{"id":579,"date":"2009-11-04T17:06:53","date_gmt":"2009-11-04T17:06:53","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=579"},"modified":"2026-01-09T09:47:20","modified_gmt":"2026-01-09T08:47:20","slug":"ma-quanti-sono-i-disabili-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=579","title":{"rendered":"2. Ma quanti sono i disabili nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Einar Helander<\/p>\n<p>Secondo una stima, fra le diverse che sono possibili, oggi, anno 2000, vi sono 335 milioni di persone gravemente o moderatamente disabili nel mondo, dei quali circa 101 milioni (30%) vivono nei paesi pi\u00f9 sviluppati e 234 milioni (70%) vivono in quelli meno sviluppati.<br \/>\nSarebbe ragionevole presumere che la maggior parte delle persone moderatamente o gravemente disabili dipendono dagli altri fisicamente, psicologicamente, socialmente o economicamente. Invece, la maggioranza di queste persone vive al di sotto del livello di povert\u00e0<!--break-->La disabilit\u00e0 \u00e8 un fenomeno globale di vaste proporzioni. Prima di stimare le sue dimensioni, riportiamo un calcolo del presunto sviluppo della popolazione.<br \/>\nLa popolazione sta crescendo rapidamente. Dal 2000 al 2035, crescer\u00e0 del 40%. La crescita, tuttavia, \u00e8 disuguale. Nelle regioni pi\u00f9 sviluppate, non ci sar\u00e0 aumento, mentre nelle regioni meno sviluppate si prevede ci sar\u00e0 un aumento dei 50% circa. La crescita della disabilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 evidente nei gruppi di persone pi\u00f9 anziane.<\/p>\n<p><strong>Stime sulla disabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nIn passato, sono state fatte diverse stime globali sull&#8217;incidenza della disabilit\u00e0. La stima citata pi\u00f9 spesso \u00e8 quella fatta dall&#8217;autore nel 1974, pubblicata dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) nel 1976. Questa stima (10% della popolazione mondiale) era basata su calcoli dei tassi di disabilit\u00e0 derivanti da malattie, traumi, malnutrizione, cause genetiche, ecc., disponibili a quell&#8217;epoca. Questi calcoli comprendevano una elevata proporzione di persone con disabilit\u00e0 leggere e reversibili, come quelle causate dalla malnutrizione. Da allora, sono stati effettuati numerosi studi e ricerche. I risultati di queste ricerche svolte in 55 paesi diversi variano considerevolmente, passando dallo 0,2% al 21 % della popolazione.<br \/>\nCi sono diversi problemi legati a questi studi. L\u2019ampiezza della variazione \u00e8 dovuta pi\u00f9 ai metodi di ricerca che al numero reale di disabili nei vari paesi. Ci\u00f2 dimostra l&#8217;urgenza di standardizzare le definizioni di disabilit\u00e0 e le tecnologie di ricerca.<br \/>\nPer esempio, i dati relativi alla Cina comprendono principalmente persone con disabilit\u00e0 moderate e gravi e sottostimano un ampio gruppo di persone con malattie somatiche croniche non trasmissibili ? come dolori reumatici alla schiena e alle articolazioni.<br \/>\nLa met\u00e0 dei tipi di disabilit\u00e0 visti in Canada sono di carattere leggero e lieve. Se paragonassimo il tasso di disabilit\u00e0 moderata e grave in Canada con quello osservato in Cina, costateremmo che le differenze sono minime.<br \/>\nIl totale della prevalenza della disabilit\u00e0 \u00e8 del 4,8%. Questo dato relativamente basso \u00e8 parzialmente dovuto all&#8217;attuale composizione di et\u00e0 della popolazione Se dovessimo simulare una situazione dove la popolazione cinese avesse la stessa et\u00e0 che noi troviamo nei paesi industrializzati, la prevalenza totale media in Cina arriverebbe 7,7%.<br \/>\nParagonando il censimento dei Mali (1976) con gli altri, si notano alcune differenze. La prevalenza della disab\u00edlit\u00e0 nei bambini \u00e8 pi\u00f9 bassa, questo pu\u00f2 essere spiegato dal fatto che in Mali non si usa fare diagnosi in tenera et\u00e0. In genere, i genitori credono che il loro bambino sia malato e che presto o tardi guarir\u00e0. Questo spiega perch\u00e9 non viene utilizzata l\u2019etichetta di &#8220;disabile&#8221;. Un&#8217;altra ragione possibile di questa bassa prevalenza \u00e8 una eccessiva mortalit\u00e0. Nel 1976, il tasso di mortalit\u00e0 sotto i 5 anni si stimava fosse del 32% circa, ed \u00e8 probabile che un elevato numero di bambini disabili sia morto prima. Nel gruppo di et\u00e0 dai 15 ai 64 anni, i numeri della prevalenza non sono molto diversi da quelli relativi alla disabilit\u00e0 grave o moderata negli altri paesi. Dopo i 65 anni, sopravvivono pochi maliani disabili e i sintomi disabilitanti sono visti come &#8220;normali nelle persone anziane&#8221;. Di conseguenza, un membro della famiglia anziano non sempre viene inteso come &#8220;disabile&#8221;, anche se afflitto da gravi limitazioni funzionali e da restrizioni di attivit\u00e0 che portano ad una totale dipendenza dagli altri.<br \/>\nUsando le statistiche sulla popolazione delle Nazioni Unite per il 2000, arriveremo ad una stima globale per il tasso di prevalenza della disabilit\u00e0 moderata e grave del 5,5 %. Questo \u00e8 un totale della prevalenza: 8,5% per i paesi pi\u00f9 sviluppati e 4,8% per i paesi meno sviluppati.<br \/>\nQuesto ci porta alla stima totale per il 2000 di 335 milioni di persone gravemente o moderatamente disabili nel mondo, dei quali circa 101 milioni (30%) vivono nei paesi pi\u00f9 sviluppati e 234 milioni (70%) vivono in quelli meno sviluppati.<br \/>\nSarebbe ragionevole presumere che la maggior parte delle persone moderatamente o gravemente disabili dipendono dagli altri fisicamente, psicologicamente, socialmente o economicamente. Invece, la maggioranza di queste persone vive al di sotto del livello di povert\u00e0.<br \/>\nl dati sopra riportati ovviamente non comprendono la disabilit\u00e0 temporanea o a breve termine causata da malattie curabili o da condizioni reversibili o da disabil\u00ect\u00e0 terminale associata ad una malattia grave (a meno che questa malattia non sia lenta e degenerativa). Se fosse stata inclusa tale disabilit\u00e0, la prevalenza delle persone disabili aumenterebbe considerevolmente.<br \/>\nNei paesi in via di sviluppo, esistono molte persone che hanno una forma di disabilit\u00e0 duratura o una disabilit\u00e0 ricorrente derivante, per esempio da malattie batteriche o parassitiche, da tumori o da infezioni da HIV. Queste persone hanno bisogno di assistenza ma, come si prevede, solo un numero limitato di loro potr\u00e0 beneficiare di un programma di riabilitazione. Per questo motivo dette persone non sono state incluse nei calcoli sopra riportati.<br \/>\nE\u2019 importate aggiungere che anche le persone con disabilit\u00e0 lievi possono avere bisogno dell&#8217;aiuto di un programma di riabilitazione, in particolare di formazione professionale e di lavoro. Infatti, in larga misura tale riabilitazione si rivolge a questo gruppo di persone disabili.<\/p>\n<p><strong>Incidenza della disabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nNon esistono studi di ricerca su vasta scala riguardanti l&#8217;incidenza della disabilit\u00e0 osservata direttamente. Ci\u00f2 \u00e8 facile da comprendere. Fra i bambini, per esempio , potrebbe essere difficile identificare una disabilit\u00e0 come la paralisi cerebrale, la sordit\u00e0, il ritardo mentale prima che il bambino abbia almeno raggiunto l&#8217;et\u00e0 di alcuni mesi.<br \/>\nMolti bambini disabili muoiono in giovane et\u00e0, senza essere stati riconosciuti come disabili dalla loro famiglia, o da una persona competente a livello medico. Anche se viene fatta una diagnosi, la famiglia pu\u00f2 non essere stata informata. In alcuni paesi in via di sviluppo, dove il tasso di mortalit\u00e0 infantile \u00e8 stato molto elevato, i genitori non danno un nome ai bambini fino al compimento del primo anno di et\u00e0. Tutto questo rende ancora pi\u00f9 difficile lo svolgimento di ricerche sull&#8217;incidenza e sulla mortalit\u00e0 fra i bambini disabili.<br \/>\nIn et\u00e0 avanzata, molte persone affette da una malattia terminale sono limitate nello svolgimento delle loro attivit\u00e0 per un periodo pi\u00f9 o meno lungo prima della morte. Per alcuni questo periodo di disabilit\u00e0 dura solo alcuni giorni o settimane, per altri \u00e8 pi\u00f9 lungo. Non \u00e8 facile tirare una riga e decidere chi sar\u00e0 contato come &#8220;nuova persona disabile&#8221; e di conseguenza verr\u00e0 incluso nel calcolo dell&#8217;incidenza annuale. Per altre persone, la disabilit\u00e0 aumenta gradualmente e pu\u00f2 essere vista come &#8220;normale invecchiamento&#8221;, e non \u00e8 facile decidere a quale punto un essere umano entra nel gruppo delle persone gravemente o moderatamente disabili.<br \/>\nCi\u00f2 spiega perch\u00e9 le stime dell&#8217;incidenza annuale della disabilit\u00e0 sono basate su metodi indiretti. E\u2019 necessaria una ricerca per stabilire dei dati affidabili.<\/p>\n<p><strong>Sesso e disabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nL&#8217;incidenza della disabilit\u00e0 non \u00e8 la stessa negli uomini e nelle donne. Certe condizioni sanitarie sono pi\u00f9 frequenti in uno dei sessi. Per esempio, nei maschi esiste una incidenza leggermente pi\u00f9 elevata di ritardo mentale; essi hanno pi\u00f9 incidenti, certi disordini genetici, ecc. Le donne hanno disabilit\u00e0 causate dalla maternit\u00e0, l&#8217;osteoporosi, ecc. In molti paesi, dove le donne vivono pi\u00f9 a lungo degli uomini, la prevalenza totale di disabilit\u00e0 \u00e8 spesso pi\u00f9 elevata nelle donne. Ma per la maggior parte delle principali cause di disabilit\u00e0 non esiste una differenza significativa nell\u2019incidenza della disabilit\u00e0. Esempi sono la polio, la cataratta, le infezioni auricolari ed oculari. La sopravvivenza delle ragazze e delle donne, che sono disabili, pu\u00f2 essere influenzata dalla trascuratezza. Studi in diversi paesi dell&#8217;Asia del sud indicano una grande differenza di sesso nella prevalenza della disabilit\u00e0.<br \/>\nLe stime attuali, basate sulle cause gravi e moderate di disabilit\u00e0, sono tratte da una serie di ricerche svolte in tutte le divisioni ed unit\u00e0 dell\u2019OMS.<br \/>\nEsistono quattro cause principali di disabilit\u00e0:<br \/>\n-disturbi congeniti o perinatali (15-20%);<br \/>\n-malattie trasmissibili (20% circa);<br \/>\n-condizioni somatiche e mentali non trasmissibili (40-45%);<br \/>\n-e trauma\/lesioni (15% circa). Alcuni traumi sono legati alla violenza, che pu\u00f2 in seguito risultare in disabilit\u00e0 fisica e mentale.<\/p>\n<p><strong>Quali prospettive?<\/strong><br \/>\nLa prevalenza della disabilit\u00e0 in futuro dipender\u00e0 da una moltitudine di fattori. Il primo fattore da considerare \u00e8 la prevenzione della disabilit\u00e0.<br \/>\nTramite migliori interventi sanitari nell&#8217;ambiente, ecc. \u00e8 probabile che l&#8217;incidenza della disabilit\u00e0, in particolare, fra i bambini e gli adolescenti, possa essere prevenuta o ritardata. Tali sforzi preventivi avranno luogo a due livelli.<br \/>\nCi si potrebbe aspettare una diminuzione delle malattie trasmissibili e della malnutrizione nei paesi in via di sviluppo simile all&#8217;esperienza avuta nei paesi industrializzati.<br \/>\nUna riduzione dell&#8217;incidenza del 50%, diciamo, nel corso dei prossimi 20 anni, abbasserebbe il numero attuale di persone disabili (derivanti da queste cause) dagli stimati 73 (63-84) milioni a circa 50 milioni, considerando un aumento del 36% della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Cos\u00ec, la prevenzione a questo livello di successo riguarda circa 10?15 milioni di persone in un decennio. La disabilt\u00e0 come risultato di condizioni congenite o ereditarie e di malattie non trasmissibili, cos\u00ec come le condizioni di salute mentale, rimarranno molto probabilmente a quel livello. La disabilit\u00e0 causata da traumi\/lesioni \u00e8 in aumento. Gli interventi per \u201ccurare&#8221; la disabilit\u00e0 sono in aumento. Questi comprendono la chirurgia della cataratta, la terapia della lebbra, dell&#8217;oncocercosi e di altre malattie oltre alle nuove tecniche per correggere le carenze genetiche.<br \/>\nLa conclusione \u00e8 che la prevenzione della disabilit\u00e0 cambier\u00e0 lentamente il \u201c panorama della disabilit\u00e0 \u201cnei paesi in via di sviluppo. I risultati della prevenzione effettiva non porteranno a una diminuzione dei tassi di prevalenza totale, dato che altre cause pi\u00f9 determinanti provocheranno un aumento.<br \/>\nIl secondo fattore \u00e8 legato alle variazioni nella composizione dell&#8217;et\u00e0. E\u2019 probabile che il previsto tasso di sopravvivenza continuer\u00e0 ad aumentare in maniera abbastanza considerevole nei paesi meno sviluppati.<br \/>\nMoriranno meno persone giovani, e la proporzione di anziani (+65 anni) sar\u00e0 pi\u00f9 che triplicata fra il 2000 ed il 2035. I bambini ed i giovani disabili, che ora registrano un eccessivo tasso di mortalit\u00e0, vivranno pi\u00f9 a lungo e lo stesso avverr\u00e0 per le persone disabili pi\u00f9 anziane. Questo probabilmente aumenter\u00e0 in maniera abbastanza considerevole la prevalenza della disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;influenza dell\u2019ambiente<\/strong><br \/>\nL&#8217;ambiente nei paesi in via di sviluppo subir\u00e0 una serie di cambiamenti in futuro.<br \/>\nQuesti cambiamenti comprenderanno una maggiore urbanizzazione, pi\u00f9 traffico, uno sviluppo industriale (che provocher\u00e0 inquinamento e lesioni), un maggiore impiego di sostanze chimiche pericolose e di attrezzature nell&#8217;agricoltura, un deterioramento dei sistemi igienici, l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua. Tutti questi probabilmente contribuiranno ad una maggiore incidenza della disabilit\u00e0.<br \/>\nD&#8217;altra parte, \u00e8 probabile che qualche altro cambiamento possa diminuire l&#8217;insorgere o la gravit\u00e0 della disabilit\u00e0. Per esempio una migliore educazione e salute, un tasso pi\u00f9 basso di gravidanze, migliori metodi di allevamento dei bambini, una minore povert\u00e0, migliori condizioni abitative, orari di lavoro ridotti e migliori comunicazioni.<br \/>\nBasandoci su questi tre fattori, possiamo fare una previsione per i prossimi 35 anni. Nei paesi meno sviluppati, dove nel 2000, avremo circa il 4,8% di persone moderatamente o gravemente disabili, circa 35 anni dopo la percentuale sar\u00e0 del 7,0%.<\/p>\n<p>Articolo tratto dalla rivista Amici dei lebbrosi, n. 9\/\u201999<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo una stima, fra le diverse che sono possibili, oggi, anno 2000, vi sono 335 milioni di persone gravemente o moderatamente disabili nel mondo, dei quali circa 101 milioni (30%) vivono nei paesi pi\u00f9 sviluppati e 234 milioni (70%) vivono in quelli meno sviluppati.<br \/>\nSarebbe ragionevole presumere che la maggior parte delle persone moderatamente o gravemente disabili dipendono dagli altri fisicamente, psicologicamente, socialmente o economicamente. 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