{"id":571,"date":"2009-11-04T17:06:52","date_gmt":"2009-11-04T17:06:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=571"},"modified":"2026-01-09T10:14:56","modified_gmt":"2026-01-09T09:14:56","slug":"essere-mondiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=571","title":{"rendered":"10. Essere mondiali"},"content":{"rendered":"<p>a cura di R. G.<\/p>\n<p>Ho incontrato Giovanni Gazzoli, medico a Goiania, mentre stava facendo le valigie dopo otto anni di lavoro in Brasile. Fra gli scatoloni mezzi imballati e le stanze semivuote dell\u2019appartamento, in bilico tra un futuro in Italia e un passato pieno, speso per combattere le tante lebbre del Brasile, ho acceso il registratore<!--break-->Quali sono le tue mansioni?<br \/>\nAllora&#8230; prima faccio un po\u2019 di storia. Mi sono laureato a Bologna in Medicina e all\u2019epoca avevo gi\u00e0 deciso, avendo fatto una tesi di Patologia Tropicale, di lavorare nella cooperazione sanitaria internazionale. Subito dopo la laurea ho fatto una specialit\u00e0 in Belgio di Patologia Tropicale e da l\u00ec ho mandato il mio curriculum a varie organizzazioni non governative tra le quali ha risposto l\u2019AIFO, che mi ha dato la possibilit\u00e0 di lavorare in un progetto cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano nello stato di Bahia (che \u00e8 uno degli stati che compongono gli Stati Uniti del Brasile) in appoggio al programma di controllo organizzato dallo stato per l\u2019eliminazione della lebbra. Il Brasile \u00e8 il secondo paese al mondo come numero di casi, dopo l\u2019India.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 ancora tanta lebbra in giro?<\/strong><br \/>\nParecchia: ci sono circa quarantaquattromila casi nuovi in Brasile attualmente. C\u2019\u00e8 un programma a livello mondiale che prevede di arrivare a meno di un caso ogni diecimila abitanti, questa \u00e8 la meta dell\u2019OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0), attualmente in Brasile siamo sui cinque casi ogni diecimila abitanti.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 la lebbra?<\/strong><br \/>\nLa lebbra \u00e8 una malattia contagiosa dovuta ad un batterio, si chiama micobatterio lepre. E\u2019 una malattia oggi completamente curabile. Uno dei pi\u00f9 grandi problemi che ci sono attualmente \u00e8 in relazione al preconcetto molto alto sulla lebbra, per cui \u00e8 difficile arrivare a curare il paziente. Infatti la cura della lebbra non \u00e8 riducibile, appunto, alla somministrazione del farmaco perch\u00e9 dal punto di vista sociale la situazione \u00e8 ancora grave: il malato di lebbra pu\u00f2 perdere il lavoro, ha problemi in famiglia, viene discriminato. Si pu\u00f2 anche guarire dalla lebbra ma ci si porta dietro questo stigma. I primi sintomi della malattia sono a livello cutaneo, sono delle macchie insensibili. Non \u00e8 una malattia dermatologica per\u00f2, ha una predilezione per i nervi dell\u2019apparato nervoso periferico, delle braccia, delle gambe e anche a livello oculare. Pu\u00f2 portare delle infermit\u00e0, se non ben controllata la malattia pu\u00f2 causare delle deformit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quanti di questi quarantamila casi all\u2019anno riescono ad essere curati?<\/strong><br \/>\nTutti sono in trattamento con polichemioterapia, \u00e8 una selezione di tre farmaci, clofazimina, dapsone e rifampicina, che curano la malattia. C\u2019\u00e8 un abbandono, diversificato a seconda degli stati brasiliani, causato dal mancato accesso ai servizi, dal pregiudizio e dall\u2019inefficienza del sistema sanitario brasiliano soprattutto in alcune aree sperdute, all\u2019interno degli stati. C\u2019\u00e8 una media di 20\/25% di abbandono della cura ma ci sono degli stati che arrivano anche al 40%.<br \/>\nIl servizio dovrebbe recuperarli, ma molti danno l\u2019indirizzo sbagliato, per non far sapere dove abitano; gli spazi sono immensi e non c\u2019\u00e8 il personale per recuperare queste persone. Oggi in Brasile \u00e8 in atto un processo di municipalizzazione, di decentramento: mentre prima era tutto in mano ai federali, alla Fonda\u00e7\u00e3o National da Saude. Adesso il Sus, il Sistema Unico di Salute brasiliano, prevede il decentramento. I municipi saranno responsabili del proprio territorio ma siamo in una fase di transizione, non hanno personale adeguato, non hanno esperienza. Ancora oggi, in Brasile, \u00e8 difficile stabilire il futuro del controllo dell\u2019hanseniasi, come viene chiamata la lebbra, nonostante sia in diminuzione la prevalenza, cio\u00e8 in diminuzione il numero dei casi registrati, e sia aumentato il numero di casi curati. Fino agli anni ottanta la lebbra veniva curata nei lebbrosari, che poi sono stati chiusi; adesso la lebbra \u00e8 curata nei servizi normali, ma l\u2019incidenza \u00e8 ancora molto alta soprattutto per i bambini al di sotto dei quindici anni e questo indica che il batterio \u00e8 ancora in atto. La trasmissione \u00e8 ancora molto attiva. I farmaci sono donati dall\u2019OMS gratis, o meglio da una organizzazione la ILEP (International Federation of Anti-Leprosy Associations) una federazione di associazioni di cui fa parte anche l\u2019AIFO, che distribuisce la cura contro la lebbra. L\u2019incidenza, che si costruisce considerando i nuovi casi in un anno, \u00e8 molto elevata: cerchiamo di far prendere coscienza ai segretari municipali che la lebbra \u00e8 un problema di salute pubblica.<\/p>\n<p><strong>Dare una informazione pu\u00f2 aiutare molto contro il pregiudizio. Prima mi hai fatto vedere un testo di una canzone, un cordel&#8230;<\/strong><br \/>\nSono delle canzoni scritte dai cantastorie nordestini, che anche da noi c\u2019erano in sud Italia, una specie di teatrino con due chitarre, per fare sensibilizzazione, comunicare; funzionava, si faceva nelle fiere e avvicina molto la popolazione.<\/p>\n<p><strong>Oltre a queste iniziative?<\/strong><br \/>\nL\u2019AIFO lavora dal 1961 nel campo della eliminazione della lebbra. Nei primi anni passava fondi ai missionari che lavoravano in servizi e nei lebbrosari; dalla fine degli anni settanta sono iniziati i progetti di cooperazione vera e propria con personale espatriato come me, di collaborazione tecnica, e attualmente l\u2019AIFO ha venti progetti nell\u2019ambito del controllo della lebbra con segreteria di stato, ha una collaborazione diretta con il Ministero della Sanit\u00e0, abbiamo cinque progetti in cooperazione con cinque segreterie statali, Distretto federale dove c\u2019\u00e8 Brasilia, Bahia, Par\u00e0, Acre e Goias, pi\u00f9 altri progetti con istituzioni religiose, movimenti popolari brasiliani e organizzazioni non governative tipo il MORHAN &#8211; Movimento de rehentegra\u00e7\u00e3o das pessoas com hanseniasi, che lotta contro la discriminazione, che \u00e8 nato per volont\u00e0 di persone che hanno sofferto di hanseniasi di persona. Il problema principale, come dicevo, \u00e8 raggiungere il paziente nella vastit\u00e0 del territorio brasiliano: paziente che in genere non ha nemmeno i soldi per il biglietto dell\u2019autobus per raggiungere di persona il Servizio di Salute. In alcune zone dell\u2019Amazzonia in cui non esiste l\u2019autobus, magari occorre un giorno in barca per arrivare al centro sanitario.<\/p>\n<p><strong>Su una rivista brasiliana ho letto che met\u00e0 della popolazione \u00e8 povera o molto povera. Questa fascia della popolazione \u00e8 garantita dal sistema sanitario?<\/strong><br \/>\nPurtroppo no. Ufficialmente \u00e8 dichiarata coperta dal servizio sanitario ma in realt\u00e0 la copertura sanitaria non esiste, non essendo una priorit\u00e0 la salute pubblica. Le municipalit\u00e0 brasiliane sono pi\u00f9 interessate ad avere un ospedale funzionante che non a sviluppare progetti di prevenzione, che eviterebbero che le persone arrivino all\u2019ospedale: l\u2019ospedale ha un maggiore impatto politico sulla popolazione. Tieni conto poi che gli ospedali ricevono i pazienti ma la maggior parte delle volte con carenza di personale e senza gli adeguati farmaci. Ti faccio un esempio: qui a Goiania, una citt\u00e0 abbastanza attrezzata che ha un milione di abitanti, capitale dello stato di Goias, non esiste acqua potabile per tutti, con i conseguenti risvolti sulla salute pubblica. All\u2019interno del territorio, nella vasta campagna, ci sono villaggi con case in fango e paglia non solo senza acqua potabile ma senza nemmeno i servizi igienici, canalizzazioni delle fognature, ecc.<br \/>\nIn questa realt\u00e0 difficile l\u2019AIFO finanzia attivit\u00e0 di formazione del personale locale, attivit\u00e0 di prevenzione delle incapacit\u00e0, attivit\u00e0 di trattamento, riabilitazione e prevenzione &#8211; sensibilizzazione sanitaria. Il pensiero di Raoul Follerau \u00e8 lottare contro tutte le lebbre (contro tutte le forme di discriminazione), ed \u00e8 per questo che dal 1996 l\u2019AIFO opera su tre settori: lebbra, infanzia e riabilitazione su base comunitaria, promuovendo e finanziando corsi di formazione tenuti da personale brasiliano (tutti settori non ritenuti prioritari). Come medico mi spetta la supervisione amministrativa e tecnica di tutti i trentatr\u00e9 progetti e, pur viaggiando all\u2019interno del Brasile, praticamente compio, con l\u2019aereo, in un anno l\u2019equivalente di due volte il giro del mondo. Poi per arrivare in certi posti sperduti ho viaggiato anche in asino!<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 per te fare riabilitazione?<\/strong><br \/>\nSi pensa sempre alla riabilitazione guardando ad un aspetto della persona, quello fisico. Anche qui nei paesi in via di sviluppo, del cosiddetto terzo mondo, (espressione che non mi piace sia perch\u00e9 penso che il mondo sia uno solo, sia perch\u00e9 questa distinzione &#8211; primo, secondo e terzo &#8211; \u00e8 stata fatta da chi ha i soldi: i paesi in via di sviluppo sono in realt\u00e0 i paesi sfruttati) se noi aspettiamo che i grandi centri riabilitativi, con una visione meccanicistica, risolvano i problemi, non ci siamo. Bisogna guardare alla riabilitazione da un punto di vista della globalit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p><strong>Sono arrivato che stai facendo gli scatoloni&#8230;Quale tipo di sintesi, anche a livello personale, faresti di questi otto anni di esperienza?<\/strong><br \/>\nSono stati anni importanti, duranti i quali ritengo di avere instaurato un tipo di cooperazione paritaria, cercando di non pensare solo ai rapporti costi benefici finali ma osservando anche, nella realt\u00e0 locale, lo sviluppo quotidiano, in relazione alla globalit\u00e0 dei fattori esterni. Spesso si pensa solo al proprio progetto perdendo di vista la visione d\u2019insieme, ci\u00f2 che ci accade intorno. Uno dei pi\u00f9 importanti lavori condotti \u00e8 stato mettere in contatto tra loro associazioni non governative o istituzioni religiose, isolate sul territorio, con le competenti istituzioni a livello locale e, tramite le mie conoscenze del funzionamento dell\u2019amministrazione ministeriale, si sono sviluppati rapporti di collaborazione tra istituzioni locali e federali. Questo credo che sia uno dei punti di forza del mio lavoro, anche se non era previsto negli obiettivi iniziali. Non ci limitiamo a contare il numero di malati curati o quello di personale formato, pur essendo importante, sarebbe limitativo. Aver contribuito a far crescere una nuova risposta a livello comunitario \u00e8 pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p><strong>Oltre al lavoro, a livello personale, quanto di Giovanni \u00e8 diventato brasiliano e come vedi il tuo ritorno nel vecchio mondo?<\/strong><br \/>\nMi considerano brasiliano, mi sono calato definitivamente nel modo di essere e di vivere, per\u00f2 conosco anche il mio mondo e ci ritorno abbastanza consapevole delle difficolt\u00e0 che dovr\u00f2 affrontare. Penso che la cosa pi\u00f9 importante, ma anche pi\u00f9 difficile, sia poter mettere a disposizione l\u2019esperienza acquisita qui, in Italia e in Europa, dove sta sviluppandosi adesso una societ\u00e0 multirazziale. Il Brasile \u00e8 un mistura di razze ma c\u2019\u00e8 una fortissima distinzione di classi (non razzismo diretto alla razza, ma alla classe economica di appartenenza).<\/p>\n<p><strong>Quando approfondisti i tuoi interessi sulle malattie tropicali cosa ti aspettavi? Avevi gi\u00e0 l\u2019idea di fare qualcosa di simile a quello che hai fatto?<\/strong><br \/>\nQuello che mi ha spinto a fare Medicina \u00e8 stata la conoscenza di colleghi che avevano condotto, anche prima della laurea, esperienze nelle zone pi\u00f9 povere del mondo, analoghe alla mia. La possibilit\u00e0 di fare qualcosa di efficace in zone difficili mi ha sempre stimolato. Lavoravo in una parrocchia che aveva connessioni con missionari&#8230;\u00e8 stata facile la scelta, poi con mia moglie siamo partiti per il Brasile.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 interessante vedere le motivazioni&#8230;<\/strong><br \/>\nS\u00ec, ma se uno aspetta di avere la motivazione, che deve crescere&#8230;non lo so&#8230;\u00e8 una decisione tua, personale senz\u2019altro, ma la scelta avviene per i tuoi contatti per le tue amicizie, attraverso la tua sensibilit\u00e0 ai problemi internazionali, attraverso il tuo sentirti un po\u2019 mondiale&#8230;viene dall\u2019esperienza dagli stimoli che uno riceve, chiss\u00e0&#8230; per fortuna, o chiss\u00e0 per sfortuna&#8230;Potrei essere stato utile anche in Italia. L\u2019esperienza brasiliana pu\u00f2 essere molto utile in Italia.<\/p>\n<p><strong>Parlavo con Claudio Batista docente all\u2019Universit\u00e0 di Porto Alegre, che il Brasile \u00e8 un paese molto ricettivo, anche troppo per alcuni versi, in grado di fare molti passi in avanti. Anche tu sei ottimista in questo senso?<\/strong><br \/>\nIl grande problema del Brasile, oltre quello sanitario, \u00e8 quello dell\u2019educazione. Oltre il 17% della popolazione \u00e8 analfabeta totale (considerando anche chi sa scrivere solo il proprio nome, si arriva quasi al 25%). La gestione politica \u00e8 terrificante: i sindaci non sono i gestori del territorio bens\u00ec i veri e propri padroni; affiggono ancora i manifesti con scritto \u201cQuesto l\u2019ho fatto io\u201d. Qui si vota ancora la persona, non un\u2019idea politica. Durante le campagne elettorali i dentisti lavorano a pi\u00f9 non posso: il sindaco paga i dentisti per mettere a posto i denti alle persone dicendo loro che \u00e8 lui che paga. C\u2019\u00e8 una voluta mancanza della partecipazione della maggior parte delle persone alla vita politica e sociale del Paese. I ricchi (che sono ricchissimi concentrano una quantit\u00e0 di risorse sproporzionata, la classe media fa di tutto per sopravvivere ed i poveri sono abbandonati a se stessi.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la cosa del tuo lavoro che \u00e8 riuscita meglio e quella che \u00e8 riuscita peggio?<\/strong><br \/>\nLa cosa venuta meglio \u00e8 avere avuto la possibilit\u00e0 di conoscere tutte le realt\u00e0 e di poter trasmettere quello che \u00e8 l\u2019AIFO ai progetti. Per esempio un mese fa abbiamo fatto l\u2019incontro di tutti i responsabili di progetto qui a Goiania ed \u00e8 stato un momento molto importante; abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di trasmettere il messaggio dell\u2019AIFO e di uniformizzarlo. Una carenza, una cosa che non siamo ancora riusciti a fare \u00e8 sviluppare una rete progettuale nuova con le istituzioni; per esempio, lavoriamo con altre ONG o con movimenti locali, radicati sul territorio, ma \u00e8 una strada da sviluppare.<\/p>\n<p><strong>Il popolo brasiliano \u00e8 ottimista o pessimista?<\/strong><br \/>\nSecondo me nessuno delle due. E\u2019 fatalista. Ci sono delle aree talmente degradate ed abbandonate che la popolazione non ha nemmeno l\u2019idea di cosa potersi aspettare di meglio, tipo piantare qualche albero e iniziare una sorta di piantagione. Sono abbastanza fatalisti nel senso che non sanno cosa potersi aspettare di meglio e si accontentano di quello che hanno. Un famiglia nata e vissuta da sempre in una capanna di paglia, senza acqua, nell\u2019interno del Piau\u00ec, nel mezzo del Sert\u00e3o bahiano, cosa si aspetta? Quelli invece accorsi dalle campagne verso le grandi citt\u00e0 hanno a che fare con i problemi della delinquenza, della disoccupazione e conducono una vita di rassegnazione. Arrivano in citt\u00e0 attratti da un sogno e vanno a fine nei quartieri periferici con capanne che sono peggiori di quelle che hanno abbandonato, con l\u2019aggravante che non sanno come \u201cdistricarsi\u201d nella vita cittadina. Tutto ci\u00f2 genera violenza: i bambini di strada potrebbero anche tornare a casa se non incontrassero l\u00ec una situazione anche peggiore rispetto alle incertezze della strada.<\/p>\n<p><strong>Di che cosa ha bisogno il Brasile?Hai tre minuti di tempo per rispondere&#8230;<\/strong><br \/>\nBeh insomma, \u00e8 un po\u2019 difficile&#8230;(ride). La questione del bisogno \u00e8 una questione universale. I bisogni per arrivare alla felicit\u00e0 delle persone sono gli stessi in tutto il mondo; il Brasile ha bisogno di maggiori possibilit\u00e0 di avere una chance di ricercare la felicit\u00e0, di esprimere la propria idea. Esistono per\u00f2 bisogni primari legati alla sopravvivenza quotidiana che portano in secondo piano altri bisogni, eppure il Brasile \u00e8 l\u2019ottava potenza industriale nel mondo anche se al 79\u00b0 posto per qualit\u00e0 della vita (l\u2019Italia \u00e8 18\u00b0 e primo \u00e8 il Canada).<\/p>\n<p><strong>Mi rendo conto sempre di pi\u00f9 che le distanze geografiche sono immense, il Brasile \u00e8 28 volte l\u2019Italia&#8230;<\/strong><br \/>\nConsidera per\u00f2 questo: non \u00e8 che chi abita nel suo piccolo abbia una visione pi\u00f9 ristretta di chi vive in citt\u00e0. Se prediamo un Caboclo (un ex-indigeno che vive sui fiumi dell\u2019Amazzonia) che pesca e vive in un ambito ristretto, ha una coscienza dell\u2019ambiente, e quindi una consapevolezza di se stesso, della Natura in cui vive, molto pi\u00f9 forte di quella di un impiegato che abita in citt\u00e0. Pur senza avere conoscenza delle dimensioni del Brasile, dell\u2019esistenza di Brasilia, pur avendo bisogni completamente differenti dall\u2019impiegato, ha una coscienza del proprio essere maggiore. Questi indigeni, pur vivendo isolati, hanno una sensibilit\u00e0 maggiore e non paragonabile a quella della maggior parte della borghesia o del turista medio. Pensa all\u2019italiano che viene in Brasile per turismo sessuale e comincia a lamentarsi del caff\u00e8 sulla Varig (la compagnia aerea di bandiera). Quale sensibilit\u00e0 pu\u00f2 avere? La sensibilit\u00e0 cio\u00e8 non viene solo dalla tua partecipazione attiva alla vita sociale, dal tuo essere persona impegnata; ma viene anche dalla relazione tra te a la Natura.<\/p>\n<p><strong>Tornando al personale&#8230;<\/strong><br \/>\nSpero in Italia di potere mettere a frutto l\u2019esperienza acquisita qui. Spero. Un progetto di cooperazione \u00e8 valido se tu porti qualcosa dove vai ma anche se riesci a riportare qualcosa di utile al mondo dal quale sei partito.<\/p>\n<p><strong>Dimmene una.<\/strong><br \/>\nSecondo me l\u2019idea di mondialit\u00e0 del Caboclo, di cui parlavamo prima, \u00e8 un idea utile da riportare in Italia. Si crede che il poveretto africano o brasiliano siano pi\u00f9 limitati, ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho incontrato Giovanni Gazzoli, medico a Goiania, mentre stava facendo le valigie dopo otto anni di lavoro in Brasile. 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