chi di nuovo si allarma, si suggerisce di riflettere sulla \u201cmemor\u00eda storica\u201d di questi venti anni di crescente successo della qualit\u00e0 di solidariet\u00e0 espressa dal volontariato.<br \/>\nAgli immemori ricordiamo un detto della saggezza orientale: \u201cnella dimenticanza della memoria \u00e8 la radice del male\u201d.<br \/>\nNel nostro caso il \u201cmale\u201d di arrivare in ritardo, rispetto alle esigenze di solidariet\u00e0 tempestiva,<br \/>\nrichiesta dalla sofferenza odierna di alcuni milioni di italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente \u00e8 scomparso Luciano Tavazza, presidente della FIVOL (Fondazione italiana per il volontariato), fondatore e per lunghi anni presidente del MoVI, (Movimento di volontariato italiano).<br \/>\nCon Luciano Tavazza scompare una delle intelligenze pi\u00f9 lucide del volontariato italiano e una delle poche persone capaci di una continua e coerente spola tra cultura laica e cultura cattolica, tra volontari e cittadini, tra servizi pubblici e volontariato, tra operativit\u00e0 e riflessione culturale, tra attualit\u00e0 e memoria, tra vertici e base.<br \/>\nPer chi lo conosceva di persona, come alcuni di noi,  scompare contemporaneamente un padre, un amico, un maestro.<br \/>\nVogliamo ricordarlo con un suo articolo del 1994, apparso sulla Rivista del Volontariato, dedicato alle \u201cpaure\u201d del volontariato. Paura come limite ed insieme snodo di crescita; ci pare questo articolo senz\u2019altro un pezzo importante del testamento spirituale di Luciano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3607],"edizioni":[53],"autori":[2738],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/567"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=567"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6044,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/567\/revisions\/6044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=567"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=567"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=567"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=567"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=567"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=567"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}